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Luca Dotto, addio al nuoto: la storia dell’uomo che portò l’Italia sotto i 48 secondi

Tre Olimpiadi, un argento mondiale, due titoli europei e oltre 90 medaglie: la parabola di Luca Dotto, uno degli sprinter più amati del nuoto italiano, dagli esordi giovanili all’addio commosso con l’amico-rivale di sempre Marco Orsi

C’è un modo elegante per chiudere un cerchio, ed è tornare esattamente dove quel cerchio, in fondo, non era mai stato tracciato una volta sola. Luca Dotto lo ha fatto scegliendo il Foro Italico, lo stadio del nuoto che lo ha visto sprintare da ragazzo e consacrarsi da uomo, per l’ultima bracciata della sua carriera agonistica. Il 27 giugno 2026, nella cornice del 62° Trofeo Settecolli, il velocista di Camposampiero ha nuotato il suo ultimo 50 stile libero individuale e, il giorno successivo, ha voluto un ultimo gesto simbolico: una sfida amichevole a fianco di Marco Orsi, compagno e rivale di ventuno anni di batterie, staffette e podi condivisi. I due si sono toccati insieme alla piastra dopo 45 metri, in un abbraccio più che in una gara, davanti a un pubblico che si è sciolto in un lungo applauso. Si chiude così, a 36 anni compiuti, la storia sportiva di uno degli sprinter più rappresentativi del nuoto italiano degli ultimi due decenni: primo azzurro a scendere sotto i 48 secondi nei 100 stile libero, unico italiano di sempre a salire su un podio mondiale nei 50 stile libero, campione d’Europa in vasca lunga e in vasca corta, tre volte partecipante olimpico. Una carriera che merita di essere raccontata per intero, anno dopo anno.

Dotto-Orsi-nuoto-Settecolli

Gli esordi: da Camposampiero al Team Veneto (1990-2009)

Luca Dotto nasce a Camposampiero, in provincia di Padova, il 18 aprile 1990. È la madre a portarlo in piscina per la prima volta, a sei anni, al Centro Nuoto Cittadella, sotto la guida del suo primo tecnico, Davide Pontarin: è l’inizio di un percorso maturato nel sistema giovanile del Team Veneto, la realtà cresciuta attorno ai piccoli impianti di provincia che negli anni porterà diversi nuotatori fino ai grandi palcoscenici internazionali. Da bambino, avrebbe raccontato più avanti in diverse interviste, preferiva calcio e basket alle gare di nuoto, e si definirà sempre “uno sportivo a 360 gradi”. La scelta dello stile libero arriva presto, dopo un titolo giovanile vinto nei 50 dorso: da quel momento decide di non tornare più indietro.
Il debutto in nazionale giovanile porta la data del 2006, alla Comen Cup di Rio Maior, in Portogallo. Ma è il 2008 l’anno della consacrazione internazionale in campo giovanile: ai Campionati mondiali giovanili di Monterrey, in Messico, Dotto conquista l’argento nei 50 stile libero e l’oro nei 100 e nella staffetta 4×100 stile libero; poche settimane dopo, agli Europei giovanili di Belgrado, arriva un’altra tripletta di podi, con l’oro nella 4×100 sl e nei 50 sl, gara in cui stabilisce il record italiano di categoria e la miglior prestazione mondiale dell’anno in 22″36. Nello stesso 2008 lima più volte i primati nazionali giovanili sia nei 50 sia nei 100 stile libero. Nel 2009, ai campionati italiani primaverili di Riccione, migliora lo storico primato di Giorgio Lamberti nei 100 m categoria cadetti (1989), fermando il cronometro a 49″22, tempo che verrà però immediatamente ritoccato da Marco Orsi. A dicembre arriva il debutto in nazionale maggiore: agli Europei in vasca corta di Istanbul conquista il bronzo nella staffetta veloce 4×50 stile libero, alle spalle di Francia e Croazia.

