Vai al contenuto

Le ragazze che stanno cambiando lo short track italiano

confortola-betti-short-track

La spedizione azzurra ai Mondiali di Montreal conferma la crescita di una generazione che, tra medaglie olimpiche e nuovi talenti, sta ridefinendo il futuro dello short track italiano

Ci sono sport in cui il ricambio generazionale arriva lentamente. E poi c’è lo short track italiano, dove nel giro di pochi anni una nuova squadra ha imparato a pattinare alla stessa velocità delle grandi potenze asiatiche ed europee. Una generazione nata tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila che oggi ha cambiato il volto della nazionale.

A Montreal, ai Mondiali 2026, l’Italia ha raccolto sei medaglie (1 oro, 2 argenti e 3 bronzi): il miglior risultato iridato degli ultimi trent’anni. Nel complesso gli azzurri hanno centrato 13 piazzamenti in top 10, confermando la solidità di una squadra ormai stabilmente ai vertici internazionali.

L’oro della staffetta mista

Il titolo mondiale è arrivato dalla staffetta mista, specialità in cui l’Italia si presentava da campione olimpico in carica. Il quartetto composto da Elisa Confortola, Chiara Betti, Thomas Nadalini e Pietro Sighel ha conquistato la vittoria al termine di una finale tesissima contro il Canada, risolta soltanto nelle ultime curve. Decisivo il sorpasso finale di Sighel sul fuoriclasse canadese Steven Dubois.Sul podio sono saliti anche Arianna Sighel e Luca Spechenhauser, impegnati nelle batterie.

Embed from Getty Images

L’argento di Nadalini

La prima medaglia d’argento porta la firma di Thomas Nadalini nei 1500 metri. Per il 23enne trentino si tratta della prima medaglia mondiale individuale. L’azzurro ha tagliato il traguardo alle spalle del coreano Rim Jong-un, ma è stato promosso al secondo posto dopo la squalifica dell’australiano Brendan Corey, inizialmente secondo. Da segnalare anche il successo nella finale B di Luca Spechenhauser, nono nella classifica finale.

L’argento della staffetta femminile

Il secondo argento arriva dalla staffetta femminile, con Chiara Betti, Elisa Confortola, Arianna Sighel e Gloria Ioriatti. Le azzurre hanno ceduto soltanto alla corazzata dei Paesi Bassi, conquistando comunque il miglior risultato iridato del XXI secolo per l’Italia. Sul podio è salita anche Margherita Betti, utilizzata nei quarti di finale.

Embed from Getty Images

I bronzi azzurri

Il primo bronzo porta la firma di Elisa Confortola nei 1000 metri, la sua prima medaglia mondiale individuale. Davanti a lei due campionesse assolute dello short track: la coreana Kim Gil-li, oro, e l’olandese Xandra Velzeboer, argento.
Il secondo bronzo è stato conquistato da Chiara Betti nei 500 metri, anche per lei prima medaglia iridata individuale. Sul podio, davanti all’azzurra, le olandesi Xandra Velzeboer e Selma Poutsma.
L’ultima medaglia, il terzo bronzo, è arrivata dalla staffetta maschile. Il quartetto composto da Luca Spechenhauser, Thomas Nadalini, Pietro Sighel e Lorenzo Previtali aveva inizialmente chiuso al quarto posto, ma la squalifica della Corea del Sud ha promosso gli azzurri sul podio.

Chi sono le ragazze che stanno guidando questa trasformazione?

Non si può che partire da Elisa Confortola, oggi uno dei volti più luminosi dello short track italiano. Nata a Sondalo, in Alta Valtellina, nel 2002, cresce in un territorio dove il ghiaccio è parte della quotidianità. Da bambina prova molti sport — sci alpino, volley, nuoto — ma il pattinaggio resta presto l’unico orizzonte possibile. A dodici anni decide di dedicarsi esclusivamente allo short track. Il primo risultato internazionale arriva nel 2018 ai Mondiali junior di Tomaszów Mazowiecki, con il bronzo in staffetta. L’anno successivo si impone agli EYOF 2019, vincendo l’oro nei 1500 metri, e viene scelta dal CONI per presentare la candidatura olimpica di Milano-Cortina alla sessione CIO di Losanna.
Nel 2020 fa parte della spedizione italiana ai Giochi Olimpici Giovanili di Losanna, in cui si ferma ai piedi del podio sia sui 500 metri sia nella staffetta mista. Dopo le Olimpiadi di Pechino 2022, entra stabilmente nella nazionale maggiore. Nel suo palmares figurano 5 medaglie mondiali (di cui 3 in questa straordinaria edizione) e 9 medaglie continentali (tra cui 2 ori, nei 1500 metri a Danzica 2024 e nella staffetta 3000 metri a Dresda 2025). Ha partecipato alle Olimpiadi di Milano Cortina, conquistando la medaglia d’oro nella staffetta mista (insieme ad Arianna Fontana, Chiara Betti, Thomas Nadalini, Pietro Sighel e Luca Spechenhauser) e l’argento nella staffetta femminile (insieme a Arianna Fontana, Chiara Betti e Arianna Sighel). Considerata una delle pattinatrici più tecniche del circuito europeo, molti la indicano come l’erede naturale di Arianna Fontana, leggenda mondiale dello short track.

