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Meeting di Ostrava, Lyles vola sui 150, Italia sul podio con Fabbri, Coiro e Zoghlami

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Al Meeting di Ostrava, lo statunitense ferma il cronometro a 14.67 sui 150 metri. Bene l’Italia con Fabbri, Coiro e Osama Zoghlami, mentre Femke Bol debutta sugli 800 outdoor dietro a una scatenata Audrey Werro

Ostrava si confermava ancora una volta teatro di grande atletica. Il Golden Spike, ottava tappa stagionale del World Athletics Continental Tour Gold, andato in scena martedì 16 giugno al Mestský stadion della città ceca, regalava una serata densa di spunti tecnici, con un record mondiale, un debutto atteso da mesi e una spedizione azzurra capace di tornare a casa con tre podi e due minimi per gli Europei di Birmingham, in programma dal 10 al 16 agosto.

Lyles riscrive i 150 metri

Il nome che resterà scritto sugli almanacchi dell’atletica mondiale è quello di Noah Lyles. Il campione olimpico dei 100 metri e quattro volte campione del mondo dei 200 ha affrontato per la prima volta in carriera la rara distanza dei 150 metri, trasformando quella che sulla carta doveva essere una sfida con il giovane australiano Gout Gout in un assolo personale. Lyles ha fermato il cronometro a 14.67, abbattendo il record mondiale di 14.92 che il giamaicano Kishane Thompson aveva fissato lo scorso aprile al Miramar Invitational in Florida. Una prestazione arrivata sfruttando sia la potenza dei 100 che la progressione tipica dei 200, le due specialità in cui lo statunitense resta il riferimento assoluto del circuito.

Alle sue spalle, anche il sudafricano Sinesipho Dambile è sceso sotto il precedente record, chiudendo in 14.78 e firmando il primato nazionale. Terzo posto per Gout Gout, diciottenne fenomeno emergente del mezzo giro di pista, che ha corso in 14.96, anche questo un personale. Da segnalare come l’intera batteria abbia prodotto una serie di record nazionali: dal quarto posto dell’irlandese Benjamin Richardson (15.14) fino al belga Simon Verherstraeten e al tedesco Joshua Hartmann. Va precisato che World Athletics non riconosce ufficialmente primati per i 150 metri, distanza non omologata, ma la prestazione di Lyles resta la più veloce mai corsa su una pista standard con curva, alle spalle solo del leggendario 14.35 di Usain Bolt, ottenuto però su un rettilineo cittadino a Manchester nel 2009.

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Il ritorno di Femke Bol e il dominio di Werro

Sul fronte femminile, la gara più attesa della vigilia ha mantenuto le promesse. Femke Bol, campionessa del mondo in carica dei 400 ostacoli e bronzo olimpico a Parigi 2024, ha scelto di disputare il suo esordio outdoor stagionale proprio sugli 800 metri, distanza che sta progressivamente affiancando alla sua specialità storica dopo un assaggio indoor lo scorso febbraio a Metz (1:59.07) e un periodo di stop per infortunio. Ad attenderla c’era però una delle atlete più in forma del 2026: la svizzera Audrey Werro, reduce dal clamoroso 1:53.98 corso a Stoccolma appena nove giorni prima, terzo tempo nella storia della specialità. Le due si sono trovate sole già al passaggio della campana, prima che Werro allungasse decisamente negli ultimi 200 metri, imponendosi in 1:54.45, nuovo record del meeting, e lasciando Bol a inseguire. L’olandese ha comunque chiuso in 1:57.13, personale alla prima uscita outdoor sulla distanza, un segnale di competitività che lascia presagire ulteriori sviluppi nel corso della stagione. A completare il podio, una prestazione di sostanza dell’azzurra Eloisa Coiro, terza in 1:58.59, non lontana dal personale di 1:58.42 fissato il 31 maggio a Rabat, misura che l’aveva proiettata al secondo posto delle liste italiane di sempre dietro a Gabriella Dorio. Per la portacolori delle Fiamme Azzurre si tratta della quinta prestazione sotto i due minuti in questa annata, confermando una crescita costante in vista degli Europei di agosto.

