Dal Roland Garros juniores alla terra rossa spagnola: il ritratto di una tennista cresciuta in silenzio
Domenica 12 aprile 2026. Sul cemento rosso del Club Campo de Villa de Madrid, Lisa Pigato solleva il trofeo del Grand Prix Open Villa de Madrid. Punteggio: 6-4, 6-0 sulla spagnola Marina Bassols Ribera. Un’ora e quarantaquattro minuti per mettere la firma sul risultato più importante della sua carriera, il primo titolo WTA della sua vita. A 22 anni, la ragazza di Bergamo ha smesso di bussare alla porta del grande tennis: l’ha sfondata.
Le radici
Lisa Pigato nasce il 21 giugno 2003 a Bergamo, città che porta con orgoglio nell’identità sportiva. Il tennis entra in casa Pigato quasi per destino: suo padre Ugo è stato giocatore professionista, con un best ranking al numero 373 del mondo, e nel 2008 apre una propria accademia a Sanremo. È lì che Lisa muove i primi passi sulla terra battuta, seguendo in campo anche la sorella maggiore Giorgia. Nel 2014 la famiglia si trasferisce a Milano, e Lisa approda alla Milano Tennis Academy, dove in una fase della sua formazione può beneficiare anche della supervisione di Francesca Schiavone. Oggi si allena al Cantera Tennis Team, sempre a Milano, tessera in mano della Canottieri Casale Monferrato. Una ragazza con le radici a Bergamo, il cuore milanista come il papà, la passione per la musica e, soprattutto, una racchetta in mano fin da quando era bambina.
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Gli esordi: da campionessa italiana under 14 a Serena Williams
Il curriculum giovanile di Lisa Pigato parla chiaro. Tre titoli italiani consecutivi – under 12 a Milano, under 13 a Reggio Calabria, under 14 a Roma – ai quali si aggiungono il Lemon Bowl under 12 nel 2014 e il Tennis Europe a Padova nello stesso anno. Nel 2018 arriva il debutto tra le professioniste, in un ITF da 15mila dollari nel Bergamasco, dove vince il suo primo incontro. I primi punti WTA arrivano a fine anno in Tunisia, con una semifinale sulla terra di Monastir. Nel 2019 i primi titoli ITF: Tabarka in settembre, Heraklion in novembre. Il salto di qualità sul piano internazionale giovanile arriva nell’ottobre 2020, quando in piena pandemia Lisa conquista il titolo di doppio al Roland Garros juniores in coppia con la pugliese Eleonora Alvisi, superando in finale le russe Bondarenko e Shnayder. L’anno seguente, a Parma, arriva la prima vera visibilità nel circuito maggiore: wildcard per le qualificazioni dell’Emilia Romagna Open, due rimonte consecutive contro la svizzera Küng e la russa Samsonova, poi il tabellone principale. Al primo turno, sulla sua strada, c’è Serena Williams, prima testa di serie. Lisa perde, ma riesce a strappare un break nel primo gioco e si guadagna i complimenti della leggenda americana. Un’esperienza che rimarrà nella storia personale di questa atleta.
La svolta
Settembre 2025 è la data che segna la svolta. Lisa sceglie di rivoluzionare il proprio staff, tornando ad allenarsi con il padre Ugo e aggiungendo come allenatore il fidanzato Federico Lucini, ex giocatore comasco di buon livello. Intorno a loro, un preparatore atletico, uno psicologo e un fisioterapista. “Ho ritrovato molta più gioia e serenità”, ha dichiarato Lisa. “I risultati sono una conseguenza del lavoro fatto. Ognuno di loro fa più di quello che deve per me”. Una scelta coraggiosa, maturata quando il ranking era ancora fermo intorno al numero 271. La trasferta in Thailandia, a inizio 2026, è stata il banco di prova di questo nuovo equilibrio. Superato con doppia promozione. Non è stata una marcia trionfale priva di ostacoli: un’operazione per ernia inguinale ha rallentato il cammino negli anni passati, e anche a Madrid Lisa convive con un dolore persistente all’adduttore. Gestione del fisico, lucidità nelle scelte di calendario, maturità: la bergamasca ha imparato a fare i conti con il proprio corpo senza smettere di spingere.
