Da Cepagatti a Eugene: il ritratto completo della giovane marciatrice, classe 2007, allenata da Nicola Piro, che è diventata la prima azzurra a vincere l’oro nel tacco e punta ai Mondiali Under 20
8 agosto 2026. Una data indelebile per i colori azzurri. Sull’asfalto arroventato dell’Hayward Field di Eugene, nell’Oregon, Serena Di Fabio ha attraversato la linea del traguardo con venti secondi di vantaggio su tutte le avversarie. Diciotto anni, un paio di scarpe da marcia, e un oro mondiale appeso al collo che l’Italia non aveva mai conquistato in questa disciplina, in nessuna delle venti edizioni precedenti dei Campionati del Mondo Under 20. Nemmeno Annarita Sidoti, nemmeno Antonella Palmisano ci erano riuscite. Serena, sì.
Le radici: Cepagatti e il vivaio della Tethys
Serena Di Fabio nasce il 23 novembre 2007 a Chieti, ma cresce a Cepagatti, piccolo comune della provincia di Pescara, in quella Val Pescara che negli ultimi anni si è rivelata un vivaio sorprendente per l’atletica leggera italiana. Da bambina prova il nuoto, come tanti della sua età, ma è il campo di atletica dello Stadio Angelini di Chieti – casa della Polisportiva Tethys Chieti – a catturarla definitivamente. Merito, almeno in parte, della famiglia: le due sorelle maggiori, Angela e Giovanna, frequentavano già quella pista. Angela ha gareggiato nella marcia, vincendo per due volte il titolo italiano cadette (2016 e 2017); Giovanna si è invece dedicata al mezzofondo e alle siepi. Quando Serena arriva all’Angelini, il tecnico Nicola Piro è già lì ad aspettarla. Da quel momento, è una storia che non si interrompe più. Un’appartenenza lunga, radicata, affettiva, quella con la società teatina – la stessa che ha formato Rebecca D’Alessandro, campionessa europea U18 del 2026 – di cui il tecnico Piro è l’artefice principale.
2022: il primo titolo tricolore, già da sola
Il 2022 è l’anno della prima grande firma. Ai Campionati Italiani Cadetti di Cles, nella categoria Under 16, Serena Di Fabio vince il titolo nei 3000 metri di marcia con 14’12″53: la seconda classificata le arriva con oltre un minuto di ritardo, a conferma di una superiorità tecnica già marcata. Chi segue l’atletica giovanile nota in lei qualcosa di non ordinario: un gesto tecnico limpido, cadenza alta, maturità agonistica superiore all’età. Sulle orme di Angela, si prende il primo titolo italiano di categoria. Non sarà l’ultimo.
2023-2024: la scalata verso l’Europa
Tra il 2023 e l’inizio del 2024 la crescita è costante e certificata. Il nome di Serena Di Fabio comincia a circolare nei comunicati federali con una frequenza crescente: record italiani di categoria che cadono, convocazioni nelle nazionali giovanili che arrivano. In quello stesso periodo, al chiuso, migliora il record italiano allieve nei 3000m di marcia, portandolo a 13’19″92, poi ancora abbassato nel corso delle stagioni successive. L’aprile del 2024 porta la prima esperienza ai Mondiali a squadre di marcia di Antalya (Turchia). Serena ha sedici anni, è tra le più giovani in gara nella 10 km Under 20, chiude settima individuale e contribuisce al bronzo a squadre della nazionale azzurra. Un battesimo che non fa paura: la giovane teatina dimostra di non accusare il peso delle grandi manifestazioni. Poi arriva il luglio di Banská Bystrica, Slovacchia, e gli Europei Under 18. È qui che Serena Di Fabio smette di essere una promessa e diventa una protagonista. Nella gara dei 5000 metri di marcia su pista, la marciatrice della Tethys Chieti scatta, gestisce, controlla e taglia il traguardo in 21’50″80, nuovo limite europeo di categoria. Campionessa europea Under 18. L’Italia festeggia uno degli ori più brillanti di una spedizione azzurra da record, che a Banska Bystrica chiude con sette medaglie d’oro. Alle domande dei giornalisti, dopo il rientro in Abruzzo, risponde con quella misura che la contraddistingue: “Sono stata ripagata di tutto il lavoro svolto. Ero tranquilla prima della partenza. Mi ha aiutata il supporto del mio tecnico, della squadra, e la sorpresa della mia famiglia che è venuta a vedermi”.