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Poker di Fabbri, quarto posto per Ponzio

Nel getto del peso, Leonardo Fabbri ha proseguito la sua marcia di vittorie consecutive, arrivata alla quarta dopo i successi di Roma, Lucca e Pergine. Il pesista dell’Aeronautica si è imposto con 21.91, misura ottenuta all’ultimo lancio a disposizione, davanti al nigeriano Chukwuebuka Enekwechi (21.43) e al neozelandese Tom Walsh, quattro volte campione del mondo indoor, fermo a 21.26. Quarta posizione per l’altro azzurro in gara, Nick Ponzio, che ha chiuso con 20.59, precedendo il padrone di casa Tomas Stanek (20.48). Una conferma per Fabbri, che resta il riferimento internazionale della specialità in questo avvio di stagione all’aperto, pur fermandosi leggermente sotto i suoi standard più alti del 2026.

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Osama Zoghlami centra il pass per gli Europei, delusione per Ala

Buone notizie anche dal mezzofondo siepato. Osama Zoghlami, portacolori dell’Aeronautica Militare, ha chiuso al terzo posto i 3000 siepi con il tempo di 8:13.10, seconda miglior prestazione della carriera dopo il personale di 8:11.00 fissato nel 2022 a Roma, e soprattutto il minimo richiesto per gli Europei di Birmingham, fissato a 8:20. Il siciliano, già argento continentale a Monaco di Baviera nel 2022, ha corso con autorevolezza restando sempre nel gruppo di testa, alle spalle dei due marocchini Salah Eddine Ben Yazide, vincitore in 8:09.88 dopo un rallentamento vistoso nel finale, e Mohamed Tindouft, secondo in 8:10.04. Diversa la sorte per il fratello gemello Ala Zoghlami, delle Fiamme Oro, che ha chiuso undicesimo in 8:23.21: un riscontro che rappresenta comunque il personale stagionale, ma che al momento non è sufficiente per blindare la qualificazione continentale.Nel mezzofondo piatto, da segnalare il personale di Giovanni Lazzaro nei 1000 metri, fermato il cronometro a 2:17.04 e decima posizione finale, mentre Pietro Arese, alle prese con una stagione all’aperto che fatica a ingranare, ha chiuso il miglio in 3:52.82, anche lui decimo, lontano dai riferimenti che lo hanno reso protagonista in passato. Nel salto in alto, quarto posto con 2.15 per Ernesto Pascone, subentrato nelle ultime ore alla rinuncia di Gianmarco Tamberi, che ha preferito rimandare ulteriormente il proprio debutto stagionale nella rincorsa agli Europei di Parigi.

Le altre gare della serata

Il programma di Ostrava ha offerto spunti interessanti anche al di fuori della spedizione italiana. Nel salto con l’asta maschile, condizionato da una pioggia intermittente, il greco Emmanouil Karalis si è imposto con 5.82 al primo tentativo, prima di tentare senza successo l’asticella dei 6 metri; alle sue spalle il francese Baptiste Thiery (5.62) e lo statunitense Austin Miller (5.42). Giornata complicata per il belga Ben Broeders, fermo a 5.72 di stagionale, uscito senza misura valida. Tra le donne, nell’asta ha vinto la britannica Imogen Ayris con 4.75. Nei 110 ostacoli maschili, il cubano Kendry Menendez ha chiuso in 13.14, mentre tra le donne sui 100 ostacoli si è assistito a una volata serrata: l’olandese Nadine Visser ha prevalso in 12.65 sulla polacca Pia Skrzyszowska (12.66) e sulla sudafricana Marione Fourie (12.68).

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Nel giavellotto, dominio totale dello sri-lankese Rumesh Tharanga Pathirage, autore di tre lanci oltre gli 85 metri, con il miglior risultato di 86.57 al terzo turno, sufficiente per precedere il granatino Anderson Peters, fermo a 84.27.

Un bilancio agrodolce, ma con segnali incoraggianti

Archiviata la tappa ceca, il bilancio per la spedizione azzurra può considerarsi nel complesso positivo, pur con qualche ombra. Tre podi, due minimi conquistati per Birmingham e prestazioni di rilievo come quelle di Fabbri e Coiro confermano una condizione di forma diffusa, mentre le difficoltà di Arese e il piazzamento di Ala Zoghlami ricordano quanto il percorso verso l’estate europea sia ancora in fase di costruzione per alcuni protagonisti. Resta comunque la sensazione di una serata che ha saputo regalare spettacolo puro, capace di unire la storia targata Lyles a una crescita silenziosa ma costante del movimento italiano, atteso ora dai prossimi appuntamenti del Continental Tour e dalla Diamond League in vista della rassegna continentale di agosto.

* In copertina Fabbri (Foto di Grana/FIDAL/Archivio)