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Julia Kudiess a Novara: la stella verdeoro che vuole conquistare l’Italia

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La centrale brasiliana di origini italiane firma un biennale con l’Igor Gorgonzola: prima esperienza europea per una delle migliori al mondo nel suo ruolo

Bastano i numeri a raccontare chi è Julia Kudiess: 23 anni, 12 titoli di club, due Mondiali disputati, un argento e un bronzo con la maglia verdeoro, e una carriera che ha già cambiato passo almeno tre volte prima ancora di lasciare il Brasile. Da ieri è ufficialmente una giocatrice dell’Igor Gorgonzola Novara, pronta a scrivere il primo capitolo europeo di una storia che si preannuncia lunga. L’annuncio è arrivato martedì 12 maggio attraverso i canali ufficiali del club piemontese e della stessa giocatrice, con un video in cui Kudiess si è rivolta ai tifosi anche in italiano – la lingua che sente sua, per radici familiari e per passione personale. Contratto biennale, roster completato per la stagione 2026-2027: la Igor ha chiuso il mercato con quello che, sulla carta, è il colpo più significativo dell’estate nella pallavolo femminile italiana.

 

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Gli esordi e la famiglia di pallavolisti

Nata a Brasília il 2 gennaio 2003, Julia cresce in una famiglia in cui la pallavolo è quasi una lingua madre. Sua sorella Laura ha indossato la maglia del Minas in Superliga, suo fratello Bernardo ha militato nel settore giovanile dello stesso club, entrambi poi ritiratisi per ragioni di studio. Julia, invece, ha scelto di restare in campo. Entra nel vivaio del Minas Tênis Clube di Belo Horizonte a quattordici anni, nel 2017. È il punto di partenza di un percorso lineare e progressivo: prima le categorie giovanili, poi qualche presenza in prima squadra nella stagione 2020-21, infine la promozione definitiva nell’organico senior. Ha appena diciotto anni quando esordisce stabilmente nel palcoscenico della Superliga Série A – il campionato brasiliano femminile, tra i più competitivi del mondo.

Le caratteristiche tecniche

Centrale pura, mancina di attacco, Kudiess si distingue per la qualità del muro e per l’efficacia nelle pipe, i colpi veloci al centro che mettono in crisi i sistemi difensivi avversari. Alta 193 centimetri con un’elevazione al muro di 287 cm e un tocco in attacco a 306 cm, possiede le misure fisiche per dominare in qualsiasi campionato. Ma non è solo una questione di centimetri: il suo timing nel salto, la lettura del gioco in seconda linea e la capacità di reggere la pressione nei momenti decisivi la distinguono dalle pure dotazioni atletiche. Dopo la grave lesione al legamento crociato anteriore subita durante la VNL di maggio 2024 – un infortunio che le ha fatto saltare le Olimpiadi di Parigi, vinte dall’Italia di Egonu – il suo recupero ha impressionato per rapidità e solidità mentale. Tornata in campo a gennaio 2025, ha ripreso da dove aveva lasciato.

Nove anni al Minas: un palmares da antologia

La carriera di Kudiess al Gerdau Minas è un catalogo di vittorie. Dal 2020 a oggi, con la casacca biancoverde ha conquistato tre Superligas (2020-21, 2021-22 e 2023-24), tre campionati sudamericani per club, due Coppe Brasil e due Supercoppe. In totale, dodici trofei che certificano come il Minas sia stato, in questo ciclo recente, la squadra dominante del volley femminile brasiliano. A livello individuale, i riconoscimenti non sono mancati: nel 2023-24 è stata eletta Rivelazione della Superliga, nel 2024 ha ricevuto il premio di MVP del Sudamericano Clubs – la versione continentale della Champions League – e nell’ultima stagione 2025-26 ha vinto il premio di Migliore Centrale della Superliga, guidando le classifiche di muro con 113 punti nel fondamento. Nella stagione appena conclusa ha disputato 31 partite, firmando complessivamente 369 punti. Il Minas ha chiuso la Superliga da vicecampione, sconfitto in finale dal Praia Clube: una sconfitta amara che ha coinciso con l’addio di Kudiess al club che l’ha cresciuta, dopo oltre duecento partite in maglia minastenista.

La Nazionale brasiliana: tra argento, bronzo e un’Olimpiade sfiorata

Con la Seleção Brasileira, Julia Kudiess ha bruciato le tappe. Entrata nel gruppo adulto nel 2022, ha partecipato a due edizioni dei Campionati Mondiali: argento nel 2022 e bronzo nel 2025. Sul fronte della VNL, è stata vicecampionessa nel 2022 e nel 2025, oltre a essere stata nominata migliore centrale – muro – in entrambe le ultime edizioni della competizione. La parentesi più dolorosa rimane quella parigina: la lesione al crociato la costringe a saltare i Giochi Olimpici del 2024, vinti dalla nazionale italiana di Julio Velasco. Ma il ritorno in campo ha dissipato qualsiasi dubbio: nel 2025 la Volleyball World l’ha inserita nella top 5 delle migliori giocatrici del pianeta. A 23 anni.

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Novara, una scelta e un progetto

“Sono davvero felice di iniziare questa nuova avventura. Sono italo-brasiliana e per questo amo l’Italia, la sua meravigliosa cucina e la sua cultura che mi affascina molto. Non vedo l’ora di scoprire la città di Novara. Sono emozionata e motivata all’idea di rappresentare un club così prestigioso”: così la stessa Kudiess, nelle prime parole da nuova giocatrice azzurra. A Novara troverà un reparto centrali di alto livello, con Sara Bonifacio, Federica Squarcini e Benedetta Bartolini già confermate. Il direttore generale Enrico Marchioni non ha nascosto l’entusiasmo: “Julia è una giocatrice che nonostante la giovane età ha già dimostrato di essere una delle top al mondo nel suo ruolo. Siamo felici e orgogliosi che abbia scelto noi per la sua prima avventura all’estero”. In campo italiano, Kudiess si troverà a sfidare alcune connazionali come Gabi Guimarães (Conegliano) e Julia Bergmann (prossima allo Scandicci): un derby brasiliano che aggiunge pepe a una Serie A1 già ricca di nomi internazionali. La Igor ha già dimostrato la sua competitività nel recente passato – vincitrice della Courmayeur Cup nella prestagione 2025-26, superando Conegliano e Scandicci – e con questo innesto punta a tornare stabilmente tra le prime quattro d’Europa.

Il futuro: A1 italiana come banco di prova

La Serie A1 femminile è considerata uno dei campionati più esigenti al mondo: tecnica, intensità e profondità dei roster mettono a nudo qualsiasi lacuna. Per Kudiess, questa sarà la prima vera prova europea – e con un contratto biennale, c’è tutto il tempo per imparare, crescere e incidere. Se il rendimento sarà all’altezza di quanto mostrato in Brasile, il palcoscenico novarese potrebbe diventare il trampolino verso i più grandi club del continente. A 23 anni, con dodici titoli in bacheca, due Mondiali disputati e una carriera già forgiata dalla resilienza – quella rottura del crociato superata con determinazione rara – Julia Kudiess non arriva in Italia a fare esperienza. Arriva a vincere. Novara, e tutta la Serie A1, sono avvisate.

* In copertina Julia Kudiess (Foto di Hedgard Moraes)