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Basket femminile: Costa Masnaga e Faenza promosse in Serie A1

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La CLV-Limonta batte Valdarno in gara-3, l’E-Work supera Alpo in trasferta: entrambe torneranno nel massimo campionato

Sabato 17 maggio, due palazzetti distanti centinaia di chilometri hanno scritto la stessa parola: A1. A Costa Masnaga, in provincia di Lecco, la CLV-Limonta ha liquidato San Giovanni Valdarno con un netto 95-81 nella bella dei playoff, centrando la terza promozione in Serie A1 della propria storia. Ad Alpo di Villafranca, in Veneto, l’E-Work Faenza ha espugnato il campo dell’Ecodent in gara-3 per 88-84, chiudendo una finale vissuta a corrente alternata e tornando nella massima categoria a un anno esatto dall’ultima volta. Due traiettorie diverse, una coincidenza perfetta.

Costa Masnaga: secondo in classifica, primo nei playoff

La stagione della CLV-Limonta si era aperta con ambizioni precise. Nel Girone A dell’A2 femminile, la squadra di coach Facundo Bereziartua ha disputato un campionato di alto livello, chiudendo la regular season al secondo posto con 38 punti, alle spalle del Sanga Milano (42). Un gap che sulla carta sembrava indicare una gerarchia chiara. I playoff hanno ribaltato le carte. Nel tabellone 2, Costa Masnaga ha superato Alcamo al quarto di finale per 2-0, soffrendo però più del previsto in entrambe le partite – con Patricia Brossmann, argentino-italiana da 26 punti nel match decisivo in Sicilia, a fare la differenza. In semifinale è toccato alla combattiva Livorno cedere in due gare. In finale, l’avversaria era San Giovanni Valdarno, protagonista di un percorso ai limiti dell’incredibile: le aretine avevano eliminato Ragusa e poi Matelica (con una gara assegnata a tavolino per il mancato arrivo dell’ambulanza al campo di gara). La serie è andata alla bella: Costa ha perso gara-2 in casa (73-87), poi ha dominato la terza partita con lo stesso punteggio del match d’esordio: 95-81. Decisivo il terzo quarto, chiuso 33-20, che ha spezzato l’equilibrio del primo tempo (45-42). Protagonista assoluta Marta Moscarella Contreras, la colombiana naturalizzata che nella gara-2 aveva già firmato 32 punti e che in gara-3 ha raggiunto quota 29 con 12 rimbalzi e una valutazione da 37. Al suo fianco, Johanna Teder, estone alla sua prima stagione da senior dopo l’università, ha confermato la qualità mostrata lungo tutta l’annata, mentre Brossmann ha chiuso con 18 punti e 10 rimbalzi. “Ci siamo resi conto che si poteva fare”, ha dichiarato il general manager Bicio Ranieri. “Giovani protagoniste, senior da esempio, e poi Moscarella: un animale”.

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Faenza: dalla scelta di retrocedere alla promozione conquistata sul campo

La storia dell’E-Work è più complicata, e per questo ancora più significativa sul piano sportivo. L’estate scorsa, il Faenza Basket Project aveva deciso di auto-retrocedersi dalla Serie A1 per ragioni di sostenibilità economica, dopo quattro stagioni consecutive nella massima categoria (2021/22-2024/25). Una scelta obbligata, presa in un contesto di difficoltà finanziarie che nel corso della stagione 2025/26 sono rimaste sullo sfondo: in aprile lo staff aveva segnalato pubblicamente ritardi nei pagamenti, mentre la dirigenza confermava di essere al lavoro sulla cessione della società. Eppure sul parquet il gruppo allenato da Paolo Seletti ha retto, compattandosi attorno a un’identità costruita sulla gioventù e sul carattere. Nel Girone B – il più equilibrato – Faenza ha chiuso quarta con 29 punti, penalizzata di tre punti in estate per inadempienze economiche risalenti alla stagione precedente. Poi, ai playoff, è partita la rimonta. Nel tabellone 1, le romagnole hanno battuto Torino per 2-0, poi hanno eliminato il Sanga Milano – prima classificata del girone A – per 2-0, vincendo gara-2 in overtime a Milano. In finale, di fronte c’era l’Ecodent Alpo: gara-1 persa in Veneto (59-73), gara-2 vinta al PalaBubani di Faenza (78-73), gara-3 decisa sul campo avversario per 88-84. Punteggio firmato soprattutto da Francesca Parmesani (23 punti), Marianna Zanetti (19) e Serena Soglia (19+13 rimbalzi).

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Il futuro: certezze per Costa, interrogativi per Faenza

Per la CLV-Limonta, il rientro in A1 è il punto d’arrivo di un percorso coerente. La società brianzola – fondata nel 1972, già in massima categoria nel 1995 e poi promossa nel 2019 – si presenta alla Serie A1 2026/27 con un nucleo giovane, una filosofia tecnica chiara e il supporto di uno staff consolidato. La presidente Anna Maria Frattini guiderà la squadra verso una stagione che punta alla salvezza, ma con la consapevolezza di avere talento da far crescere. Diverso il discorso per Faenza. La dirigenza ha confermato di stare valutando ogni opzione per la stagione 2026/27, inclusa la cessione dell’intera società. Il presidente Mario Fermi ha ammesso la necessità di trovare almeno 600.000 euro di budget per affrontare la A1 in modo sostenibile. L’impresa sportiva è reale e certificata, il suo utilizzo pratico è ancora tutto da definire. Nelle parole di Fermi ai media locali: “Stiamo lavorando per voi”. Una frase che suona a metà tra la promessa e l’appello. Il presidente FIP Giovanni Petrucci ha fatto pervenire le congratulazioni ufficiali a entrambe le società, riconoscendo il valore del traguardo raggiunto. La Lega Basket Femminile, intanto, attende le iscrizioni.

Una promozione, due racconti

Costa Masnaga e Faenza portano in dote all’A1 2026/27 due storie che il basket femminile italiano conosce bene: il club di territorio che cresce con pazienza e il progetto più fragile che si aggrappa allo sport per sopravvivere. L’una con la certezza del futuro, l’altra con il nodo da sciogliere entro fine maggio. Entrambe, però, hanno guadagnato sul campo quello che nessuna classifica di regular season aveva garantito. E in un campionato in cui spesso il denaro decide più della pallacanestro, questo conta ancora qualcosa.

* In copertina e nell’articolo Costa Masnaga e Faenza (Foto di Lega Basket Femminile)