Dallo straordinario esordio giovanile agli Europei U20 di Tampere: la storia di Alice Pagliarini, uno dei volti nuovi della velocità italiana
Con i capelli mossi al vento e lo sguardo concentrato sulla corsia, Alice Pagliarini è diventata uno dei volti più promettenti della velocità italiana. A soli vent’anni, la marchigiana, nata a Fano il 1° marzo 2006, ha già accumulato un palmares che molti atleti raggiungono solo a fine carriera: medaglie continentali, record nazionali di categoria, convocazioni in nazionale assoluta. Eppure, il capitolo più affascinante della sua storia è ancora da scrivere. Cresciuta a pochi passi dalla pista di casa, circondata dal DNA dell’atletica, Alice appartiene a quella rara categoria di atleti che vivono lo sport non come imposizione, ma come naturale continuazione della propria storia familiare. Suo padre Andrea Pagliarini è allenatore olimpico e paralimpico, tecnico che ha saputo modellare il talento grezzo della figlia con la pazienza di chi conosce ogni dettaglio del mestiere. Sua madre, Mita Delia, è stata a sua volta una velocista di qualità. Suo fratello Francesco gareggia nella stessa disciplina, rappresentando l’Italia nelle categorie giovanili. Non è casualità che nella lista dei convocati internazionali compaiano due nomi Pagliarini; è piuttosto il frutto naturale di una dedizione multigenerazionale allo sport.
Gli inizi: anni 2012-2019
Alice inizia a praticare atletica leggera nel 2012 presso il gruppo sportivo delle Fiamme Gialle G. Simoni di Roma, ma è solo nel 2019 che il progetto atletico entra in una nuova dimensione: Pagliarini, infatti, si trasferisce ad allenarsi a Fano, presso l’Atletica Fano Techfem, creando così le condizioni ideali per uno sviluppo progressivo e naturale. Non accelerazioni forzate, ma costruzione metodica. Il padre-coach Andrea, fedele al suo approccio, aumenta i carichi di lavoro in modo graduale, ascoltando il corpo dell’atleta e adattando il programma alle sue reazioni.
L’irruzione giovanile: 2020-2022
Nel 2020, primo anno da cadetta, Alice firma la miglior prestazione italiana della categoria nei 60 metri indoor con 7″62, risultato che già traccia il profilo di una velocista di livello superiore. L’anno seguente arriva il salto qualitativo: rompe il record italiano U16 negli 80 metri con due progressioni successive (9″71 a Modena, poi 9″65 a Recanati), segnale inequivocabile che il talento sta cristallizzandosi in misure concrete. Il 2022 rappresenta l’anno del debutto internazionale. Ad appena sedici anni, Alice Pagliarini si presenta agli Europei Under 18 di Gerusalemme dove conclude quinta nei 100 metri con 11″64, migliorando il personale di quindici centesimi e diventando la seconda allieva italiana di sempre nella specialità, al pari di Ludovica Galuppi. Nella stessa competizione, conquista l’argento nella staffetta svedese (100+200+300+400). Tre settimane dopo, al Festival Olimpico della Gioventù Europea di Banska Bystrica, la marchigiana non si ferma: vince l’oro nei 100 metri in 11″69 con vento favorevole, dominando la gara e confermando il ruolo di candidata al trono della velocità giovanile europea. Nella staffetta svedese della medesima manifestazione, arriva un secondo titolo continentale, ancora d’oro. Il biglietto da visita di un’atleta che non sbaglia nulla.
2023: la continuità e gli EYOF di Maribor
L’anno successivo consolida quanto di buono costruito. Nei 60 metri indoor migliora il record italiano di categoria non una, ma due volte, scendendo a 7″38 e inserendosi stabilmente tra le velociste under 18 di punta nel panorama continentale. Agli EYOF di Maribor, questa volta nella categoria under 20, arriva con il nuovo status di favorita e raccoglie due argenti nelle medesime specialità dell’edizione slovacca precedente, migliorando inoltre il record nazionale nella staffetta svedese. Nel corso dello stesso anno, pur essendo ancora under 18, partecipa agli Europei Under 20 di Gerusalemme raggiungendo la semifinale nei 100 metri. È il segnale che il salto di categoria sta avvenendo in modo fluido. Nei 100 metri outdoor arriva a 11″57 da allieva, tempo che la posiziona stabilmente in una fascia di eccellenza continentale.
2024: altre vittorie e l’infortunio
Nel febbraio 2024 partecipa ai Campionati italiani juniores indoor e conquista il titolo nei 60 metri in 7″37, vicinissima al personale (7″36), siglato due settimane prima. Vince anche nei 200 metri con 24″10 (vicina al personale di 24″02). Tuttavia, ben presto il 2024 segnerà una frattura nel suo percorso. A Formia, durante un allenamento con la staffetta, infatti, Alice subisce la lesione del legamento crociato posteriore del ginocchio sinistro, infortunio che la allontana dalle competizioni per l’intera stagione estiva (ad eccezione dei Campionati Italiani di Rieti, dove ha voluto gareggiare con un paio di allenamenti alle spalle e ha firmato comunque un dignitoso 11″98, sesto posto finale). È un momento difficile, ma che insegna pazienza e resilienza. Come ricorda lei stessa in una successiva intervista, non ci sono scorciatoie nel recupero: “Sono sempre cresciuta in modo graduale, il mio allenatore tiene ad aumentare il carico in base a come reagisco”.
