Dai campi di Brembate al record lombardo Under 23: la storia della 19enne della Bracco Atletica, allieva di Diego Parmesani, tra doppio titolo tricolore 2026 e il debutto in azzurro a Tampere
C’è un gesto che a Sofia Frigerio riesce naturale fin da quando, poco più che bambina, si affacciava alle pedane tra Treviglio e Gessate: la rincorsa, la torsione del busto, il rilascio del braccio che scaglia il giavellotto verso il cielo. Da quel gesto, anno dopo anno, è nata una delle prospettive più solide dell’atletica lombarda nella specialità: classe 2006, bergamasca di Brembate, portacolori della Bracco Atletica Milano e allieva del tecnico Diego Parmesani, Frigerio nel 2026 ha già vinto due titoli italiani Under 23 e portato il proprio primato personale a 52,78 metri, misura che la colloca stabilmente tra le migliori interpreti italiane della sua generazione. Una crescita costruita passo dopo passo, categoria dopo categoria, senza scorciatoie: una storia che merita di essere ripercorsa per intero.
Le origini: da Brembate alle prime pedane
Sofia Frigerio nasce il 29 novembre 2006. Cresce a Brembate, comune della pianura bergamasca, e qui compie i primi passi nell’atletica muovendosi, come molte giovanissime, tra diverse specialità – salti, prove di velocità, mezzofondo breve – prima di individuare nel lancio del giavellotto la propria strada. Il contesto tecnico che la forma è quello del vivaio giovanile dell’Atletica Estrada, realtà di Treviglio e Gessate storicamente attenta alla formazione dei lanciatori, mentre sul piano societario la sua tessera agonistica è quella della Bracco Atletica Milano, club che la segue già dalle categorie giovanili. Ad allenarla, sin dagli esordi, è Diego Parmesani, tecnico che segue il proprio gruppo lanci tra Treviglio, Gessate e Cernusco sul Naviglio e che negli anni ha portato in pedana, oltre a Frigerio, anche altre giavellottiste lombarde come Marta Riva.
2021: il primo argento tra le Cadette
Le prime misure di rilievo arrivano nella categoria Cadette, quando la giovanissima Frigerio supera per la prima volta la soglia dei 40 metri e conquista l’argento ai Campionati italiani Cadette di lancio del giavellotto: un risultato che, con il beneficio della retrospettiva, si può leggere come il primo segnale di un talento da coltivare con calma, senza forzature.
2022-2023: gli anni come Allieva
Il biennio Allieve è, nelle cronache dell’epoca, descritto come una fase di crescita non lineare: la misura oscilla tra i 39 e i 43 metri, senza mai tradursi in un titolo nazionale di categoria. Ai Campionati italiani Allievi/e 2022, disputati a Caorle, Frigerio chiude quinta con 40,02 metri; l’anno successivo, nella cornice dell’Arena Civica di Milano, è ottava con 39,62. Sono gli anni in cui la giovane bergamasca sperimenta anche altre specialità – dal disco al peso, dai salti alle prove di velocità – percorso multidisciplinare comune a molti giovani lanciatori prima della scelta definitiva di specializzazione. Il 7 maggio 2023, a Bergamo, con l’attrezzo da 500 grammi in uso nelle categorie giovanili, Frigerio firma inoltre una misura di 45,09 metri, non omologata per ragioni tecniche legate al vento: un lancio che, seppur non valido a referto, anticipa il salto di qualità che sarebbe arrivato negli anni successivi.
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2024: il primo titolo tricolore
È nel 2024, al primo anno nella categoria Juniores, che la carriera di Sofia Frigerio conosce la sua prima vera svolta. Il 28 febbraio, ai Campionati italiani invernali di lanci di Mariano Comense (Como), conquista il primo titolo italiano della carriera lanciando a 44,93 metri, con un progresso di oltre due metri sul precedente primato personale di 42,50: un doppio nuovo record personale realizzato al terzo (44,02) e al quarto tentativo (44,93), davanti alla piemontese Vittoria Rapetti e alla toscana Irene Pistocchi. “Una giornata speciale, premio per tutto il mio lavoro. Spero che questa sia soltanto una tappa di passaggio”, le parole dell’atleta a caldo, che si sarebbero rivelate profetiche. Pochi mesi più tardi, tra il 26 e il 28 luglio, ai Campionati italiani Juniores e Promesse di Rieti, arriva un altro podio di prestigio: l’argento con 46,29 metri, alle spalle della campionessa Anna Raimondi (48,33).
2025: il salto di qualità e il debutto in Nazionale
Il 2025 è l’anno della consacrazione internazionale. Il 15 giugno, sulla pedana del Centro Gabre Gabric di Brescia, Frigerio spedisce il giavellotto a 51,06 metri, nuovo primato personale che rappresenta un balzo di quasi cinque metri rispetto alla misura dell’anno precedente e la porta per la prima volta oltre la soglia psicologica dei 50 metri. Ai Campionati italiani Juniores e Promesse di Grosseto, tra il 4 e il 6 luglio, arriva un nuovo argento tricolore di categoria Juniores. La misura di Brescia vale a Frigerio la prima convocazione in carriera per la Nazionale Under 20: agli Europei di categoria di Tampere, in Finlandia, in programma dal 7 al 10 agosto, la bergamasca scende in pedana nelle qualificazioni del giavellotto e lancia a 47,73 metri, quinta miglior misura in carriera. Non basta per l’accesso alla finale, sfumata per soli 28 centimetri: l’ultimo posto utile va alla svedese Alva Bäck con 48,01. Un esordio internazionale comunque positivo, in una spedizione azzurra che a Tampere conquisterà il record di medaglie della sua storia ai Campionati Europei Under 20.
