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Linda Noskova, chi è la vincitrice di Wimbledon 2026

A 21 anni la tennista di Vsetín supera in tre set la connazionale Karolina Muchová e conquista il primo titolo dello Slam della carriera. Una carriera costruita passo dopo passo, tra sacrifici familiari e progressione costante

Sabato 11 luglio, sul Centre Court dell’All England Club, il tennis femminile ha incoronato una nuova regina. Linda Nosková, ventunenne di Vsetín, ha battuto la connazionale Karolina Muchová 6-2, 5-7, 6-3 in una finale che ha unito per la prima volta nella storia dello Slam due tenniste della stessa nazione nel tabellone femminile di Wimbledon. Un match vissuto in bilico, con Nosková capace di sciupare cinque match point sul 5-2 nel secondo set e di ritrovare lucidità proprio quando sembrava tutto in discussione. Due ore e 27 minuti più tardi, la ragazza cresciuta tra Vsetín e il villaggio di Bystřička, in Moravia, alzava per la prima volta un trofeo del Grande Slam.

 

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Un’infanzia tra Vsetín e Bystřička

Linda Nosková è nata il 17 novembre 2004 a Vsetín, Repubblica Ceca, ed è cresciuta nel vicino villaggio di Bystřička. Il padre Drahoš Nosek, impiegato in un’azienda ferroviaria, le ha messo in mano la prima racchetta a sei anni; la madre Ivana Nosková gestiva un negozio di abbigliamento in città. Non una famiglia di sportivi, dunque, ma un ambiente che ha saputo sostenere fin da subito la vocazione della figlia. Linda ha iniziato ad allenarsi a sette anni a Valašské Meziříčí, per poi entrare, a dieci, nel club TK Na Dolina di Trojanovice. Nel 2018 la famiglia si è trasferita a Přerov per garantirle condizioni di allenamento migliori, un passaggio che la stessa Nosková ha più volte citato come decisivo per la propria crescita tennistica. Un capitolo doloroso ha attraversato la sua storia personale: la madre Ivana è morta nel luglio 2024, dopo una lunga malattia. Un lutto che la tennista ha ricordato anche nei momenti di maggiore gioia sportiva, compreso il trionfo di Wimbledon, senza mai farne un tema di esposizione pubblica.

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Dai campi in terra ai grandi palcoscenici

Il talento di Nosková emerge presto nel circuito giovanile: nel 2018, in coppia con la connazionale Linda Fruhvirtová, vince il doppio dei Les Petits As. Nel giugno 2021 arriva il primo grande titolo, il Roland Garros junior in singolare, conquistato superando in finale Erika Andreeva per 7-6(3), 6-3; nello stesso periodo tocca il numero 5 del ranking giovanile combinato. Passata professionista nel 2019, colleziona sei titoli singolari e uno in doppio nel circuito ITF prima di debuttare, nel 2022, nel tabellone principale di uno Slam al Roland Garros, dopo aver superato le qualificazioni: diventa così la più giovane tennista ceca a disputare un Major dai tempi di Nicole Vaidišová (US Open 2006). Lo stesso anno regala un episodio destinato a restare negli annali: agli US Open, in coppia con Lucie Hradecká, la diciassettenne Nosková elimina al primo turno del doppio Serena e Venus Williams, 7-6(5), 6-4, in quella che si sarebbe rivelata l’ultima apparizione delle sorelle americane insieme in un torneo dello Slam. “Giocare contro le sorelle Williams è stato incredibile, Serena è sempre stata il mio idolo”, dichiarò allora la giovane ceca.

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Il 2023 è la stagione della svolta sul circuito maggiore: due finali WTA, ad Adelaide (persa contro Aryna Sabalenka) e a Praga, insieme alle prime vittorie di prestigio su avversarie del calibro di Ons Jabeur e Dar’ja Kasatkina. Nel 2024 arriva il salto di qualità definitivo: agli Australian Open batte al terzo turno la numero 1 del mondo Iga Świątek (3-6, 6-3, 6-4), raggiungendo il primo quarto di finale Slam della carriera, e ad agosto conquista a Monterrey il suo primo titolo WTA, superando in finale Lulu Sun. Il 2025 la consacra definitivamente tra l’elite: tre finali stagionali, compresa quella del WTA 1000 di Pechino (persa contro Amanda Anisimova), il debutto in top 20 e la chiusura dell’anno al numero 13 del mondo, suo nuovo best ranking fino a quel momento.

