Agli Europei di ginnastica artistica di Zagabria l’Italia conquista un oro, tre argenti e un bronzo. Manila Esposito trascina le azzurre, poi la squadra chiude con un argento la prova a cinque
Polvere di magnesio, travi illuminate e il sottofondo inconfondibile delle musiche di gara: dal 13 al 16 agosto 2026, l’Arena Zagreb di Zagabria ha ospitato il 36° Campionato Europeo di Ginnastica Artistica Femminile, categoria senior e junior. Una rassegna continentale che arrivava a metà di un’estate densa per lo sport mondiale – atletica leggera, nuoto, ritmica tutte in calendario – ma che nella capitale croata ha trovato il suo spazio e la sua dignità, con la Russia di nuovo protagonista sotto bandiera neutrale (World Gymnastics 2) dopo anni di esclusione. L’Italia si è presentata a Zagabria con una delegazione di dieci atlete divise tra senior e junior, guidata dal direttore tecnico Enrico Casella e con il responsabile delle squadre nazionali Marco Campodonico. Assenti, per infortuni o scelte tecniche, le gemelle Asia e Alice D’Amato, Martina Maggio e Angela Andreoli, oltre a Giorgia Villa, che ha annunciato il ritiro dall’attività agonistica. Un contesto non ideale, almeno sulla carta. Ma la ginnastica italiana, si sa, ha spesso trasformato le ristrettezze in opportunità.
Qualificazioni: cinque pass per le finali
Giovedì 13 agosto, nella quinta e ultima suddivisione di giornata, le azzurre senior sono scese in pedana per le qualifiche, che in questa edizione fungevano anche da concorso generale individuale: nessuna finale all-around separata, la classifica si definiva direttamente nella sessione preliminare. Il turno ha riservato buone notizie. L’Italia ha conquistato il pass per cinque finali: Manila Esposito si è qualificata per la finale al corpo libero e alla trave, Elisa Iorio e Giulia Perotti hanno centrato entrambe quella alle parallele asimmetriche. Nella gara a squadre, le azzurre hanno chiuso seconde con 160.931, alle spalle della Russia (WG2) che precedeva di quasi quattro punti. Sul concorso generale individuale – vinto da Angelina Melnikova (WG2) – Esposito non ha partecipato: al momento il suo programma non comprende volteggio e parallele asimmetriche, e la fuoriclasse campana ha scelto di concentrarsi sulle sue specialità di riferimento.
Il 15 agosto da ricordare: quattro finali, quattro medaglie
Ferragosto a Zagabria ha avuto un sapore tutto azzurro. A partire dalle 15.00 locali, l’Arena Zagreb ha visto susseguirsi le finali di specialità senior: quattro attrezzi in programma, quattro podi per l’Italia.
Trave.Si è aperto il pomeriggio con Manila Esposito prima degli otto nastri di partenza sulla trave, attrezzo su cui era entrata con il miglior punteggio delle qualifiche. L’esercizio è stato pulito, di alta difficoltà, ma alla fine non è bastato: a battere la campana è stata Elena Colac per un decimo di punto. Esposito ha incassato l’argento con compostezza, già con lo sguardo rivolto alla sfida del corpo libero in chiusura di giornata.
Parallele asimmetriche.La gara più attesa sul fronte azzurro si è rivelata la più generosa: un doppio podio inatteso anche per le protagoniste. Elisa Iorio ha costruito un esercizio di altissimo profilo tecnico – D-score 6.3, esecuzione 8.033, totale 14.333 – che l’ha portata a un soffio dall’oro, a soli 167 millesimi dalla tedesca Helen Kevric (14.500), nuova campionessa continentale. Argento per la modenese, replica del risultato di Rimini 2024: una costanza che parla da sola. Immediatamente sotto, Giulia Perotti ha chiuso terza con 14.233 (D-score 6.1, esecuzione 8.133), beffando l’olandese Sanna Veerman (14.200). Prima medaglia europea individuale da senior per la ginnasta di Vercelli, che a soli sedici anni dimostra di saper reggere la pressione delle finali internazionali.
Corpo libero.L’ultima finale di giornata era anche quella più attesa. Esposito è entrata in pedana come quarta del seeding – 13.400 nelle qualifiche – con Angelina Melnikova (già campionessa all-around e al volteggio) considerata la favorita. La campana ha eseguito un esercizio pulito, con D-score 5.8 ed esecuzione 8.000, con un solo decimo di penalità per un’uscita dalla pedana nella prima diagonale. Il totale – 13.700 – è stato sufficiente a ribaltare la classifica di partenza: Melnikova (13.566, bronzo) e la francese Elena Colas (13.633, argento) non sono riuscite a tenere il passo. Oro per Manila Esposito: il settimo della sua carriera europea, il terzo in questo attrezzo considerando Rimini 2024 e, dopo l’argento di Lipsia 2025, il ritorno al gradino più alto.
