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Quale futuro per il biathlon femminile italiano?

Dopo il ritiro di Dorothea Wierer, diamo uno sguardo alle possibili protagoniste delle prossime stagioni

Sabato 21 febbraio, Anterselva si prepara a festeggiare: è l’ultimo giorno delle gare olimpiche di biathlon, c’è la mass start femminile, e si sta chiudendo un capitolo nella storia dello sport italiano: a 35 anni Dorothea Wierer sta per correre la sua ultima gara in carriera. E lo farà egregiamente con un buon quinto posto. Ma riavvolgiamo il nastro. Originaria di Rasun-Anterselva, Doro  – come la chiamano i tifosi – vinse la sua prima gara in Coppa del Mondo nel 2015, a 24 anni. Da quel momento non si è più fermata: 440 presenze in Coppa del Mondo, 20 vittorie e 72 podi, 2 coppe del Mondo Generali (nel 2019 e nel 2020) e 4 coppe di specialità (2 coppe di individuale, 1 coppa di inseguimento, 1 coppa di partenza in linea), 4 medaglie olimpiche in 4 edizioni diverse (bronzo staffetta mista a Sochi 2014, bronzo staffetta mista a PyeongChang 2018, bronzo sprint a Beijing 2022, argento staffetta mista a Milano Cortina 2026), 12 medaglie mondiali (di cui 4 d’oro). È stata, inoltre, tra le poche biathlete ad aver ottenuto un successo in tutti i sette format di gara del biathlon.

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Ma il dato più significativo non è solo statistico. Wierer è stata la prima grande star globale del biathlon italiano. Con il suo talento, il suo carattere e una naturale capacità di comunicare con il pubblico, ha portato uno sport tradizionalmente di nicchia fuori dai suoi confini storici. Il biathlon è sempre stato popolare nelle vallate alpine, ma negli ultimi dieci anni è diventato una presenza stabile nella narrazione sportiva nazionale. Grazie alla sua figura, oggi il biathlon italiano può continuare a crescere trovandosi davanti un gruppo più ampio, più maturo e ormai abituato alla ribalta. Una domanda però sorge lecita.

Quali saranno le atlete di punta della nostra nazionale del futuro?

Il ruolo di traghettatrice spetterà sicuramente a Lisa Vittozzi. La 31enne di Sappada, campionessa olimpica nell’inseguimento a Milano Cortina e portabandiera nella cerimonia di chiusura, qualche giorno fa ha smentito le voci di un ritiro imminente, anzi ha confermato che gareggerà almeno per un’altra stagione. E potrebbe perfino spingersi fino alle Olimpiadi Invernali 2030 in programma sulle Alpi Francesi! Nonostante un palmares di tutto rispetto, dalla Coppa del Mondo Generale vinta nel 2024 alle 12 medaglie mondiali, la friulana ha attraversato diversi momenti difficili durante la carriera, dal 93esimo posto nella tappa di Coppa del Mondo ad Anterselva nel 2022 alla stagione 2024/25 saltata completamente a causa di un problema alla schiena. Ma la conquista del primo oro a cinque cerchi della storia del biathlon italiano l’ha resa più matura e le ha fatto cancellare tutte quelle paure che erano presenti dentro di lei. La sua incredibile precisione al poligono (è un cecchino mostruoso!) sarà fondamentale per continuare a vincere.

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Hannah Auchentaller, classe 2001, è figlia dell’ex biathleta Armin Auchentaller, oggi allenatore della nazionale statunitense. La sua carriera sportiva inizia con lo sci di fondo; tuttavia, nel giro di poco tempo decide di unire la passione per lo sci alla precisione della carabina. Dopo un’ottima trafila tra le giovanili (coronata da 3 medaglie ai mondiali juniores), è ormai presenza stabile nella nazionale maggiore. Sale alla ribalta nel 2023 quando ai mondiali di Oberhof conquista la medaglia d’oro in staffetta. Il 29 novembre 2025 a Ostersund conquista il primo podio in Coppa del Mondo sempre in staffetta. Ha fatto il suo esordio olimpico a Milano Cortina, piazzandosi 26esima nell’inseguimento, 30esima nell’individuale, 43esima nella sprint e 11esima nella staffetta. Ottime percentuali di tiro (intorno all’85% sia in piedi che a terra), ha ampi margini di miglioramento.

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Samuela Comola, valdostana classe ’98, è tra le massime espressioni della nuova generazione di biathlon. Talento cristallino, nel 2016 a Lillehammer vince la medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici giovanili nella staffetta mista. Fa il suo esordio in Coppa del Mondo il 27 novembre 2021 a Ostersund e partecipa ai Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022, classificandosi 37esima nell’inseguimento, 57esima nella sprint e quinta in staffetta. Ottiene il primo podio in Coppa del Mondo il 3 marzo 2022 a Kontiolahti in staffetta, mentre nel 2023 ai mondiali di Oberhof conquista la medaglia d’oro sempre in staffetta, un quarto posto nell’individuale e una top ten nella mass start. Chiude il 2025 con il 30esimo posto nella classifica generale di Coppa del Mondo, miglior risultato in carriera. Non convocata per Milano Cortina nonostante alcuni buoni risultati, ha aperto il 2026 con la medaglia d’argento nell’individuale agli Europei di Sjusjoen e con una serie di ottime prestazioni nella Ibu Cup. Alte percentuali di tiro a terra, sicuramente è un’atleta su cui puntare nel prossimo futuro.

