Da Latisana ai Mondiali di Berlino: il ritratto completo della playmaker azzurra che è esplosa in Florida e ha fatto tremare l’Australia
Berlino, 9 settembre 2026. Mancano pochi secondi alla fine, la Berlin Arena trattiene il fiato. L’Italia, scivolata fino a 26 punti di svantaggio nel terzo quarto, ha rimesso in piedi una partita contro l’Australia che sembrava ormai perduta. Punto dopo punto, le azzurre ricuciono lo strappo fino al 77-77. Poi l’Australia torna avanti 81-77. Mancano poco più di cinque secondi quando arriva Vittoria Blasigh. La guardia azzurra riceve, si alza dall’arco e lascia partire una tripla. La palla attraversa la retina: 81-80. Sul successivo possesso, però, il tentativo di Francesca Pasa si ferma sul ferro. Finisce 82-80: il sogno sfuma a un passo dai supplementari. Eppure, dentro quei pochi secondi, c’è già tutta la storia di Vittoria Blasigh. Ventidue anni, friulana di Udine, alla prima grande esperienza con la Nazionale maggiore, l’esordiente chiamata a dare energia e punti dalla panchina si è ritrovata improvvisamente al centro della scena. Tredici punti in appena quindici minuti, una tripla che ha riacceso per l’ennesima volta la speranza e il coraggio di prendersi il tiro quando il pallone scottava. Non era il finale che l’Italia aveva immaginato. Ma per Blasigh, quella notte di Berlino può rappresentare l’inizio di qualcosa.
Radici di Latisana, cuore di Udine
Nata il 7 aprile 2004 a Latisana, in provincia di Udine, Vittoria cresce nel capoluogo friulano con il padre John Conti e la madre Paola Govetto. Quest’ultima non è un’estranea ai parquet: ex cestista dell’Eurocar Udine ai tempi del presidente Mauro Ferrari, Paola ha respirato pallacanestro per anni. Eppure, non è lei ad aver avvicinato la figlia alla palla a spicchi. Prima della pallacanestro c’è stata la danza classica. Per anni Vittoria frequenta la scuola Ceron, nel centro di Udine, con la serietà di chi ci vede un futuro. Poi, a otto anni, accompagna un amico a vedere una partita femminile di basket. Nell’intervallo si avvicina a un canestro e comincia a tirare, come fanno i bambini. L’allenatrice Sandra Salineri la osserva e le chiede se vuole provare a giocare. Le scarpette da danza finiscono in soffitta. La sua storia comincia davvero lì.
Sette anni in arancione
Dall’estate del 2015 Vittoria Blasigh è con la Libertas Basket Udine – ribattezzata nel tempo con vari sponsor, dall’APU alla W.Apu alla Delser, sempre con l’identità arancione del club friulano. Ci resta sette anni, crescendo nel settore giovanile prima di conquistarsi spazio in prima squadra. L’allenatore che le apre davvero le porte del basket seniores è Massimo Riga: sarà lui, racconterà lei stessa anni dopo, il tecnico a cui è più legata, quello che per primo le ha concesso minuti significativi al livello adulto. Nel 2019-20, per una stagione, Blasigh lascia Udine e si trasferisce a Roma per frequentare la High School Basket Lab, accademia dove il basket è percorso formativo prima ancora che sport. Un anno che la allarga, tecnicamente e umanamente. Poi il ritorno in Friuli, con la Delser Udine, prima del grande salto.
