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Europei Under 18 basket, le azzurrine chiudono settime tra rimpianti e segnali di futuro

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La Nazionale di coach Dall’Ora chiude al settimo posto gli Europei Under 18 basket 2026: rimonta epica sull’Ungheria, ko bruciante con il Belgio, poi la Spagna chiude il sogno medaglia. Baldassarre e Obaseki, i nomi del futuro

Nove giorni, sette partite, un settimo posto. Gli Europei Under 18 di basket, disputati a Kista – periferia nord di Stoccolma – hanno scritto un capitolo costruttivo per il basket femminile giovanile italiano. La Nazionale Under 18 di coach Michele Dall’Ora, composta da dodici ragazze nate tra il 2008 e il 2009, ha attraversato la 41ª edizione del torneo continentale con alti e bassi che riflettono fedelmente sia le potenzialità del gruppo sia la distanza che ancora separa l’Italia dall’élite europea. La Spagna ha conquistato il suo settimo titolo di categoria, battendo la Francia in finale 82-46. Le Azzurre si sono fermate molto più in basso del podio immaginato, ma tornano a casa con un’esperienza che vale più di molti risultati.

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Un girone equilibrato, con un rimpianto

Il Gruppo B schiera quattro squadre di livello simile: Finlandia, Svezia, Italia e Belgio. La prima partita, il primo agosto contro le padrone di casa svedesi, è incoraggiante. Le Azzurre battono le scandinave 84-75 in una gara rimasta in bilico per tre quarti: Marianna Zanetti e Francesca Baldassarre firmano ciascuna 18 punti, Anna Sablich porta qualità dalla panchina. Un esordio che alimenta aspettative. Il secondo incontro, contro la Finlandia, mette però a nudo alcune fragilità. Le nordiche, con Gardziella e Machol entrambe in doppia cifra pesante, costruiscono un vantaggio sin dai primi minuti. L’Italia prova a ricucire grazie a un parziale trascinato da Baldassarre – ancora top scorer con 20 punti – ma cede 78-66, pagando una serata da incubo dall’arco (2/17 da tre, 12%). Due blackout difensivi nel momento sbagliato chiudono il discorso. La terza gara del girone, contro il Belgio il 4 agosto, è quella che brucia di più. Le Azzurre giocano bene per lunghi tratti, costruiscono un finale di speranza, si ritrovano a un passo dalla vittoria. Ma nei secondi finali le belghe trovano il canestro del 63-62. Una manciata di centesimi separa l’Italia dal primo posto nel raggruppamento. Il bilancio finale è una vittoria e due sconfitte: terzo posto nel Gruppo B, sufficiente per avanzare agli ottavi in un format che ammette tutte e sedici le squadre alla fase a eliminazione diretta.

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La rimonta sull’Ungheria: la partita del cuore

Il 5 agosto, negli ottavi di finale, l’Italia incontra l’Ungheria. Quello che accade è forse il momento più bello dell’intero torneo azzurro. Le magiare dominano la prima metà di gara e all’intervallo conducono 39-25: quindici punti di vantaggio, con un controllo del tabellone e dei rimbalzi (53 totali a fine partita) che sembra presagire un’uscita precoce. Invece no. La squadra di Dall’Ora rientra in campo e costruisce una rimonta millimetrica, possesso dopo possesso. Divine Obaseki è straordinaria sotto canestro: 17 punti, 8/12 al tiro, strappi vincenti nei momenti decisivi. Sofia Zuccon lotta su ogni pallone conteso (7 punti, 11 rimbalzi). Poi arriva la tripla di Baldassarre che vale il sorpasso, e i liberi di Diagne a sigillare l’impresa: 61-59. Una vittoria di carattere che dice molto sul potenziale di questo gruppo, soprattutto nei momenti di difficoltà.

Lo scoglio Spagna

I quarti di finale del 6 agosto mettono di fronte l’Italia e la Spagna, campionessa in carica e favorita per il titolo – poi effettivamente conquistato in finale contro la Francia. Le iberiche non lasciano margini: 30-10 dopo il primo quarto, 95-41 il risultato finale. La differenza fisica e tecnica tra le due squadre è evidente fin dai primi possessi. Somto Okafor domina con 22 punti, e la Spagna dimostra una velocità di esecuzione e una profondità di rosa che le diciassettenni italiane, allo stato attuale, non possono reggere. Tra le Azzurre solo Baldassarre lascia un segno con 8 punti. Il sogno della medaglia si chiude qui, con onestà.

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Fuori dai Mondiali: il Belgio fa ancora male

Inserita nel tabellone 5-8, l’Italia aveva ancora un obiettivo concreto da inseguire: la quinta posizione, l’ultima valida per la qualificazione al Mondiale Under 19 2027 in programma a Chengdu (Cina) dal 17 al 25 luglio 2027. L’avversario nella semifinale dell’8 agosto è ancora il Belgio, già beffardo nel girone. Stavolta la sconfitta (62-55) è meno dolorosa ma altrettanto definitiva: le belghe costruiscono il vantaggio decisivo nel terzo quarto e lo gestiscono senza concedere rientri. Baldassarre in doppia cifra (12 punti) in una serata dove tutto il team fatica al tiro. I Mondiali di Chengdu restano fuori portata.

