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L’atletica italiana ha smesso di essere una sorpresa

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Cinque podi ai Mondiali indoor e un movimento che continua a crescere: viaggio tra i protagonisti della nuova atletica azzurra

L’atletica italiana non si ferma più. Record storico ai Mondiali Indoor appena disputati a Torun, in Polonia: 5 podi – di cui 3 medaglie d’oro – e il miglior piazzamento di sempre nel medagliere, in terza posizione, dietro Stati Uniti e Gran Bretagna. Una prestazione come mai accaduto in 41 edizioni dei Mondiali (21 indoor, 20 outdoor). Torun è solo l’ultimo capitolo di una storia iniziata — o forse rifondata — nel 2021, con i cinque ori olimpici di Tokyo. Da allora il movimento azzurro ha trovato continuità: le Coppe Europa, le medaglie tra senior e giovani, fino alle sette conquistate ai Mondiali di Tokyo dello scorso settembre. Non un picco isolato, ma una linea che continua a salire. In Polonia, questa traiettoria ha preso forma nei volti e nelle storie di cinque atleti: Andy Diaz, Zaynab Dosso, Nadia Battocletti, Larissa Iapichino e Mattia Furlani. Cinque percorsi diversi, un unico punto di arrivo: l’élite mondiale.

Andy Diaz

Bronzo Olimpico a Parigi 2024 nel salto triplo, campione europeo e mondiale indoor nel 2025. Da piccolo Andy ha trascorso un periodo alla scuola cubana di avviamento allo sport (Eide) per poi dedicarsi agli studi in elettronica ma nel 2012 ha ripreso l’attività con il coach Yoelbi Quesada, campione mondiale del triplo nel 1997. Nel 2014 ha sfiorato il podio iridato under 20 con il quarto posto mentre nel 2017 ha superato per la prima volta i diciassette metri con 17.40 ed è stato settimo ai Mondiali. Si è migliorato fino a 17.63 nel 2021 ma non ha potuto gareggiare alle Olimpiadi di Tokyo a causa di un infortunio. Nel viaggio di ritorno ha lasciato la squadra cubana per andare in Italia dove ha contattato Fabrizio Donato e l’azzurro lo ha accolto a casa per un paio di mesi prima di poter alloggiare e allenarsi nel centro sportivo di Castelporziano.

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Nel 2022, tesserato per la Libertas Unicusano Livorno e sotto la guida tecnica di Donato, si è aggiudicato la finale di Diamond League a Zurigo con il personale di 17.70 battendo il campione olimpico e mondiale Pedro Pablo Pichardo. Ha ottenuto la cittadinanza italiana nel febbraio 2023 e ha debuttato nella stagione all’aperto con 17.80 ventoso al meeting di Doha, poi al Golden Gala di Firenze vincendo con 17.75 è riuscito a togliere il record italiano al suo allenatore e nella finale di Eugene ha messo a segno il suo secondo successo di fila nel circuito dei diamanti. Nel febbraio 2024 è entrato nelle Fiamme Gialle e ha potuto indossare la maglia azzurra dal 1° agosto dello stesso anno partecipando ai Giochi di Parigi dove ha conquistato il bronzo. Nel 2025 ha trionfato agli Europei indoor di Apeldoorn, ai Mondiali indoor di Nanchino migliorando il suo record italiano con 17.80 al primo salto e nella finale di Diamond League a Zurigo (terzo diamante in carriera).

Zaynab Dosso

Campionessa europea dei 60 indoor nel 2025, prima azzurra a vincere un titolo internazionale a livello assoluto nello sprint. Di origine ivoriana, è arrivata in Italia nel 2009, raggiungendo la famiglia che si era trasferita nel 2002, e ha acquisito la cittadinanza nel 2016. Ha scoperto l’atletica a 13 anni grazie all’insegnante di educazione fisica. Dalle sue prime apparizioni in pista ha dimostrato una quasi costante superiorità sulle coetanee. Nel 2016 agli Europei U18 ha mancato il podio individuale per un centesimo ma ha contribuito con una frazione di 200 metri al bronzo della staffetta mista. Nel 2018 ha sfiorato il record italiano indoor dei 60 juniores con 7.36.