Le caratteristiche tecniche: aggressività e manualità
Lisa Pigato è una giocatrice che costruisce il punto con continuità e anticipa l’avversaria. Il rovescio è il colpo in cui si esprime meglio, il fondamentale con cui rischia di più. Il servizio, penalizzato da una statura non elevata, non è ancora un’arma letale, ma il lavoro tecnico degli ultimi anni ha prodotto miglioramenti evidenti. “Lisa è migliorata molto su servizio e diritto”, spiega il padre Ugo, “ma il salto di qualità lo ha fatto soprattutto mentalmente”. A Madrid emerge con chiarezza un’altra qualità: la capacità di adattarsi alle condizioni di gioco. “La palla viaggia più veloce in altura”, ha dichiarato lei stessa, “il mio atteggiamento aggressivo ha pagato in modo particolare”. Anticipo, pressione costante, capacità di togliere tempo all’avversaria: elementi che la rendono particolarmente pericolosa sulla terra battuta, la superficie su cui raccoglie i risultati migliori, anche se i titoli in Thailandia su cemento, a inizio 2026, dimostrano una duttilità crescente.
I numeri, le statistiche, i titoli
A oggi Lisa Pigato conta 9 titoli complessivi nel circuito internazionale (8 in singolare ITF, a cui si aggiunge il WTA 125 di Madrid) e 9 in doppio (incluso il Roland Garros juniores 2020). Il ranking WTA al 14 aprile 2026 la colloca alla posizione numero 154, nuovo best ranking della carriera, a un passo dalla top 150. Il 2026 è stato un anno straordinario: titolo ITF su cemento a Nonthaburi (Thailandia) a gennaio, successo sulla terra a San Gregorio di Catania a marzo, e infine il WTA 125 di Madrid. Tre titoli in quattro mesi. Il percorso spagnolo racconta bene la sua solidità: rimonta al primo turno contro Semenistaja (n.98 WTA), altra rimonta sugli ottavi contro Samson (n.176), vittoria agevole sui quarti contro Gjorcheska, semifinale in tre set su Polina Kudermetova (sorella minore dell’ex top 10 Veronika), finale dominata su Bassols Ribera 6-4, 6-0. Il tutto in una settimana che chi la conosce da vicino non esita a definire tra le migliori in assoluto della carriera.
Le prospettive: Roland Garros, Wimbledon e la top 100
Il traguardo di Madrid non è un punto di arrivo, ma una rampa di lancio. Con il ranking attuale, Lisa Pigato è ormai in corsa per le qualificazioni del Roland Garros – laddove da juniores aveva già vinto il doppio – e di Wimbledon. Un obiettivo che a inizio anno lei stessa aveva indicato come prioritario per la stagione. Da ieri a ridosso della top 150 e con la concreta possibilità di diventare a breve la terza italiana nel ranking, dietro Jasmine Paolini ed Elisabetta Cocciaretto. L’orizzonte più ambizioso, la top 100, non è più fantascienza. “Voglio sfruttare il momento”, ha detto dopo la finale di Madrid. Parole semplici, di chi sa che il lavoro non si ferma qui.
Verso il futuro
C’è una foto che dice molto di Lisa Pigato: una bambina che segue la sorella sui campi di Sanremo, figlia di un ex professionista che ha scelto di trasmettere la passione per il tennis prima ancora della tecnica. Vent’anni dopo, quella bambina ha vinto il torneo più importante della sua carriera nel cuore della Spagna, davanti a un pubblico di casa che tifava per l’avversaria. Il tennis italiano ha trovato a lungo i suoi punti di riferimento femminili in nomi illustri. Lisa Pigato non chiede di essere paragonata a nessuno. Chiede soltanto di essere osservata mentre lavora. E i risultati parlano da soli.
* In copertina Lisa Pigato (Foto di Martegani)
