Kate Douglass firma il record mondiale dei 50 sl due volte nello stesso giorno. L’australiana Pallister abbatte il mito Ledecky negli 800. Gli Usa dominano il medagliere, l’Australia sorprende
Sabato 15 agosto, quando i tabelloni luminosi del William Woollett Jr. Aquatics Center di Irvine hanno mostrato il tempo di 23.19 nella finale dei 50 stile libero femminile, persino i commentatori di NBC Sports si sono fermati un istante in silenzio. Kate Douglass aveva già siglato un record mondiale quella mattina stessa – 23.49 nelle batterie. Poi era tornata in acqua nove ore dopo e aveva demolito sé stessa. “Ho dovuto guardare due volte. Non riuscivo a credere che fosse vero”, ha detto la ventiquattrenne americana. Non era l’unica con quella sensazione. I Pan Pacific Swimming Championships 2026, chiusisi ad Irvine il 15 agosto, sono stati quattro giorni in cui il nuoto ha parlato al futuro.
Il contesto: la California attende le Olimpiadi
L’edizione 2026 dei Pan Pacific Championships ha una valenza che va oltre la semplice competizione di fine estate. A due anni esatti dalle Olimpiadi di Los Angeles 2028, il meeting quadriennale che riunisce le nazioni non-europee del nuoto – padroni di casa Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone e altri ventuno Paesi – ha funzionato da termometro globale. Ospitato per la prima volta in suolo americano dal 2010 (anche quella volta a Irvine), il Woollett Aquatics Center ha prodotto due record mondiali e 31 primati di campionato in soli quattro giorni. Il medagliere finale ha sancito la supremazia a stelle e strisce con 19 ori, 22 argenti e 10 bronzi – 51 medaglie totali – davanti all’Australia con 15 ori e 35 medaglie complessive; il Canada ha chiuso terzo con tre ori.
Giorni 1 e 2: l’Australia sorprende, si giocano le gerarchie del fondo
La prima serata, quella del 12 agosto, ha subito messo in chiaro che questo non sarebbe stato un meeting ordinario. La staffetta mista 4×100 medley americana – Will Modglin (dorso), Van Mathias (rana), Gretchen Walsh (farfalla) e Kate Douglass (stile libero) – ha chiuso la sessione con un record mondiale di 3:36.70, migliorando il primato siglato a Parigi 2024 (3:37.43). Walsh ha nuotato la frazione di farfalla più veloce di sempre in una staffetta mista. Sul fronte individuale, Sam Short ha dominato gli 800 stile libero maschili (7:37.02, record del campionato) con oltre cinque secondi su Bobby Finke. Nei 200 stile libero femminili, Lani Pallister ha stabilito il primato del meeting in 1:53.67, precedendo di 19 centesimi Summer McIntosh.
La seconda serata (13 agosto) ha portato il primo oro individuale di McIntosh: 400 misti in 4:28.01, record dei campionati e quasi tre secondi e mezzo su Jenna Forrester (Australia, 4:31.50). La canadese ha dominato tutte e quattro le vasche. Ma il meeting ha già mostrato le sue ombre: nei 200 misti, la cinese Yu Yiting ha soffiato l’oro alla favorita per soli due centesimi (2:07.45 contro 2:07.47), siglando a sua volta un record di campionato. E nei 100 stile libero donne, Meg Harris d’Australia (52.60) ha battuto la favorita Gretchen Walsh (52.78), che pure aveva chiuso le batterie in 52.57 come prima classifica.
Giorni 3 e 4: Walsh domina le farfalle, poi arriva la notte dei record mondiali
La terza serata (14 agosto) ha consacrato Walsh come riferimento assoluto nel delfino. Nei 100 farfalla ha vinto in 55.15 – record del campionato – con oltre un secondo e mezzo sulla seconda classificata Taylor Ruck (Canada, 56.71). La venticinquenne della Virginia detiene le prime 18 prestazioni all-time nella distanza. Nei 50 farfalla aveva già vinto la sera precedente in 24.65. Le donne americane hanno poi chiuso la giornata con un record americano nella 4×100 stile libero: 3:29.32.
L’ultima serata è stata quella per cui si scrive la storia. Douglass ha siglato il record mondiale dei 50 sl due volte nello stesso giorno: 23.49 nelle batterie, poi 23.19 in finale – tre decimi di miglioramento – con oltre mezzo secondo su Walsh (23.74) e Harris (23.89). Nello spazio di venticinque minuti ha poi conquistato l’argento nei 200 rana, superata dalla canadese Alexanne Lepage in 2:21.73, e ha chiuso la nottata come frazione finale della 4×100 medley femminile (oro Usa in 3:50.43, con Walsh che ha nuotato la frazione di farfalla più rapida della storia in una staffetta femminile: 54.78). Tre medaglie in meno di due ore: un’impresa rarissima in un grande meeting internazionale.
Kate Douglass: il record del mondo firmato due volte nello stesso giorno
La venticinquenne americana, campionessa olimpica a Parigi 2024 sui 200 rana, ha costruito un’estate di duello con Walsh sul primato dei 50 sl. Douglass lo aveva siglato per prima il 19 giugno con 23.59; Walsh l’aveva abbassato a 23.55 il 28 giugno; Douglass ha risposto con 23.49 in batteria ad Irvine, poi con il definitivo 23.19 in finale. Tre dei cinque migliori tempi all-time sono ora suoi. La sera prima, in apertura della staffetta 4×100 stile libero, aveva nuotato 51.69 nei 100 sl – secondo tempo della storia, a un centesimo dal record mondiale della neerlandese Marrit Steenbergen. La sua versatilità – sprint e rana, gare brevi e miste – la rende un’atleta unica nel panorama contemporaneo.
