Vai al contenuto

Alexia Putellas, 500 presenze con il Barcellona: chi è la più grande calciatrice di tutti i tempi

Due Palloni d’Oro, tre Champions League, un Mondiale: la carriera completa di “La Reina”

C’è una fotografia, nella memoria collettiva del calcio femminile, che vale più di mille statistiche. Una bambina di Mollet del Vallès, cittadina della cintura metropolitana di Barcellona, seduta sugli spalti del Camp Nou, circondata da una famiglia di tifosi blaugrana, gli occhi spalancati su un campo che un giorno sarebbe diventato casa sua. Venti anni dopo quella bambina ha giocato la sua partita numero 500 con la maglia del Barcellona proprio lì, in quello stadio, davanti a oltre 60.000 persone in delirio. E lo ha fatto nell’unico modo in cui Alexia Putellas sa fare le cose: con un gol, due assist e una vittoria per 6-0 sul Real Madrid in Champions League. Il cerchio si è chiuso, e non poteva essere più bello.

Alexia-Putellas-bambina

Dal vivaio blaugrana all’Espanyol: i primi passi di una predestinata

Alexia Putellas Segura è nata il 4 febbraio 1994 a Mollet del Vallès, in Catalogna. Mancina di piede, appassionata fin da bambina di calcio ma anche di hockey, tennis e pallacanestro, cresce in una famiglia innamorata del Barcellona. Entra nel settore giovanile blaugrana, ma nel 2006, undicenne, lascia il vivaio azulgrana per accasarsi all’Espanyol. Un addio che sembra definitivo, ma che si rivelerà solo una lunga parentesi. Dopo sei anni tra Espanyol e Levante, con il debutto in Liga F, Putellas torna “a casa” firmando un contratto il 10 luglio 2012, a 18 anni. Certi amori, si sa, fanno giri immensi e poi ritornano. Con il Barcellona l’accelerazione è immediata. Dal 2012 Putellas veste la maglia blaugrana e in pochi anni diventa dapprima un punto di riferimento, poi il simbolo assoluto del club. Nella stagione 2018-2019 viene designata quarto capitano, nel 2019-2020 diventa vicecapitano e dal 2021, con la cessione di Vicky Losada al Manchester City, diventa primo capitano. Una progressione che rispecchia fedelmente la sua crescita tecnica e umana.

Il decennio d’oro: trofei, record e due Palloni d’Oro

Raccontare la bacheca di Alexia Putellas richiede tempo e fiato. Nel corso della sua carriera ha conquistato decine di titoli tra club e nazionale: tre UEFA Women’s Champions League (2020-21, 2022-23, 2023-24), otto Liga F, otto Copa de la Reina, sei Supercoppe spagnole, oltre al Mondiale 2023 con la Spagna e due Women’s Nations League. Ma i numeri che raccontano meglio di tutti la sua grandezza sono quelli individuali. Nel 2021 Putellas diventa la prima giocatrice a vincere nello stesso anno il Pallone d’Oro, il premio UEFA Women’s Player of the Year e il The Best FIFA Women’s Player. Nel 2022 riceve il suo secondo Pallone d’Oro, diventando la detentrice del record di vincite del premio. Due riconoscimenti consecutivi che la proiettano nell’Olimpo del calcio mondiale, al di là di ogni distinzione di genere.

Embed from Getty Images

La stagione 2020-21 rimane forse la più straordinaria di tutte: la centrocampista offensiva realizza 18 gol in 31 partite e la sua squadra raccoglie 99 punti su 102 possibili, concludendo la stagione con una differenza reti di +152. Numeri che appartengono alla fantascienza calcistica. Putellas è oggi la miglior marcatrice di sempre del Barcellona con 229 gol, e la sua giocatrice più titolata, con 35 trofei, molti dei quali alzati da capitana. Il 230° gol in blaugrana è arrivato proprio contro il Real Madrid nella serata dei 500, e nessuna calciatrice ha fatto meglio di lei nei Clásicos.

L’infortunio, il ritorno, il Mondiale: la rinascita di una leggenda

Ogni grande storia ha il suo capitolo più buio. Per Putellas arriva il 5 luglio 2022: in allenamento con la nazionale spagnola subisce la rottura del legamento crociato anteriore, dovendo così rinunciare agli Europei imminenti. Una devastazione. La Spagna, priva della sua stella, viene eliminata ai quarti dall’Inghilterra poi vincitrice del torneo. Il percorso di recupero è lungo e doloroso. Solo nel febbraio 2023 Putellas torna ad allenarsi con il Barcellona, e il 30 aprile 2023 scende in campo nella sua prima gara ufficiale dopo oltre nove mesi di stop. Eppure, nonostante i mesi di inattività, a ottobre 2022 aveva già ricevuto il suo secondo Pallone d’Oro, un riconoscimento alla stagione precedente che, nel momento della fragilità fisica, suona come un abbraccio da parte dell’intero mondo del calcio. Il vero riscatto arriva nell’estate del 2023. Ai Mondiali in Australia e Nuova Zelanda, Putellas gioca sette partite e la sua leadership è decisiva per il trionfo della Roja. La Spagna batte l’Inghilterra in finale e diventa campione del mondo. Sebbene avesse già vinto tutto nel calcio di club, mancava ancora un titolo importante con la nazionale. Ora non manca più niente.

