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Campionati Italiani Assoluti 2026, Saraceni e Polzonetti da urlo, Diaz vola nel triplo, doppietta per Battocletti

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Allo stadio Ridolfi assegnati 40 titoli tricolori in due giorni: record italiano di Andy Diaz nel triplo, decimo sigillo per Jacobs, doppietta per Battocletti. Bene anche Saraceni, Polzonetti, Sioli e Inzoli in vista degli Europei di Birmingham

Firenze ha riabbracciato la festa grande dell’atletica italiana. Dopo 22 anni di assenza dal calendario dei Campionati Italiani Assoluti, lo stadio Luigi Ridolfi ha ospitato il 25 e 26 luglio la 116ª edizione della rassegna tricolore, con oltre mille atleti al via e 40 maglie di campione d’Italia assegnate in due serate di altissimo livello. Più che un semplice antipasto, gli Assoluti si sono confermati l’ultima vera prova generale prima degli Europei di Birmingham, in programma dal 10 al 16 agosto: un banco di prova che ha regalato un record italiano, diverse conferme attese e più di una sorpresa, in un clima acceso ulteriormente dal pubblico di casa.

Sabato 25 luglio: il brivido di Jacobs, il volo di Diaz, il bis di Battocletti

La serata inaugurale ha avuto il suo momento di maggiore tensione nella finale dei 100 metri maschili. Marcell Jacobs, a caccia del decimo titolo italiano in carriera e del sesto sui 100 metri, è scattato in anticipo dai blocchi: gli starter, dopo una revisione durata alcuni minuti, hanno attribuito l’episodio a un rumore esterno che ha disturbato la partenza, mostrando il cartellino verde e non quello rosso, senza quindi squalificare nessuno degli otto finalisti. Al secondo start Jacobs ha corso con margini di gestione, chiudendo in 10″12 nonostante il vento contrario (-0.4) e un finale meno brillante rispetto alle attese, dopo che in batteria aveva fermato il cronometro a 10″21. Alle sue spalle Samuele Ceccarelli, secondo in 10″31, e Lorenzo Patta, terzo in 10″34, mentre il possessore del miglior tempo di batteria, Eric Marek, è rimasto fermo ai blocchi nel secondo start senza muoversi, probabilmente condizionato anche lui dal clima di incertezza generato dal doppio via. Fuori dai giochi per un affaticamento muscolare accusato in batteria Chituru Ali, che ha rinunciato alla finale e, con essa, anche ai 200 metri del giorno successivo.

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Nel dopogara Jacobs ha spiegato di essersi lasciato prendere dalla foga della partenza più che dalla tensione, ringraziando gli avversari per la comprensione dimostrata. Il titolo, comunque arrivato, resta un tassello importante nella marcia di avvicinamento a Birmingham, dove l’olimpionico di Tokyo punterà al tris europeo nei 100 metri dopo i successi di Monaco 2022 e Roma 2024.Al femminile, invece, la gara ha rispettato in pieno il pronostico: Zaynab Dosso, campionessa del mondo indoor, ha vinto il settimo titolo negli ultimi otto anni con il tempo di 11″24, davanti alla giovane Alice Pagliarini (11″48) e a Rachele Torchio (11″55). Fuori dai giochi, prima ancora della batteria, Alessia Pavese, frenata da un problema muscolare nel riscaldamento.

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Se il velocista di Desenzano ha vissuto una serata di gestione, l’evento tecnicamente più spettacolare della prima giornata è arrivato dalla pedana del salto triplo maschile. Andy Diaz, oro mondiale indoor a Nanchino e Torun, ha migliorato il proprio record italiano già al primo salto con la misura di 17,87 (+0.7), sette centimetri oltre il precedente limite di 17,80 fissato al coperto nel marzo 2025. Non contento, al terzo turno il triplista delle Fiamme Gialle è tornato oltre quella soglia con un altro 17,81, prima di fermarsi per risparmiare energie in vista dell’Europeo. Alle sue spalle una doppia notizia positiva per il movimento: Simone Biasutti ha superato per la prima volta in carriera il muro dei 17 metri, fermandosi a un eccellente 17,32 che lo colloca al quarto posto delle liste europee stagionali, mentre Andrea Dallavalle, argento mondiale in carica, ha completato il podio con 16,86, lontano dai propri standard più recenti. Nel computo delle graduatorie continentali dell’anno, l’Italia piazza così tre atleti nelle prime quattro posizioni.