Settimo posto a testa alta

L’ultima partita del torneo, il 9 agosto, è la finale per il 7-8° posto contro la Lettonia. Nel giorno in cui Spagna e Francia si contendono l’oro, le Azzurre trovano le motivazioni giuste e dominano: 82-68, con il controllo che diventa netto già dalla seconda frazione. Baldassarre è ancora la migliore con 20 punti (7/8 al tiro), Obaseki ne aggiunge 14 e Aurora Donato firma 12. Una chiusura dignitosa che riflette il livello reale di questa squadra: settima in Europa su sedici partecipanti.

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Le protagoniste azzurre

Il torneo svedese ha messo in vetrina alcune giovani che il basket femminile italiano seguirà con attenzione. Su tutte spicca Francesca Baldassarre (2008, guardia, 178 cm, Pol. Battipagliese): in almeno doppia cifra nelle partite decisive, con una varietà offensiva e una solidità mentale che la rendono il riferimento naturale del gruppo. Il club campano l’ha già confermata per la prossima stagione insieme a Emilia Carol Naddeo (2008, guardia, 174 cm), protagonista silenziosa ma concreta soprattutto nella fase finale del torneo. Divine Obaseki (2008, centro, 190 cm, Lib Moncalieri) ha mostrato doti fisiche da futura protagonista della serie A: fondamentali ancora in crescita, ma struttura e dinamismo già evidenti. Sofia Zuccon (2009, centro, 180 cm, Reyer Venezia Mestre) – tra le più giovani – ha costruito il suo torneo sulla difesa e sul lavoro a rimbalzo, annunciandosi come un prospetto di rilievo. Marianna Zanetti (2008, Faenza Basket Project), decisiva all’esordio contro la Svezia, e Aurora Donato (San Martino di Lupari) completano un attacco con soluzioni diverse. La playmaker Aisha Viola Diagne (2009, Basket Roma), determinante ai liberi nella rimonta sull’Ungheria, è il nome più giovane di questo gruppo e uno di quelli da seguire con più curiosità.

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Le parole di Coach Dall’Ora

Coach Michele Dall’Ora chiude il torneo con un bilancio equilibrato, onesto e già rivolto al futuro. Soddisfazione per il percorso svolto – il raduno era partito l’8 giugno, con molte ragazze reduci da due campionati consecutivi – e consapevolezza che il lavoro da fare è ancora lungo. “Abbiamo giocato a testa alta ogni singola partita”, ha dichiarato il tecnico, sottolineando come la sfida mentale e fisica di questa competizione abbia arricchito il bagaglio individuale di ciascuna atleta. L’obiettivo indicato è già il prossimo: indossare nuovamente la maglia azzurra al Campionato Europeo della stagione successiva. Un messaggio di continuità per un movimento che, senza accontentarsi, può guardare avanti con qualche certezza in più.

Il futuro del movimento giovanile femminile

Il settimo posto di Stoccolma vale come istantanea di un movimento in crescita, non ancora all’altezza delle migliori ma con basi solide. Le dodici convocate da Dall’Ora provengono da club che investono nei settori giovanili: tre azzurre dalla Reyer Venezia Mestre, due ciascuna da Faenza e Battipaglia, con Costa Masnaga, San Martino di Lupari, Moncalieri e Basket Roma a completare la mappa geografica. Una filiera distribuita, capace di alimentare la nazionale senza dipendere da un’unica piazza. Il salto di qualità necessario è soprattutto atletico e fisico: il confronto con Spagna, Belgio e Finlandia ha evidenziato distanze strutturali che solo il lavoro pluriennale nei club – in termini di preparazione fisica, carico di lavoro e competizioni ad alta intensità – può ridurre. Il Mondiale Under 19 di Chengdu 2027 resta un’occasione mancata per questa generazione, ma molte di queste ragazze avranno ulteriori opportunità nelle categorie future. I nomi ci sono. La volontà anche.

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L’Italia Under 18 femminile torna da Stoccolma con un settimo posto e con qualcosa di meno classificabile: la consapevolezza di poter lottare, di saper reagire nei momenti difficili e di avere in rosa talenti che meritano un percorso serio. La rimonta sull’Ungheria da quindici punti di svantaggio resterà il momento simbolo di questo Europeo, quello che meglio racconta chi sono queste ragazze e cosa possono diventare. Il basket femminile giovanile italiano ha i nomi, ha i club, ha una federazione che crede nel progetto. Sta a tutti – tecnici, società, famiglie – accompagnare questa generazione verso gli obiettivi più grandi che un settimo posto europeo suggerisce essere, con il giusto lavoro, ancora alla portata.

* In copertina e nell’articolo Europei Under 18 Basket Italia (Foto di FIP)