Cinque stagioni in EuroLeague, tre scudetti, il bronzo agli Europei 2025. Ora per la playmaker palermitana arriva il banco di prova americano
Nata a Palermo il 6 agosto 1999, figlia d’arte – sua madre Simona Chines è un’ex giocatrice di serie A con il Verga Palermo – Costanza Verona ha costruito la sua carriera mattone dopo mattone, lontano dai riflettori, in una disciplina che nel Sud Italia stenta ancora a trovare spazio. Oggi quel percorso ha un nuovo capitolo, scritto in inglese e in Texas. Le Dallas Wings hanno firmato con Costanza Verona un training camp contract per la stagione WNBA 2026. A soli 26 anni, “Cocca” diventa la prima atleta nata e cresciuta in Sicilia a raggiungere una franchigia della lega professionistica americana. È la nona italiana in WNBA, dopo Cata Pollini, Susanna Bonfiglio, Francesca Zara, Raffaella Masciadri, Laura Macchi, Kathrin Ress, Cecilia Zandalasini e Lorela Cubaj.
Gli esordi in Sicilia e la scalata al basket italiano
Cresciuta nel vivaio dell’Andros Palermo, Verona ha ottenuto la promozione dalla Serie A3 alla A2 già da giovanissima. Per le categorie Under 18 e Under 20 si è trasferita a Battipaglia nel 2016, dove nel primo anno ha vinto il titolo di MVP delle finali nazionali ed è entrata nel miglior quintetto della manifestazione. Poi una stagione a Torino e tre al Geas, tappe necessarie per affinare un profilo tecnico già maturo, prima del salto definitivo. Ha percorso tutta la trafila delle nazionali giovanili, conquistando tre medaglie: il bronzo all’Eurobasket U16 nel 2015, l’argento al Mondiale U17 nel 2016 e l’oro a Eurobasket U20 nel 2019, da capitana. Nella finale contro la Russia segnò 25 punti, venendo inserita insieme a Madera nel miglior quintetto della manifestazione. Un biglietto da visita eloquente.
Cinque stagioni a Schio: il salto di qualità
Nell’estate 2021 arriva a Schio, una delle squadre più titolate d’Europa, impegnata regolarmente in EuroLeague. Lì si è stabilita stagione dopo stagione come playmaker di riferimento. I risultati parlano da soli: tre Supercoppe italiane (2022, 2023, 2026) e cinque Coppe Italia (2022-2026) con le scledensi. Tre anche gli scudetti conquistati con la maglia della Famila Wuber. Le statistiche dell’ultima stagione fotografano una giocatrice matura e affidabile: 8,8 punti, 3,3 assist, 3,3 rimbalzi in 25,7 minuti e il 37% da tre nell’ultima EuroLeague Women. In Serie A1 ha chiuso con 8,8 punti, 2,9 rimbalzi, 4,0 assist e 1,2 palle rubate a partita. Numeri che la collocano stabilmente tra le playmaker più affidabili del panorama europeo.
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Le caratteristiche tecniche: una regista intelligente
Verona è una guardia-playmaker di 170 cm, capace di leggere il gioco prima che accada. Il suo basket è figlio della scuola europea: movimento di palla, utilizzo degli spazi, pulizia nella circolazione. I talent scout di Dallas l’hanno seguita a lungo, definendola una “pure point guard” con una capacità di facilitare il gioco da 4,0 assist di media, che la rende un’opzione credibile come secondo regista dietro al backcourt titolare dei Wings. Il tiro da tre – efficace ma non acrobatico – diventa un’arma tattica, poiché costringe la difesa a uscire e libera linee di penetrazione per le compagne.
La Nazionale azzurra e il bronzo europeo
In maglia azzurra, Verona ha scritto alcune delle pagine più belle del basket femminile italiano degli ultimi anni. A giugno 2025, al Peace and Friendship Stadium del Pireo, l’Italia ha conquistato la medaglia di bronzo al FIBA Women’s EuroBasket 2025, tornando sul podio continentale dopo trent’anni. Nella finale per il terzo posto contro la Francia, vinta 69-54, Verona ha chiuso con 11 punti, 5 rimbalzi e 5 assist, guidando i ritmi del gioco con autorità. Una prestazione di spessore, in una serata che il basket italiano ricorderà a lungo. Lo scorso marzo, nel torneo di qualificazione FIBA a Puerto Rico, Verona ha guidato l’Italia verso il pass per la Coppa del Mondo 2026 con una media di 3,5 assist in cinque partite, il dato più alto del gruppo azzurro.
Dallas: il banco di prova americano
Le Dallas Wings si presentano alla stagione 2026 con ambizioni importanti: hanno acquisito la prima scelta assoluta al Draft WNBA del 13 aprile e puntano su un roster competitivo guidato da Arike Ogunbowale. Il training camp contract non garantisce un posto nella regular season: è un invito a dimostrare il proprio valore davanti allo staff tecnico. La concorrenza è alta – tra le convocate al camp ci sono anche Amy Okonkwo, fresca di WNBA debut con 11 punti di media, e altre giocatrici di profilo internazionale. Per Verona sarà un test diverso da qualsiasi cosa abbia affrontato finora. Il ritmo della WNBA è più fisico, i tempi di lettura più compressi, la pressione mediatica di un’altra dimensione. Tuttavia, le qualità che l’hanno resa un punto fermo in EuroLeague – l’intelligenza tattica, la gestione del pallone, la capacità di alzare il livello nei momenti decisivi – sono esattamente ciò che le franchigie americane cercano nelle giocatrici europee.
La storia di Costanza Verona è, prima di tutto, una storia di coerenza. Nessun salto in avanti prematuro, nessuna scorciatoia: solo basket, ogni giorno, da Palermo a Schio e ora fino a Dallas. Che il training camp si traduca o meno in un contratto per la regular season, il viaggio in Texas rappresenta il punto più alto di una carriera costruita con pazienza, lontano dai riflettori. E per il basket siciliano – da sempre periferia del sistema – è già un confine che non esisteva prima.
* In copertina Costanza Verona (Foto Ceretti/FIP)