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Le Azzurrine: un percorso da protagonista
Il talento di Blasigh emerge precocemente anche nelle nazionali giovanili. Nel 2019, all’Europeo Under 16, aveva già lasciato intravedere il proprio talento: contro la Finlandia firmò 24 punti con 6 triple su 8 tentativi. Quattro anni dopo, al Mondiale Under 19 in Spagna, arrivò la definitiva consacrazione: 16,9 punti, 3,3 rimbalzi e 4,1 assist di media in sette partite. Contro il Brasile ne segnò 27, mentre negli ottavi contro la Repubblica Ceca ne aggiunse 24 con sei triple. Numeri che proiettano il suo nome sugli schermi degli scout di mezzo mondo. Nella stessa estate è ancora in campo all’Europeo Under 20 (9,1 ppg). Tra il 2022 e il 2023 vive due estati consecutive in azzurro, con quattro grandi tornei giovanili internazionali: un percorso che diventa la palestra migliore per prepararsi al salto tra le senior.
La Spagna: un anno alle Canarie
Prima di attraversare l’Atlantico, Blasigh sceglie una tappa iberica. Nella stagione 2022-23 veste la maglia dello SPAR Gran Canaria, club di Las Palmas de Gran Canaria che milita nella Liga Femenina, il massimo campionato femminile spagnolo. Trenta presenze con 5,2 punti, 2,2 rimbalzi e 1,4 assist di media: non è l’anno dell’esplosione offensiva, ma quello in cui impara a gestire il ritmo del basket europeo adulto, gli impegni di una professionista e la distanza da casa.
Tampa: l’esplosione in NCAA
Nell’autunno del 2023 Vittoria Blasigh atterra a Tampa, Florida, per iniziare il suo percorso all’University of South Florida (USF) sotto la guida di José Fernandez – tecnico di lungo corso, oggi allenatore principale delle Dallas Wings in WNBA. L’impatto è immediato: 13,5 punti di media su 33 partite, 77 triple realizzate – terza tra tutte le freshman NCAA nella stagione, record assoluto per una matricola del programma USF – e sei premi di Freshman of the Week nella AAC, altro record di programma. A novembre segna 27 punti contro il North Florida con sette canestri da tre su dodici tentativi. A fine anno viene incoronata AAC Freshman of the Year. L’America le ha spalancato le porte. Il secondo anno a Tampa è la conferma. Con la USF gioca 34 partite, produce 10,4 punti di media, entra nell’All-Tournament Team della AAC e trascina le Bulls alla vittoria del titolo di conference: nella finale contro Rice è la miglior realizzatrice della partita con 20 punti e sei rimbalzi. La squadra si qualifica alla March Madness grazie alla vittoria del torneo di conference, dove affronta Tennessee al primo turno, un confronto che conferma a Blasigh che il basket d’élite non ha confini.
Miami e la scelta coraggiosa
Nell’estate del 2025 entra nel Transfer Portal e firma con i Miami Hurricanes, che militano nell’ACC – una delle conference NCAA più competitive. Il cambio è consapevole: vuole un palcoscenico più esigente per prepararsi al ritorno in Europa. Il ruolo si ridimensiona (6,7 ppg su 31 presenze, in larga parte dalla panchina), ma la qualità di tiro si affina: 47 triple realizzate con il 38,2% di precisione, seconda nel roster per percentuale dall’arco e prima per triple segnate. A dicembre, contro NC State, firma 22 punti in una serata da incorniciare. Miami partecipa, inoltre, al WBIT e viene eliminata al secondo turno da Wisconsin, 72-65. A Coral Gables incrocia per caso due colleghi italiani: la tuffatrice olimpica Chiara Pellacani e l’altro tuffatore Matteo Santoro, entrambi atleti dell’università. Tra orari serrati e allenamenti mattutini, riescono a frequentarsi: “Una gita in spiaggia ogni tanto l’abbiamo fatta”, racconta Blasigh con il sorriso di chi sa apprezzare i piccoli momenti.
