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Elisa Pizzini, chi è la tuffatrice che sogna Los Angeles 2028

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Dagli esordi giovanili alle finali mondiali di Singapore, passando per il sincro con Chiara Pellacani: il ritratto completo della 21enne delle Fiamme Gialle e del CC Aniene, alla vigilia degli Europei di Parigi 2026

C’è un momento, nel percorso di ogni grande tuffatore, in cui il talento smette di essere una promessa e diventa un dato di fatto. Per Elisa Pizzini quel momento è arrivato tra il 2025 e il 2026, quando il suo nome ha iniziato a comparire con costanza nelle finali che contano, accanto a quello di Chiara Pellacani, in una delle coppie di sincro più seguite nel mondo azzurro dei tuffi. Dietro c’è una storia solida, costruita senza scorciatoie: una famiglia che l’ha accompagnata nel passaggio, tutt’altro che scontato, dalla ginnastica artistica al trampolino, e undici anni di lavoro silenzioso tra le piscine di mezza Italia. Oggi quella stessa determinazione ha portato Elisa Pizzini a essere una delle interpreti più solide del movimento italiano, con una finale mondiale già conquistata e lo sguardo rivolto a Los Angeles 2028.

Identikit

Nata a Verona il 21 gennaio 2005, alta 166 centimetri, Elisa Pizzini gareggia nel trampolino 1 metro, nel trampolino 3 metri e nel sincro 3 metri, quest’ultimo in coppia con Chiara Pellacani. È tesserata per il Gruppo Sportivo Fiamme Gialle e per il Circolo Canottieri Aniene, allenata da Benedetta Molaioli presso il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” di Roma.

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Gli esordi: dalla ginnastica al trampolino

Prima di scoprire l’acqua, Elisa Pizzini ha vissuto dieci anni di palestra. La ginnastica artistica le ha insegnato il controllo del corpo, la disciplina della postura, quel senso dello spazio che poi si rivelerà decisivo nelle rotazioni aeree. Nel 2015, affascinata da quanto vedeva in televisione, decide di cambiare sport e approda ai tuffi, muovendo i primi passi a Bolzano Nuoto sotto la guida del tecnico Christopher Sacchin. Il percorso formativo prosegue poi a Verona, la sua città natale, dal 2017 al 2019, e successivamente tra Bergamo e Milano, dal 2019 al 2022, un continuo pellegrinare tra vasche che è tipico della crescita di ogni giovane tuffatore italiano prima di trovare una sistemazione stabile.

2021: le prime medaglie internazionali

L’esordio nel grande giro arriva nel 2021, quando Pizzini si presenta ai Campionati europei giovanili di tuffi di Fiume (Rijeka), in Croazia, nella categoria B: doppio oro, nel trampolino 1 metro e nel trampolino 3 metri, più un argento nel sincro 3 metri. Pochi mesi dopo, ai Campionati mondiali giovanili di Kiev, sempre categoria B, arriva un ulteriore bottino di tre medaglie: argento dal metro, bronzo dai tre metri e bronzo nel sincro 3 metri. Un anno di lancio che la mette immediatamente sulla mappa del movimento giovanile azzurro.

2022: la Nazionale maggiore e il debutto continentale

Il 2022 è l’anno della doppia dimensione. A livello giovanile, agli Europei di Otopeni, in Romania, categoria A, Pizzini conquista l’oro a squadre nella prova “Jump Event” e completa il quadro con un argento dal trampolino 3 metri e un bronzo dal metro. Ma è anche l’anno del debutto assoluto: convocata dal direttore tecnico Oscar Bertone per gli Europei di Roma, in scena al Foro Italico, chiude decima nella finale del trampolino 3 metri con 291,15 punti. Un piazzamento che, per una diciassettenne alla sua prima finale continentale tra le “grandi”, vale già una piccola vittoria personale.