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Nella stagione indoor 2022 una serie di progressi nei 60 metri per eguagliare due volte il record italiano (7.19 di Marisa Masullo che risaliva al 1983) fino a migliorarlo con 7.16 ad Ancona e 7.14 ai Mondiali di Belgrado, poi all’aperto nei 100 è scesa a 11.19, seconda azzurra di sempre, e ha conquistato il bronzo nella 4×100 agli Europei di Monaco di Baviera. Ha pareggiato nel 2023 il suo record italiano di 7.14 nei 60 in sala e anche il primato nazionale nei 100 di Manuela Levorato del 2001 con 11.14 mentre con la 4×100 ai Mondiali si è piazzata quarta dopo il record di 42.14 in batteria. Nel 2024 ha migliorato tre volte il primato italiano dei 60 al coperto fino a 7.02 e ai Mondiali indoor di Glasgow, diventando la prima finalista azzurra di sempre nello sprint, ha vinto il bronzo. All’aperto ha superato il record italiano dei 100 con 11.12 e 11.02 a Savona, poi 11.01 in semifinale agli Europei di Roma dove si è messa al collo il bronzo con 11.03 in finale. Ha festeggiato il successo agli Europei indoor di Apeldoorn nel 2025 con il primato italiano di 7.01 e l’argento ai Mondiali indoor di Nanchino. Nel 2026 ha abbattuto il muro dei sette secondi al meeting di Torun con 6.99.

Nadia Battocletti

Di Cavareno, in Val di Non, Nadia è medaglia d’argento olimpica nei 10.000 a Parigi, argento nei 10.000 e bronzo nei 5000 metri ai Mondiali di Tokyo. Campionessa europea di 5000 e 10.000 a Roma 2024, prima donna azzurra a vincere due titoli nella stessa edizione, e oro europeo anche nel cross e nei 10 km su strada. Il papà-coach Giuliano è un ex campione del mezzofondo azzurro. Nadia è una podista a tutto tondo: ha praticato fin da giovanissima con successo il cross, la corsa su strada, in montagna (ha vinto la WMRA Youth Cup del 2017) e la pista (bronzo nei 3000 agli Europei U20 di Grosseto) vantando un palmarès invidiabile in ogni disciplina. Ai Mondiali di campestre tra le under 20 è stata la migliore delle atlete europee nel 2017 (e anche nel 2019) vincendo poi l’argento per team alla rassegna continentale. Nel 2018 agli Europei di cross ha conquistato l’oro under 20, prima medaglia individuale per un’azzurra nella storia di questa manifestazione, replicato nella stagione successiva. Si è messa al collo l’argento nei 5000 agli Europei U20 del 2019 e ha riscritto dopo quarant’anni il record italiano juniores dei 3000 metri con 9:04.46. Ha realizzato nel 2021 la migliore prestazione nazionale under 23 nei 3000 con 8:54.91 e a più riprese quella dei 5000 fino a 14:46.29 con il settimo posto alle Olimpiadi di Tokyo, seconda azzurra di sempre (con un tempo che in Italia mancava dal 1997) oltre ai successi agli Europei a squadre, agli Europei U23 su pista e nel cross (individuale e con il team azzurro di categoria). Nel 2022 il suo primo record italiano assoluto, sui 3000 indoor con 8:41.72, quello nei 5 km di corsa su strada (15:13) e il quarto oro consecutivo agli Europei di cross. Ha debuttato sui 10.000 nel 2023 conquistando il tricolore e poi sfiorando il primato nazionale con 31:06.42 mentre ha stabilito il record italiano sui 5000 in 14:41.30 a Londra e nei 10 km con 31:36 a Pescara. È stata quinta ai Mondiali nei 5 km su strada in 14:45 a un secondo dal primato europeo e ha vinto l’argento agli Europei di cross, prima medaglia assoluta per un’azzurra nella campestre. Nel 2024 ha superato il suo record italiano nei 10 km con 31:19 a Parigi.

