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Basket Serie A1 femminile, Venezia espugna Schio: 60-71 in gara 1, match point scudetto al Taliercio

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Mariella Santucci trascina le orogranata con 16 punti. Solo 21 punti concessi nel secondo tempo: la difesa di Mazzon è il segreto del colpo esterno

C’è una partita che vale una stagione, e l’Umana Reyer Venezia lo sa bene. Lunedì 20 aprile, al PalaRomare di Schio sold out e avvolto in un clima da grande evento, le orogranata di coach Andrea Mazzon hanno compiuto l’impresa che tutti si aspettavano fosse difficilissima: espugnare il campo del Famila Wuber, imbattuto in casa per tutta la stagione regolare, e portarsi in vantaggio nella finale scudetto con un netto 71-60. Una vittoria costruita con pazienza nel primo tempo e consumata con autorità nella ripresa, attraverso una muraglia difensiva che ha ridotto le campionesse d’Italia a soli 21 punti negli ultimi due quarti. Giovedì 23 aprile, al Taliercio di Mestre, Venezia avrà il suo primo match point.

 

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Primo tempo: equilibrio e un episodio da decifrare

Davanti a un palazzetto esaurito, che prima del via ha tributato un commosso saluto a Giorgia Sottana in quello che potrebbe essere il suo ultimo atto in maglia arancione, la gara parte con i ritmi contratti tipici delle finali. L’avvio è un duello tattico: Conde risponde a Dojkic, Pan e Charles gestiscono le fiammate veneziane, e al termine del primo quarto il tabellone segna 18-19 per le ospiti. Nel secondo periodo è Schio a prendere il controllo. Le orange alzano la qualità difensiva, Zandalasini accende le mani e piazza due triple in rapida successione, Sottana aggiunge sostanza e fisicità: il Famila tocca il +7 (33-26) e sembra avere in mano le chiavi del match. Poi succede qualcosa che influenzerà l’intera serata: un canestro di Kaila Charles sulla sirena del secondo quarto viene inizialmente non convalidato per un guasto tecnico al sistema di revisione, ma la terna arbitrale, dopo aver esaminato le immagini, lo assegna al rientro in campo. Il 39-33 diventa così 39-35: due punti che cambiano, almeno psicologicamente, l’inerzia della partita.

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Secondo tempo: la Reyer alza il muro

Le orogranata rientrano dagli spogliatoi con tutt’altro piglio. In meno di due minuti e mezzo, Cubaj e Santucci ribaltano il punteggio sul 41-43 con una serie di triple. Da quel momento Schio subisce una lenta asfissia: la difesa veneziana, impostata con grande intelligenza da Mazzon, chiude ogni linea di passaggio e si appropria di ogni rimbalzo disponibile. Il Famila segna appena 8 punti nel terzo quarto, mentre Dojkic e Charles firmano il 43-49 che porta Venezia all’intervallo sul 47-55. Nell’ultimo quarto la musica non cambia. Schio prova a suonare la carica con Sottana e Shepard, ma la difesa a zona imposta dal tecnico greco Dikaioulakos viene sistematicamente smontata dalle triple di Francesca Pan, che in una serata già speciale – ha segnato i suoi 1000 canestri in Serie A1 – spedisce il pallone oltre l’arco per il 57-70 a due minuti dalla fine. L’unica nota stonata arriva nell’ultimo minuto: la capitana veneziana esce per un problema alla caviglia sinistra, lasciando lo staff medico orogranata con un’incognita da risolvere entro giovedì.

Statistiche e protagoniste

Il tabellino racconta la partita ma non cattura il suo significato più profondo. Venezia ha vinto la battaglia dei rimbalzi con un eloquente 44 contro 36, con addirittura 19 catturati in attacco. Nove palle recuperate, 21 punti in contropiede contro i 13 di Schio: numeri che traducono in cifre una superiorità atletica e difensiva costruita in settimane di lavoro. Mariella Santucci è stata la grande protagonista della serata: 16 punti (5/10 dal campo, 3/6 da tre), 6 rimbalzi, 3 assist, 2 palle recuperate in poco meno di 26 minuti. MVP indiscussa, capace di punire ogni rotazione tardiva e di trovare dall’arco la tripla del +13 che ha di fatto scritto il finale. Kaila Charles ha sfiorato la doppia doppia con 13 punti e 9 rimbalzi, mentre Ivana Dojkic – scesa in campo nonostante un problema fisico accusato nel prepartita – ha contribuito con 11 punti di sostanza. Francesca Pan ha chiuso a quota 10 con due triple decisive. Per Schio, Sottana ha lottato fino all’ultimo con 12 punti, Zandalasini e Conde si sono fermate a 10 ciascuna. Il dato più pesante, però, porta il nome di Jessica Shepard: la lunga americana, dominante per tutta la stagione, ha chiuso con soli 6 punti e 8 rimbalzi, neutralizzata dall’arcigna marcatura di Lorela Cubaj che ha trasformato la sua serata in un calvario difensivo.

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Le voci dal campo

È stata una battaglia, come ci aspettavamo, forse anche qualcosa in più rispetto alle precedenti partite giocate contro di loro”, ha detto Mariella Santucci nel post-partita. “Nel secondo tempo abbiamo alzato il livello difensivo e trovato percentuali migliori in attacco. Siamo state brave a restare lì anche nei momenti di difficoltà. Sapevamo che i rimbalzi sarebbero stati un fattore, soprattutto dopo Saragozza”. Coach Andrea Mazzon ha inquadrato la vittoria in un percorso di crescita: “Abbiamo vinto tre partite di fila e sistemato alcune cose rispetto alla regular season. Questo ci sta dando maggiore consapevolezza e più determinazione. Abbiamo fatto un lavoro fenomenale per verticalità e attenzione difensiva, ostacolando i tiri senza commettere falli inutili. Concedere solo quattro tiri liberi a una squadra di questo livello è un dato molto importante. Santucci merita l’MVP della serata, ma faccio i complimenti anche a Dojkic che stava male prima di giocare”. Più amaro il commento di Georgios Dikaioulakos: “In allenamento abbiamo lavorato su tutta una serie di aspetti che questa sera non abbiamo mai messo in pratica, tranne nel secondo quarto che infatti abbiamo vinto. Mi dispiace molto per i tifosi che ci hanno sempre sostenuto”.

Verso gara 2: giovedì al Taliercio

La serie si sposta ora a Mestre, dove giovedì 23 aprile alle 20:15 il Taliercio si vestirà da grande occasione. Venezia ha il vantaggio di giocare davanti al proprio pubblico con un match point a disposizione: chiudere la finale in gara 2 è l’obiettivo dichiarato, ma il precedente di aprile insegna che nulla è scontato contro una squadra come Schio. Le variabili non mancano. Le condizioni di Francesca Pan sono da monitorare con attenzione: la capitana orogranata è uscita per un problema alla caviglia e il suo apporto, sia tecnico che di leadership, potrebbe essere determinante. Dall’altra parte, il Famila Wuber ha le armi per reagire: Zandalasini in forma, una panchina profonda e la consapevolezza che una finale si può ribaltare in una singola partita. Quel che è certo è che il basket femminile italiano torna al centro della scena, con due squadre che si conoscono a memoria – questo è il settimo confronto stagionale – e che si giocano tutto in una serie breve, spietata, senza margini di errore. L’Umana Reyer ha già mosso il primo passo. Il secondo, quello decisivo, attende giovedì.

* In copertina e nell’articolo Famila Schio-Reyer Venezia (Foto di Lega Basket Femminile)