Dopo il biennio a Bergamo, la pallavolista ritrova il club che l’ha lanciata in Champions League. Ora vuole dimostrare quanto è cresciuta
C’è una certa logica nel ritorno di Martina Armini alla Savino Del Bene Volley. Non solo geografica o tattica: è una storia che si richiude su sé stessa con la consapevolezza di chi sa di aver percorso strada. La società scandiccese ha annunciato il ritorno del libero romano per la stagione 2026-2027, una seconda esperienza in Toscana dopo quella dell’annata 2023-2024. Nel mezzo, due anni a Bergamo che l’hanno plasmata come giocatrice e come persona.
Visualizza questo post su Instagram
Gli inizi: da schiacciatrice a libero
Nata a Marino, in provincia di Roma, il 19 settembre 2002, Armini ha mosso i primi passi nel volley con il Volleyrò Casal de’ Pazzi, inizialmente nel ruolo di schiacciatrice. Già nelle categorie giovanili si intuiva il talento: ha vinto il campionato nazionale Under 16 nel 2018 e quello Under 18 nel 2019, ricevendo in quello stesso anno la prima convocazione con la Nazionale Under 18, con cui ha conquistato la medaglia d’argento al Mondiale 2019. La vera svolta arriva con il cambio di ruolo. Nella stagione 2020-2021 entra a far parte del Club Italia, la squadra federale con cui affronta per la prima volta il campionato di Serie A2 e in cui diventa libero. La trasformazione si rivela vincente: al termine di quella stagione indossa la maglia della Nazionale Under 20 e conquista il titolo mondiale di categoria, ottenendo anche il premio come miglior libero della manifestazione.
Visualizza questo post su Instagram
La scalata alla Serie A1
Con il tricolore iridato giovanile cucito sul petto, il salto nel massimo campionato è naturale. Nella stagione 2021-2022 esordisce in Serie A1 con la Reale Mutua Fenera Chieri, e nell’estate 2022 conquista la medaglia d’oro ai Campionati Europei Under 21. Un biennio di crescita continua che la porta, nel 2022-2023, alla Bartoccini Fortinfissi Perugia per la seconda stagione consecutiva nella massima serie. Il passaggio alla Savino Del Bene nell’estate 2023 rappresenta un ulteriore step qualitativo. In quella prima esperienza scandiccese Armini fa il suo esordio in CEV Champions League, palcoscenico europeo che poche libere della sua generazione hanno già calcato. Un’annata formativa, anche se breve: dopo una sola stagione arriva la chiamata di Bergamo.
Il biennio orobico: crescita e numeri
Nelle due stagioni con il Volley Bergamo Armini si consolida come una delle migliori interpreti del ruolo nel campionato di Serie A1. I dati dell’ultima annata raccontano una giocatrice solida e affidabile: nella stagione 2025-2026 scende in campo in 28 partite, disputando 113 set, con 530 ricezioni totali e il 37% di ricezioni perfette. Cifre che testimoniano una continuità di rendimento difficile da costruire a certi livelli, soprattutto per una classe 2002.
La nazionale e il contesto azzurro
Il percorso con la maglia azzurra adulta è ancora in divenire, ma i segnali sono incoraggianti. Armini è stata inclusa tra le trenta convocate dal CT Julio Velasco per la Volleyball Nations League 2025 – un riconoscimento non banale in un reparto libero che annovera nomi come Monica De Gennaro ed Eleonora Fersino. È stata inoltre convocata nei collegiali primaverili in preparazione della stagione azzurra, segno che Velasco la considera una risorsa su cui costruire il ricambio generazionale. Non ha ancora accumulato presenze ufficiali nell’Italia A in contesti di torneo internazionale, ma il suo nome ricorre con costanza nelle liste tecniche federali.
Il ritorno a Scandicci: le parole e le ambizioni
Armini ha commentato così il ritorno in Toscana: “Tornare a Scandicci mi genera sensazioni molto importanti, perché ogni anno questa società cresce e ogni anno diventa sempre più prestigiosa. Sicuramente mi mancava la costanza, ora invece l’ho trovata e mi sento molto più sicura rispetto a quello che faccio in campo. Obiettivi? Fare il meglio possibile come squadra mentre, a livello personale, vorrei riuscire a esprimere quello su cui ho lavorato in questi anni, per dimostrare quanto sono cresciuta”. Parole che fotografano una maturità diversa rispetto alla prima esperienza scandiccese. A 23 anni, Armini non è più la giovane promessa da accompagnare: è un libero con tre stagioni di A1 alle spalle, un biennio europeo e un curriculum giovanile tra i più brillanti della sua generazione.
Il contesto tecnico: cosa porta a Gaspari
In un sistema di gioco come quello di Marco Gaspari, che valorizza la fluidità in ricezione e la solidità difensiva del reparto arretrato, un libero con le caratteristiche di Armini rappresenta un profilo funzionale. Reattività, lettura del gioco e buona gestione della palla in fase di costruzione sono le qualità che la contraddistinguono; il biennio bergamasco le ha aggiunto quella continuità che lei stessa cita come punto di svolta personale. La Savino Del Bene, club abituato a competere su tutti i fronti – scudetto, Coppa Italia e palcoscenico europeo – offre ad Armini l’ambiente ideale per compiere l’ultimo salto: quello da promessa consolidata a titolare indiscussa. Per Scandicci è un ritorno utile e ragionato; per lei, una nuova partenza con la memoria di chi conosce già la strada.
* In copertina e nell’articolo Martina Armini (Foto di Lega Volley Femminile)


