L’addio ufficiale della fuoriclasse azzurra alla Savino Del Bene dopo cinque stagioni da protagonista. Il prossimo capitolo si aprirà all’Eczacıbaşı Istanbul
Ci sono addii che si intuiscono da lontano e altri che, anche quando attesi, fanno comunque effetto. Quello di Kate Antropova alla Savino Del Bene Scandicci rientra nella seconda categoria. Nella serata di martedì 5 maggio 2026, durante l’evento di chiusura stagionale organizzato al Pala BigMat, il club toscano ha salutato ufficialmente la sua opposta più rappresentativa degli ultimi anni. Un lungo applauso del pubblico, qualche lacrima trattenuta, le parole giuste – poi il sipario si è chiuso su cinque stagioni che hanno lasciato il segno.
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Da Akureyri a Scandicci, passando per San Pietroburgo
La storia di Kate Antropova è quella di una ragazza che ha scelto di rischiare molto, molto presto. Nata il 19 marzo 2003 ad Akureyri, in Islanda, da genitori russi, cresce a San Pietroburgo coltivando una passione che diventa presto qualcosa di più serio. A 14 anni prende una decisione difficile: lasciare la Russia e trasferirsi in Italia per inseguire il volley ad alto livello. Un atto di coraggio non comune per un’adolescente. Le prime esperienze italiane sono in Serie C e Serie A2, tappe necessarie per ambientarsi e crescere. Il salto di qualità arriva nell’estate del 2021, quando la Savino Del Bene la porta in prima squadra. Ha diciotto anni. Da lì, la traiettoria è quasi verticale.
Il profilo tecnico: un’opposta completa, rara
Antropova è un’opposta anomala nel senso migliore del termine. Alta, potente nel braccio, devastante in battuta – ma anche capace di incidere a muro con una frequenza inusuale per il suo ruolo. Il dato ne dà la misura: nella regular season 2025-26 è prima per ace (50 in stagione, 0,58 a set), terza nei muri vincenti e seconda per punti a set (5,83), preceduta soltanto da Paola Egonu. Non una specialista, ma un’attaccante totale. Nella stagione precedente aveva già stabilito il record di punti in regular season nella Serie A1 con 569, aggiungendo 60 ace, anch’esso primato assoluto. Il suo gioco è leggibile nelle intenzioni ma difficile da arginare nell’esecuzione. Attacca con angoli stretti, serve in maniera aggressiva e si muove a rete con una fisicità che pochi avversari riescono a gestire. La stagione 2025-26 ha confermato tutto questo: MVP del mese di novembre e di dicembre nella Lega Volley Femminile – prima giocatrice a vincere il premio due volte nella stessa stagione – con 417 punti a fine girone d’andata, quasi cinquanta più della seconda classificata.
Tre trofei, tre MVP: la firma su ogni coppa
Con la maglia della Savino Del Bene, Antropova ha vinto tre trofei europei e mondiali, aggiungendo ogni volta il premio di migliore giocatrice del torneo. La Challenge Cup 2021-22, la CEV Cup 2022-23 e il Mondiale per Club 2025, conquistato a dicembre con un netto 3-1 in finale contro l’Imoco Conegliano – la prima finale mondiale tutta italiana della storia. In quel torneo iridato ha chiuso come miglior marcatrice e migliore al servizio, firmando 25 punti nell’atto conclusivo. Nell’ultima Champions League ha chiuso come top scorer della competizione con 6,54 punti per set, risultando anche la miglior battitrice del torneo. La Final Four di Istanbul, però, non ha regalato il risultato sperato: Scandicci ha chiuso quarta, con Conegliano terza e le formazioni turche a fare la voce grossa nell’atto finale. Un epilogo malinconico per il suo ultimo atto europeo con la maglia toscana.
Azzurra per scelta: il ciclo d’oro con Velasco
Il 10 agosto 2023 Antropova ottiene la cittadinanza italiana. Da quel momento, la sua parabola con la Nazionale diventa parte integrante di una delle stagioni più vittoriose dell’Italvolley femminile. Sotto la guida di Julio Velasco, l’opposta di Scandicci contribuisce in modo determinante alla conquista dell’oro olimpico a Parigi 2024, al titolo mondiale in Thailandia nel 2025 e a due successi consecutivi nella Volleyball Nations League (2024 e 2025). Un ciclo che ha ridefinito i parametri del volley italiano agli occhi del mondo.
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Il futuro: Istanbul e l’Eczacıbaşı
La destinazione è nota da mesi, ufficializzata dall’addio stesso: Antropova vestirà la maglia dell’Eczacıbaşı Istanbul a partire dalla stagione 2026-27. Una scelta motivata principalmente dalla volontà di vivere una nuova esperienza, fuori dai confini italiani in cui ha costruito la sua carriera. La Turchia, del resto, è diventata la meta preferita delle azzurre più forti: Sylla, Orro e ora Antropova hanno scelto la Süper Lig come prossimo capitolo. Scandicci ha già pianificato il dopo: l’americana Kiera Van Ryk, proveniente da Shanghai, raccoglierà la pesante eredità lasciata dall’opposta azzurra.
Le parole dell’addio
Al Pala BigMat, Antropova ha parlato con la naturalezza di chi non ha bisogno di eccedere nei toni per farsi capire:“Se avessero detto alla ragazza che ero qualche anno fa, forse a 19 anni, che questo sarebbe stato il mio percorso a Scandicci, non ci avrei mai creduto”. Una frase semplice, che dice tutto. Insieme a lei, il club toscano ha salutato anche Lindsey Ruddins e Brenda Castillo. Ma la standing ovation più lunga – inevitabilmente – è stata per lei. Ekaterina Antropova lascia Scandicci a 23 anni, con un palmarès da atleta navigata e un margine di miglioramento che fa ancora impressione. Cinque stagioni, tre trofei da MVP, un oro olimpico, due mondiali, record su record. Il Pala BigMat l’ha salutata come si saluta qualcuno che tornerà a far parlare di sé ancora a lungo. Perché questa è solo la fine di un capitolo – non del libro.
* In copertina e nell’articolo Kate Antropova (Foto di Lega Volley Femminile)