2010: il trasferimento a Roma e i primi exploit internazionali

Il 2010 è l’anno della svolta logistica e tecnica: Dotto entra nel Gruppo Sportivo Forestale e si trasferisce a Roma per allenarsi al fianco di Filippo Magnini, sotto la guida del tecnico Claudio Rossetto. Ai Campionati europei in vasca lunga di Budapest arriva l’esclusione dalla finale della staffetta 4×100, ma la gara individuale dei 100 metri regala il primo, importante segnale: in batteria scende a 48″98, diventando il secondo italiano di sempre a chiudere sotto i 49 secondi senza l’ausilio dei costumi tecnologici, prima di migliorarsi ulteriormente in semifinale (48″94) e chiudere ottavo in finale. A novembre, agli Europei in vasca corta di Eindhoven, arriva la prima vera medaglia internazionale assoluta: bronzo nei 100 stile libero, battendo proprio Magnini, e oro nella staffetta 4×50 stile libero insieme a Lucio Spadaro, lo stesso Magnini e Marco Orsi. A dicembre, ai Mondiali in vasca corta di Dubai, Dotto raggiunge entrambe le finali individuali (ottavo nei 50, settimo nei 100, con il crono di 46″68 che lo rende il secondo italiano di sempre sotto i 47 secondi dopo Magnini) e, tre giorni dopo la fine della rassegna iridata, conquista i suoi primi titoli italiani assoluti in vasca corta nei 100 e nei 50 stile libero.

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2011: l’argento storico di Shanghai

Il 2011 è l’anno che consegna Luca Dotto alla storia del nuoto azzurro. Ai Campionati mondiali di Shanghai, dopo essersi qualificato dodicesimo in batteria nei 50 stile libero, migliora il proprio primato personale in semifinale (21″97, quarto tempo di ingresso in finale) e in finale conquista la medaglia d’argento con il crono di 21″90, alle spalle del brasiliano Cesar Cielo e davanti al francese Alain Bernard: è la prima medaglia iridata italiana in questa specialità, tuttora l’unica della storia azzurra nei 50 stile libero maschili. Nella gara regina dei 100 stile Dotto raggiunge comunque la finale, chiudendo settimo in 48″24, mentre con la staffetta 4×100 sl è quarto assieme a Marco Orsi, Michele Santucci e Filippo Magnini. A dicembre, agli Europei in vasca corta di Stettino, arrivano un altro oro (4×50 sl) e un argento individuale nei 100 sl.

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2012: l’infortunio e Londra

Il 2012 resta l’anno più complicato della carriera di Dotto: un serio infortunio alla schiena lo tiene lontano dagli allenamenti per circa un mese e mezzo proprio durante la preparazione olimpica. Alle Olimpiadi di Londra le prestazioni ne risentono: settimo posto con la 4×100 sl, tredicesimo nei 50 sl, ventiduesimo nei 100 sl, quattordicesimo nella 4×100 misti. È anche l’anno del debutto nel mondo della moda: Dotto viene coinvolto nella campagna Emporio Armani 7 legata ai Giochi di Londra e, in seguito, scelto come testimonial per l’edizione limitata del profumo Armani Sport Code. Nella stagione invernale arriva comunque il riscatto: quarto posto nei 100 agli Europei in vasca corta di Chartres e una nuova medaglia iridata, il bronzo con la 4×100 sl ai Mondiali in vasca corta di Istanbul.

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2013-2015: continuità internazionale

Nel 2013 Dotto conquista tre medaglie ai Giochi del Mediterraneo di Mersin, in Turchia, tra cui il bronzo individuale nei 100 stile libero. Ai Mondiali di Barcellona è quinto con la 4×100 sl e torna in finale nei 100 sl, confermandosi tra i migliori sprinter al mondo; agli Europei in vasca corta arrivano due argenti nelle staffette. Nel 2014, agli Europei di vasca lunga, sfiora una nuova medaglia individuale nei 100 sl (quinto posto, dopo aver pagato una condotta di gara troppo aggressiva), ma porta comunque a casa oro e bronzo nelle staffette; ai Mondiali in vasca corta di Doha arriva la sua terza medaglia iridata, il bronzo con la 4×50 sl. Nello stesso anno Giorgio Armani lo richiama per la linea intimo uomo e occhiali del marchio. Il 2015 si chiude con la quarta medaglia mondiale in carriera: bronzo nella 4×100 sl ai Mondiali di Kazan, nuotando la prima frazione insieme a Filippo Magnini, Michele Santucci e Marco Orsi.

