All-Star Game WNBA 2026: il Team Spoon batte 129-122 il Team Coop al United Center di Chicago. Jonquel Jones MVP, Ogwumike da record, Fudd regina del tiro da tre
Chicago si è confermata capitale del basket femminile nella notte tra sabato 25 e domenica 26 luglio, quando il United Center ha ospitato il 30° All-Star Game WNBA, edizione che quest’anno ha coinciso con le celebrazioni per il trentesimo anniversario della lega. Davanti a 19.783 spettatori, nuovo record di affluenza per la manifestazione, il Team Spoon guidato in panchina dalla leggenda Teresa Weatherspoon ha avuto la meglio sul Team Coop di Cynthia Cooper con il punteggio di 129-122, in una partita che ha messo in secondo piano ogni pretesa difensiva per esaltare il repertorio offensivo delle protagoniste della lega.
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La cronaca del match
Per l’edizione del trentennale, i due roster non sono stati scelti dal solo voto dei tifosi, ma disegnati con un draft condotto dalle due leggende Cooper e Weatherspoon, general manager per una notte. Le prime due classificate nel voto popolare, Paige Bueckers (Dallas Wings) e Caitlin Clark (Indiana Fever), sono state assegnate alle squadre con un lancio di monetina, che ha mandato Bueckers al Team Coop e Clark al Team Spoon. Weatherspoon ha poi aperto le selezioni scegliendo A’ja Wilson, mentre Cooper ha risposto con Breanna Stewart; il resto dei roster è stato completato con un regolare draft tra titolari e riserve. Il quintetto del Team Coop, allenato da Becky Hammon (Las Vegas Aces), ha visto in campo Paige Bueckers, Breanna Stewart, Kelsey Mitchell, Natasha Howard e Gabby Williams. Dalla panchina sono entrate Angel Reese, Marina Mabrey, Dominique Malonga, Kahleah Copper (subentrata all’infortunata Kelsey Plum), Jackie Young e Sonia Citron. Il quintetto del Team Spoon, guidato da Cheryl Reeve (Minnesota Lynx), ha schierato Caitlin Clark, A’ja Wilson, Olivia Miles, Aliyah Boston e Jessica Shepard, con Rhyne Howard, Allisha Gray, Jonquel Jones, Courtney Williams, Kiki Iriafen e Nneka Ogwumike pronte a subentrare. Tra le protagoniste, quattro erano al debutto assoluto nell’evento: Olivia Miles, Jessica Shepard, Dominique Malonga e Marina Mabrey, quest’ultima prima rappresentante nella storia dei Toronto Tempo, franchigia al suo primo anno di vita insieme ai Portland Fire.
Sul parquet, la sfida si è trasformata fin dalle prime battute in un assedio reciproco a canestro: le due squadre hanno combinato 31 tiri già nel primo quarto, con 127 tentativi dalla lunga distanza nell’arco dei quaranta minuti e ben poca intensità difensiva. Il Team Spoon ha piazzato otto giocatrici in doppia cifra e non ha più lasciato la testa dell’incontro, nonostante la resistenza di un Team Coop trascinato da Kelsey Mitchell, autrice della miglior prestazione offensiva della serata con 28 punti, e da una scatenata Marina Mabrey, capace di segnare 23 dei suoi punti prima dell’intervallo lungo.
Le protagoniste
La copertina della serata è tutta per Jonquel Jones, subentrata dalla panchina e capace di sfiorare la tripla doppia con 22 punti, 13 rimbalzi e 8 assist, premiata come MVP. Il centro dei New York Liberty è così diventata la prima giocatrice della storia della lega a portare in bacheca contemporaneamente il premio di MVP di stagione regolare, delle Finals, della Commissioner’s Cup e ora anche dell’All-Star Game. Accanto a lei ha brillato la rookie Olivia Miles, a un solo assist dalla tripla doppia con 11 punti, 12 rimbalzi e 8 assist, terza matricola nella storia dell’evento a firmare una doppia doppia. Da segnalare i 19 punti di Allisha Gray e i 17, con 5 assist, di Caitlin Clark. Menzione speciale per Nneka Ogwumike che, con 11 punti e 9 rimbalzi, ha superato Maya Moore diventando la miglior marcatrice di sempre dell’All-Star Game con 127 punti in 11 presenze, agganciando Diana Taurasi al secondo posto per partecipazioni, alle spalle della sola Sue Bird, ferma a 13. Applausi anche per la schiacciata di Dominique Malonga, servita da Angel Reese: la prima nella storia dell’All-Star Game dai tempi di Sylvia Fowles nel 2022.