2025: Tampere e l’argento europeo, i record si moltiplicano
La stagione 2025 inizia già sotto il segno dei primati. Ai Campionati Italiani Assoluti Indoor di Ancona, Serena – ancora sedicenne per qualche mese – conquista il bronzo nei 3000 metri indoor tra le grandi, con un crono che vale già il record italiano nella categoria juniores. Poi, nel marzo 2025, si cimenta per la prima volta sulla distanza della 20 km, ai Campionati Italiani Assoluti di marcia su strada. Parte prudente in un terreno sconosciuto, poi sale di ritmo e si laurea campionessa italiana Under 20 con 1h34’12”, nuovo record italiano juniores che strappa ad Antonella Palmisano. Agli Europei a squadre di Poděbrady (Repubblica Ceca, 2025), la Di Fabio trascina la squadra azzurra Under 20 al bronzo. È una presenza sempre più solida nel panorama continentale, una che non si accontenta di partecipare. L’estate, però, è quella che resta più impressa. Ad agosto 2025, a Tampere (Finlandia), si disputano gli Europei Under 20. Serena gareggia nei 10.000 metri di marcia su pista, affronta la spagnola Sofia Santacreu e alla fine è argento, con 43’56″25. Un tempo che vale non solo la medaglia continentale, ma anche il nuovo record italiano juniores nella specialità, strappato dopo dieci anni a Noemi Stella (che deteneva 44’43″78). Il margine è netto: quasi un minuto in meno del precedente primato. Nel novembre 2025 compie diciotto anni. Qualche settimana prima, a ottobre, era già arrivato l’arruolamento ufficiale nelle Fiamme Azzurre, il gruppo sportivo della Polizia Penitenziaria. Un salto che certifica il passaggio da promessa a atleta professionista, con tutto il supporto strutturale che un gruppo sportivo militare può garantire.
2026: un anno da record, prima di Eugene
Il 2026 di Serena Di Fabio inizia al coperto, ad Ancona, ai Campionati Italiani Indoor Juniores di febbraio: vince il titolo nei 3000m con 12’40″77, nuovo record italiano juniores della specialità indoor, migliorando il suo stesso primato precedente di 12’46″60. Pochi giorni dopo, ai Campionati Assoluti Indoor – sempre ad Ancona – si classifica terza assoluta nei 3000m di marcia, alle spalle soltanto di Antonella Palmisano (tornata in gara sulla distanza dopo sette anni) e Sofia Fiorini: un bronzo con il retrogusto di primato, visto che la sua prestazione vale il nuovo record italiano under 20 nella specialità indoor.
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Ad aprile tocca a Brasilia, per i Mondiali a squadre di marcia. Nella 10 km Under 20, Serena è tra le favorite. La gara parte lenta, il caldo e l’umidità sudamericana condizionano il ritmo. Al sesto chilometro Di Fabio decide di fare la mossa, stacca il gruppo e va. Con lei restano soltanto due cinesi. Nell’ultimo chilometro Yang Yutong – l’avversaria che tornerà a Eugene – accelera e va via, e Serena non riesce a recuperare. È argento, in 46’21”, a soli dieci secondi dall’oro. L’Italia conquista anche l’argento a squadre. A fine gara, Di Fabio racconta: “Pensavo quasi di accontentarmi del terzo posto, ma mi sono ricordata di quello che ci avevano detto i tecnici: di avere cuore. Così ho lottato”. A giugno, la classica su strada di Poděbrady (Repubblica Ceca) porta un altro record italiano juniores: 43’28” sui 10 km su strada, migliorando il 44’08” siglato l’anno prima agli Europei a squadre, segno di una progressione inarrestabile. A luglio, ai Campionati Italiani Under 20 di Caorle, Serena Di Fabio produce la prestazione tecnica più impressionante della sua giovane carriera sui 5000m in pista: 20’42″74, nuovo record europeo Under 20 della specialità. Una gara condotta praticamente in solitaria contro il cronometro. Per dare la misura della prestazione, con quel tempo si sarebbe classificata tra i primi tre anche nella gara maschile della stessa manifestazione. Arriva così a Eugene da primatista europea Under 20 e detentrice del miglior crono mondiale della stagione nella categoria. Non capita spesso di arrivare così ai Mondiali. E raramente ci si comporta così bene.
Eugene, 8 agosto 2026: l’oro che l’Italia aspettava da 21 edizioni
Hayward Field, Eugene, Oregon. La pista più celebre al mondo per l’atletica. Serena Di Fabio entra nell’arena come favorita numero uno. La pressione c’è, lei stessa lo ammette: “Stamattina pensavo: “è possibile che diventi campionessa mondiale?”. Già quelle parole nella mia testa risuonavano importanti. Ero arrivata con le ansie, ma ho lavorato tanto su me stessa per gestirle”. Il piano di gara concordato con Nicola Piro è chiaro: partire in testa, imporre un ritmo insostenibile, non lasciare spazio a gare tattiche. L’esecuzione è quasi accademica. Al primo chilometro passa in 4’10″15. Al secondo è a 4’07” di media. Al terzo chilometro (12’26″76) il vantaggio ha già superato i dieci secondi. Yang Yutong – l’unica che l’aveva battuta a Brasilia – non riesce a tenere il ritmo. Nessuna ci riesce. Serena Di Fabio taglia il traguardo in 20’57″57, nuovo record dei campionati, con venti secondi netti sulla francese Chloe Le Roch (21’17″92) e trentaquattro sulla stessa cinese Yang Yutong (21’31″99). Primo oro italiano nella marcia ai Mondiali Under 20 in 21 edizioni. È riuscita dove Anna Rita Sidoti (quarta nel 1988), Noemi Stella (argento nel 2016) e Antonella Palmisano (quarta nel 2010) non erano arrivate. Un tabù storico, infranto da una diciottenne di Cepagatti. Il ritorno in Abruzzo, qualche giorno dopo, è quello di una festeggiata. Allo Stadio Angelini – casa sua – la città di Chieti la accoglie con una cerimonia pubblica. Accanto a lei c’è anche Rebecca D’Alessandro, 17 anni, campionessa europea Under 18 in carica: la prova che il vivaio della Tethys Chieti non si ferma.
