Diciannove anni, otto titoli italiani, un bronzo continentale a Tampere e un personale, 16.67 metri, che vale il terzo posto nelle liste juniores italiane di sempre: il racconto della crescita di una delle pesiste più promettenti d’Europa
Ha iniziato a lanciare per gioco, sperimentando con la palla dorsale nelle gare della categoria esordienti. Oggi, a diciannove anni, quella stessa gestualità le ha regalato una medaglia europea, otto titoli italiani e un lancio, i 16.67 metri realizzati a Siena lo scorso giugno, che la colloca al terzo posto delle liste italiane juniores di sempre, alle spalle solo di Cinzia Petrucci (16.85 nel 1974) e della leggenda veneta Chiara Rosa (16.96 nel 2002, tuttora record italiano di categoria). È il racconto di Anita Nalesso, pesista di Trevisatletica, allieva del tecnico Simone Broccolo, che il prossimo agosto, a Eugene, negli Stati Uniti, vivrà la prima rassegna iridata della carriera.
Le origini: dagli ostacoli al getto del peso
Nata il 18 marzo 2007 e cresciuta nel quartiere Fiera di Treviso, Nalesso si avvicina all’atletica leggera fin dalla terza elementare, quando un fisico già ben strutturato per la sua età la indirizza inizialmente verso la velocità. È un allenatore, notando le sue doti nei lanci della palla dorsale in uso tra gli esordienti, a intuire per primo l’attitudine per il peso. Crescendo, però, la giovane trevigiana coltiva parallelamente anche gli ostacoli, arrivando a vincere i campionati regionali ragazze in questa specialità. Al passaggio tra le cadette, il bivio: nonostante i risultati migliori arrivassero proprio dagli ostacoli, Nalesso sceglie il peso, sentendosi “più a suo agio” in pedana sia dal punto di vista fisico sia da quello dell’ambiente. Dal 2020 il getto del peso diventa la sua unica specialità.
2021-2022: il dominio tra le cadette
La stagione 2021 si apre con un lancio di 10,30 metri a maggio. Cinque mesi più tardi, ai Campionati Italiani Cadetti di Parma, Nalesso centra a sorpresa il titolo con 13,16 metri, rifilando oltre un metro e mezzo alla concorrenza: un progresso fulmineo, arrivato dopo aver ottenuto il minimo di partecipazione solo un paio di mesi prima. Lei stessa, ripensandoci, l’ha definita una sorta di consacrazione, per quanto vissuta allora con la leggerezza di un’adolescente che non ne coglieva ancora la portata. Nel 2022 arriva la difesa del titolo a Caorle, in una stagione che l’atleta ha descritto come “travagliata” per un cambio tecnico affrontato a ridosso della rassegna tricolore: nonostante ciò, il bis nazionale arriva ugualmente, insieme alla riconferma nella rappresentativa regionale veneta.
2023: la svolta tecnica e la prima maglia azzurra
Il passaggio tra le allieve coincide con una battuta d’arresto: ai campionati italiani indoor cadette di inizio 2023 Nalesso perde per la prima volta il titolo che deteneva. La reazione arriva in estate: a giugno, ai Campionati Italiani Allievi di Caorle, conquista il terzo titolo tricolore consecutivo con un balzo di oltre un metro sul personale, fino a 15,14. Nello stesso periodo lavora al passaggio tecnico dalla traslocazione al più moderno stile rotatorio. A luglio arriva la prima convocazione in nazionale: al Festival Olimpico della Gioventù Europea (EYOF) di Maribor, in Slovenia, si classifica settima in finale. È la sua prima maglia azzurra, un’esperienza che lei stessa ha definito indimenticabile.
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2024: doppietta indoor-outdoor e il sesto posto continentale
Il 2024 è l’anno della maturazione. In inverno arriva il primo titolo italiano indoor, dopo la sconfitta dell’anno precedente. All’aperto il personale sale fino a 15,92 nella tappa di Sasso Marconi, prima della vittoria degli Italiani Allievi di Molfetta, quarto titolo outdoor consecutivo della carriera. Il culmine arriva il 19 luglio a Banska Bystrica, in Slovacchia: agli Europei Under 18, Nalesso migliora ancora il personale a 15,97 e chiude sesta, miglior risultato internazionale ottenuto fino a quel momento. A novembre viene premiata come Atleta dell’Anno dal Comitato Provinciale Fidal di Treviso, riconoscimento condiviso, per la categoria tecnici, dallo stesso Simone Broccolo, nominato Tecnico dell’Anno.