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2016: il muro dei 48 secondi e il titolo europeo

Il 21 aprile 2016, ai Campionati italiani di Riccione, Luca Dotto scrive una delle pagine più importanti della storia del nuoto azzurro: 47″96 nei 100 stile libero, primo italiano di sempre sotto il muro dei 48 secondi, nuovo record nazionale che supera il precedente primato di Magnini (48″04). Il tempo resterà primato italiano per due stagioni, fino all’agosto 2018. Agli Europei di Londra arriva la stagione più ricca in una singola manifestazione: oro nei 100 stile libero (titolo continentale, che riporta in Italia quattro anni dopo l’ultimo successo di Magnini), argento con la 4×100 sl, argento con la 4×100 mista mixed e bronzo con la 4×200 sl, risultato che qualifica la staffetta alle Olimpiadi di Rio nonostante non fosse la distanza a lui più congeniale. Alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, la sua seconda apparizione a cinque cerchi, chiude nono nei 50 sl, tredicesimo nei 100 sl, nono con la 4×100 sl e undicesimo con la 4×100 misti.

2017-2019: l’esperienza e la maturità agonistica

Nel 2017 Dotto conquista il suo 20° titolo italiano assoluto e raggiunge due finali mondiali a squadre (4×100 e 4×200 sl) ai Mondiali di Budapest. Ma è agli Europei in vasca corta di Copenaghen, a dicembre, che firma la spedizione più prolifica della carriera: cinque medaglie, tra cui l’oro nei 100 stile libero con il crono di 46″11 (il suo miglior tempo di sempre in vasca corta), due argenti nelle staffette 4×50 sl e 4×50 mista, due bronzi nella 4×50 mista mixed e nei 50 sl, gara in cui abbassa il proprio primato personale a 20″78. Nel 2018, agli Europei di Glasgow, arriva un altro argento con la 4×100 sl al fianco di Alessandro Miressi e Lorenzo Zazzeri. È proprio Miressi, il 12 agosto 2018, a scrivere una nuova pagina della velocità italiana abbattendo il record di Dotto nei 100 stile libero con il crono di 47″92 (poi ulteriormente abbassato a 47″45 nel 2021, tempo tuttora primato nazionale). Nel 2019, ai Mondiali di Gwangju, Dotto nuota la sua frazione (47″81) nella 4×100 sl che chiude al quarto posto, mancando il podio per appena cinque centesimi.

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2020-2021: la pandemia, il lutto e Tokyo

Il 2020 è un anno durissimo sotto il profilo personale: alla sospensione delle attività per la pandemia di Covid-19 e al rinvio dei Giochi di Tokyo si aggiunge la scomparsa improvvisa della madre, un lutto che l’atleta ha definito pubblicamente come uno dei momenti più difficili della propria vita. Per ritrovare motivazione e serenità, Dotto avvia nel 2021 una collaborazione con Mike Maric, ex campione del mondo di apnea, lavorando sull’aspetto mentale presso la piscina termale Y-40 di Montegrotto Terme, alle porte di Padova. L’obiettivo dichiarato è arrivare a Parigi 2024 per chiudere lì la carriera. Alle Olimpiadi di Tokyo, la sua terza partecipazione a cinque cerchi, nuota la batteria della 4×100 stile libero in 47″81 insieme a Manuel Frigo, Santo Condorelli e Alessandro Miressi: la squadra italiana, completata in finale da Miressi, Thomas Ceccon, Lorenzo Zazzeri e Frigo, conquista lo storico argento olimpico, la prima medaglia della staffetta veloce azzurra ai Giochi. Secondo il regolamento World Aquatics, che riconosce la medaglia anche ai nuotatori impegnati in batteria in una staffetta che si laurea a podio in finale, quello di Tokyo rappresenta di fatto l’unico argento olimpico in carriera per Dotto.