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Agli Europei di Roma è stata protagonista del doppio trionfo su 5000 e 10.000 con i primati nazionali (14:35.29 e 30:51.32), entrambi migliorati ai Giochi di Parigi con l’argento nei 10.000 in 30:43.35 dopo il quarto posto nei 5000 metri (14:31.64), poi è scesa nei 1500 a 3:59.19, terza italiana di sempre sotto i quattro minuti. Con l’oro agli Europei di cross di Antalya è diventata la prima a completare la tripletta di titoli al femminile (U20, U23, senior) trascinando anche la squadra azzurra al successo. Nel 2025 il record italiano dei 3000 indoor abbassato a 8:30.82, l’oro nei 10 km agli Europei di corsa su strada a Lovanio, il record europeo dei 5 km su strada con 14:32 a Tokyo, il record italiano dei 3000 all’aperto in 8:26.27 a Rabat, il personale nei 1500 con 3:58.15 sfiorando il primato nazionale e il record italiano dei 5000 con 14:23.15 al Golden Gala, seconda europea di sempre. Due volte sul podio nella stessa edizione dei Mondiali, prima donna azzurra a riuscirci: argento con il record italiano di 30:28.23 nei 10.000 a Tokyo e bronzo nei 5000 metri, confermando poi il titolo continentale di cross a Lagoa. Nella stagione indoor 2026 ha stabilito il primato italiano dei 1500 con 4:03.59 a Madrid (eguagliato) e dei 3000 con 8:26.44, a soli tre centesimi da quello europeo.

Larissa Iapichino

Campionessa europea indoor del salto in lungo nel 2025. È la figlia della due volte iridata Fiona May e di Gianni Iapichino, ex primatista italiano dell’asta. Conosciuta dal grande pubblico per uno spot televisivo che la vedeva protagonista da piccolina, all’inizio ha praticato danza, nuoto e ginnastica artistica per otto anni. Nell’estate 2015 ha deciso di provare con l’atletica: nel 2016 si è aggiudicata il tricolore cadette dei 300hs confermandosi nell’edizione successiva; nel 2018 il primo acuto nel lungo con il 6.36 della migliore prestazione nazionale under 20 al coperto e il 6.38 della stagione estiva. Il decollo nel 2019 ai tricolori di Agropoli con un volo a 6.64 l’ha resa primatista italiana tra le allieve e anche tra le juniores battendo il record di Maria Chiara Baccini (6.55) che resisteva dal 1998. Ha conquistato l’oro agli Europei under 20 di Borås dove ha sconfitto avversarie più grandi anche di due anni. Nel 2020 ha cominciato a dedicarsi soltanto al lungo con il tecnico Gianni Cecconi ed è atterrata a 6.80 al meeting di Savona, seconda italiana di sempre.

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Nel 2021 è cresciuta ancora con il clamoroso 6.91 ad Ancona, primato mondiale under 20 indoor, eguagliando il record nazionale assoluto al coperto di Fiona May. Un infortunio ha impedito la partecipazione olimpica. Dal giugno 2021 il suo allenatore è il papà Gianni. Nel 2023 è tornata a migliorarsi con il primato italiano al coperto di 6.97 per la medaglia d’argento agli Europei indoor di Istanbul. Ha poi vinto tre tappe della Diamond League: Golden Gala a Firenze, Stoccolma e Montecarlo arrivando a 6.95 dopo aver conquistato il titolo europeo U23 a Espoo con 6.93. Agli Europei di Roma 2024 si è messa al collo l’argento con 6.94 all’ultimo salto prima del quarto posto olimpico di Parigi e della vittoria nella finale del circuito dei diamanti a Bruxelles. Nel 2025 ha trionfato agli Europei indoor di Apeldoorn, 27 anni dopo l’oro della mamma, e all’aperto ha superato per la prima volta i sette metri con 7.06 oltre a festeggiare la seconda affermazione consecutiva nella finale di Diamond League a Zurigo. Si è aggiudicata il successo nell’edizione 2026 del World Indoor Tour.