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Le interviste post gara
Nel dopo partita, Jonquel Jones ha raccontato di aver dedicato la prestazione alla memoria della zia, scomparsa proprio nei giorni precedenti l’evento, sottolineando come il basket sia sempre stato per lei un rifugio capace di sollevarle il morale in ogni circostanza della vita. Paige Bueckers, autrice di 12 punti e 7 assist per il Team Coop, si è invece soffermata sulla schiacciata di Malonga, elogiando la naturalezza con cui la giovane centro dei Seattle Storm riesce a rendere semplici giocate tutt’altro che scontate. Presenti a bordo campo anche diverse leggende del passato, da Lisa Leslie a Dawn Staley, mentre l’ex stella NBA Dwyane Wade ha seguito l’incontro dalle prime file. A completare la cornice dell’evento, lo show di metà partita affidato alla cantante Tyla, all’indomani dell’uscita del suo secondo album, e la visita delle All-Star all’Obama Presidential Center nella giornata di venerdì.
La gara del tiro da tre punti
Il weekend di Chicago aveva già regalato spunti di cronaca nella serata di venerdì, quando il palazzetto ha ospitato la gara del tiro da tre punti, vinta a sorpresa da Azzi Fudd. La prima scelta assoluta del draft 2026, rookie dei Dallas Wings, ha eliminato nel round decisivo Bridget Carleton dei Portland Fire con il punteggio di 30-19, dopo aver aperto la finale con cinque tiri consecutivi a segno dal primo rack. Fudd è così diventata la prima matricola della storia a conquistare il titolo, nelle tredici edizioni disputate finora, eguagliando il punteggio con cui un anno prima si era imposta Sabrina Ionescu. Nel dopo gara, la giovane guardia ha ammesso una certa tensione iniziale, pur ridimensionando l’entità dell’impresa e spiegando che per lei il tiro in piedi dal rack resta un gesto quasi automatico, allenato fin da bambina. Nel primo turno erano state eliminate anche Rhyne Howard, Janelle Salaün, Marina Mabrey e Natisha Hiedeman. Nella stessa serata, la sfida delle Shooting Stars, che ha sostituito la tradizionale skills challenge, è stata vinta dalla squadra di Washington, composta da Elena Delle Donne, Shakira Austin e la giovane Jezelle “GG” Banks.
Il futuro della stagione
Archiviata la pausa per l’All-Star Game, la WNBA riprenderà il cammino martedì 28 luglio con un turno da cinque partite, in una stagione equilibrata al vertice. La classifica generale vede al comando le Minnesota Lynx, seguite da Golden State Valkyries, Las Vegas Aces e Dallas Wings, con Indiana Fever, Atlanta Dream, New York Liberty e Washington Mystics a completare il quadro delle otto squadre attualmente qualificate ai playoff. Fuori dalla zona utile restano Portland Fire, Los Angeles Sparks, Toronto Tempo, Phoenix Mercury, Connecticut Sun e Seattle Storm, con Tempo e Fire alle prese con le difficoltà tipiche di un primo anno da franchigie di espansione. Con circa un mese e mezzo di regular season ancora da disputare, la corsa per un posto tra le prime otto si annuncia serrata nella parte medio-bassa della classifica, mentre in vetta la sfida per il primo posto sembra ormai un discorso a tre tra Lynx, Valkyries e Aces.
Al netto del risultato, che conta poco ai fini della classifica, la notte di Chicago ha confermato la salute di un movimento in costante crescita per numeri e interesse: il record di spettatori al United Center, il traguardo di Ogwumike, la consacrazione precoce di Azzi Fudd e la standing ovation per Jonquel Jones raccontano una lega che, nel suo trentesimo anno di vita, sembra aver trovato un nuovo e solido equilibrio tra storia e futuro.
* In copertina e nell’articolo All-Star Game WNBA 2026