Embed from Getty Images

In nazionale: la bandiera di una Roja rivoluzionaria

Con 131 presenze internazionali, Alexia Putellas è la calciatrice spagnola con più apparizioni nella storia. Il 1° luglio 2022 aveva disputato la sua centesima partita in nazionale durante una vittoria per 1-0 contro l’Italia, diventando la prima spagnola a raggiungere questo traguardo. Il suo ruolo nelle alterne fortune della Roja va ben oltre i gol e gli assist. È il punto di equilibrio tattico e psicologico di una squadra che ha vissuto anni tormentati, tra tensioni con la federazione, il caso Rubiales e la difficile gestione del post-Mondiale. Nel novembre 2024 è uscito su Netflix il documentario “Se acabó: Diario de las campeonas”, in cui Putellas prende parte insieme ad altre compagne per denunciare il sistema di maltrattamenti all’interno della selezione femminile. Fuori dal campo, come dentro, non si tira mai indietro. A Euro 2025 Putellas è risultata la giocatrice con il totale gol-assist più alto del torneo, con tre reti e quattro assist, vincendo anche due premi Player of the Match. La Spagna arriva alla finale, battuta solo dalle campionesse in carica dell’Inghilterra: un altro traguardo storico per una nazione che con lei ha imparato a sognare in grande.

Come gioca: la Reina del centrocampo

Capire Alexia Putellas significa capire cosa differenzia un campione da un fuoriclasse. Mancina, può essere impiegata come centrocampista centrale, centrocampista offensivo, ala sinistra o seconda punta. Si contraddistingue per la visione di gioco e l’intelligenza con cui fornisce assist o passaggi-chiave. È inoltre una delle migliori tiratrici di punizioni nella storia del calcio femminile, nonché pericolosa con i tiri dalla lunga distanza.

Embed from Getty Images

I suoi modelli dichiarati raccontano molto di lei: la maggior parte degli idoli calcistici di Putellas appartengono al Barcellona maschile del passato, in particolare Rivaldo, Ronaldinho e Andres Iniesta. Non a caso sono stati fatti paragoni tra lei e Zinedine Zidane, oltre che tra lei e Iniesta. Non paragoni estemporanei: come il centrocampista di Fuentealbilla, Putellas ha la rara capacità di essere dominante senza sembrare frettolosa, di controllare il gioco senza mai forzarlo. È la prima tra le spagnole sia per azioni da tiro create che per azioni da gol create. Risulta prima per palloni toccati nella trequarti offensiva e nell’area avversaria. Numeri che confermano come, più che un’interprete del gioco, ne sia l’architetto principale. È dotata di grande carattere, personalità e carisma, che l’hanno resa capitana sia del Barcellona sia della nazionale spagnola.

I 500, e quello che verrà

Non ho parole per descrivere quello che sento in questo momento. È stato magico. Circa 20 anni fa ero seduta in un angolo di questo stadio con la mia famiglia, e ora posso dire di aver giocato la mia partita numero 500 con il club qui”, ha dichiarato Putellas a fine gara, la voce rotta dall’emozione. Le mancano solo 19 partite per superare il record assoluto di presenze di Melanie Serrano, ferma a 519.

Embed from Getty Images

Un traguardo a portata di mano, che potrebbe arrivare già in questa stagione — quella stessa stagione in cui il Barcellona si è già guadagnato le semifinali di Champions League, dove affronterà il Bayern Monaco. Nel 2021 Alexia è diventata il terzo giocatore, dopo Messi e Johan Cruijff, a essere insignita della Creu de Sant Jordi, la più alta onorificenza della Catalogna. Un riconoscimento che va oltre il calcio, che tocca l’identità di un popolo. Perché Alexia non è solo la calciatrice più forte del mondo: è un simbolo culturale, un modello per intere generazioni di bambine che oggi siedono sugli spalti del Camp Nou e sognano quello che lei ha già vissuto. I cerchi, nel calcio come nella vita, a volte si chiudono nel modo più perfetto possibile. Una bambina sale sugli spalti, guarda il campo, si innamora. Torna, diventa la più forte, diventa la bandiera, diventa la leggenda. E poi, alla partita numero 500, si volta verso quelle stesse curve piene di bambine che la guardano e capisce: il suo compito non è ancora finito. Anzi, è appena cominciato.

* In copertina Alexia Putellas