Mattia Furlani

Campione mondiale all’aperto e indoor del salto in lungo nel 2025 e tre volte sul podio internazionale nel 2024 con il bronzo olimpico di Parigi dopo gli argenti ai Mondiali indoor di Glasgow, prima medaglia ‘da grande’ a soli diciannove anni, e agli Europei di Roma. Figlio di Marcello (altista da 2.27 nel 1985) e Khaty Seck, velocista di origini senegalesi, fratello di Erika (argento mondiale allieve dell’alto nel 2013, bronzo europeo U23 nel 2017), ha sempre frequentato il campo di atletica, però dagli 8 ai 13 anni si è dedicato soprattutto al basket, la sua altra grande passione. Da cadetto ha iniziato a mostrare il suo talento in pedana, vincendo il tricolore nell’alto al primo anno di categoria. Nel 2021 ha raggiunto la finale dell’alto agli Europei U20 contro atleti più grandi anche di tre anni prima di salire a 2.17, miglior sedicenne italiano di sempre. Nella stagione invernale 2022 ha rivelato le sue qualità anche nel lungo saltando due volte 7.47 a soli cinque centimetri dal limite di categoria in sala. All’aperto con 7.87 ha tolto a Andrew Howe la migliore prestazione italiana allievi dopo 21 anni, superata di 26 centimetri, prima della doppietta d’oro agli Europei U18 di Gerusalemme: lungo con 8.04 e alto.

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Ha stabilito il record europeo U20 al coperto del lungo nel 2023 con 7.99, quindi nella stagione outdoor è atterrato a 8.44 ventoso, miglior misura under 20 della storia in ogni condizione, e 8.24 regolare per battere il record italiano juniores di Howe dopo 19 anni, poi ha vinto il titolo europeo U20 ancora a Gerusalemme con 8.23. Nel 2024 dopo aver ritoccato il suo record europeo U20 indoor (8.08) ha ottenuto il primato italiano assoluto al coperto con 8.34 sorpassando Howe (8.30 nel 2007) e si è messo al collo l’argento ai Mondiali indoor con la stessa misura del vincitore Miltiadis Tentoglou (8.22). All’aperto con 8.36 a Savona ha realizzato il record mondiale under 20, aggiornato con 8.38 a Roma conquistando l’argento europeo. Nella finale olimpica di Parigi con 8.34 per il bronzo è diventato la più giovane medaglia dell’atletica azzurra degli ultimi cento anni. A fine stagione è stato proclamato “Rising Star” a livello mondiale, primo successo della storia per un italiano ai World Athletics Awards. Nel 2025 ha incrementato la sua miglior misura italiana di sempre in sala con 8.37 prima dell’argento agli Europei indoor di Apeldoorn e dell’oro ai Mondiali indoor di Nanchino. Ha trionfato anche a Tokyo con il personale di 8.39 a vent’anni: il più giovane campione mondiale della storia nel lungo, meglio di Carl Lewis. Nella stagione indoor 2026 ha saltato di nuovo 8.39.

Verso il futuro

Il prossimo appuntamento saranno gli Europei outdoor di Birmingham. L’Italia si presenterà con un obiettivo concreto: difendere, e magari migliorare, il record dei 24 podi conquistati a Roma. Ma al di là dei risultati, è cambiato qualcosa di più profondo. Per anni le medaglie azzurre sono state episodi. Oggi sono sistema. Torun, allora, non è un punto di arrivo. È una conferma. E forse la notizia più importante è proprio questa: l’atletica italiana ha smesso di sorprendere. Ha iniziato, semplicemente, a restare.

* In copertina Zaynab Dosso (Foto di Grana/FIDAL)