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Europei Under 18 atletica: Doualla record europeo nei 100, D’Alessandro oro nella marcia. L’Italia chiude con 8 medaglie

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Tra record, rimpianti e sorprese, gli Europei U18 di Rieti consegnano all’atletica italiana otto medaglie e una generazione di talenti da tenere d’occhio fino a Eugene e oltre

Undici secondi e quattordici centesimi. Il cronometro dello stadio Raul Guidobaldi si ferma lì, su quel numero che non è solo una prestazione: è un prima e un dopo. Kelly Doualla ha 16 anni, una falcata che divora la corsia e un talento che costringe l’Europa a prendere nota. Il record europeo Under 18 sui 100 metri riscrive la storia della rassegna continentale di categoria e consacra Rieti – già casa di tanti primati mondiali assoluti – a laboratorio del futuro dell’atletica continentale. I Campionati Europei Under 18 del 16-19 luglio 2026, quinta edizione della manifestazione, sono stati tutto questo: quattro giorni di gare ad alta intensità, oltre 1.100 atleti provenienti da tutta Europa nati nel 2009 e nel 2010, tribune sold-out fin dal primo pomeriggio e un’Italia da otto medaglie – due ori, quattro argenti, due bronzi – che chiude la rassegna al settimo posto del medagliere finale dominato dalla Gran Bretagna (8 ori).

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Giovedì 16 luglio: la rassegna si apre: qualifiche, prime gioie azzurre e il colpo del britannico Scanes

Il programma del Day 1 distribuisce le batterie sulle corsie e le qualificazioni in pedana, lasciando spazio a un’unica finale: i 3.000 metri piani maschili. L’atto conclusivo va al britannico Joseph Scanes, capace di sfondare i propri limiti con 8:09.19, regolando nella volata finale i due tedeschi Maximilian Rath (8:09.40) e Jonathan Albustin (8:10.01). Il francese Meziane Benhammou, che aveva guidato per 2.400 metri, cede nel finale e chiude quarto. Il 16enne ligure Luca Milanesi si ferma in nona posizione. Nelle eliminatorie, l’Italia costruisce le basi di quattro giorni positivi. Flavio Angelini (Atletica Levante) si guadagna la semifinale degli 800m maschili con 1:52.30, mentre Yasmine Lazouzi supera le sue batterie nei 2.000 siepi in 6:50.65 senza forzare. Gabriele Belardi passa le qualifiche dell’asta con 4.70 senza errori; si ferma invece a 4.50 Edoardo Damiani. In pedana, Bruelsino Randriamikasa trova al lungo il personale di 7.47 e accede alla finale, come Sara Fagnani nel giavellotto femminile (47.08). Sull’anello del Guidobaldi debuttano le prove dell’eptathlon femminile, con la finlandese Alisa Launonen che corre in testa nei 100 ostacoli (13.33). Nei 400 maschili, Nicolò Borello mette in cascina un solido 48.00 e accede alle semifinali come Micol Candidi al femminile.

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Venerdì 17 luglio, il giorno di Doualla: record europeo U18, 11.14 da manuale

Sei finali in programma. Una sola copertina possibile. Kelly Doualla scende in batteria con 11.46, in semifinale con 11.43, e in finale fa quello che sa fare meglio: prende la testa sin dai blocchi e non la lascia più. Il 11.14 con 0.6 m/s di vento a favore – record europeo U18, record dei campionati e secondo tempo italiano di sempre ad ogni età, alla pari con Manuela Levorato – cade su una corsia che per qualche secondo sembra girare a una velocità diversa rispetto alle avversarie. La greca Apostolia Antonatou è argento a 32 centesimi (11.46), la britannica Celine Obinna-Alo bronzo con 11.50. Distacchi abissali per una gara di categoria. Davanti al presidente FIDAL Stefano Mei, la lombarda della CUS Pro Patria Milano – già campionessa europea Under 20 a Tampere nel 2025 – riscrive la storia della manifestazione a 16 anni. Il suo record europeo di categoria precedente era 11.21, stabilito all’EYOF di Skopje un anno fa.

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Nella stessa serata si assegnano altri titoli: la finale dei 100 metri maschili va a un altro alfiere della velocità europea, con la Gran Bretagna che si conferma nazione dominante. Nelle gare di salti, passano le qualifiche Laura Catalano e la 15enne Alessandra Bighi nell’alto femminile (entrambe a 1.71), mentre Viola Arioli firma il personale nel triplo (12.71) e si qualifica per la finale. Eliminata invece la coppia azzurra nell’asta femminile (Mauro e Benedetti, fuori a 3.60). Nelle semifinali dei 400m, Candidi avanza con 54.39 e Borello con 47.24. Negli 800m, Angelini strappa l’ultimo posto di recupero in finale con 1:51.69.

