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Diamond League Doha, Sioli stende Barshim: l’Italia c’è, Dallavalle quarto e Dosso vicina al riscatto

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Il saltatore in alto delle Fiamme Azzurre vince con 2,29 davanti al padrone di casa. Quarto posto per Dallavalle al rientro nel salto triplo, seconda piazza per Dosso nei 100 metri

A Doha l’estate dell’atletica internazionale ha regalato uno dei suoi capitoli più densi, e per l’Italia il bilancio porta la firma di Matteo Sioli. Allo stadio Khalifa International, nella settima tappa della Diamond League 2026 disputata ieri pomeriggio, il saltatore in alto delle Fiamme Azzurre ha bissato il successo del Golden Gala superando 2,29 metri e piegando, sul suolo di casa, il padrone Mutaz Essa Barshim, fermo a 2,27. Una vittoria che vale doppio: il primo posto nella generale di Doha e la vetta della classifica di specialità del circuito, traguardo che fino a poche settimane fa sarebbe parso fuori portata per un classe 2004. Sioli ha commentato così: “È un grande onore gareggiare con un campione come Barshime oggi ho trovato ottime condizioni, fa molto caldo ma va bene così. Sono molto felice di questa seconda vittoria in Diamond League, è un bel periodo e per questo devo ringraziare tante persone: il tecnico Felice Delaini, gli amici, la famiglia, la mia ragazza e tutti quelli che mi aiutano ogni giorno”.

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La riunione qatariota, recuperata da maggio e trasferita per ragioni di sicurezza e di clima al Khalifa International Stadium, ha messo in scena quattordici gare di altissimo livello, con diversi record di manifestazione caduti nell’arco di poche ore. Nei 400 metri donne, Marileidy Paulino ha demolito il primato del meeting fermo dal 2008, chiudendo in 48″91 e salendo al secondo posto delle liste mondiali stagionali, davanti alla polacca Natalia Bukowiecka (50″10) e alla cubana Roxana Gómez (50″23). Sulla stessa falsariga la slovacca Emma Zapletalova, ormai una sentenza nei 400 ostacoli: il 52″30 con cui ha vinto a Doha è record nazionale, primato del meeting e miglior prestazione mondiale stagionale, davanti alla giamaicana Rushell Clayton (53″05) e alla bahreinita Kemi Adekoya (53″67).

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Tra le certezze della serata anche Soufiane El Bakkali, che nei 3000 siepi ha gestito senza patemi la concorrenza etiope e keniana imponendosi in 8’09″38, e Pedro Pichardo, che nel salto triplo ha risposto con autorità alla concorrenza firmando 17,71, miglior misura mondiale dell’anno. Dominio quasi totale dell’Etiopia invece a centro pista: tripletta nei 1500 metri con Birke Haylom (3’59″89) davanti a Saron Berhe e Haregeweyni Kalayu, e addirittura le prime cinque posizioni nei 5000 metri, dove Medina Eisa ha preceduto Likina Amebaw e Marta Alemayo. Sorprese anche nel salto con l’asta, dove il greco Emmanouil Karalis ha avuto la meglio su un lotto altissimo composto da Christopher Nilsen e Sondre Guttormsen, e nel salto triplo femminile, deciso solo al quinto turno da una Davisleydi Velazco capace di firmare il personale a 15,13 davanti alla connazionale Leyanis Pérez Hernández (14,97) e alla sorprendente senegalese Saly Sarr, terza con un nuovo primato personale di 14,86.

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Qualche delusione di giornata ha riguardato Jamal Britt, accreditato della miglior stagione tra gli ostacolisti ma tradito dal nono ostacolo nei 110 metri, gara poi vinta da Cordell Tinch in 13″23 davanti allo spagnolo Asier Martínez. Anche Neeraj Chopra, al rientro dall’infortunio nel giavellotto, ha chiuso quarto con 85,69, comunque sufficiente per il minimo dei Commonwealth Games, in una gara vinta dallo srilankese Rumesh Tharanga Pathirage con 88,68.

Sul fronte azzurro, oltre al successo di Sioli, da segnalare il rientro agonistico di Andrea Dallavalle nel salto triplo: il vicecampione del mondo ha chiuso al quarto posto con 17,19, lontano dal podio ma con margini di crescita evidenti al debutto stagionale, in una gara dominata appunto da Pichardo. Buona la prova di Zaynab Dosso nei 100 metri, seconda in 11″01 dietro la giamaicana Kemba Nelson (10″88): il tempo avrebbe eguagliato il personale della sprinter delle Fiamme Azzurre, ma non è stato omologato per il vento a favore fuori dai limiti regolamentari (+2,5). Resta comunque un segnale di ritrovata brillantezza dopo alcune uscite opache nelle ultime settimane. “Sono soddisfatta– commenta Dosso – però c’è ancora molto da fare. L’obiettivo sono gli Europei. Dopo aver vinto il titolo mondiale indoor mi aspetto sempre di più, ma sono consapevole di dover continuare a lavorare. So di potercela fare, spero anche di migliorare il record italiano e sono convinta di avere dentro di me tutto ciò che serve, devo solo avere pazienza”.

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In evidenza anche Ayomide Folorunso, settima nei 400 ostacoli in 54″85: per lei il primo crono sotto i 55 secondi dal 2024, un riscatto che la rilancia in vista degli Europei. Più indietro le mezzofondiste Gaia Sabbatini e Marta Zenoni, rispettivamente sesta e settima nei 1500 metri in 4’06″24 e 4’06″25, travolte dalla corazzata etiope ma comunque dentro un crono di assoluto valore internazionale.
Il bilancio complessivo della spedizione italiana a Doha è dunque positivo, trascinato dal nuovo trionfo di un Sioli sempre più solido e confermato da segnali incoraggianti arrivati da Dallavalle e Dosso, entrambi attesi a nuove conferme nelle prossime tappe. Il circuito ora si prepara a traslocare in Europa: prossima fermata Parigi, a fine mese, prima del rush finale verso le Finals di Bruxelles.

* In copertina Matteo Sioli (Foto di Grana/FIDAL/Archivio)