A 17 anni, due ori mondiali juniores, le Olimpiadi, la doppietta tricolore: l’Alto Adige ha partorito il talento più puro dello sci alpino italiano degli ultimi anni
C’è un angolo del Trentino-Alto Adige dove il cielo e la neve sembrano accordarsi meglio che altrove. Si chiama Alpe di Siusi, il più grande altopiano d’Europa, con le Dolomiti sullo sfondo e i larici che in autunno colorano di arancio le pendici sotto lo Sciliar. È qui, a Fiè allo Sciliar — piccolo comune in provincia di Bolzano, qualche chilometro da Castelrotto e Siusi — che è cresciuta Anna Trocker, nata a Bolzano il 23 dicembre 2008. Non è una coincidenza geografica: da quelle parti, lo sci non è uno sport. È la lingua madre.
Radici di neve, una famiglia di campioni
Cresce agonisticamente nelle file dello sci club locale insieme alle due sorelle, la maggiore Nadine (classe 2007) e la minore Julia (classe 2012). La mamma è Manuela Mair, ex azzurra. Una famiglia che ha lo sci nel sangue, dove la pista è prolungamento del cortile di casa. Scia sulle piste dell’Alpe di Siusi, vestendo i colori del Seiser Alm Ski Team, dove hanno mosso i primi passi anche Denise Karbon e Peter Fill, ed è allenata da Arnold Karbon, padre dell’ex gigantista azzurra Denise. Un contesto che irradia tecnica, competizione e passione a ogni livello. “Ho imparato a sciare grazie alla mamma, quando avevo tre anni– racconta –ho sempre fatto sci club con le mie sorelle ed è un ricordo molto bello”. Tre anni. L’età in cui molti bambini imparano ancora a correre senza inciampare. Anna invece iniziava già a tracciare curve sulla neve.
Ma la sciatrice di Fiè allo Sciliar non è mai stata monocorde. Anche Anna frequenta i circoli del tennis. Lo fa per passione, ma fino all’età di dieci anni ha giocato tornei: “Forse avrei potuto fare qualcosa anche lì”. Un percorso che ricorda, al contrario, quello di un certo Jannik Sinner, cresciuto sciando prima di diventare il numero uno del tennis mondiale. Tra gli hobby, escursionismo, musica e film completano il profilo di una ragazza curiosa e poliedrica, lontana dallo stereotipo dell’atleta-macchina.
Gli esordi e la scalata tra i circuiti FIS
Attiva nei circuiti FIS dal novembre del 2024, Anna Trocker brucia le tappe con una velocità che lascia interdetti anche gli addetti ai lavori. Specialista delle prove tecniche — slalom gigante e slalom speciale — inizia ad abbassare i punti FIS con una rapidità impressionante, guadagnandosi accesso ai circuiti continentali prima del previsto. La svolta arriva nella stagione 2025-26. Il 10 dicembre 2025 a Copper Mountain conquista il primo podio nella Nor-Am Cup, classificandosi seconda nella prova di slalom gigante; l’indomani ottiene la prima vittoria, imponendosi nello slalom speciale disputato nella stessa località. La Nor-Am Cup è il circuito cadetto nordamericano, palestra d’elezione per le giovani promesse che vogliono confrontarsi con atlete anche di dieci o dodici anni più grandi. Anna non si spaventa. Vince.
Il debutto nel circo bianco
Ha debuttato in Coppa del Mondo il 27 dicembre dello stesso anno, nello slalom gigante di Semmering, senza qualificarsi per la seconda manche. Un esordio che fa rumore non per il risultato – comprensibile, per una diciassettenne alla prima esperienza nel massimo circuito mondiale – ma per la convocazione stessa, arrivata nel giorno del suo compleanno. Un regalo insolito per una ragazza nata per fare sul serio. Pochi mesi dopo arriva il momento che nessuno si aspettava così presto: le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Ai XXV Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, suo esordio olimpico, si è classificata 10ª nella combinata a squadre e non ha completato lo slalom speciale. Si è buttata nella combinata a squadre, mostrando carattere, qualche imprecisione più che comprensibile, ma ricevendo l’applauso della sua compagna di squadra Nicol Delago. A 17 anni, sulle nevi di casa, con il mondo intero che guardava. Una pressione che molti atleti affrontano a carriera inoltrata. Lei l’ha vissuta come un capitolo di crescita.
La stagione della svolta: Narvik, un capolavoro storico
Se l’esordio olimpico è stato un’esperienza di formazione, i Mondiali juniores di Narvik 2026 sono stati qualcosa di diverso. Qualcosa che entra nei libri di storia. Negli ultimi tre giorni la sciatrice altoatesina ha vinto le gare di slalom gigante e di slalom speciale ai Mondiali juniores di sci alpino a Narvik, in Norvegia. Non è solo questione di vittoria: è questione di dominio. Ha scavato un solco importante già nella prima manche del gigante, accumulando quasi sette decimi di vantaggio sulla seconda in classifica, per poi allungare ulteriormente nella seconda discesa, trionfando con un margine enorme di 1”37 sulla statunitense Elisabeth Bocock. Nello slalom speciale, il capolavoro si è ripetuto con cifre ancora più eloquenti. La sciatrice del Seiser Alm Ski Team ha fatto la differenza già nella prima manche, sfruttando al meglio il pettorale numero 1 e costruendo oltre un secondo di vantaggio sull’austriaca Leonie Raich. Il tempo finale di 1’51”59 le ha consegnato una vittoria netta: Raich ha chiuso seconda a 2”29, mentre la finlandese Aada Kanto ha completato il podio a 3”78. È diventata la prima italiana, donna o uomo, a fare la doppietta gigante-speciale nei Mondiali juniores. Molti esperti hanno definito il suo un “capolavoro”.