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Il tennis di Nosková: potenza, anticipo, solidità

Nosková rappresenta un prodotto tipico, per intensità e impostazione, della scuola ceca: gioco aggressivo, costruito da fondo campo su un dritto pesante e angolato, accompagnato da un rovescio bimane solido e preciso e da una risposta al servizio sempre più efficace. Alta circa 1,79 m, negli anni ha saputo alzare il livello nei momenti decisivi: prima della finale di Wimbledon aveva già collezionato oltre tredici vittorie su avversarie top 10, tra cui la stessa Świątek, Sabalenka, Jabeur, Kasatkina, Maria Sakkarī, Elina Svitolina (due volte) e Jessica Pegula (tre volte). Per lungo tempo il cemento è stata la superficie in cui si è espressa meglio, quella su cui erano arrivati i primi due titoli in carriera. Sull’erba, invece, il rapporto è stato più complicato: nel 2023 la stessa Nosková ammise di non amare particolarmente questa superficie. Il paradosso è che proprio l’erba è diventata, nel 2026, il suo terreno più fertile: prima di Wimbledon risultava la giocatrice con più vittorie nel circuito WTA su questa superficie nelle ultime due stagioni, un rendimento confermato dal titolo conquistato a giugno al Berlin Open, corsia preferenziale verso il trionfo londinese.

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Wimbledon 2026: il percorso verso la finale

Arrivata a Londra da testa di serie numero 9, dopo aver debuttato in top 10 il 22 giugno grazie proprio al successo di Berlino (dove aveva battuto in finale Jessica Pegula, aggiudicandosi anche il titolo di doppio insieme a Ekaterina Aleksandrova), Nosková ha attraversato il tabellone con continuità: successi su Ella Seidel, Camila Osorio, Sorana Cîrstea, quindi su un’ex campionessa Slam come Madison Keys (6-4, 7-6) e su Elise Mertens, che le è valso il primo accesso a una semifinale Slam in carriera. In semifinale ha superato l’ucraina Marta Kostyuk 6-4, 6-4, completando la marcia che l’ha condotta al derby più atteso: contro Karolina Muchová, per la prima finale Slam femminile interamente ceca della storia del tennis professionistico, un incrocio fra connazionali che nel singolare femminile mancava dai tempi di Sloane Stephens e Madison Keys, US Open 2017. La finale ha avuto un canovaccio nervoso: dominio netto di Nosková nel primo set, chiuso 6-2 in appena 32 minuti, e vantaggio di 5-2 nel secondo, con cinque match point a disposizione. Muchová li ha annullati tutti, portando a casa il parziale 7-5 e riaprendo completamente la contesa. Nel set decisivo, però, Nosková ha ritrovato ordine e aggressività, break immediato in apertura e gestione solida fino al 6-3 finale. Sul campo, subito dopo la vittoria, le due tenniste si sono scambiate parole di stima reciproca, tra la commozione di Muchová – al secondo ko in una finale Slam dopo quello del Roland Garros 2023 – e quella di Nosková, che nel suo discorso ha voluto ricordare la madre scomparsa due anni fa.

I numeri di un trionfo storico

Con questo successo la Repubblica Ceca festeggia la sua terza campionessa di Wimbledon in quattro anni, dopo Markéta Vondroušová (2023) e Barbora Krejčíková (2024), confermando una tradizione tennistica femminile che affonda le radici nell’epoca di Martina Navrátilová e Jana Novotná. Per Nosková, il titolo vale anche una svolta nel ranking: dal numero 12 mondiale della vigilia sale al numero 7, nuovo best ranking in carriera, alle spalle della stessa Muchová, salita al numero 6. Sul piano economico, il successo londinese porta in dote un assegno di 3,6 milioni di sterline (circa 4,95 milioni di dollari), che va ad aggiungersi ai quasi 5,9 milioni di dollari già accumulati in carriera fino alla vigilia dell’ultimo weekend di torneo.

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Cosa cambia da qui in avanti

Il titolo Slam garantisce a Nosková, secondo il regolamento WTA che riserva un posto alle vincitrici di Major comprese fra l’ottava e la ventesima posizione della Race, un accesso di fatto assicurato alle WTA Finals di fine stagione: sarebbe la prima partecipazione in carriera al torneo che chiude l’annata riservato alle prime otto del ranking. Resta da capire come la ceca saprà gestire l’onda lunga del successo nella seconda parte di stagione, a partire dallo swing nordamericano sul cemento, superficie sulla quale finora ha costruito gran parte del proprio percorso di crescita. Con un fisico ancora in evoluzione e un entourage tecnico – guidato dal coach Tomáš Krupa, già allenatore di Tomáš Berdych, affiancato dal 2025 dall’ex doppista Lukáš Dlouhý – che sembra aver trovato la quadratura giusta fra aggressività e lucidità nei momenti chiave, Linda Nosková si presenta oggi come una delle candidate più solide per una stagione, e forse una carriera, di vertice. Resta, sullo sfondo, l’immagine di una ragazza che pochi anni fa non amava affatto l’erba di Wimbledon e che oggi, su quello stesso prato, ha scritto il capitolo più importante della propria storia sportiva.

* In copertina Linda Nosksova