Sabato 18 luglio: Sorressa brilla nella marcia, Del Pioluogo cuore d’acciaio nel peso

La mattina del Day 3 premia la marcia italiana. Davide Sorressa, 15 anni da Acquaviva delle Fonti (Puglia), firma una delle sorprese più belle dell’intera rassegna: argento nei 5.000 metri di marcia con il personale di 20:40.16, battuto solo dallo spagnolo Gabriel Gonzalez (20:33.76). Quarto, a soli 3 secondi, il compagno di squadra Riccardo Rabai (20:43.22 PB). A quindici anni, in una finale europea, con il tempo personale: Sorressa è già un nome da segnare.

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Il pomeriggio riserva la gara più drammatica dell’intera manifestazione: il getto del peso maschile.Antony Del Pioluogo, friulano di Aviano, capitano della nazionale azzurra al maschile, parte con due nulli consecutivi: situazione da brivido. Rimasto in gara con 19.24, scala posizioni e con un volo a 19.81 si porta al comando. Sembra fatta. Nell’ultimo turno, però, il tedesco Clesio De Carvalho piazza il colpo da 20.15 e bissa il colpo di Del Pioluogo dall’altra parte. Il friulano – che aveva sfiorato il record italiano di categoria con 20.72 stagionale – deve accontentarsi dell’argento. Un risultato comunque di grande spessore, maturato con carattere e sangue freddo; bronzo al polacco Adrian Dral (19.75). Settimo Giuliano Pagot (17.94).

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A un centesimo dal bronzo nell’asta maschile si ferma Gabriele Belardi, quarto con 5.00 dopo un secondo tentativo: il ceco Lukas Kratochvil supera la stessa misura alla prima prova. Oro al tedesco Jonathan Hummel con 5.15. Le altre finali del sabato: nei 1.500 femminili la francese Alice Penciu-Jurin domina in 4:22.77 davanti all’irlandese Emma Hickey (4:24.90); la reatina Cristina Morelli, letteralmente trascinata dal boato del Guidobaldi, chiude settima in 4:29.73. Nei 400m maschili il titolo va allo slovacco Sebastian Karp in 46.53; Borello è sesto in 47.32. Nel lungo maschile trionfo finlandese di Pyry Heiskanen con l’ultimo salto (7.79, record nazionale), davanti al francese Maidis Gorrillot (7.71) e al ceco Otakar Vich (7.64 PB); Randriamikasa chiude ottavo con 7.20. Negli 800m, vittoria del francese Axel Mougel-Depoutot in 1:49.76, settimo Angelini in 1:52.80. Nei 400m femminili, oro alla greca Eleni Iakovaki, figlia dell’ex campione europeo sui 400hs Periklis Iakovakis; Candidi è ottava in 55.00. Nei 2.000 siepi femminili, Lazouzi manca il podio per soli due millesimi e chiude quarta.

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Domenica 19 luglio, il gran finale: D’Alessandro e Carissimi regalano la doppietta nella marcia, Succo d’argento, Bighi a sorpresa nell’alto, bronzo nella staffetta svedese

Sedici titoli in palio nell’ultima giornata. L’Italia li aspetta con cinque carte da medaglia. Ne arrivano cinque. Nella mattina è la marcia femminile ad aprire le danze con il secondo oro azzurro. Rebecca D’Alessandro, 16 anni (ne compie 17 tra dieci giorni) della Polisportiva Tethys Chieti, costruisce la sua gara con pazienza e lucidità. La spagnola Ana Gonzalez imposta ritmi sostenuti nei primi 2.000 metri, ma a 2 km dal traguardo D’Alessandro accelera con parziali di 4:31 e 4:30 che azzerano qualsiasi speranza di rimonta. Vince in 22:58.95, con oltre 20 secondi sulla spagnola Paula Elvira (argento in 23:18.98). Sul podio anche Caterina Carissimi (Atletica Brescia), bronzo in 23:21.37: doppietta italiana nella stessa gara, due anni dopo l’oro di Serena Di Fabio a Banská Bystrica. È il secondo titolo europeo U18 consecutivo per l’Italia nella specialità. Carissimi ha ringraziato i tecnici Andrea Previtali e Massimiliano Cortinovis e la Scanzorosciate, sua prima società.

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Nel triplo maschile il britannico Tito Odunaike firma il record dei campionati con 16.12 (-0.9), oro davanti all’ungherese Matyas Bella (15.49) e al greco Dimitrios Moumouris (15.49). Nei 110 ostacoli maschili, favorite le qualità dell’olandese Eljharo Philipsen, autore di 13.07 in semifinale; fuori in mattinata gli azzurri Andrea Cammilleri (13.60) e Gabriel Liam Grancitelli (13.94). Nel pomeriggio il sipario si alza su Alessia Succo. La piemontese – 17 anni, detentrice del record europeo U18 di 12.86 corsi a fine maggio, grande favorita della finale dei 100 ostacoli – ha una partenza in ritardo che la obbliga subito a rincorrere. Nella rimonta incoccia la prima e la seconda barriera, perdendo ogni possibilità di lottare per l’oro. La tedesca Delisha Benelisa Domingos vince in 13.00, Succo è argento con 13.14 davanti alla francese Anna Peeters (bronzo in 13.21). È un argento con rimpianto per una gara che avrebbe potuto essere diversa, ma la capacità di reagire alle avversità e di chiudere sul podio dice molto del carattere dell’atleta.