2026: doppio titolo Promesse e record regionale
Il 2026 si apre nel migliore dei modi. Il 28 febbraio, ancora a Mariano Comense, Frigerio conquista il primo titolo italiano Under 23 (Promesse) della carriera lanciando 51,39 metri al quarto tentativo, nuovo primato personale, e chiudendo quinta nella graduatoria assoluta vinta da Paola Padovan. A metà marzo arriva la seconda convocazione internazionale, per la Coppa Europa di Lanci di Nicosia, a Cipro: nella gara Under 23 di giavellotto Frigerio chiude decima con 44,86 metri, in una competizione dominata dalla norvegese Ellevine Skare (50,68). Il 19 aprile, al primo Memorial Moreno Belletti di Parma, arriva il nuovo primato personale, 52,78 metri, che vale il terzo posto dietro Paola Padovan (56,96) e Adele Toniutto (54,82): la misura, ottenuta al primo lancio della serie e impreziosita da un 50,78 al quinto turno, certifica anche il nuovo record regionale lombardo di categoria Promesse, cancellando il 52,43 che apparteneva a Sara Jemai dal 2014. Tra il 22 e il 31 maggio, ai Campionati Nazionali Universitari di Novara, Frigerio conquista anche il titolo universitario di giavellotto con 51,54 metri, davanti a Genet Galli (49,34): una vittoria che conferma la sua doppia identità di studentessa-atleta, in un contesto – quello dei CNU – che negli ultimi anni ha visto crescere sempre di più l’attenzione verso la conciliazione tra alto livello sportivo e percorso accademico.
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Tra fine giugno e inizio luglio arrivano altri due riscontri di rilievo: il bronzo nella gara individuale di giavellotto alla Finale Oro dei Campionati di Società Assoluti di Rieti, con 50,85 metri (dietro Pascaline Adanhoegbe e Margherita Randazzo), e – dal 10 al 12 luglio, allo stadio “Mario Saverio Cozzoli” di Molfetta – il secondo titolo italiano Under 23 dell’anno, quello estivo, conquistato con 49,53 metri all’ultimo lancio disponibile, davanti a Jennifer Sombodey (48,70, primato personale) e Genet Galli (43,98). Un dettaglio non secondario: a Molfetta Frigerio ha gareggiato con il gomito fasciato, segno di un piccolo affaticamento gestito senza pregiudicare il risultato.
Diego Parmesani e la Bracco Atletica: continuità di metodo
Dietro la crescita costante di Sofia Frigerio c’è un lavoro tecnico di lungo periodo firmato da Diego Parmesani, che segue l’atleta ininterrottamente dagli anni delle Cadette. Il tecnico lombardo lavora su più sedi – Treviglio, Gessate, Cernusco sul Naviglio – e segue in parallelo altre giovani lanciatrici del territorio, un dettaglio che racconta la solidità del movimento lombardo del giavellotto femminile, in cui Frigerio si inserisce insieme a nomi come Marta Riva ed Elisa Dozio. La Bracco Atletica Milano, società che la rappresenta nelle competizioni di ogni livello, ne ha seguito passo dopo passo l’ascesa, celebrando pubblicamente ogni titolo tricolore attraverso i propri canali ufficiali.
Vita fuori dalla pedana
Al di là dell’attività agonistica, Sofia Frigerio resta prima di tutto una studentessa: iscritta alla facoltà di scienze motorie presso l’Università di Bergamo, ha costruito il proprio percorso sportivo in parallelo a quello scolastico. Tra le curiosità della sua storia sportiva c’è il riferimento, espresso in una delle prime interviste concesse da adolescente, a Claudia Coslovich come atleta d’ispirazione: un modello dichiarato negli anni in cui il giavellotto era ancora una scelta recente, e non la specialità che oggi la rappresenta a livello nazionale. Il percorso di studentessa-atleta di Frigerio è anche riconosciuto istituzionalmente: la giavellottista bergamasca è stata inserita, nel 2024 e nel 2025, tra i beneficiari della borsa di studio del Progetto Talento di FIDAL Lombardia e Regione Lombardia, iniziativa che sostiene i giovani di maggior prospettiva dell’atletica regionale con contributi economici e servizi dedicati (test biomeccanici, formazione, assistenza sanitaria).
Prospettive future e obiettivi ancora da raggiungere
A 19 anni, con il ventesimo compleanno in arrivo a fine novembre, Sofia Frigerio si trova nella fase di transizione più delicata per una lanciatrice: quella tra le categorie giovanili e il consolidamento definitivo a livello assoluto. Il doppio titolo italiano Under 23 conquistato nel 2026, unito al nuovo primato di 52,78 metri e al record regionale lombardo di categoria, la accreditano come una delle interpreti più solide della sua generazione nel giavellotto italiano, ma il percorso verso i vertici assoluti resta lungo: il gruppo delle senior azzurre – con atlete stabilmente sopra i 56-57 metri come Paola Padovan – indica la distanza che ancora separa Frigerio dal vertice nazionale. Il prossimo passo naturale è la stabilizzazione oltre la soglia dei 53-55 metri, misura che aprirebbe le porte a convocazioni internazionali di categoria superiore, a partire dai Campionati Europei Under 23. Nel frattempo, per Sofia Frigerio, la strada resta quella già percorsa fin dagli esordi a Brembate: allenamento quotidiano, progressione costante, e la stessa attenzione – a partire dal doppio impegno tra università e pedana – che ha caratterizzato ogni tappa della sua crescita.
* In copertina e nell’articolo Sofia Frigerio (Foto di Grana/FIDAL)




