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Alexandrina Mihai, chi è la nuova stella azzurra della marcia

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La storia di una delle marciatrici più interessanti del movimento azzurro, tra record Under 23, uno stop forzato nel 2024 e la rincorsa alle nuove distanze olimpiche

Chetrosu è un piccolo villaggio del distretto di Drochia, nel nord della Moldavia. È lì che il 27 maggio 2003 nasce Alexandrina Mihai, oggi una delle marciatrici più promettenti dell’atletica italiana. Cresciuta fino ai cinque anni dai nonni, in una vita “molto campagnola” come l’ha definita lei stessa, raggiunge l’Italia nel marzo del 2009 per riunirsi ai genitori, già stabiliti a Soave, in provincia di Verona. Da quel trasferimento è nato un percorso sportivo che, passando per il nuoto, l’ha condotta fino alla marcia, disciplina in cui è diventata campionessa europea Under 23. Una storia di integrazione, testardaggine e progressivo affinamento tecnico, ancora tutta da scrivere.

2003-2015: dalla Moldavia a Soave

Il padre di Alexandrina si trasferisce in Italia quando lei è ancora piccolissima; la madre lo raggiunge alcuni anni più tardi, lasciando temporaneamente la figlia alle cure dei nonni materni. Alexandrina impara l’italiano precocemente, guardando i cartoni animati doppiati nella lingua che sarebbe presto diventata la sua. Ricongiunta alla famiglia a Soave, dopo aver praticato per alcuni anni il nuoto, decide di cambiare sport perché, come ha raccontato in diverse interviste, cercava “più agonismo”. A scuola si definisce una “secchiona”, brillante nelle materie di studio ma imbarazzata dagli sport di squadra proposti in educazione fisica. Nel 2015, in seconda media, si iscrive alla società di atletica leggera nata a San Bonifacio, vicino casa, cimentandosi inizialmente in più specialità: getto del peso, salto in alto, salto in lungo, ostacoli. È il tecnico Pierluigi Padoan, nel febbraio 2016, a intuire le sue attitudini per la marcia: pochi mesi dopo Alexandrina vince già il suo primo titolo regionale di categoria.

2016-2019: la trafila giovanile

Tesserata dapprima con la Valdalpone De Megni e poi con la Fondazione Bentegodi, Alexandrina scala le categorie giovanili con piazzamenti sempre più solidi in ambito veneto, dai 2000 metri di marcia tra le Ragazze ai 3000 e 5000 metri da Cadetta. Il primo titolo italiano arriva nel 2019, da Allieva, nei 5000 metri di marcia su pista, corsi ad Agropoli in 24’37″10.

2020-2022: la crescita tra Juniores e il salto di qualità

Nel 2021 si trasferisce all’Atletica Brescia 1950 Metallurgica San Marco e inizia a frequentare stabilmente anche le rassegne tricolori assolute: bronzo ai campionati italiani Juniores indoor sui 3000 metri, sesta agli Assoluti dei 10 km su strada. Il 2022 porta il salto di qualità: doppio oro tricolore Juniores (3000 metri indoor e 10.000 metri in pista, 45’53″49 a Rieti) e il primato personale nei 20 km firmato il 25 settembre a Montreuil in 1h35’59”, inferiore alla migliore prestazione italiana Under 20 di Antonella Palmisano (1h36’21” nel 2010). Pochi giorni dopo, il 28 settembre 2022, arriva la cittadinanza italiana, dopo anni in cui Alexandrina aveva potuto gareggiare per i titoli nazionali solo come atleta “equiparata”, senza poter indossare la maglia azzurra né realizzare record italiani.

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2023: il debutto in Nazionale e l’argento continentale

Il 2023 è la stagione dell’esplosione. A marzo arriva il titolo italiano assoluto indoor sui 3000 metri di marcia (12’51″73); il 21 maggio, a Poděbrady, il debutto in Nazionale maggiore agli Europei a squadre, con l’undicesimo posto individuale nei 20 km (1h32’55”) e l’oro a squadre. In estate gareggia nell’Universiade di Chengdu (quinto posto) e ai Campionati europei Under 23 di Espoo, dove il 12 luglio arriva l’argento nei 20 km in 1h32’32”, alle spalle della francese Pauline Stey: per Alexandrina, che l’anno precedente non aveva potuto partecipare ai Mondiali Under 20 per la mancata cittadinanza in tempo utile, è la rivincita attesa da tempo. Da novembre cambia guida tecnica, lasciando Pierluigi Padoan per trasferirsi a Bergamo con Massimiliano Cortinovis, tecnico regionale FIDAL Lombardia.

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2024: la stagione dello stop forzato

Dopo un avvio faticoso nell’adattamento al nuovo ambiente tecnico, la stagione decolla in primavera: il 21 aprile ad Antalya arriva il 22° posto ai Mondiali a squadre di marcia, poi il 18 maggio a La Coruña un nuovo primato personale nei 20 km, 1h30’50”, seconda prestazione Under 23 italiana di sempre. È l’ultima gara dell’anno: un problema fisico la costringe a fermarsi da maggio in avanti, facendole sfumare la possibilità di partecipare agli Europei di Roma e alle Olimpiadi di Parigi. “Ho dovuto mettere la salute al primo posto”, ha raccontato Mihai, spiegando come l’estate sia stata dedicata a lavoro alternativo – nuoto, palestra, cardio – prima della ripresa graduale della marcia a settembre, in vista di una stagione 2025 pensata come rilancio.