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2023: doppietta d’oro giovanile e il trasferimento a Roma

Ai Campionati europei giovanili di Fiume, categoria A, Elisa Pizzini si ripete e migliora: oro nel trampolino 1 metro, oro nel trampolino 3 metri, argento nel sincro 3 metri. È l’anno della svolta anche fuori dall’acqua: la tuffatrice si trasferisce a Roma per allenarsi al Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” sotto la guida di Benedetta Molaioli, tecnico che seguirà anche Giovanni Tocci e Lorenzo Marsaglia. Il 19 dicembre 2023 arriva anche l’arruolamento nel Gruppo Sportivo Fiamme Gialle.

2024: la stagione del consolidamento

Il 2024 non porta grandi appuntamenti internazionali per Pizzini, ma è un anno importante di assestamento tecnico nel nuovo ambiente romano. Agli Assoluti Open di Torino, in aprile, vince il titolo italiano dai tre metri con 288,15 punti, un punteggio che all’epoca rappresenta il suo record personale, superando Matilde Borello e Giorgia De Sanctis. È il segnale di una tuffatrice che sta acquisendo margini di continuità.

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2025: l’anno del salto di qualità

Il 2025 è la stagione che consacra Pizzini a livello assoluto. Tutto inizia a febbraio, agli Assoluti Invernali di Bergamo, dove domina il trampolino 3 metri con 267,40 punti. A marzo, al Grand Prix Diving Meeting di Bolzano, arriva un argento individuale dai tre metri, battuta solo dalla campionessa europea in carica, la svizzera Michelle Heimberg. Il momento chiave però è maggio, agli Europei di Antalya, in Turchia: prima gara continentale in coppia con Chiara Pellacani, con cui forma da poco la nuova coppia di sincro voluta dal direttore tecnico Oscar Bertone in ottica Los Angeles 2028. Il duo sfiora il podio, chiudendo quarto (263,70) a poco più di un punto dal bronzo britannico; nell’individuale dai tre metri Pizzini è settima (291,65), dopo essere stata anche terza a metà gara. Il vero debutto assoluto arriva tra luglio e agosto, ai Mondiali di Singapore: prima presenza iridata in carriera. Nel sincro 3 metri con Pellacani, le azzurre centrano un quinto posto (279,27) dopo aver superato per la prima volta anche una fase eliminatoria più selettiva. Nell’individuale, Pizzini raggiunge la sua prima finale mondiale in carriera, chiudendo decima con 280,80 punti. Un traguardo che lei stessa, ai microfoni della federazione, descrive come una tappa attesa da tempo. Il sigillo arriva ad agosto, agli Assoluti estivi di Roma: doppietta, oro dai tre metri con 312,70 punti (nuovo primato personale) e oro dal metro con 248,30. Chiude l’anno il successo nel trampolino 1 metro al Trofeo di Natale di Trieste.

2026: record personale e crescita internazionale

L’anno in corso si apre con una doppietta agli Assoluti Invernali di Bolzano, tra trampolino 1 e 3 metri. A fine febbraio, alla prima tappa della Coppa del Mondo di Montreal, arriva invece una battuta d’arresto: eliminazione in eliminatoria dai tre metri individuali (25ª con 230,25) e un ottavo posto nel Team Event misto insieme a Sarah Jodoin di Maria, Simone Conte e Riccardo Giovannini, comunque sufficiente per qualificare la squadra azzurra alla Super Final di Pechino. La reazione arriva agli Assoluti Indoor di Torino, fine aprile: nella gara individuale dai tre metri Pizzini firma la sorpresa della manifestazione, battendo la favoritissima Chiara Pellacani con il nuovo record personale di 320,20 punti, decisivo l’ultimo tuffo, un doppio e mezzo rovesciato carpiato da 70,50. Il giorno successivo arriva l’argento dal metro, alle spalle della sola Pellacani, mentre nella prova a coppie le due azzurre dominano senza rivali, laureandosi campionesse italiane di sincro 3 metri. L’ultimo test in ordine di tempo è stato il 48° Bolzano Diving Meeting, andato in scena dal 3 al 5 luglio scorsi: argento in sincro con Pellacani (265,80, alle spalle delle canadesi Erlam-Vallée) e bronzo individuale dal trampolino 1 metro (238,70). Una prestazione a due velocità, con qualche imprecisione nell’individuale 3 metri (eliminata in batteria) ma solidità nelle altre due gare, in perfetta linea con il percorso di crescita degli ultimi due anni.