2025: il ritorno e il rilancio internazionale
Dopo un periodo di paziente riabilitazione, Alice torna in gara nel 2025 da donna guarita e con la consapevolezza di una struttura atomica perfezionata. Ai campionati italiani juniores indoor conquista la medaglia d’oro nei 60 metri in 7″40, sesto posto invece ai campionati assoluti indoor (sempre nei 60 metri) in 7″38. Nel frattempo, scende nei 100 metri a 11″47, risultato che le consente di operare il salto tanto atteso verso la nazionale assoluta. A maggio arriva la storica World Relays di Guangzhou, in Cina: Alice Pagliarini compie il suo debutto in maglia azzurra assoluta, correndo la prima frazione della staffetta 4×100 mista, la disciplina olimpica che debutterà a Los Angeles 2028. Insieme a Gaya Bertello, Andrea Federici e Samuele Ceccarelli, fornisce una prova di squilibrio nelle gerarchie europee, qualificandosi per le finali e scrivendo una pagina di storia: per la prima volta l’Italia testa questa formula con risultati di alto livello. L’estate porta con sé i Campionati Europei Under 20 di Tampere, in Finlandia, agosto 2025. Nei 100 metri sfiora clamorosamente il podio, fermandosi in quarta posizione con 11″54, a un solo centesimo dal bronzo. Non è medaglia, eppure il risultato testimonia la forma crescente dopo il ritorno. Tre giorni dopo, nella staffetta 4×100 femminile, arriva il risultato che completa il quadro: oro con il tempo di 43″72, realizzato insieme a Elisa Valensin, Margherita Castellani e Kelly Doualla. È il primo titolo assoluto europeo U20 nella storia della specialità per l’Italia, nuovo record nazionale di categoria. Nei mesi precedenti Tampere, a Fiorano Modenese, Alice firma il suo personale assoluto nei 200 metri: 23″46, tempo che la posiziona quarta nella graduatoria italiana 2025 e la colloca tra le prospettive di crescita più interessanti nel mezzo giro di pista. Giugno la vede anche protagonista ai Campionati italiani juniores outdoor di Grosseto con due titoli tricolori: 100 metri in 11″66 e 200 metri in 23″77.
2026: il presente e quale orizzonte
L’apertura dell’anno solare 2026 la vede nuovamente competitiva e in ascesa. Nel mese di gennaio, corre i 60 metri indoor in 7″28, nuovo record personale e quarto crono under 23 italiano di sempre. Ai Campionati italiani promesse indoor di Ancona, vince il titolo italiano nei 60 metri con 7″30. Tuttavia, nel febbraio 2026, agli Assoluti Indoor, mentre corre i 60 metri, si ferma per una piccola lesione al bicipite femorale, infortunio di modeste proporzioni dal quale recupera rapidamente. A maggio, le World Relays di Gaborone in Botswana rappresentano il palcoscenico della maturazione. Due mesi dopo il suo ventesimo compleanno, Alice si afferma come elemento fondamentale della staffetta 4×100 femminile: nella qualificazione contribuisce al tempo di 42″94 che porta l’Italia ai Mondiali di Pechino 2027; nella finale ripete una prestazione d’eccellenza sul tempo di 42″61. Due corse significative che evidenziano come il divario rispetto alle élite mondiali si stia riducendo. Lo scorso 20 maggio, a Savona, Alice ha abbassato ad 11″46 il suo personale nei 100 metri. Prossimi obiettivi stagionali dichiarati sono i campionati italiani, gli Europei di Birmingham e i Giochi del Mediterraneo di Taranto. In generale, ad oggi, nel suo curriculum compaiono undici titoli nazionali: campionessa in più occasioni nei 60 metri cadetti, allieve e promesse; nei 200 metri indoor allieve e junior; nei 100 e 200 metri junior outdoor. La doppietta in numerose specialità la qualifica come atleta completa, a differenza di molte coetanee specializzate solo nel mezzo giro di pista.
La vita oltre la pista
Alice è diplomata al Liceo Artistico di Fermo, scuola che le ha permesso di coltivare interessi paralleli al mondo dello sport. Ama il disegno, il cinema e i fumetti. Nel settore delle staffette, rivela di possedere tempi di reazione caratteristicamente rapidi, attestati intorno ai 140-150 millesimi, dettaglio tecnico che la rende preziosa nei passaggi del testimone. Ha imparato a gestire l’emozione della corsa internazionale: “Non mi aspettavo di andare così forte dopo l’infortunio” ha dichiarato a proposito delle World Relays di Gaborone, mostrando l’umiltà di chi sa di avere ancora molto da imparare.
Il futuro prossimo
Gli obiettivi che ancora mancano sono quelli che caratterizzano la prossima fase della carriera: il salto verso i tempi da 11″30 nei 100 metri, il consolidamento nei 200 metri con possibile ingresso stabile sotto i 23 secondi, la conferma come elemento fisso della staffetta 4×100 assoluta. Le Olimpiadi di Los Angeles 2028 rappresentano il primo grande appuntamento dove l’esperienza accumulata potrebbe tradursi in risultati di risonanza internazionale. Il passaggio alla categoria assoluta comporterà il confronto con velociste di esperienza consolidata, un salto sempre complesso nel settore della velocità femminile italiana. Quello che emerge con chiarezza è che Alice Pagliarini non è una meteora destinata a brillare e spegnersi. È una costruzione metodica, il frutto di una sinergia tra talento innato, cultura familiare e lavoro sistematico. Il fatto di gareggiare per le Fiamme Gialle, gruppo sportivo di prestigio, e di essere seguita dal padre allenatore le conferisce una solidità strutturale rara. Le competizioni internazionali giovanili hanno già consegnato il verdetto: la velocista marchigiana ha i numeri, il carattere e la resilienza per approdare al livello senior con credibilità. Il capitolo successivo si scrive ora, giorno dopo giorno, su una pista che sa sempre più di casa.
* In copertina e nell’articolo Alice Pagliarini (Foto di Grana/FIDAL)