2025: il salto tra le juniores e il bronzo di Tampere
Il passaggio all’attrezzo da 4 chilogrammi, tipico della categoria juniores (under 20), comporta fisiologicamente un ridimensionamento delle misure. Nalesso lo affronta senza timori reverenziali verso le rivali già rodate con il peso pesante, in primis Angelica Arcari ed Elettra Bernardis. A febbraio arriva il quinto titolo italiano indoor della carriera ad Ancona; a luglio, a Grosseto, il sesto, questa volta outdoor (14,20 metri), settimo sigillo tricolore complessivo in tre categorie diverse. Il momento più significativo arriva però il 10 agosto, a Tampere: agli Europei Under 20, Nalesso conquista il bronzo con 15,62, prima medaglia internazionale della carriera. È un risultato storico: nessuna azzurra saliva sul podio continentale di categoria da 28 anni, dai tempi di Assunta Legnante.
2026: la stagione dei grandi numeri, verso Eugene
L’annata in corso si è aperta con due argenti indoor ad Ancona: uno ai Campionati Italiani Juniores e Promesse (7-8 febbraio), l’altro, ancora più significativo, ai Campionati Italiani Assoluti (27 febbraio-1° marzo), dove Nalesso ha conquistato la sua prima medaglia tra le “grandi” con 15,28, alle spalle della campionessa uscente Sara Verteramo. All’aperto la stagione è esplosa: dopo il progresso di San Felice sul Panaro (15,96), il 12 giugno a Siena arriva la svolta, con un balzo di 71 centimetri sul precedente miglior lancio stagionale fino a 16,67, misura che vale il sesto posto nella lista mondiale stagionale under 20 e, come detto, il terzo posto di sempre tra le italiane juniores. Il 4 luglio, ai Campionati Italiani Under 20 di Caorle, arriva l’ottava maglia tricolore della carriera (16,56, sesta consecutiva all’aperto), che conferma la convocazione per i Campionati Mondiali Under 20 di Eugene, in Oregon, in programma dal 5 al 9 agosto: sarà la prima rassegna iridata della carriera di Nalesso.
Da anni la crescita di Nalesso passa attraverso il lavoro quotidiano con Simone Broccolo, tecnico di riferimento di Trevisatletica, società che conta centinaia di tesserati e che negli ultimi anni ha portato altri talenti ai vertici giovanili, dal saltatore in alto Alberto Basso all’ostacolista Isabella Calzolari.
Anita fuori dalla pedana
Prosegue parallelamente il percorso scolastico, conciliato con gli allenamenti pomeridiani in un equilibrio che l’atleta ha definito faticoso ma sostenibile “con un po’ di buona volontà”. Descrivendosi, Nalesso si è definita coraggiosa, testarda – la stessa testardaggine che la rende pignola nel confronto tecnico con il proprio allenatore – e determinata, più che spontaneamente talentuosa: un approccio mentale che, a suo dire, le ha permesso di non demoralizzarsi nemmeno nella rara sconfitta del 2023. Tra gli idoli dichiarati figurano Leonardo Fabbri, primatista italiano ed europeo assoluto del getto del peso, e la canadese Sarah Mitton, di cui ammira soprattutto l’approccio tecnico e mentale alla gara.
Le prospettive future
Il prossimo obiettivo di Anita Nalesso è sicuramente ottenere un buon piazzamento ad Eugene. A 29 centimetri dal record italiano juniores di Chiara Rosa (16,96, dal 2002) e con margini di crescita fisiologici legati all’età, la stagione 2026 lascia intravedere la possibilità concreta di un assalto al primato di categoria nei prossimi mesi. Più a lungo termine, il primo podio conquistato tra le Assolute ad Ancona apre naturalmente la prospettiva del passaggio definitivo al confronto con le migliori pesiste italiane in attività, a partire dalla stessa Verteramo.
Dal 10,30 di un pomeriggio di maggio 2021 ai 16,67 metri di Siena corrono cinque anni e mezzo di crescita quasi ininterrotta, punteggiati da otto titoli italiani e un bronzo continentale. Anita Nalesso arriva alla sua prima rassegna iridata da terza forza under 20 in Europa nella lista stagionale, con margini di miglioramento che la stessa Federazione osserva con attenzione crescente. Che Eugene rappresenti una tappa di consolidamento o il trampolino per traguardi ancora più ambiziosi, lo si vedrà tra qualche settimana. Per ora, resta la fotografia di una crescita solida, costruita lancio dopo lancio, lontano da ogni scorciatoia.
* In copertina e nell’articolo Anita Nalesso (Foto di Grana/FIDAL)