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Nel getto del peso maschile Leonardo Fabbri ha confermato di essere il leader mondiale stagionale: davanti al pubblico amico, il campione d’Europa in carica ha superato tre volte i 22 metri, fissando il miglior lancio a 22,43 al quinto turno dopo un 22,10 al terzo e un 22,20 al sesto. Alle sue spalle Zane Weir, che ha migliorato lo stagionale a 21,42, e Nick Ponzio, terzo con 20,86. Nel peso femminile è arrivato invece il primo titolo assoluto per Anita Nalesso, bronzo europeo under 20 nella scorsa estate: 16,58 all’ultimo lancio le è bastato per superare Sara Verteramo e Anna Musci, entrambe ferme a 16,47, con la piemontese seconda per la miglior misura di rincalzo. Al triplo femminile, la storia più bella porta la firma di Erika Saraceni. Ferma da 312 giorni dopo l’operazione a un’ernia inguinale, la ventenne delle Fiamme Azzurre è tornata in pedana e ha conquistato il titolo con 14,41 (+0.1), nuovo primato personale e quinta prestazione italiana di sempre. Un rientro che vale doppio, considerando il periodo complicato appena archiviato. Alle sue spalle una generosa Dariya Derkach, capace di ben cinque salti oltre i 14 metri con il picco di 14,36, e Greta Brugnolo, terza con 13,54. 

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Completano il quadro della prima giornata il titolo di Alessio Mannucci nel disco maschile (61,87 al primo ingresso in pedana, dopo due anni di assenza dallo scettro), quello di Giovanni Frattini nel giavellotto (76,13) e la conferma di Giorgio Olivieri nel martello (74,27, uno dei migliori risultati in carriera). Nel salto con l’asta femminile ha invece prevalso Elisa Molinarolo con lo stagionale di 4,52, in una gara che ha lasciato l’amaro in bocca a Roberta Bruni: la primatista italiana, fermatasi al quarto posto con 4,20, è uscita dolorante dalla pedana dopo un tentativo fallito a 4,40, mettendo a rischio la propria presenza a Birmingham. Nella marcia 10 km maschile, gara che si è svolta con partenza e arrivo allo stadio e sviluppo sul vicino viale Ferruccio Valcareggi, Riccardo Orsoni ha conquistato il proprio secondo titolo stagionale (dopo quello della mezza maratona di marcia) con il personale di 39’40”, dedicato alla figlia Sienna, nata da poche settimane. A completare il programma della prima giornata, andata in archivio anche con la vittoria di Nadia Battocletti nei 5000 metri (15’12″65, gestiti soprattutto negli ultimi due chilometri e mezzo, davanti a Micol Majori e Chiara Munaretto) e con il successo di Pietro Arese nei 5000 maschili (13’38″32), le staffette4×100: al maschile ha vinto la Studentesca Milardi (39″93), al femminile l’Atletica Brescia 1950 (45″67).

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Domenica 26 luglio: la generazione 2005 e le doppiette

La seconda giornata ha portato in dote il tema più caro al movimento azzurro in vista del futuro: il talento dei nati nel 2005. Matteo Sioli ha vinto il salto in alto pareggiando il proprio primato personale a 2,30, la stessa misura con cui un anno fa si era laureato campione europeo under 23, per poi tentare senza successo l’assalto ai 2,34 che sarebbero valsi la miglior prestazione mondiale stagionale. Alle sue spalle un ottimo Edoardo Stronati, salito a 2,27 e nuovo primato personale, e Manuel Lando, terzo con 2,24. Gianmarco Tamberi, al rientro con una vistosa fasciatura alla caviglia destra, si è fermato invece al sesto posto con 2,20, non trovando la misura per lo spareggio a 2,24.