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Nella staffetta svedese maschile (100-200-300-400m), la Cechia vince in 1:51.44 davanti a Spagna e Francia; il quartetto azzurro – Cappellini, Petriaggi, Borello, Nencini – chiude quarto in 1:53.01, a un soffio dal podio. La sorpresa della domenica porta la firma di Alessandra Bighi. La 15enne ferrarese di Ostellato (Atletica Bondeno) – allenata da Marcello Benvenuti, ex primatista italiano – sale fino a 1.82 al secondo tentativo, migliorandosi di 5 cm: nuovo personale, sogno d’oro sfiorato. Lo scacco matto arriva all’ultimo salto della polacca Karina Nizynska, che supera 1.84 all’ultima chance disponibile. Bighi è argento, quarta in 1.74 l’altra azzurra Laura Catalano. Una medaglia inattesa, maturata con lucidità e carattere in una gara vissuta con sensazioni fisiche non perfette.

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Chiude l’8 marzo azzurro la staffetta svedese femminile. Giorgia Castiglione apre bene sui 100m, Kelly Doualla si esalta nel mezzo giro e stacca le avversarie, Elisa Calzolari mantiene la posizione, Micol Candidi difende col cuore il terzo posto conquistato: 2:07.43, bronzo. Cechia oro in 2:05.65, Polonia argento in 2:06.99. Per Doualla, a conclusione della sua personale rassegna, è il secondo podio dopo l’oro nei 100. Completano il quadro dell’ultima giornata il decathlon, con Ivan Davide Muraro (Studentesca Rieti) presente fino in fondo nel concorso di casa, e le ultime finali nei lanci.

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Il bilancio: otto medaglie, la Gran Bretagna domina, lo sguardo è già su Eugene

Nella classifica finale del medagliere, la Gran Bretagna chiude al comando con 8 ori, confermandosi nazione di riferimento nell’atletica giovanile europea. L’Italia, settima con 2-4-2, porta a casa un bottino significativo costruito su due punte di diamante (Doualla e Succo, nel bene e nel male) e su una serie di atleti che hanno espresso prestazioni sopra le aspettative: il quindicenne Sorressa, la sorprendente Bighi, la concreta D’Alessandro, il combattivo Del Pioluogo. I podi sfiorati di Belardi nell’asta (quarto di un centesimo), Lazouzi nelle siepi (quarta per due millesimi) e Rabai nella marcia (quarto) restituiscono la profondità di una spedizione da 75 atleti che ha offerto livelli generali di competitività più alti che in passato. L’11.14 di Doualla è la cifra tecnica che resterà: un tempo di valore assoluto, secondo nella storia italiana a ogni età dietro soltanto a Zaynab Dosso (11.01). Un segnale che indica la direzione. Come l’oro di D’Alessandro, secondo titolo europeo U18 consecutivo nella marcia per l’Italia.Ai Mondiali Under 20 di Eugene – in calendario ad agosto – alcuni protagonisti di questa rassegna si ritroveranno. Doualla, la prima ad annunciare la sua partecipazione, ha dichiarato di voler “fare bella figura senza porsi obiettivi di medaglia”, ma i numeri raccontano un’altra storia. Del Pioluogo punta a riscattare le ansie dei nulli su una pedana che “spinge parecchio”. La manifestazione reatina ha dunque funzionato da rampa di lancio: Rieti 2026, sold-out in ogni giornata, calore del pubblico reatino e un’organizzazione impeccabile certificata dallo stesso Mei (“ho ricevuto i complimenti da tutti i team presenti”), è stata anche questo: l’anticamera di un futuro che arriva presto.

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Verso i prossimi appuntamenti

Rieti ha fatto quello che sa fare meglio. Ha accolto, esaltato e consegnato alla storia nomi che tra qualche anno potrebbero occupare ben altri palcoscenici. Kelly Doualla a 16 anni che batte il record europeo U18 come fosse una cosa normale. Davide Sorressa a 15 anni sul podio continentale della marcia. Alessandra Bighi, 15 anni, che vola a 1.82 e sogna l’oro. L’atletica italiana Under 18 esce da questa rassegna con otto medaglie e, soprattutto, con la consapevolezza di avere generazioni interessanti. I Mondiali U20 di Eugene diranno già qualcosa in più. Per adesso, basta il suono dell’11.14. Il resto viene da sé.

* In copertina e nell’articolo Europei Under 18 atletica Rieti 2026 (Foto di Grana/FIDAL)