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Il Galatasaray conquista la CEV Cup: Chieri si arrende a Istanbul

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Nella bolgia del Burhan Felek, le turche dominano 3-1 e interrompono tre anni di egemonia italiana nella CEV Cup. Chieri esce a testa alta con la quarta finale europea consecutiva in bacheca

Davanti ai 4.600 spettatori che hanno gremito il Burhan Felek Voleybol Salonu di Istanbul, la storia del volley europeo femminile ha scritto mercoledì sera un nuovo capitolo. Il Galatasaray Daikin – con in panchina gli ex biancoblù di Chieri Bigarelli, Grobelna e Frantti – conquista la prima CEV Cup della sua storia. La Reale Mutua Fenera Chieri ’76 torna a casa con una medaglia d’argento e la consapevolezza di aver perso contro una squadra all’altezza. Il tabellino recita 3-1, con parziali di 25-27, 25-22, 25-18, 25-18: numeri che raccontano una partita spezzata in due, di quelle che si decidono in un momento solo.

La partita: un secondo set che cambia tutto

Chieri arriva a Istanbul sapendo che la strada è in salita. Dalla finale d’andata di Torino, le piemontesi portano il peso di una sconfitta al tie-break, ceduto 18-20 in un epilogo drammatico in cui non erano state capaci di concretizzare quattro palle match. Serve una vittoria netta, 3-0 o 3-1, oppure portare la sfida al golden set. Coach Nicola Negro sceglie il sestetto tipo: Van Aalen in regia, Németh opposta, Nervini e Dervisaj-Künzler in banda, Alberti e Cekulaev al centro, Spirito libero. Il primo set è un punto a favore delle ospiti. Sul 20-20 e poi sul 21 pari, si va ai vantaggi. Aydin fallisce l’attacco, Németh è fulminea: Chieri vince 25-27. Il vantaggio è minimo ma psicologico: il piano può funzionare. Il secondo set è la partita nella partita, e purtroppo per le collinari anche il suo epilogo anticipato. Chieri conduce fino al 19-21, poi subisce la rimonta del Galatasaray che si aggiudica il parziale 25-22. Non è solo un set perso: è il crocevia della serata. Németh attraversa un momento di blackout, mentre torna a comandare Myriam Sylla, che sa perfettamente quando è il momento di mettere le mani sulla partita. Terzo e quarto set scivolano via con un perentorio doppio 25-18 per le turche, che dominano senza più lasciare spazio alle avversarie.

Le protagoniste

La serata appartiene al Galatasaray, e non solo per il risultato. Nel tabellino delle turche spiccano i 19 punti dell’MVP Ilkin Aydin, i 15 di Alexia Carutasu, i 14 di Myriam Sylla e gli 11 di Wang. Sylla, capitana azzurra e oggi bandiera del club giallorosso, è l’anima della squadra: presente nei momenti che contano, determinante quando la partita si mette in bilico. L’ultimo punto della serata, nemmeno a dirlo, è suo. Per Chieri, Anett Németh chiude con 14 punti e Stella Nervini con 12, ma l’opposta ungherese fatica nel terzo e quarto set, chiudendo la partita con 6 errori e il 34% in attacco. Troppo poco per sovvertire l’inerzia di un Galatasaray che, una volta preso il largo, non ha mai concesso il varco.

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Le voci dal campo

Coach Nicola Negro non cerca alibi: “Abbiamo giocato due set bene, perché anche nel secondo parziale siamo sempre stati avanti fino al 19-21. La chiave della partita è lì: non abbiamo chiuso il secondo set, per errori nostri. La differenza è stata nella capacità del Galatasaray di soffrire e stare attaccato al match quando l’inerzia era dalla nostra parte, qualcosa che, invece, noi non siamo stati in grado di fare: appena loro hanno vinto il secondo set, noi abbiamo perso il controllo”, ha dichiarato il tecnico piemontese a fine partita, aggiungendo che la squadra ha ancora una finale da giocare nel Playoff Challenge a partire dal 18 aprile. Dall’altra parte, le lacrime di Alberto Bigarelli dicono tutto. L’allenatore italiano, già assistente a Chieri nella stagione 2022-23, oggi veste i colori giallorossi e alza il suo primo trofeo da primo allenatore. “Sono tornato a gioire. In questa stagione ho pianto due volte: l’anno scorso nel playoff contro il Fenerbahçe, e stasera. Sono molto felice. Il mio staff e la mia squadra se lo meritano. Senza lo staff questo sarebbe stato impossibile”. Sulla tifoseria: “A volte ho faticato a concentrarmi sul campo, ma erano straordinari. Questo è il Galatasaray. Li amo”. E Carutasu chiosa: “È stata un’atmosfera incredibile. Sono orgogliosa di me stessa e della squadra. Abbiamo scritto la storia del Galatasaray”.

 

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Bilancio di stagione: la grandezza vale anche senza coppa

Per il Galatasaray è il coronamento di un progetto costruito con intelligenza e ambizione. Il club aveva già raggiunto tre volte la finale di CEV Cup – nel 2012 contro Busto Arsizio, nel 2016 contro la Dinamo Krasnodar e nel 2021 contro Monza – senza mai riuscire ad alzare il trofeo. Quattro tentativi per un sogno finalmente realizzato: la coppa di seconda fascia continentale porta per la prima volta il nome del club turco nell’albo d’oro. Per Chieri, il responso finale è una medaglia d’argento che brucia, ma non cancella nulla. Si tratta della quarta finale europea consecutiva in altrettante partecipazioni alle coppe europee, un primato che pochi club in Europa possono vantare. Lo stesso presidente della Lega, Mauro Fabris, lo ha sottolineato chiaramente: “Al presidente Vergnano, allo staff, alle atlete e a tutti gli sponsor va il grande merito di aver onorato alla grande il volley italiano, raggiungendo la quarta finale europea consecutiva, a dimostrazione di uno status di eccellenza ormai raggiunto con merito”. Dopo tre anni consecutivi di trionfi italiani nella CEV Cup, il trofeo torna in Turchia, dopo l’ultima volta dell’Eczacıbaşı nel 2022. Un cambio di guardia che non sminuisce il percorso delle collinari, ma certifica la crescita di un avversario che ha saputo aspettare il momento giusto e coglierlo con piena maturità.
Sul Bosforo, la coppa è giallorossa. Chieri ripartirà, come sempre fa, dalla certezza di valere l’Europa.

* In copertina Galatasaray Volley (Foto di CEV)