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Giulia Dragoni al Chelsea, chi è la “piccola Messi” diventata la calciatrice italiana più pagata

Cresciuta tra Pro Sesto e Inter, esplosa a Barcellona e consacrata alla Roma, la centrocampista classe 2006 firma con il Chelsea Women: contratto fino al 2030 e cifra da record per il movimento italiano

Lo scorso 31 luglio il Chelsea Women ha ufficializzato l’ingaggio di Giulia Dragoni, centrocampista italiana classe 2006, arrivata a titolo definitivo dal Barcellona. Non è soltanto un nome nuovo nella rosa di Sonia Bompastor: è il trasferimento più oneroso nella storia del calcio femminile italiano, l’operazione che consacra una carriera cominciata undici anni fa nei campetti di Milano e passata per Inter, Barcellona e Roma. Una storia di record che, tappa dopo tappa, ha portato la classe 2006 a diventare, secondo quanto ricostruito da più testate specializzate, la calciatrice italiana più pagata della storia.

 

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Il trasferimento più caro nella storia del calcio femminile italiano

Il Chelsea ha rilevato il cartellino di Dragoni dal Barcellona, club a cui la giocatrice era legata da un contratto in scadenza nel 2027, versando secondo le ricostruzioni di stampa circa 500mila euro più bonus: una cifra che supera quella del precedente trasferimento più costoso nel movimento femminile italiano, quello di Sofia Cantore dall’Italia al Washington Spirit in NWSL. Dragoni ha firmato un contratto quadriennale che la legherà ai Blues fino al 30 giugno 2030, diventando la prima calciatrice italiana nella storia del club londinese. Il Chelsea, campione o vice-campione della Women’s Super League in sette delle ultime nove stagioni, ne fa così il quinto colpo della sessione estiva di mercato, in un’annata che per il club inglese ha visto anche l’ingaggio in ambito maschile di Marco Palestra dall’Atalanta. All’annuncio, Dragoni ha raccontato di non riuscire ancora a credere di aver firmato per un club che, da bambina, nemmeno nei sogni più ambiziosi immaginava di poter raggiungere, aggiungendo di aver parlato con l’allenatrice Sonia Bompastor, che le ha illustrato il progetto tecnico dei Blues.

Giulia-Dragoni-Chelsea-firma

Milano, la famiglia e i primi palleggi da “piccola Messi”

Giulia Dragoni è nata a Milano il 7 novembre 2006. Da parte di madre, originaria di Senise, in Basilicata, ha origini lucane; il padre l’ha sempre spinta ad allenarsi con costanza, mentre è stato il fratello maggiore a trasmetterle, fin da quando aveva quattro anni, la passione per il pallone. Cresciuta tra il quartiere di Cimiano e la scuola calcio Franco Scarioni 1925, dove giocava in squadre miste con i maschi, Dragoni entra nel 2015, a nove anni, nel settore giovanile della Pro Sesto. È qui che, grazie a un repertorio tecnico fuori dal comune per l’età, si guadagna il soprannome di “piccola Messi”, complice anche una spiccata capacità di saltare l’uomo in dribbling.

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Dall’Inter alla Masia: il record strappato a Messi

Nel 2020 Dragoni passa al settore giovanile dell’Inter, che la promuove quasi subito nella formazione Under 19, a soli 14 anni. Il salto in prima squadra arriva il 20 novembre 2022: a 16 anni debutta in Serie A Women nel pareggio per 0-0 in casa della Fiorentina, diventando la più giovane calciatrice di sempre a scendere in campo nel massimo campionato italiano. Con la maglia nerazzurra colleziona complessivamente quattro presenze, sufficienti però ad attirare l’attenzione del Barcellona, che il 31 gennaio 2023 la acquista a titolo definitivo: Dragoni diventa così la prima calciatrice straniera ammessa a La Masia femminile. Dopo una prima parte di stagione con il Barça B, con cui vince la Primera Federación Femenina (la seconda serie spagnola), arriva la promozione in prima squadra. Il 26 novembre 2023, subentrando a Mariona all’84’, debutta in blaugrana contro l’Athletic Club: a 17 anni e 19 giorni è la calciatrice non spagnola più giovane di sempre a esordire con la prima squadra del Barcellona, maschile o femminile, cancellando il record che apparteneva a Lionel Messi dal 2004. Il 13 gennaio 2024 arriva anche il primo gol, in Copa de la Reina contro l’Albacete. Con il Barcellona, Dragoni si laurea campionessa nel poker che comprende Liga F, Copa de la Reina, Supercopa de España e, soprattutto, la UEFA Women’s Champions League 2023/24, conquistata in finale contro il Lione: Dragoni diventa la prima calciatrice italiana della storia a vincere il trofeo continentale più prestigioso.

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Il biennio di consacrazione alla Roma: scudetto, coppa e il premio di MVP

Nell’estate 2024 il Barcellona, pur rinnovandole il contratto fino al 2027, decide di mandarla in prestito alla Roma per garantirle maggiore continuità. Con la maglia giallorossa Dragoni ritrova subito la Champions League, firmando una doppietta nel ritorno dei play-off preliminari contro il Servette il 26 settembre 2024: sono il suo primo gol in giallorosso e il primo in Champions League. Il prestito viene poi rinnovato per una seconda stagione, fino al 30 giugno 2026. In due anni nella Capitale, Dragoni totalizza complessivamente 66 presenze e 14 reti in tutte le competizioni, vincendo la Supercoppa Italiana nel gennaio 2025 e, nella stagione 2025/26, il double scudetto-Coppa Italia. Proprio l’ultima annata in giallorosso è quella della definitiva consacrazione: 22 presenze, 7 gol e 4 assist in campionato le valgono il premio di Miglior Centrocampista della Serie A Women 2025/26 e l’inserimento nella Top XI del torneo.