La finale a squadre: l’argento che vale un ciclo olimpico
Domenica 16 agosto, ultima giornata della rassegna femminile, l’Italia si è presentata alla finale a squadre con Esposito, Iorio, Perotti, July Marano e Anthea Sisio. La notizia della vigilia aveva messo in allarme: Marano, in allenamento il giorno precedente, aveva riportato la sub-lussazione alla metacarpo-falangea del quinto dito della mano sinistra. Valutata dallo staff medico federale, la siciliana ha ottenuto il via libera per gareggiare, ma solo a trave e corpo libero; Sisio e Perotti si sono fatte carico delle rotazioni aggiuntive, coprendo il vuoto senza cedere un punto. In quattro rotazioni – volteggio, parallele, trave, corpo libero – l’Italia ha prodotto una gara senza errori. La prima rotazione al volteggio ha visto Perotti (13.166), Sisio (13.000) e Iorio (13.066) per un totale di 40.132, con le azzurre terze a quel punto della gara. La rimonta è arrivata rotazione dopo rotazione, fino al punteggio finale di 161.796: argento, appena alle spalle della Russia WG2 (165.430, oro) e davanti alla Francia (159.263, bronzo). Un punto in più rispetto alle qualifiche – risultato migliorato nelle circostanze più difficili. Per l’Italia è la quinta medaglia consecutiva in una finale a squadre europea: oro a Monaco 2022, argento ad Antalya 2023, oro a Rimini 2024, oro a Lipsia 2025, argento a Zagabria 2026. Il titolo è passato di mano, ma il podio non è mai stato abbandonato.
Manila Esposito: il campo come risposta
Al di là dei numeri, Zagabria ha avuto per Esposito una dimensione più personale. Nei giorni precedenti all’inizio della competizione, sotto un video pubblicato dalla Federazione Ginnastica d’Italia sui propri canali social, erano comparsi commenti violenti sulla fisicità dell’atleta. Un caso di body shaming che ha indignato l’ambiente sportivo italiano. Esposito ha scelto di non rispondere direttamente sui social. “Ho risposto sul campo e credo sia stata la reazione migliore”, ha dichiarato la ginnasta prima del rientro in Italia. “Quei post chiaramente non mi hanno fatto piacere, ma me li sono fatti scivolare addosso. Io sto bene con me stessa, ed è proprio grazie al mio fisico che riesco a ottenere certi risultati”. A prendere la parola in sua difesa è stato il presidente della Federginnastica, Andrea Facci: “Credo sia giunto il momento di commentare gli indecenti episodi di body shaming comparsi i giorni scorsi sotto alcuni nostri contenuti social. Ho aspettato la fine degli Europei di Zagabria per non distrarre le nostre atlete. Nel 2026 non c’è più spazio per chi pensa di poter giudicare la fisicità altrui”. Facci ha anche aggiunto che “le medaglie di Manila Esposito valgono doppio”.
Le voci dal podio
Nelle interviste a caldo, le tre protagoniste individuali hanno offerto un ritratto del movimento azzurro nella sua doppia anima – esperienza e gioventù. Elisa Iorio, alla sua seconda medaglia continentale alle parallele, ha confermato una solidità costruita in anni di lavoro. Perotti, alla prima medaglia individuale da senior, ha risposto con onestà: “Non me l’aspettavo, sinceramente”. Un bronzo che sa di punto di partenza. Esposito ha guardato avanti, senza trionfalismi: “È stato molto emozionante fare queste due finali. Non è stato un anno facile, speravo di fare un buon europeo ma non mi sentivo fiduciosa come al solito”. E sulle compagne più giovani: “Le ragazze secondo me sono molto forti, hanno tanta strada da fare, ma vedendo i risultati che stanno facendo, sono sulla buona strada”.
LA28 si avvicina, le basi sono solide
Zagabria ha offerto indicazioni preziose anche in ottica Los Angeles 2028. Il movimento si trova a un bivio positivo: le stelle del ciclo olimpico di Parigi – Esposito e Iorio in testa – reggono il confronto internazionale, mentre la nuova generazione inizia ad affacciarsi con credenziali concrete. Perotti alle parallele, Anthea Sisio nella finale a squadre, e dalle junior Clarissa Rinaldi – tre bronzi individuali nell’arco di due giorni tra all-around, corpo libero e parallele – disegnano una profondità di rosa che l’Italia non sempre ha avuto nel recente passato. L’assenza di D’Amato, Maggio e Andreoli ha pesato, ma non ha fatto crollare l’edificio: questo, forse, è il dato più rassicurante che arriva dalla Croazia. Il DT Enrico Casella, che guida il settore femminile da anni con continuità e metodo, ha in mano un gruppo che in condizioni ideali – come ha scritto più di un’analisi tecnica – avrebbe potuto impensierire anche la Russia nella prova a squadre. Esposito stessa ha inquadrato con lucidità il percorso verso i Giochi californiani: “Mancano ancora due anni e sono una via di mezzo, non sono né tanto né poco. Ci sono altri appuntamenti importanti e faremo piano piano ogni passo fino a LA, sperando di andarci”.
Verso il futuro
Zagabria 2026 chiude con un bilancio limpido: cinque medaglie senior, nove totali con le junior e una Manila Esposito che a diciannove anni porta a sette gli ori europei in carriera. La ginnastica artistica femminile azzurra non si trova in un momento di transizione, ma in una fase di costruzione consapevole. Il capitolo Parigi è già nella storia; quello di Los Angeles è ancora tutto da scrivere, e le firme – già si vede – non mancheranno.
* In copertina e nell’articolo Europei ginnastica artistica 2026 (Foto di Simone Ferraro)





