La quinta tappa della Diamond League a Stoccolma regala colpi di scena clamorosi: il re dell’asta cade per la prima volta dopo 40 vittorie consecutive, la svizzera vola a 1:53.98. Iapichino seconda per un centimetro
Lo stadio Olimpico di Stoccolma si aspettava un trionfo del figlio prediletto. Ha assistito, invece, a una delle giornate più sorprendenti della stagione. Il Bauhaus-Galan 2026, quinta tappa della Wanda Diamond League, ha consegnato due immagini difficili da dimenticare: Armand “Mondo” Duplantis sconfitto nel salto con l’asta dopo 40 vittorie consecutive, e la svizzera Audrey Werro che ha percorso gli 800 metri femminili in 1:53.98, nuovo record della Diamond League, record del meeting e record nazionale svizzero, diventando la terza atleta di sempre sotto l’1:54. Due storie che da sole valgono il prezzo del biglietto.
La caduta del re
Un errore già a 5.60 per Duplantis, misura insolita per lui, aveva fatto presagire una giornata complicata. Ma la gara ha preso una piega ancora più sorprendente: il campo si è progressivamente rarefatto, con Baptiste Thiery, Menno Vloon e Zachery Bradford tutti eliminati a 5.90, dove anche Kurtis Marschall aveva bisogno del terzo tentativo per passare. Duplantis ha superato i 5.80 e poi ha deciso di tentare i 6.05 direttamente, mancando due volte la misura e uscendo di scena in modo clamoroso. Marschall, dopo aver superato i 6.00, ha rinunciato alla terza prova accontentandosi di quella storica vittoria. Per lo svedese, una sconfitta che interrompe una striscia di 20 successi consecutivi in Diamond League – e 40 in totale – proprio davanti al suo pubblico.
Werro, storia pura
Se la caduta di Duplantis ha tolto il respiro agli spalti, la gara degli 800 femminili li ha subito restituiti. La svizzera Audrey Werro si è imposta in 1:53.98, davanti alla campionessa olimpica Keely Hodgkinson, seconda in 1:54.33. Per Werro si tratta di miglior prestazione mondiale dell’anno, record della Diamond League e record del meeting, oltre al primato personale. Con quel tempo diventa la terza donna di sempre sotto l’1:54, alle spalle di Jarmila Kratochvílová (1:53.28) e Nadezhda Olizarenko (1:53.43). Il risultato è reso ancora più notevole dal fatto che Hodgkinson, seconda, ha corso in 1:54.33: un crono che in qualsiasi altra circostanza avrebbe vinto praticamente qualsiasi gara della storia.
Gli azzurri: Iapichino a un centimetro, Dosso non incide
La delegazione italiana era composta da quattro atlete: Larissa Iapichino nel salto in lungo, Zaynab Dosso nei 100 metri, Ludovica Cavalli e Gaia Sabbatini nei 1500 metri, prova quest’ultima fuori dal programma Diamond League. Nel salto in lungo, Iapichino ha concluso seconda con 6,84 metri – seppur con vento leggermente oltre il limite (+2.1 m/s) – sfiorando la vittoria contro la francese Hilary Kpatcha, che al terzo turno ha saltato 6,85 con vento di +2.4. Un centimetro di differenza, e il rammarico di una vittoria sfiorata. L’azzurra ha poi aggiunto un 6,78 regolare (+0.1) e si è dimostrata in crescita rispetto all’esordio outdoor di maggio in Cina, dove aveva chiuso quinta con 6,69 a Keqiao.
Nei 100 metri, Zaynab Dosso ha terminato quinta in 11.22, uscendo bene dai blocchi ma perdendo progressivamente terreno negli ultimi 40 metri rispetto alle avversarie. Ha vinto Melissa Jefferson-Wooden, alla sua quarta vittoria consecutiva in Diamond League nella specialità, in 10.84 (+0.8); seconda la britannica Amy Hunt in 10.97, primo sub-11″ in carriera per lei, terza la lussemburghese Patrizia van der Weken in 11.05. Nei 1500 femminili, Ludovica Cavalli ha chiuso ottava in 4:05.15, a oltre tre secondi dal primato stagionale fatto registrare tre giorni prima al Golden Gala di Roma, mentre Gaia Sabbatini ha concluso nona in 4:05.55, migliorando il proprio stagionale. Ha vinto l’etiope Birke Haylom in 4:00.68.
Il resto del programma
Negli 800 maschili, la sorpresa è arrivata dallo statunitense Cooper Lutkenhaus, appena 17 anni, che ha vinto all’esordio assoluto in Diamond League in 1:42.70, battendo il canadese Marco Arop (1:43.11) con un allungo nell’ultimo rettilineo. In totale sono stati sei gli atleti a scendere sotto l’1:44. Nei 400 metri, ha vinto il sudafricano Zakithi Nene in 44.48, precedendo lo statunitense Jacory Patterson (44.69) e il trinidadiano Jereem Richards (44.87). L’assenza dell’ultimo momento di Matthew Hudson-Smith aveva privato la gara di uno dei favoriti principali. Nei 200 maschili, Kenneth Bednarek ha centrato la dodicesima vittoria in carriera in Diamond League con 19.87 (+1.0), davanti al sudafricano Sinesipho Dambile (20.10) e al connazionale Courtney Lindsey (20.24). Nei lanci, Valarie Sion Allman ha proseguito la sua striscia positiva nel disco femminile con 68.60, mentre Jessica Schilder ha stabilito il nuovo record del meeting nel getto del peso con 20.89, unica atleta a superare i 20 metri.
Daniel Ståhl ha ridato un po’ di orgoglio allo stadio vincendo il disco maschile con il primato stagionale di 69.60. Nei 3000 siepi femminili, la tunisina Marwa Bouzayani si è imposta in 8:59.28, migliorando il precedente record del meeting che resisteva dal 2021. Nei siepi maschili, Soufiane El Bakkali ha conquistato la ventunesima vittoria in carriera in Diamond League vincendo in 8:10.40. Chiusura affidata ai 1500 maschili, dove lo statunitense Yared Nuguse ha prevalso in 3:30.11 sul giovane australiano Cameron Myers (3:30.32).
Verso Oslo
Il circuito Diamond League si sposta già mercoledì 10 giugno a Oslo, per i Bislett Games, altra tappa europea dal grande fascino storico. Il Bauhaus-Galan 2026 lascia in eredità un’edizione da manuale: record, rovesciamenti gerarchici e qualche rimpianto azzurro che sa ancora di buono, nonostante tutto. Duplantis rialzerà la testa, quasi certamente. Ma Stoccolma, almeno per un pomeriggio, ha trovato un altro re.
* In copertina Iapichino (Foto di Grana/FIDAL/Archivio)