 

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La maglia azzurra: un esordio da record e l’assalto al Mondiale 2027

Dragoni ha attraversato tutta la trafila delle nazionali giovanili italiane, Under 16, Under 17 e Under 19, esordendo con l’Under 17 nel 2021 e segnando al debutto nelle qualificazioni all’Europeo di categoria contro il Galles. Convocata per la prima volta in Nazionale maggiore da Milena Bertolini, debutta il 1° luglio 2023 nell’amichevole contro il Marocco, subentrando a Emma Severini. Il giorno dopo viene inserita nella lista delle 23 per il Mondiale in Australia e Nuova Zelanda: il 24 luglio 2023, titolare nella vittoria per 1-0 sull’Argentina, diventa a 16 anni e 259 giorni la più giovane azzurra di sempre, uomo o donna, a scendere in campo in una fase finale di Coppa del Mondo, superando i record che appartenevano a Rita Guarino (1991) e a Beppe Bergomi (1982). A livello assoluto resta la seconda più giovane di sempre nella storia dei Mondiali femminili, alle spalle solo della sudcoreana Casey Phair. Da allora Dragoni è diventata una presenza abituale nel gruppo di Andrea Soncin, arrivando a quota 25 presenze in azzurro, ancora senza reti all’attivo con la maglia della Nazionale maggiore. L’unico stop importante è arrivato nella primavera 2025, quando un infortunio alla caviglia destra, curato chirurgicamente, l’ha costretta a saltare l’Europeo 2025 in Svizzera, chiuso dall’Italia in semifinale. Rientrata in gruppo in autunno, Dragoni ha preso parte alle qualificazioni al Mondiale 2027 in Brasile: l’Italia ha chiuso il proprio girone al secondo posto, alle spalle della Danimarca, e dovrà quindi passare dagli spareggi in programma nell’autunno 2026 per staccare il pass per la rassegna iridata.

Il contratto che la rende l’italiana più pagata di sempre

Al netto della cifra del cartellino, relativamente contenuta per gli standard del calcio maschile ma record per quello femminile italiano, è l’ingaggio pattuito con il Chelsea a far parlare: lo stipendio di Dragoni supererebbe quello percepito da Sofia Cantore negli Stati Uniti, rendendola la calciatrice italiana più pagata di sempre. Né il club inglese né quello catalano hanno diffuso cifre ufficiali, e i numeri circolati restano dunque stime giornalistiche. Resta il fatto che l’operazione arriva in un momento di forte espansione economica del calcio femminile europeo, con la Women’s Super League sempre più corteggiata da investitori e sponsor, e con il Chelsea di Bompastor, tecnica francese arrivata nel 2024 e già capace di vincere il triplete inglese al primo anno, che ha scelto di puntare con decisione su un profilo giovane ma già internazionalmente affermato.

Giulia-Dragoni-Chelsea-foto

Tecnica, duttilità e imprevedibilità: la carta d’identità calcistica

Centrocampista offensiva di 165 centimetri, Dragoni nasce come mezzala ma nel corso della carriera ha dimostrato di poter agire anche da trequartista mobile o da esterno d’attacco, alle spalle della prima punta. Le sue doti principali sono il tocco di palla, la capacità di ricevere tra le linee sotto pressione e di orientare la manovra della propria squadra attraverso conduzioni e verticalizzazioni. Nell’ultima stagione alla Roma ha aggiunto a queste caratteristiche anche un miglior tempismo negli inserimenti e più concretezza sotto porta: nella stagione 2025/26 ha segnato quattro reti di destro e tre di sinistro, confermando un’ambidestria non comune che la rende ancora più imprevedibile negli ultimi trenta metri di campo.

Dragoni fuori dal campo

Al di là del rettangolo verde, chi l’ha conosciuta da bambina la descrive come una ragazza timida fuori dal campo ma trasformata una volta scesa in campo, dotata fin da piccola di una mentalità e di una grinta fuori dal comune. In diverse interviste rilasciate nel corso degli anni, Dragoni ha raccontato il legame stretto con la propria famiglia, sottolineando quanto sia stata importante per lei la telefonata del padre, commosso, nel giorno della prima convocazione in Nazionale maggiore. Sul piano personale, Dragoni ha spesso raccontato piccole abitudini quasi scaramantiche, come l’ordine con cui allaccia gli scarpini prima di scendere in campo, retaggio di un consiglio ricevuto da bambina proprio dal padre.

Le prospettive

Sul piano di club, la sfida è quella di ritagliarsi spazio in una rosa costruita per vincere ogni competizione, a partire dalla Women’s Super League e dalla Champions League, in un campionato che la stessa giocatrice ha definito tra i più duri al mondo. Sul piano di Nazionale, l’obiettivo più immediato è quello di contribuire alla qualificazione dell’Italia al Mondiale 2027 in Brasile attraverso gli spareggi di fine 2026, in un gruppo azzurro che, dopo la semifinale raggiunta a Euro 2025, punta a consolidarsi tra le migliori realtà del continente. Dragoni arriva a Londra da titolare designata a centrocampo di una big europea a soli 19 anni, con margini di crescita ancora ampi e una carriera che, numeri alla mano, ha finora sempre bruciato le tappe.

Dalla “piccola Messi” dei campetti milanesi alla maglia più costosa mai indossata da un’italiana in Inghilterra: il percorso di Giulia Dragoni racconta, prima ancora dei record, la parabola di un movimento, quello del calcio femminile italiano, che negli ultimi anni ha imparato a esportare talento oltre che a inseguirlo. Resta da vedere quanto in fretta Londra diventerà, per lei, un’altra tappa da record.

* Nell’articolo Giulia Dragoni (Foto di Chelsea Women)