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Trocker diventa così la nona donna italiana della storia a conquistare almeno una medaglia d’oro in questa specialità ai Mondiali juniores, entrando in un club riservato quasi esclusivamente a nomi altisonanti. La sequenza di vittorie azzurre era stata inaugurata nel 1987 da una certa Deborah Compagnoni. Procedendo in ordine cronologico è stato poi il turno di Sabina Panzanini, Karen Putzer, Denise Karbon, Nadia Fanchini, Marta Bassino e Laura Pirovano. Un pantheon dello sci italiano. Anna Trocker ci è entrata a 17 anni.
Lillehammer: top-10 tra le grandi del mondo
Forte della doppietta iridata, Trocker si è qualificata alle Finali della Coppa del Mondo di sci alpino che si sono disputate nel comprensorio di Lillehammer, in Norvegia, grazie alla wild-card riservata alla campionessa mondiale juniores. E lì ha stupito il mondo. Ha chiuso al nono posto lo slalom speciale femminile delle Finali della Coppa del Mondo, dopo il quindicesimo posto della prima run, scalando sei posizioni nella seconda manche con il miglior tempo assoluto di manche. Il giorno successivo, nel gigante, Trocker è arrivata ottava. Dietro di lei, tra le sconfitte, anche Mikaela Shiffrin. Con i 61 punti guadagnati a Lillehammer, ha chiuso la stagione 2025-26 alla posizione 77 nella classifica generale. Per una sciatrice alla sua prima vera stagione nel circuito internazionale, è un piazzamento di assoluta sostanza.
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La doppietta tricolore a Sestriere: il sigillo di una stagione leggendaria
Il gran finale della stagione si è consumato sulle nevi del Sestriere, in Piemonte, dove il 1° e il 3 aprile 2026 si sono disputati i Campionati Italiani Assoluti di sci alpino per le prove tecniche. Nel gigante, era quinta dopo la prima manche, con Ilaria Ghisalberti che guidava la classifica con ben sei decimi di vantaggio. Nella seconda manche Trocker si è scatenata sul muro e ha fatto nettamente il miglior tempo, rifilando quasi un secondo di manche a Ghisalberti, chiudendo davanti a lei per 17 centesimi. Una rimonta spettacolare, costruita con la lucidità di una fuoriclasse. Nello slalom di chiusura, ancora più netta. La diciassettenne altoatesina campionessa iridata juniores ha saputo staccare il miglior tempo nella prima manche per poi confermarsi davanti a tutte col riscontro complessivo di 1’38”59 che le ha garantito un margine di 46 centesimi di secondo sulla pisana Alice Pazzaglia (Esercito), vincitrice della Coppa Europa, e di 0”75 su Celina Haller (Fiamme Gialle). Trocker non ha vinto soltanto il titolo assoluto, ma anche quello di due categorie giovanili (giovani e aspiranti), sempre davanti a Victoria Klotz. Un dominio totale, a tutte le latitudini di una stessa classifica.
Il contesto: perché Trocker è così speciale
La sua vittoria in slalom speciale ai Mondiali juniores è significativa soprattutto perché da anni mancano atlete italiane in grado di giocarsi le vittorie: l’ultima vittoria in Coppa del Mondo nella specialità la ottenne Chiara Costazza nel 2007. In totale, su 147 gare di Coppa del Mondo vinte dall’Italia femminile, solo 12 sono state in slalom speciale, la maggior parte negli anni Settanta e Ottanta. Anna Trocker, insomma, non è solo una nuova promessa: è potenzialmente la risposta a un vuoto che dura da quasi vent’anni.
Una storia ancora tutta da scrivere
La stagione 2025-26 resterà nella memoria come l’anno in cui lo sci azzurro ha scoperto una stella. Due ori mondiali juniores, un esordio olimpico, due top-10 consecutive in Coppa del Mondo alle Finali di Lillehammer, una doppietta ai Campionati Italiani Assoluti. Tutto questo a 17 anni, con una maturità tecnica e mentale che lascia senza parole. “Stagione intensa, percorso impensabile”, ha detto lei stessa, con la semplicità di chi non si è ancora abituato a stupirsi. Ma il vero stupore, per chi guarda dall’esterno, è un’altra cosa: la sensazione che questa non sia la fine di qualcosa, ma l’inizio. Sulle piste di Fiè allo Sciliar, tra le Dolomiti che cambiano colore con la luce del tramonto, una bambina di tre anni ha imparato a sciare seguendo i passi di sua madre. Vent’anni dopo quell’immagine, Anna Trocker è già campionessa del mondo. Tra vent’anni, si parlerà di lei come si parla oggi di Brignone, di Goggia, di Compagnoni. Il futuro, in Alto Adige, ha già un nome.
* In copertina Anna Trocker