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Il sincro con Chiara Pellacani: le eredi di Cagnotto-Dallapè

Da inizio 2025 Elisa Pizzini forma con Chiara Pellacani, quattro volte iridata e vicecampionessa olimpica a Parigi 2024, la coppia di sincro dal trampolino 3 metri su cui la Federazione punta per il futuro, tanto da essere già accostata, per continuità generazionale, alla storica coppia formata da Tania Cagnotto e Francesca Dallapè. Le due si allenano a distanza – Pellacani divide gli impegni tra Roma e l’Università di Miami – coordinandosi a distanza e ritrovandosi solo in occasione dei raduni e delle gare. Pizzini ha raccontato più volte la sintonia umana con la compagna e la reciproca fiducia costruita nonostante la distanza geografica. Tecnicamente, la tuffatrice veneta si distingue per i tuffi all’indietro e in rotazione rovesciata: il suo preferito è il doppio e mezzo rovesciato carpiato dal trampolino 3 metri, imparato da adolescente e perfezionato in tre-quattro anni di lavoro.

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Vita, curiosità e percorso fuori dall’acqua

Pizzini ha più volte raccontato di non essere una nuotatrice nel senso classico del termine: in vasca sa galleggiare ma non padroneggia gli stili, e ha ammesso di avere un certo timore per i tuffi dalle grandi altezze o dagli scogli, disciplina che pure segue con interesse guardando le compagne di Nazionale cimentarsi nella specialità del high diving. La sua atleta di riferimento, dichiarata più volte, è Tania Cagnotto, ultima grande protagonista italiana del trampolino prima dell’attuale generazione. Continua a seguire con affetto anche la ginnastica artistica, sport della sua infanzia, mantenendo i contatti con alcune ex compagne di allenamento oggi in Nazionale. Non risultano, a oggi, infortuni di rilievo nella sua carriera: solo, come raccontato dalla stessa atleta, qualche difficoltà fisica di inizio stagione, superata con il lavoro quotidiano al fianco di Benedetta Molaioli.

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Prospettive future e obiettivi

L’appuntamento che chiuderà simbolicamente questa fase della carriera di Pizzini sono i Campionati Europei di Parigi (Saint-Denis), in programma dal 30 luglio al 6 agosto 2026, per i quali la tuffatrice veronese è già stata convocata. Prima di allora, l’azzurra affronterà i Campionati Assoluti estivi, nella Capitale, dal 24 al 26 luglio, ultimo vero banco di prova selettivo. Sullo sfondo resta l’obiettivo dichiarato dal movimento azzurro dei tuffi: consolidare, insieme a Pellacani, la coppia di sincro in vista del nuovo sistema di qualificazione per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028, approvato da World Aquatics in accordo con il Comitato Olimpico Internazionale. Per Pizzini, i prossimi passi tecnici riguardano soprattutto l’innalzamento dei coefficienti di difficoltà nell’individuale 3 metri e una maggiore continuità di rendimento tra eliminatoria e finale, aspetto su cui lei stessa ha ammesso di dover ancora lavorare.

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In conclusione

Da bambina che si arrampicava sulle parallele a tuffatrice capace di guardare negli occhi altre atlete veterane e batterle su un trampolino da tre metri: il percorso di Elisa Pizzini è quello di un’atleta che ha scelto la pazienza come metodo, costruendo un curriculum internazionale mattone dopo mattone, senza scorciatoie. Resta un margine di miglioramento evidente, soprattutto nella capacità di ripetere le proprie prestazioni migliori nei momenti che contano davvero. Ma la strada tracciata, tra un record personale che continua a salire e una coppia di sincro che promette bene, sembra quella giusta per arrivare pronta all’appuntamento più importante: Los Angeles 2028.

* In copertina e nell’articolo Elisa Pizzini (Foto di Andrea Masini/DBM)