Le Leonesse dominano Costa Volpino 3-0, Altafratte rimonta Busto Arsizio al cardiopalma
Nel fine settimana dell’11 e 12 aprile il tabellone dei playoff promozione di Serie A2 Tigotà ha emesso i suoi verdetti con perentorietà, consegnando alla pallavolo femminile italiana una finale inedita e affascinante. Da un lato la Valsabbina Millenium Brescia, squadra di rango abituata alle grandi occasioni. Dall’altro la Nuvolì Altafratte Padova, che alla finale ci arriva per la prima volta nella sua storia, conquistandola in rimonta con un’impresa che resterà negli occhi di chi c’era.
Busto Arsizio-Padova: la rimonta che entra nella storia
Si gioca sabato 11 aprile alla Soevis Arena di Castellanza, davanti a 510 spettatori. La Futura Giovani Busto Arsizio comincia meglio e va avanti 2-0 dopo due set giocati con cattiveria al servizio – quattro ace – e precisione in attacco, tenendo le avversarie al 25% e al 33% di efficienza in ricezione. Taborelli ed Enneking si dividono il lavoro: la prima chiuderà con 18 punti, la seconda sarà la migliore in campo con 31. La terza frazione resta equilibrata fino al finale, ma al momento cruciale, avanti 24-22 e con il pallone della vittoria in mano, le bustocche si fanno rimontare: Padova annulla cinque match point e si prende il 28-30 dopo due errori in attacco delle padrone di casa. È la svolta. Le percentuali in ricezione delle venete salgono e il muro si fa determinante nel quarto set, con cinque colpi vincenti che tengono le rivali al 16% di efficienza offensiva. A firmare il pareggio è il 21-25, marchiato da una super Cristina Fiorio con otto punti nel solo parziale. Al tie-break le squadre si equivalgono fino al 10-10, poi è ancora Fiorio ad alzare il livello, realizzando tre punti decisivi. L’errore in attacco di Farina e quello al servizio di Enneking consegnano a Padova la prima finale playoff della sua storia.
Fiorio si prende il premio di MVP con 21 punti e quattro muri, ma la regia di Stocco è stata il filo conduttore di una rimonta straordinaria: in doppia cifra anche Mazzon (16), Catania (13, quattro muri), Esposito (11) e Bovo (11). Nei numeri complessivi della gara, la Futura ha pagato diciotto errori in battuta contro gli undici delle avversarie, e un muro nettamente meno prolifico: otto contro quattordici. Una serata resa ancora più malinconica dall’annuncio del ritiro di Sofia Rebora. La capitana bustocca ha commentato a caldo: “Rosico da matti, eravamo lì, ce l’avevamo ed è sfumato dalle mani tutto. Complimenti a loro, noi abbiamo accusato un po’ di stanchezza, siamo calate in battuta e invece Padova si è energizzata”.
Costa Volpino-Brescia: le leonesse non lasciano scampo
La domenica è di tutt’altro segno. Al PalaCbl di Costa Volpino, con il palazzetto a capienza aumentata a 1200 spettatori come da regolamento, le bergamasche di coach Cominetti provano a ripetere l’impresa dell’andata – quando erano partite 0-2 in trasferta – ma la Valsabbina Millenium non lascia spazio al copione. Avvio perfetto per le bresciane: Amoruso e Kavalenka fanno subito la voce grossa, il muro di Prandi vale il 6-10, e nonostante il timeout immediato di Cominetti è ancora Brescia a dettare legge, volando sull’11-17 e chiudendo il set 16-25 con un attacco vincente di Amoruso. Nel secondo set Costa Volpino tenta una reazione, si porta avanti 11-7 e accende momentaneamente il pubblico di casa. Ma Amoruso risponde con l’attacco dell’11-10 e il monster block per l’11-11, avviando la rimonta bresciana. Michieletto e Modestino guidano il rilancio fino al 18-22 che indirizza la frazione: Olivotto conquista il set point, Kavalenka chiude di muro sul 21-25. Il terzo parziale è una sentenza: Brescia scappa 0-4, Pistolesi prova a dare la carica alle sue sul 5-13 ma è un segnale debole: Brescia è troppo determinata, gestisce con sicurezza e chiude ancora 16-25 con Amoruso.
A tabellino, Amoruso chiude da top scorer con 17 punti, Kavalenka la segue a 12, brillano Olivotto e Michieletto con 9 punti ciascuna. Disinnescate Grosse Scharmann (11) e Pistolesi (10), i due riferimenti offensivi di Costa Volpino, ma con percentuali troppo basse per incidere. MVP del match è la capitana Beatrice Parrocchiale, il cui lavoro da libero ha guidato la squadra di coach Solforati per tutto l’arco dei tre set. La partita dura in totale 76 minuti: tre parziali da 23, 30 e 23 minuti, un dominio quasi ininterrotto.
Preview della finale: Brescia-Padova, chi sale in A1?
La finale si giocherà al meglio dei tre confronti, con gara 1 in programma lunedì 20 aprile alle 20 al PalaGeorge di Montichiari. Gara 2 dovrebbe disputarsi giovedì 23 a Latisana, sede scelta da Padova per le sue gare casalinghe in questa fase, con l’eventuale bella il 26 aprile. Brescia arriva da favorita: ha chiuso le semifinali senza concedere un set, gira con il fattore campo, e può contare su una squadra rodata. Il suo punto di forza è l’equilibrio: Amoruso è la prima punta, ma Kavalenka, Olivotto e Michieletto garantiscono contributi diffusi che la rendono difficile da neutralizzare. Padova, dal canto suo, si presenta da matricola della finale con la spensieratezza di chi non aveva nulla da perdere e con un’arma letale: la sua regista Martina Stocco, il motore di tutto, e Fiorio, dimostratasi in grado di cambiare da sola l’inerzia di una partita. Il muro delle venete – 14 block nella sola gara 2 contro Busto Arsizio – è il dato che più deve preoccupare le Leonesse. La Serie A1 è a tre gare di distanza. Una finale senza storia scritta, con una squadra che sa di essere la favorita e un’altra che ha già dimostrato di saper riscrivere i pronostici.
* In copertina e nell’articolo Playoff Serie A2 semifinali (Foto di Lega Volley Femminile)



