Le pantere archiviano velocemente la pratica, le toscane la spuntano al Golden Set. Niente da fare per Milano
C’è qualcosa di inevitabile, quasi scritto, nel destino europeo del volley femminile. Le strade dell’Imoco Volley Conegliano e della Savino del Bene Scandicci tornano a incrociarsi ancora una volta, tra rivalità recente e ambizioni che non conoscono tregua. Dopo finali, rivincite e trofei spartiti, il palcoscenico ora è il più prestigioso: Istanbul, dove il titolo europeo passa ancora — inevitabilmente — dalle loro mani.
Conegliano e Scandicci si sono infatti qualificate alle Final Four della Champions League femminile di volley, che si svolgeranno il 2 e 3 maggio a Istanbul in gara secca. Il primo giorno si disputeranno le semifinali con le sfide Conegliano-VakifBank e Scandicci-Eczacibasi, in una sfida Italia-Turchia per il titolo più conteso d’Europa.
Se si guarda l’albo d’oro della competizione, notiamo che negli ultimi 20 anni, 11 volte ha vinto una squadra italiana, 8 volte una turca e 1 volta una russa. Piccola curiosità: tutte e quattro le squadre arrivate alle Final Four sono allenate da allenatori italiani: Daniele Santarelli a Conegliano, Marco Gaspari a Scandicci, Giovanni Guidetti al VakifBank, Giulio Bregoli all’Eczacibasi.
Ai quarti di finale Conegliano ha eliminato lo Zeren Spor Ankara, battendolo all’andata in trasferta 3-0 e perdendo in casa 3-2, dopo aver vinto i primi due set e quindi a qualificazione già ottenuta. Tra le venete, buona prova della schiacciatrice cinese Zhu Ting con 24 punti, per le turche non bastano i 28 punti di Uzelac. L’obiettivo delle Pantere è conquistare la terza Champions League di fila, cosa che non succede dal 1983, quando riuscì nell’impresa l’Uralocka, squadra sovietica di Ekaterinburg. Conegliano ha raggiunto le Final Four per l’ottava volta in 11 partecipazioni.

Più difficile è stato il compito di Scandicci contro il Fenerbahce, squadra in cui giocano tra le protagoniste la palleggiatrice italiana Alessia Orro e l’opposta cubana, naturalizzata turca, Melissa Vargas. Dopo la vittoria per 3-0 all’andata al PalaWanny, in Turchia davanti ad un pubblico caldissimo Scandicci ha perso 3-1, sprecando molto nel quarto set quando, dopo essere stata a lungo in testa, ha avuto l’occasione per chiudere il match ma si è arresa ai vantaggi 27-25. È stato quindi necessario il golden set, un set di spareggio a 15 punti, che si disputa in caso di risultato speculare tra andata e ritorno (3-0 e 3-1 sono equiparate, assegnando entrambe tre punti). Alla fine, le toscane hanno prevalso 15-13, con l’ultimo punto realizzato da una stratosferica Kate Antropova: per lei 30 punti in tutto, compresi ben 7 ace. Fondamentale anche il contributo di Skinner, autrice di 16 punti, e di Bosetti, decisiva nei momenti chiave. Per Fenerbahce non bastano i 36 punti di Fedorovtseva e i 30 di Vargas.
A completare il quadro italiano c’era la Numia Vero Volley Milano. Dopo la sconfitta al tie break nell’andata contro il VakifBank, le milanesi cedono nuovamente al quinto set dopo una partita giocata ad altissimi livelli e devono dire addio alla competizione. L’equilibrio del match si vede anche dal tabellino: per Milano 23 punti di Egonu, 13 di Piva, 11 di Kurtagic e 10 di Lanier; per le turche 23 punti (di cui 6 muri) della fenomenale schiacciatrice Markova, 17 di Boskovic, 12 di Ogbogu e 10 di Gunes.
Istanbul non sarà solo una Final Four, ma un crocevia di storie, rivalità e identità. L’Italia c’è, ancora una volta, e lo fa con due squadre diverse per percorso ma unite dall’ambizione. Tra sogni di dominio, voglia di rivincita e un’Europa sempre più contesa, resta una certezza: per alzare la Champions League, bisognerà ancora fare i conti con il volley italiano.
* In copertina Savino del Bene Scandicci (foto di ufficio stampa club), nell’articolo Isabel Haak (foto di Gregolin)