Nicola Piro: “Ci basta uno sguardo per intenderci”
Dietro ogni atleta di alto livello c’è quasi sempre un tecnico che ne ha intuito il talento. Nel caso di Serena Di Fabio, quel tecnico si chiama Nicola Piro, da anni pilastro della Polisportiva Tethys Chieti, lo stesso che ha accompagnato la giovane marciatrice dai suoi primissimi passi sul tartan sino all’Hayward Field. A Eugene era lì anche lui, in accordo tattico con l’atleta su ogni dettaglio della gara. Serena lo descrive con un’immagine che vale più di tante analisi: “È speciale, ci basta uno sguardo per intenderci. È ormai una figura di famiglia, oltre che una guida tecnica”. Un rapporto costruito negli anni, fatto di fiducia reciproca, e di quella capacità di calibrare le aspettative senza bruciare le tappe.
Studio e vita fuori dalla pista
Serena Di Fabio non è solo un’atleta. Ha frequentato il Liceo Scientifico G. B. Masci di Chieti, mantenendo risultati di eccellenza anche nei periodi più intensi della stagione. Si è cimentata con successo in gare di matematica, materia che le riesce con particolare facilità. “Basta sapersi organizzare”, ha risposto a chi le chiedeva come fa a conciliare sport e studio. “Nei giorni in cui non mi alleno, non riesco nemmeno a studiare bene. L’allenamento mi aiuta a concentrarmi meglio”. Terminato il liceo nel 2026, dopo aver sostenuto l’esame di maturità con il massimo dei voti, Serena ha dichiarato l’intenzione di iscriversi all’università in una facoltà scientifica. Nel tempo libero ama leggere romanzi gialli, guardare film fantasy e uscire con gli amici. Un profilo da ragazza comune, al netto del fatto che ha in bacheca un oro mondiale. Sull’allenamento, racconta che la settimana tipo alterna un giorno di palestra, sessioni su distanza e lavori veloci. In certi periodi della preparazione raddoppia gli allenamenti, percorrendo anche venti chilometri in una singola seduta. “Non li conto”, ha detto, “ma a volte arrivo a venti in una sola uscita”. Lavora su un percorso vicino a casa, spesso in gruppo, con Nicola Piro che la segue in bici.

Prospettive: tra Los Angeles e Brisbane
Serena Di Fabio ha già chiarito le sue priorità con lucidità insolita per una diciottenne. Le Olimpiadi di Los Angeles 2028 sono “più un sogno che un obiettivo concreto”. L’appuntamento con il grande palcoscenico olimpico che lei indica come più realistico è Brisbane 2032: avrà 24 anni, il picco di una carriera nella marcia su lunga distanza potrebbe essere proprio lì. Nel breve-medio termine i margini di miglioramento sono evidenti su almeno tre fronti: il consolidamento nella categoria senior, la transizione verso le distanze olimpiche della mezza maratona di marcia (la distanza che debutterà proprio a Los Angeles 2028, sostituendo la 20 km tradizionale), e l’inserimento stabile nel giro della nazionale assoluta. La FIDAL ne segue la progressione con attenzione, e il sostegno delle Fiamme Azzurre garantisce le condizioni per concentrarsi esclusivamente sulla carriera atletica. Rimane aperta anche la sfida con la rivale cinese Yang Yutong, l’unica che l’ha battuta individualmente nel 2026 (a Brasilia), salvo poi cedere nettamente a Eugene. Un confronto destinato a proseguire nelle stagioni che verranno.
Il movimento che cresce: Chieti come scuola di marcia
Una chiosa che merita spazio: la storia di Serena Di Fabio non è solo individuale, è anche la storia di un movimento. La Polisportiva Tethys Chieti ha già prodotto, tra le donne, Rebecca D’Alessandro (campionessa europea U18 2026) e, in passato, ha incrociato il cammino di atlete di caratura nazionale. L’Abruzzo della marcia ha sempre avuto un filo rosso con il tacco e punta. Serena Di Fabio è oggi il volto più luminoso di questa tradizione. A 18 anni e con un oro mondiale in tasca, ha davanti un percorso che potrebbe portarla molto lontano. Intanto, il cronometro dice già cose importanti.
* In copertina e nell’articolo Serena Di Fabio (Foto di Grana/FIDAL)