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Rebecca Passler, classe 2001, originaria di Anterselva, nipote di Johann (lo zio ha conquistato due medaglie olimpiche e quattro mondiali), ha ben figurato nelle categorie giovanili con l’argento nell’individuale e nella staffetta a Lenzerheide 2020, l’argento nella sprint e nella staffetta e il bronzo nell’inseguimento a Obertilliach 2021, l’oro nella staffetta e l’argento nella sprint a Soldier Hollow 2022. Ha esordito in Coppa del Mondo il 27 novembre 2021 a Ostersund e ha ottenuto il primo podio l’11 dicembre 2022 a Hochfilzen in staffetta. Inizialmente convocata per Milano Cortina, viene sospesa dopo una positività al letrozolo emersa in un controllo antidoping del gennaio 2026. Successivamente viene riammessa dopo ricorso. Speriamo che dopo questo periodo difficile possa ritrovare la giusta lucidità in gara e possa esprimersi ad alti livelli, come ha già ben dimostrato in passato.

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Martina Trabucchi, classe 2002, valdostana, ha fatto il suo debutto internazionale ai Giochi Olimpici giovanili 2020 conquistando la medaglia d’oro nella staffetta mista. Nei Mondiali giovanili di Obertilliach 2021 è argento nell’inseguimento e bronzo nella staffetta. Dopo diverse apparizioni nella IBU Cup, ha esordito in Coppa del Mondo a Hochfilzen nel dicembre 2024. Complici i problemi fisici di alcune compagne, Trabucchi è rimasta nel massimo circuito per tutto l’inverno 24/25, sorprendendo tutti e riuscendo a guadagnare la presenza in sprint e inseguimento ai Mondiali 2025. Ha aperto il 2026 con un ottimo quinto posto nella sprint degli Europei a Sjusjoen, mentre sabato 7 marzo a Kontiolahti ha ottenuto il miglior risultato di sempre in carriera in Coppa del Mondo, l’undicesimo posto nella mass start. Sarà tra le atlete al centro delle prossime stagioni.

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Carlotta Gautero, classe 2006, di Entracque (Cuneo), una delle capitali italiane del biathlon. Nel 2023, alla prima importante partecipazione internazionale, conquista una straordinaria medaglia d’argento nella staffetta femminile ai Mondiali Youth di Shchuchinsk. Sale alla ribalta nel 2024 quando, a soli 18 anni, vince 2 medaglie d’oro nella sprint e nella staffetta mista ai Giochi Olimpici Invernali Giovanili di Gangwon. Nello stesso anno conquista uno splendido bronzo nella mass start e un argento nella staffetta femminile ai Mondiali Youth di Otepaa. Nel 2025 è medaglia d’argento nell’individuale e medaglia di bronzo nella staffetta femminile ai Mondiali Youth di Ostersund. Protagonista in diverse tappe della IBU Junior Cup – culminate con la vittoria della Coppa di specialità individuale 2025/26 – quest’anno ha ottenuto buoni risultati nei Mondiali Juniores ad Arber: quinta nella mass start, nona nell’individuale, 24esima nella sprint, ottava nella staffetta femminile, sesta nella staffetta mista. Con un bel passo sugli sci e ampi margini di crescita al tiro, Carlotta Gautero sarà l’indiscussa protagonista del biathlon azzurro nei prossimi anni. Segnatevi questo nome!

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Se negli anni di Wierer il biathlon italiano si reggeva in gran parte su poche individualità di alto livello, oggi il quadro è leggermente diverso. Il lavoro svolto negli ultimi anni dalla federazione e dai centri sportivi militari ha ampliato la base del movimento, soprattutto nelle categorie giovanili.
Non significa che l’Italia abbia la profondità di nazioni come Norvegia, Francia o Germania, dove il ricambio generazionale è continuo e sistematico. Ma la presenza di diverse atlete competitive tra Coppa del Mondo, IBU Cup e circuito junior suggerisce che il movimento abbia raggiunto una maggiore stabilità.
In questo senso, il ritiro di Dorothea Wierer non rappresenta tanto una fine quanto un passaggio di testimone. Il biathlon italiano ha perso la sua atleta simbolo, ma ha guadagnato qualcosa di altrettanto importante: una generazione cresciuta guardando le sue vittorie e convinta che anche dall’Italia sia possibile competere ai massimi livelli. Le Olimpiadi del 2030 diranno se questa nuova generazione saprà trasformare quel modello in un’altra stagione di successi. Ma, in fondo, la storia del biathlon azzurro negli ultimi quindici anni racconta proprio questo: che anche gli sport più piccoli possono diventare grandi, quando trovano i campioni giusti e il tempo per crescere.

* In copertina Lisa Vittozzi