2022-2025: la seconda vita davanti alle telecamere

Dal 2022 Luca Dotto inizia una collaborazione con Sky Sport Italia come opinionista per le gare di nuoto, mentre continua a gareggiare a livello nazionale con il Centro Sportivo Carabinieri, gruppo sportivo in cui è confluito dopo la soppressione del Corpo Forestale dello Stato. Il sogno di chiudere la carriera alle Olimpiadi di Parigi 2024 non si concretizza a livello agonistico: per i Giochi francesi Dotto viene scelto come commentatore tecnico per Eurosport, al fianco di Aglaia Pezzato, per la copertura delle gare di nuoto. Nel 2025 continua comunque a gareggiare con serenità in ambito nazionale, raggiungendo ad esempio la finale dei 50 stile libero ai Campionati Italiani Assoluti, mentre porta avanti gli studi universitari, ormai vicini alla conclusione, e la collaborazione con il tecnico Alessandro Mencarelli, che nel frattempo si è trasferito a Trieste. È proprio nella primavera del 2025 che Dotto annuncia pubblicamente che il Trofeo Settecolli 2026 sarà la sua ultima gara.

 

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2026: l’addio al Foro Italico

Il 27 giugno 2026 Luca Dotto nuota il suo ultimo 50 stile libero individuale al Trofeo Settecolli di Roma, gara che lo stesso atleta definirà “emozionante” al punto da rischiare le lacrime salutando la compagna Virginia Menicucci prima della partenza. Il giorno successivo, davanti al pubblico del Foro Italico, sceglie di chiudere la carriera con una sfida simbolica contro l’amico e storico rivale Marco Orsi, un “uno contro uno” raccontato dalla telecronaca speciale del giornalista Rai Tommaso Mecarozzi: i due arrivano insieme dopo 45 metri, in un tocco condiviso che trasforma la gara in un gesto di amicizia più che in un confronto agonistico. Visibilmente commosso, Dotto ringrazia i tecnici Claudio Rossetto e Alessandro Mencarelli, le società che lo hanno cresciuto – Larus Nuoto, Team Veneto, Centro Nuoto Cittadella e il Gruppo Sportivo della Forestale – oltre alla Federazione, ai compagni di nazionale e alla propria famiglia.

I numeri di una carriera lunga ventuno anni

Il palmarès di Luca Dotto conta, secondo i dati ufficiali della Federazione Italiana Nuoto, 26 ori, 20 argenti e 15 bronzi tra competizioni nazionali e internazionali di categoria assoluta, per un totale di 61 medaglie; considerando anche le rassegne giovanili e le competizioni minori, diverse fonti giornalistiche parlano di oltre 90 podi complessivi in carriera, di cui oltre 30 conquistati a livello assoluto internazionale tra Mondiali, Europei e Giochi del Mediterraneo. A livello individuale resta protagonista un argento mondiale (Shanghai 2011, 50 sl) tuttora unico nella storia azzurra in questa specialità, due titoli europei nei 100 stile libero – uno in vasca lunga (Londra 2016) e uno in vasca corta (Copenaghen 2017) – e il primato italiano dei 100 stile libero, detenuto dal 21 aprile 2016 al 12 agosto 2018 con il crono di 47″96, tuttora quarta prestazione italiana di sempre alle spalle di Miressi, Ceccon e dello stesso Dotto in diverse annate. In carriera ha partecipato a tre edizioni dei Giochi Olimpici (Londra 2012, Rio de Janeiro 2016, Tokyo 2020) e a sei Campionati del Mondo in vasca lunga.

