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Chi è Sara Curtis: età, record, carriera e futuro della nuova stella del nuoto italiano

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La piemontese classe 2006 ha conquistato quattro titoli agli Assoluti 2026 di Riccione e vuole essere la protagonista del nuoto alle Olimpiadi di Los Angeles 2028

Quattro titoli italiani, due record nazionali e il miglior tempo europeo stagionale nei 50 stile libero. Quando lo Stadio del Nuoto di Riccione si è spento sugli Assoluti Unipol di aprile 2026, Sara Curtis aveva già scritto un nuovo capitolo della sua storia. E la storia del nuoto italiano.

Le origini: Savigliano, una famiglia di sport e l’acqua come destino

Sara Curtis nasce il 19 agosto 2006 a Savigliano, comune piemontese in provincia di Cuneo. La sua è una famiglia con lo sport nel sangue: il padre Vincenzo è un ex ciclista, la madre Helen – nigeriana – praticava atletica leggera nel suo paese d’origine. Il fratello Andrea e i nonni Paride e Liliana completano un nucleo familiare che da sempre ha creduto nel talento di Sara. “Farai le Olimpiadi”, le ripetevano i nonni da bambina. Avevano ragione. In acqua ci entra a due anni e mezzo, per volontà dei genitori convinti che il nuoto fosse uno sport completo e salutare. La reazione della piccola Sara non lascia dubbi: mentre gli altri bimbi piangono al primo contatto con la vasca, lei ride. Inizia l’agonismo a sei anni, tesserata con il Centro Sportivo Roero di Savigliano. Da allora, il suo tecnico è Thomas Maggiora: un rapporto professionale – e umano – che dura tuttora, da quasi quattordici anni.

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Gli esordi giovanili: una collezione di ori tra Europa e mondo

Sara Curtis impara presto che le gare di velocità sono il suo territorio. Stile libero e dorso nelle distanze brevi – 50 e 100 metri – diventano la sua firma. Fisica da sprinter: 179 cm, potenza esplosiva, partenza reattiva, fase subacquea curata e una progressione tecnica costante. Non ancora sedicenne, nel 2022 approda al palcoscenico internazionale con la Nazionale Juniores e non delude. Agli Europei giovanili di Otopeni conquista l’oro nella staffetta 4×100 stile libero e due bronzi. Poche settimane dopo, ai Mondiali giovanili di Lima, colleziona argento nei 50 stile libero, argento in staffetta e bronzo nei 50 dorso: quattro medaglie alla prima rassegna iridata. Nel 2023 la conferma. Agli Europei juniores di Belgrado arriva il primo titolo individuale – oro nei 50 stile libero – con l’aggiunta di due ori in staffetta e due argenti. Il bottino, a fine stagione, conta già cinque medaglie mondiali e quindici europee, dieci delle quali d’oro. Numeri da campionessa matura, per un’atleta che ancora frequenta l’istituto tecnico economico a Savigliano. L’apice giovanile arriva nell’estate del 2024 a Vilnius, agli Europei juniores: sei ori in una settimana, tra cui i titoli individuali nei 50 stile libero, 100 stile libero e 50 dorso. Un’autentica cavalcata che prelude all’olimpiade.

Il salto tra i grandi: da Otopeni a Parigi 2024

Il debutto nella Nazionale senior avviene nel dicembre 2023 agli Europei in vasca corta di Otopeni, Romania. La giovanissima saviglianese sale già sul podio: due argenti in staffetta, nella 4×50 stile libero e nella 4×50 stile libero mista. È il segnale che il gradino tra juniores e senior non la spaventa. L’8 marzo 2024, agli Assoluti primaverili di Riccione, arriva la svolta che cambia tutto. In batteria nei 50 stile libero segna 24″56: nuovo record italiano assoluto e nuovo primato europeo juniores. È anche il tempo che le vale il pass olimpico. Ad aprile, sempre a Riccione, fissa in 26″08 il record mondiale juniores nei 50 dorso in vasca corta. A Parigi 2024 Sara Curtis è la nuotatrice italiana più giovane dei Giochi. Gareggia nei 50 stile libero – eliminata in semifinale, 14ª overall – e nella staffetta 4×100 stile libero, dove l’Italia chiude all’ottavo posto in finale. Un’esperienza formativa preziosa, non un traguardo. Per i Giochi la corsa vera, quella che conta, è fissata per Los Angeles 2028.