Embed from Getty Images

Tra le protagoniste della nuova generazione azzurra c’è Chiara Betti  (gruppo sportivo Fiamme Gialle). Nata a Trento nel 2002, inizia a pattinare a 5 anni ma, a differenza del fratello Francesco, nella nazionale di pattinaggio di velocità, Chiara sceglie lo short track. A livello giovanile, si è messa in mostra agli EYOF 2019, dove ha conquistato l’argento nei 1000 metri. Il definitivo salto nella nazionale maggiore arriva dopo il 2022, quando diventa una pedina fondamentale nelle staffette italiane. In questi anni è riuscita a vincere 6 medaglie mondiali (di cui 3 in questa favolosa edizione) e 4 medaglie europee (tra cui 1 oro nella staffetta femminile a Dresda 2025). Ha partecipato alle Olimpiadi di Milano Cortina, conquistando la medaglia d’oro nella staffetta mista (insieme a Arianna Fontana, Elisa Confortola, Thomas Nadalini, Pietro Sighel e Luca Spechenhauser) e l’argento nella staffetta femminile (insieme ad Arianna Fontana, Elisa Confortola e Arianna Sighel). Piccola curiosità su di lei: prima di ogni gara infila sempre il pattino sinistro prima di quello destro. Sarà uno dei volti di spicco della nostra nazionale.

Embed from Getty Images

Nel gruppo azzurro l’esperienza è rappresentata da Arianna Sighel (gruppo sportivo Fiamme Oro). Nata a Trento nel 1996, il ghiaccio è letteralmente nel suo DNA. Figlia del pattinatore di velocità Roberto Sighel (che partecipò a cinque edizioni consecutive dei Giochi Olimpici Invernali, da Calgary 1988 a Salt Lake City 2002 e si laureò campione del mondo nel 1992) e sorella maggiore di Pietro Sighel (campione azzurro dello short track), ha imparato a pattinare all’età di tre anni su un lago ghiacciato a Baselga di Pinè, specializzandosi da subito nella pista corta. Fa l’esordio internazionale ai Giochi Olimpici Giovanili di Innsbruck 2012, ottenendo un quinto posto sui 1000 metri. In carriera ha conquistato 5 medaglie mondiali (di cui due a Montreal quest’anno) e 9 medaglie europee (tra cui 1 oro nella staffetta femminile a Dresda 2025). Ha partecipato alle Olimpiadi di Milano Cortina, conquistando la medaglia d’argento nella staffetta femminile (insieme ad Arianna Fontana, Elisa Confortola e Chiara Betti). Spesso è la frazionista che gestisce le fasi più delicate delle staffette.

Embed from Getty Images

Tra le atlete più complete del gruppo c’è Gloria Ioriatti  (gruppo sportivo Fiamme Oro). Nata a Esine, un piccolo paese della Val Camonica, nel 2000, è figlia di due pattinatori di caratura internazionale: il padre, Ermanno Ioriatti, rappresentò l’Italia a quattro edizioni consecutive dei Giochi Olimpici Invernali (da Nagano 1998 a Vancouver 2010) nel pattinaggio di velocità; la madre, Elisabetta Pizio, gareggiò alle Olimpiadi di Lillehammer 1994, sempre nella stessa disciplina. Dopo un breve trascorso in ambito giovanile su pista lunga, alla fine sceglie lo short track, facendo l’esordio internazionale ai Giochi Olimpici Invernali Giovanili di Lillehammer 2016. In carriera si è aggiudicata 3 medaglie mondiali (di cui un argento in questa edizione) e 6 medaglie europee.

Embed from Getty Images

Infine, troviamo l’ultima arrivata del gruppo, Margherita Betti (gruppo sportivo Fiamme Gialle), classe 2005, sorella minore di Chiara. Cresciuta nello stesso ambiente sportivo della sorella, ha bruciato le tappe nel circuito giovanile. Ai Mondiali junior 2024 di Danzica ha conquistato l’argento nella staffetta con l’Italia. Negli anni successivi si è imposta anche nel panorama nazionale: ai Campionati italiani junior ha dominato il programma vincendo tutte le distanze (500, 1000 e 1500 metri) e la classifica generale. Nel circuito di Coppa del Mondo junior ha raggiunto finali e piazzamenti tra le migliori europee, dimostrando una crescita costante. La convocazione ai Mondiali di Montreal rappresenta quindi il primo vero passo nella nazionale maggiore. E il debutto è stato subito da ricordare: argento iridato nella staffetta femminile.

Embed from Getty Images

Se il presente dello short track italiano è ancora legato alla grandezza di Arianna Fontana, il futuro ha già altri volti. Sono quelli di Elisa Confortola, Chiara Betti, Arianna Sighel, Gloria Ioriatti e della giovanissima Margherita Betti. Atlete diverse per storia e caratteristiche, ma unite da una stessa traiettoria: portare l’Italia stabilmente tra le grandi potenze del ghiaccio.
Montreal ha raccontato questo passaggio di testimone.
E, guardando la velocità con cui queste ragazze stanno crescendo, è difficile pensare che sia solo l’inizio.


* In copertina Elisa Confortola e Chiara Betti (Foto di CONI)