Berlino 2026: il debutto che non ti aspetti
Nell’estate del 2026 arriva la convocazione di Andrea Capobianco nella Nazionale maggiore. Per Blasigh è quasi incredibile: “Non me l’aspettavo– confessa –era un gruppo già formato che aveva vinto il bronzo agli Europei 2025”. Conosce il commissario tecnico durante un raduno a Napoli; si piacciono subito. Lei è la dodicesima – l’ultima della lista – ma lo spogliatoio la accoglie come se ci fosse sempre stata. L’Italia torna al Mondiale di basket femminile dopo trentadue anni di assenza. Berlino porta un girone D che non fa sconti: USA, Cina, Repubblica Ceca. Le azzurre battono la Cechia 63-54 all’esordio, il 4 settembre. Due giorni dopo sfiorano l’impresa storica contro gli Stati Uniti: il 55-52 finale pesa, ma la prestazione è da applausi, con le americane tenute sotto al ritmo dei loro standard. Il 7 settembre la Cina si impone 71-51, un passo falso che complica il percorso. Il 9 settembre, nella gara di qualificazione ai quarti contro l’Australia, si scrive una pagina sportiva che Udine non dimenticherà facilmente. Le Opals – guidate da una scatenata Isobel Borlase, autrice di 30 punti – toccano il più ventisei nel terzo quarto. È lì che le azzurre decidono di non morire. Blasigh entra in campo, porta energia e aggressività difensiva, con la fisicità maturata nelle tre stagioni di college americano, e attacca l’arco senza esitazione. Nel quarto periodo l’Italia segna 31 punti contro appena 13 delle avversarie. Il meno ventisei si trasforma in un incredibile 77-77 a 1’09” dalla sirena. Poi l’Australia torna avanti, fino all’81-77. È lì che arriva la tripla di Blasigh, che ci fa accarezzare il sogno supplementari. Ma la sfortuna nel possesso successivo ci condanna: Australia 82 – Italia 80. Nono posto finale, ma il cammino vale molto di più di un piazzamento. Quattro partite al Mondiale, 15 punti complessivi e tre triple a segno su sei tentativi. Ma soprattutto quei 13 punti segnati contro l’Australia, tutti nella ripresa. “Sono entrata in campo dicendomi: voglio vincere”, racconterà. “Il mio cuore era a mille”.
Studi, cucina e vita da atleta
Blasigh è anche una studentessa modello. Si è laureata in soli tre anni in Economia – percorso accelerato, raro anche nel sistema universitario americano – e ora a UCF avvierà la magistrale in Finanza Tecnologica. Ama il rosa. In cucina porta il frico, il piatto friulano che le manca più di ogni altra cosa, e prepara la carbonara per le compagne di squadra. In America la chiamano “Vicky”; a Udine la conoscono tutti. Ironia domestica: ha preso la patente di guida negli States, ma in Italia, per ora, non può ancora guidare.
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Il senior year: UCF e la Big 12
Da settembre 2026 è alla University of Central Florida di Orlando, allenata da Gabe Lazo – tecnico con un approccio affine a quello di Fernandez, che ne è stato mentore. La conference è la Big 12: con Kansas, Texas, Baylor e Iowa State, ogni partita è un esame di maturità. “Voglio lavorare sulla velocità di rilascio del tiro, sulle letture difensive, sulla leadership”, dice. “Sono senior, ho tante freshman intorno: essere un esempio conta”.
Prospettive: Olimpiadi, WNBA, Eurolega
Gli obiettivi di Vittoria Blasigh si misurano in sogni con scadenze precise. Il primo: arrivare tra le prime sei agli Europei 2027 con la Nazionale azzurra e strappare il pass per le Olimpiadi di Los Angeles 2028. “Quello sarebbe un altro sogno”, ha confidato. Il secondo: il WNBA Draft. “So che è difficile, mai dire mai. Almeno un training camp voglio provarlo”. Il terzo, più concreto a breve termine: l’Eurolega, per tornare in Europa ai massimi livelli. A 22 anni, Vittoria Blasigh è una playmaker che si muove tra due continenti con la naturalezza di chi sa dove vuole arrivare. Berlino è stato un capitolo straordinario. Il romanzo è appena iniziato.
* In copertina Vittoria Blasigh