 

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2025: l’anno della consacrazione totale

Il 2025 è l’anno che entra nei libri di storia del nuoto italiano. Il 15 aprile, agli Assoluti primaverili di Riccione, Sara Curtis nuota i 100 stile libero in 53″01: abbatte il record nazionale che apparteneva a Federica Pellegrini dal 2016 – 53″18. Nove anni di attesa, un centesimo di secondo alla volta, finiti in una sola vasca. Il giorno dopo migliora per due volte il proprio primato nei 50 stile libero, portandolo a 24″52 in batteria e a 24″43 in finale. “Battere il record di Federica Pellegrini è stato bellissimo, ancora devo realizzarlo. È il sogno di chiunque faccia nuoto in Italia” dirà con semplicità. Pellegrini la omaggia sui social: “Vedere il nuoto femminile dello stile libero veloce viaggiare così alto è veramente bellissimo. Brave ragazze!”. In estate, ai Mondiali di Singapore, Curtis entra definitivamente nella storia: è la prima nuotatrice italiana a raggiungere una finale mondiale nei 100 stile libero. Chiude ottava con onore, davanti a lei c’è l’élite planetaria. Il 2 agosto migliora ancora il record italiano nei 50 stile libero, portandolo a 24″41 nelle batterie. A dicembre, agli Europei in vasca corta di Lublino, è protagonista assoluta: conquista tre medaglie in staffetta – due ori, tra cui uno nella 4×50 stile libero mista con record del mondo – più un bronzo individuale nei 100 stile libero dopo aver abbattuto il muro dei 52 secondi con 51″29, e l’oro nei 50 dorso in 25″49, nuovo record europeo.

Riccione 2026: lo show continua

Gli Assoluti Unipol di Riccione dell’aprile 2026 – disputati dal 14 al 18 aprile – consegnano un’altra settimana da favola. Sara Curtis domina con quattro titoli nazionali consecutivi. Prima il record italiano nei 50 dorso (27″33), poi il successo nei 100 stile libero, dopo il clamoroso primato nazionale nei 50 stile libero: 24″29 nelle batterie del mattino, quarto crono mondiale stagionale a soli 9 centesimi dalla leader mondiale Kate Douglass (24″20) e miglior tempo europeo stagionale. In finale, nonostante un tuffo imperfetto, chiude in 24″31 e si aggiudica comunque il titolo. Il quarto oro arriva nei 50 farfalla, con il personale di 25″89 che la porta al terzo posto all-time in Italia nella specialità. Quattro ori in cinque giorni, due record nazionali, qualificazione agli Europei di Parigi con la migliore prestazione europea stagionale. A 19 anni appena compiuti.

Caratteristiche tecniche: una sprinter completa

Curtis è prima di tutto una velocista di stile libero. Il segreto della sua esplosività sta in una combinazione di doti fisiche – il fisico alto e longilineo – e tecnica raffinata: reazione alla partenza velocissima, scivolata subacquea tra le più efficaci del circuito, bracciata ampia e potente. La sua versatilità è rara: eccelle nel dorso con tempi da record mondiale juniores, e come dimostrano i 50 farfalla del 2026 sa muoversi con efficacia anche fuori dal suo stile principale. Da agosto 2025 si allena all’Università della Virginia sotto la guida di Todd DeSorbo, uno dei tecnici più ricercati al mondo, che ha già plasmato campionesse come Kate Douglass e Gretchen Walsh. Il salto di qualità tecnica e atletico che ne deriverà è uno degli elementi più attesi dagli osservatori.

Vita fuori dalla vasca e un futuro da disegnare

Sara Curtis ama le treccine – gliele fa la mamma e la zia, un legame con le origini africane – il rap americano, i gialli e le poesie. Pensa di studiare psicologia. Al suo fianco c’è il fidanzato Andrea Pusceddu, nuotatore sardo e delfinista di un anno più grande. Prima di ogni gara il suo allenatore Maggiora tiene tra le mani un ciondolo africano: un rito scaramantico che racconta radici e sentimento. Sul paragone con Federica Pellegrini, Curtis è lucida: “Fede è sempre un’ispirazione per noi giovani, ma siamo molto diverse. L’atleta a cui mi ispiro è Simone Biles”. Lo stesso marito di Pellegrini, Matteo Giunta, ha chiarito il punto: “Con Sara ha poche similitudini. Il record dei 100 ha enfatizzato tutto. I paragoni non hanno senso”. Il punto non è essere la nuova Pellegrini: è diventare pienamente Sara Curtis. L’obiettivo dichiarato sono le Olimpiadi di Los Angeles 2028. A 21 anni, con tre anni di preparazione in Virginia e un bagaglio internazionale già enorme, si presenterà al nastro di partenza californiano nel pieno della maturità atletica. Nei 50 stile libero, specialità non olimpica, sarà tra le candidate al podio mondiale già nelle prossime stagioni; nei 100, con la traiettoria di miglioramento attuale, la quota 52″ in vasca lunga – già abbattuta in vasca corta – non sembra più un’utopia. Fin dove può arrivare? La risposta, per ora, la conosce solo l’acqua.

* In copertina Sara Curtis (Foto di La Presse)