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La vita fuori dalla vasca

Complice il fisico e l’immagine curata, Dotto ha affiancato al nuoto una parallela carriera nel mondo della moda: dal 2012 ha collaborato più volte con Emporio Armani, posando per la linea Armani 7 in occasione delle Olimpiadi di Londra e, in seguito, per le collezioni di intimo uomo e occhiali del marchio, oltre a essere stato ambassador per la linea running di Arena. Aderisce inoltre alla campagna anti-doping “I AM DOPING FREE”, lanciata da Filippo Magnini, e non è mai risultato positivo ad alcun controllo antidoping nel corso della carriera. Per la Federazione Italiana Nuoto è stato inoltre testimonial della campagna “Spiagge sicure”, dedicata alla sicurezza in acqua e al ruolo degli assistenti bagnanti. Sul piano sentimentale, Dotto è stato legato in passato alla schermitrice Rossella Fiammingo, due volte campionessa del mondo di spada e medaglia d’argento olimpica a Rio 2016, e in seguito alla ballerina Greta Zuccarello. Negli ultimi anni la sua compagna è la nuotatrice Emma Virginia Menicucci, finalista olimpica e mondiale con la staffetta 4×100 stile libero azzurra. Nel 2019 ha fondato la Luca Dotto Swim Academy, un progetto di camp estivi rivolto ai giovani nuotatori che negli anni ha coinvolto anche altri campioni del nuoto azzurro, da Silvia Di Pietro a Virginia Menicucci, fino al campione del mondo dei 50 rana Simone Cerasuolo, oltre alla collaborazione con Mike Maric per le lezioni di apnea. Sul fronte televisivo, dal 2022 è opinionista per Sky Sport Italia e nel 2024 ha lavorato come commentatore tecnico per Eurosport durante le Olimpiadi di Parigi.

Le prospettive future

Archiviata la carriera agonistica, Luca Dotto ha già tracciato le linee della propria “seconda vita” nel mondo dello sport, questa volta fuori dall’acqua. Resterà legato al mondo federale come conduttore di “Camera di chiamata”, il nuovo talk della Federazione Italiana Nuoto dedicato a raccontare campioni del passato e del presente del movimento azzurro, la cui prima puntata è andata in onda il 29 giugno 2026. In parallelo porterà avanti la collaborazione con Studio Map, agenzia di comunicazione triestina, seguendo tra l’altro la copertura di imbarcazioni impegnate in regate come la Barcolana, e con DAO Sport, realtà che lo ha affiancato per anni nel corso della carriera agonistica. Continuerà inoltre a far crescere la Luca Dotto Swim Academy, con l’obiettivo dichiarato di moltiplicare le tappe in giro per l’Italia, e a gennaio conta di completare il proprio percorso di laurea. Resta inoltre vicino, in un ruolo informale di riferimento, ai giovani nuotatori del Centro Sportivo Carabinieri.

L’eredità di Luca Dotto

Ci sono carriere che si misurano in centesimi di secondo e altre che si misurano in anni di presenza costante, ostinata, ai vertici di uno sport durissimo come il nuoto. Quella di Luca Dotto appartiene a entrambe le categorie: il centesimo che lo separò dal bronzo di Shanghai, i centesimi guadagnati o persi in ventuno stagioni di batterie, finali e staffette, ma anche la capacità di restare competitivo dal 2006 al 2026, attraversando quattro cicli olimpici, un lutto familiare, un infortunio e una pandemia senza mai smettere di tuffarsi in vasca. Il suo nome resterà legato per sempre al muro dei 48 secondi abbattuto a Riccione nel 2016, ma anche a un modo composto ed elegante di vivere lo sport e di lasciarlo, senza polemiche, con un ultimo abbraccio all’amico di sempre nell’acqua del Foro Italico. Il nuoto italiano, da lunedì, dovrà abituarsi a raccontare Luca Dotto al passato. Lui, dal canto suo, ha già iniziato a raccontarlo da dentro.

* In copertina Luca Dotto (Foto di Giorgio Scala/DBM)