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Sempre nella generazione 2005, Francesco Inzoli ha illuminato il salto in lungo con 8,27 (+1.5) al primo turno, due centimetri oltre il personale già siglato due settimane prima a Molfetta, consolidando il quarto posto nelle liste italiane di ogni epoca alle spalle di Howe, Furlani ed Evangelisti. Assente per recupero da un infortunio Mattia Furlani, che punterà dritto a Birmingham. Aldo Rocchi (7,64) e Samuele Baldi (7,56) hanno completato il podio maschile, mentre in campo femminile il titolo è andato ad Arianna Battistella con 6,42, misura resa valida nonostante un vento oltre il limite regolamentare (+3.5): alle sue spalle Greta Brugnolo, seconda anche nel lungo dopo il bronzo nel triplo del giorno precedente, con 6,40, e Giulia Riccardi, terza con il personale di 6,35.

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Il terzo nome della generazione 2005 è quello di Celeste Polzonetti, che ha confermato negli 100 ostacoli le sensazioni positive raccolte nella semifinale NCAA di Eugene: 12″74, tempo identico a quello statunitense ma ottenuto senza l’ausilio del vento (in Oregon aveva corso con +1.5), a cinque centesimi dal record italiano. La studentessa di psicologia alla Ucla ha preceduto Elena Carraro (12″85) e Veronica Besana (13″07), quest’ultima davanti a Giada Carmassi per un margine di appena un millesimo. Al maschile, sui 110 ostacoli, si è consumato uno degli episodi più curiosi della manifestazione: un dead heat assoluto tra Nicolò Giacalone e Oliver Mulas, entrambi fermati dal fotofinish sullo stesso 13″76 (-0.6), con il titolo assegnato a pari merito in assenza del primatista italiano Lorenzo Simonelli, fuori causa per un problema al tendine d’Achille. Terzo Hassane Fofana in 14″07.

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Sul fronte delle doppiette, Nadia Battocletti ha completato il programma personale conquistando anche i 1500 metri in 4’17″29, gara tattica risolta ai -130 metri contro la resistenza di Laura Pellicoro (4’18″93) e Micol Majori (4’19″31): un test di condizione in vista della difesa dei titoli europei sui 5000 e sui 10.000 metri. Bis anche per Pietro Arese, che dopo il successo di sabato nei 5000 ha vinto pure i 1500 in 3’58″16, davanti a Joao Bussotti (3’58″23) e Simone Valduga (3’59″52).Sorprese anche nelle prove veloci: nei 200 metri maschili il ventenne Filippo Dezza (Bergamo Stars) ha beffato negli ultimi appoggi il campione uscente Fausto Desalu, imponendosi con il nuovo personale di 20″48 contro il 20″58 del campione olimpico di staffetta a Tokyo, con Eduardo Longobardi terzo in 20″64. Al femminile Vittoria Fontana è tornata a vestire la maglia tricolore dopo cinque anni, la prima volta all’aperto, con il crono di 23″03, davanti a Gloria Hooper (23″10) ed Elena Cambiolo (23″11); fuori dal podio la plurivincitrice Dalia Kaddari. Nei 400 metri Edoardo Scotti è diventato il primo atleta a scendere sotto i 45 secondi nella storia degli Assoluti, fermando il cronometro sul 44″96 e conquistando il sesto titolo nelle ultime sette edizioni, davanti a Lorenzo Benati, anche lui in progresso con 45″21, e Luca Sito, terzo in 45″62. Al femminile Anna Polinari ha vinto con margine in 51″38, precedendo Alice Mangione (51″98) e Alessandra Bonora (52″06).Gli 800 metri hanno regalato l’immagine simbolo dell’intera manifestazione. Francesco Pernici, primatista italiano della distanza, ha vinto in controllo con il tempo di 1’44″89 davanti a Giovanni Lazzaro (1’45″49) e Tommaso Maniscalco (1’47″02): subito dopo il traguardo, il ventitreenne bresciano si è inginocchiato davanti alla fidanzata Sara Spatti, quattrocentista, chiedendole di sposarlo davanti al pubblico del Ridolfi.