Pallister e la fine di un’era: la prima sconfitta internazionale di Ledecky negli 800
L’immagine simbolica di questi Pan Pacific è però un’altra. Nell’ultima gara del programma, Lani Pallister – 24 anni, australiana di Brisbane – ha battuto Katie Ledecky negli 800 stile libero per la prima volta in assoluto in un grande meeting internazionale. Pallister ha condotto dall’inizio alla fine, toccando in 8:06.10; Ledecky ha tentato la rimonta nel finale senza riuscirci, chiudendo in 8:07.26. Per l’americana, prima sconfitta negli 800 sl a livello internazionale da quando aveva vinto l’oro olimpico a Londra 2012 a 15 anni – una serie di tredici ori consecutivi. Negli stessi giorni, Pallister aveva già battuto Ledecky nei 400 sl (3:58.42 contro 4:00.15) e si era fermata ad appena 2.53 secondi nella 1500 – il margine più risicato mai visto in quella gara nell’arco di tredici anni. “Katie è una forza dominante. Senza di lei, il nuoto di fondo femminile non sarebbe dove si trova oggi”, ha detto Pallister al traguardo. Ledecky, con compostezza: “La storia che ho in questa gara non scompare perché sono arrivata seconda”. L’australiana ha chiuso il meeting con quattro ori (200, 400, 800 sl e staffetta 4×200) ed è stata nominata Nuotatrice del Meeting.
Gretchen Walsh e Summer McIntosh: luci e ombre
Walsh ha offerto forse la prestazione complessiva più convincente del programma femminile: due ori nelle farfalle (50 e 100), argenti nei 50 e nei 100 sl, contributo fondamentale al record mondiale del relay misto. L’unica nota che attenua il quadro è la sconfitta nei 100 sl per mano di Meg Harris, imprevista per chi era scesa a 52.57 in batteria. “Sento di nuotare i miei migliori tempi nei momenti più impensati della stagione” ha detto Walsh. “Questa non è stata la mia migliore notte nei 100 sl, ma so che arriverà”. McIntosh ha vissuto un meeting a due facce. L’oro nel 400 misti con annesso record dei campionati è stato il suo momento migliore; la sconfitta per due centesimi nel 200 misti e la mancata qualificazione alla finale dei 400 sl – giunta nona nelle batterie con 4:08.56 – sono gli episodi da analizzare. La canadese ha riconosciuto di aver sbagliato la gestione della gara di qualificazione. Il suo talento resta fuori discussione: è campionessa olimpica, detentrice del record mondiale del 400 misti con 4:23.65. Ma a Irvine non si è vista la McIntosh che azzera le avversarie.
I record mondiali e il bilancio dei primati
I due record mondiali di Irvine – il 23.19 di Douglass e il 3:36.70 del relay misto – si collocano tra i vertici assoluti del nuoto contemporaneo. Tra i 31 primati di campionato, spiccano i tre di Lani Pallister (200, 400 e 800 sl), i due di Regan Smith (100 e 200 dorso) e i due di Walsh (50 e 100 farfalla). In campo maschile, Sam Short ha centrato tre record del campionato: 400 sl (3:40.52, demolito il primato di Ian Thorpe del 1999), 800 sl (7:37.02) e 1500 sl (14:33.97), quest’ultimo anche record australiano che cancella il primato di Grant Hackett fermo dal 2001. Tutti e sette i primati di campionato nelle staffette sono stati abbattuti. Il vecchio record più anziano sopravvissuto ad Irvine era proprio quello di Hackett nella 1500, resistito per venticinque anni.
Verso Los Angeles 2028: chi parte avanti
Due anni alla prima Olimpiade casalinga degli Stati Uniti dal 1984. Il nuoto ha già cominciato a tracciare la sua traiettoria. Douglass e Walsh sembrano dominarе le specialità brevi con o senza record mondiali in tasca, e il loro dualismo nei 50 sl promette di animare le qualificazioni americane. Pallister si è affermata come principale rivale di Ledecky nel fondo, con i quattro ori di Irvine che la proiettano tra le candidate ai podi nei 400 e negli 800 olimpici. McIntosh ha già il 400 misti nel sangue e il record mondiale sul curriculum: a ventuno anni a Los Angeles avrà tutto davanti, a patto di imparare a gestire il ritmo gara nelle batterie. Short, sul fronte maschile, è il candidato più solido al mezzofondo: il trittico 400-800-1500 a Irvine, con avversari di spessore reale, vale quanto un titolo continentale. L’Australia, priva di Kaylee McKeown, Mollie O’Callaghan e altri elementi chiave, ha comunque raccolto 15 ori e 35 medaglie complessive – una risposta forte alla concorrenza americana. La profondità del nuoto a stelle e strisce resta straordinaria (51 medaglie su 41 eventi), ma lo spazio per la sfida è aperto.
Quattro giorni che resteranno
Quando le luci del Woollett Aquatics Center si sono spente sull’ultima premiazione, quello che restava era la certezza che i prossimi due anni di nuoto mondiale avranno queste facce. Douglass con i suoi sprint da fantascienza. Walsh con le farfalle più veloci della storia. Pallister con il suo stile libero che non conosce reverenza. McIntosh con il talento intatto nonostante qualche inciampo di percorso. Irvine ha risposto alla domanda più importante: il nuoto è vivo, velocissimo e pronto per il grande palcoscenico. Quello di Los Angeles 2028 è già scritto nel tempo di 23.19 che Kate Douglass ha impresso sui tabelloni del Woollett Aquatics Center nella notte del 15 agosto 2026.
* In copertina Pan Pacific Swimming Championships 2026 (Foto fatta con AI)