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2025: il ritorno, i record Under 23 e la maglia mondiale

Il rientro è da protagonista. Il 26 gennaio, ad Acquaviva delle Fonti, debutta sui 35 km conquistando il titolo italiano Under 23 e la migliore prestazione italiana di categoria in 2h46’41”, con lo standard per i Mondiali di Tokyo. Il 30 marzo, a Sant’Alessio Siculo (Messina), arriva il titolo italiano assoluto dei 20 km in 1h28’57”, tempo che supera di quasi un minuto il precedente primato Under 23 di Elisa Rigaudo (1h29’54” nel 2001) e vale il pass diretto per la rassegna iridata giapponese. Il 18 maggio, agli Europei a squadre di Poděbrady, raggiunge l’ottavo posto individuale in 1h31’02”; il 5 luglio, a Grosseto, nuovo titolo Under 23 nei 10.000 metri in 44’49″54. Il punto più alto della carriera arriva il 19 luglio a Bergen: agli Europei Under 23, Alexandrina attacca poco dopo metà gara e transita in solitaria negli ultimi 4,5 km, chiudendo in 43’49″55, record italiano Under 23 dei 10.000 metri di marcia in pista e primo oro azzurro in questa specialità agli Europei Under 23 dal successo di Elisa Rigaudo ad Amsterdam nel 2001. “L’oro vuol dire rinascita, anche a livello mentale”, ha commentato l’atleta, dedicando la vittoria alla nonna, che in Moldavia “voleva correre ma non poteva, perché le dicevano che una donna non poteva passare la vita in tuta”. Il 20 settembre, a Tokyo, arriva l’esordio ai Mondiali assoluti: nella 20 km femminile, corsa in forte umidità e segnata dal ritiro di Antonella Palmisano, Alexandrina chiude 15ª in 1h29’44”, migliore delle azzurre davanti a Federica Curiazzi.

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2026: le nuove distanze e la corsa verso Birmingham

Dal 1° gennaio 2026 la marcia internazionale cambia volto: la 20 km viene sostituita dalla mezza maratona (21,097 km, distanza che sarà anche ai Giochi di Los Angeles 2028), mentre la 35 km lascia spazio alla maratona di marcia (42,195 km). Alexandrina affronta la transizione partendo da Alessandria, dove l’8 marzo, ai primi Campionati italiani di mezza maratona di marcia, conquista la medaglia d’argento in 1h36’45”, alle spalle di Sofia Fiorini. Per scelta precauzionale rinuncia poi ai Mondiali a squadre di marcia in Brasile di aprile, preferendo gestire con calma la preparazione. La crescita si conferma il 23 maggio a La Coruña, dove chiude decima in 1h33’51”, quasi tre minuti meglio del riscontro di marzo. Il 29 maggio arriva la convocazione ufficiale per i Campionati europei di Birmingham, in programma dal 10 al 16 agosto 2026: Alexandrina sarà al via della mezza maratona insieme ad Antonella Palmisano e Michelle Cantò. Il 20 giugno, ai Campionati Italiani di Società, sulla pista di Rieti, corre i 5000 metri di marcia in 21’37″56, chiudendo seconda alle spalle di Fiorini. Da fine giugno l’atleta è al raduno di preparazione di Livigno, dove proseguirà la preparazione fino a fine luglio in vista dell’appuntamento inglese.

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La vita fuori dalla pista

Alta 1,74 metri per 54 kg, diplomata al liceo scientifico, Alexandrina studia oggi psicologia e si definisce appassionata d’arte. Vive e si allena a Bergamo, città adottata dal 2023 insieme al tecnico Cortinovis, mantenendo un legame stretto con Soave e con il Veneto dove è cresciuta. Nel 2023 e nel 2024 è stata tra le atlete supportate dal Progetto Talento di FIDAL Lombardia, che affianca i prospetti più interessanti della regione con borse di studio, assistenza sanitaria e test biomeccanici: un aiuto concreto, ha raccontato, per sostenere le spese quotidiane di chi cammina agonisticamente decine di chilometri ogni settimana, dalle scarpe alla fisioterapia. Nelle interviste rilasciate negli anni è tornata spesso sulle proprie origini moldave e sul legame con i nonni, senza nascondere il peso psicologico dell’attesa della cittadinanza e delle difficoltà fisiche che hanno segnato il 2024. Da qualche anno è parte del Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato.

Prospettive future

Con la mezza maratona ormai specialità di riferimento e un 2026 costruito con gradualità, l’obiettivo più immediato di Alexandrina Mihai è la prima maglia azzurra assoluta in una manifestazione individuale di peso, i Campionati europei di Birmingham. Sullo sfondo resta il traguardo dichiarato più ambizioso, quello olimpico: Los Angeles 2028, dove la mezza maratona di marcia debutterà come evento a cinque cerchi. Mancano ancora, nel suo palmarès, una medaglia individuale assoluta a livello europeo o mondiale e un piazzamento di vertice in una rassegna iridata o continentale non giovanile: tappe che la marciatrice di Soave, forte di una progressione costante e di un carattere già temprato da una battuta d’arresto superata, punta a raggiungere nei prossimi anni. Dalla campagna moldava alle strade di Tokyo, passando per Verona e Bergamo, il percorso di Alexandrina Mihai racconta una storia fatta di adattamento, pazienza e progressi misurati in centesimi di secondo. Una carriera ancora giovane, con margini di crescita che il movimento della marcia azzurra osserva con attenzione crescente.

* In copertina e nell’articolo Alexandrina Mihai (Foto di Grana/FIDAL e Colombo/FIDAL)