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Al femminile Eloisa Coiro ha conquistato il quinto titolo italiano outdoor sugli 800, imponendosi in 2’00″70 su Gloria Kabangu (2’01″36) e Maria Colajanni (2’01″53).Nei 400 ostacoli hanno prevalso i primatisti italiani in carica: Alessandro Sibilio, argento europeo a Roma 2024, ha vinto in 48″50 davanti ad Alessio Sommacal (49″33) e Giacomo Bertoncelli (49″45); Ayomide Folorunso ha invece conquistato l’undicesima maglia tricolore tra outdoor e indoor con 54″41, precedendo Alice Muraro (54″90) e Rebecca Sartori (55″70). Nei 3000 siepi, prova disputata in chiusura di serata, la fiorentina Maddalena Pizzamano ha stupito tutti scendendo per la prima volta sotto i dieci minuti con 9’57″55, un progresso di circa diciassette secondi sul proprio personale, complice anche la caduta della campionessa uscente Gaia Colli (seconda in 10’05″01) mentre era al comando della gara; terza Linda Palumbo in 10’05″79. Al maschile Yassin Bouih ha gestito con autorità, chiudendo in 8’29″56 davanti a Enrico Vecchi (8’32″02) e Abderrazzak Gasmi, quest’ultimo al personale con 8’34″03.Nel salto con l’asta maschile Matteo Oliveri si è confermato campione con 5,50, precedendo Riccardo Befani (5,32) e lo junior Leonardo Scalon (5,12), mentre nel salto in alto femminile Idea Pieroni ha vinto con 1,90 alla prima prova, davanti ad Asia Tavernini (1,87) e Marta Morara, terza con lo stesso 1,81 di Giulia De Marchi ma davanti per numero di errori.

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Tra i lanci femminili della seconda giornata, da segnalare il diciannovesimo titolo consecutivo di Sara Fantini nel martello, arrivato con 73,33 al primo turno; il successo di Daisy Osakue nel disco, deciso soltanto all’ultimo lancio (56,18) su Benedetta Benedetti, staccata di appena tre centimetri; e il ritorno al vertice di Paola Padovan nel giavellotto con 54,26. Nella marcia 10 km femminile, gara dedicata alla memoria di Anna Rita Sidoti, Alexandrina Mihai ha condotto una prova in solitaria fin dai primi chilometri, chiudendo con il personale di 44’29” davanti a Giulia Gabriele (46’05”) e Giada Traina (46’36”, anch’essa al proprio primato). Le staffette 4×400 hanno infine premiato il Cus Pro Patria Milano al femminile (3’35″96) e l’Atletica Chiari 1964 al maschile (3’09″94), mentre la classifica per società, la Coppa Italia, è andata alle Fiamme Gialle tra gli uomini e ai Carabinieri tra le donne.

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Verso Birmingham: i segnali più incoraggianti

Al netto dei singoli verdetti, gli Assoluti di Firenze restituiscono alla vigilia degli Europei (Birmingham, 10-16 agosto) un quadro complessivamente solido per la spedizione azzurra. Diaz si presenta in Gran Bretagna da leader mondiale stagionale del salto triplo e sempre più vicino alla soglia dei 18 metri; Fabbri arriva forte del miglior lancio al mondo dell’anno, il 22,74 siglato a inizio luglio a Eugene; Sioli, Biasutti e Dallavalle occupano tre delle prime quattro posizioni delle liste europee stagionali nelle rispettive specialità. Pernici porta a Birmingham il primato italiano degli 800 metri, Scotti il suo status di primatista dei 400 confermato dal primo sub-45 nella storia degli Assoluti, mentre Battocletti si presenta da campionessa continentale in carica su 5000 e 10.000 metri dopo un weekend di doppietta gestito con lucidità. Resta da monitorare la situazione fisica di Roberta Bruni nell’asta e quella di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, entrambi non ancora al meglio della condizione a poche settimane dalla rassegna continentale. Per Jacobs, invece, la parola d’ordine resta la stessa da settimane: consolidare la fiducia ritrovata in pista, tra i 9″67 e i 9″84 ventosi corsi a inizio luglio in Austria e un decimo titolo italiano arrivato con qualche brivido di troppo, ma comunque arrivato.

* In copertina e nell’articolo Campionati Italiani Assoluti 2026 Atletica (Foto di Grana/FIDAL)