Diaz, Fabbri e Sioli trascinano l’atletica italiana. Jacobs ritrova la velocità, Battocletti paga l’influenza. Succo fa la storia come più giovane azzurra in Diamond League
Quasi trentamila spettatori sugli spalti dell’Olimpico, il calore di una notte di inizio estate, e un’atletica italiana che, nel momento più visibile della stagione, non delude. La quarantaseiesima edizione del Golden Gala Pietro Mennea – quarta tappa della Diamond League 2026 – consegna all’Italia tre vittorie, un ritorno incoraggiante e un nome nuovo da segnare sul taccuino. Con qualche amaro in coda.
Tre ori azzurri, come a Firenze nel 2023
Allo Stadio Olimpico la serata si chiude con tre successi italiani: Leonardo Fabbri nel getto del peso con 22,14 m, Andy Diaz nel salto triplo con 17,59 m, e Matteo Sioli nel salto in alto con 2,28 m. Un bottino che eguaglia quello della storica edizione di Firenze nel 2023, quando a vincere furono gli stessi Fabbri e Diaz, insieme a Larissa Iapichino. Nel triplo, Andy Diaz firma il terzo sigillo al Golden Gala in carriera – traguardo che tra gli italiani aveva raggiunto soltanto Alessandro Lambruschini – conquistandosi la gara sin dai primi salti e migliorandosi progressivamente fino al 17,59 con vento contrario. Un esordio stagionale all’aperto di grande solidità per l’oro iridato indoor.
Nel peso, Leonardo Fabbri centra il quarto successo in un meeting della Diamond League. La misura di 22,14 m porta con sé anche la sua consueta autenticità: “Invece di stare sempre nel mood super serio, ogni tanto bisogna anche divertirsi. E a quanto pare ha funzionato”, ha dichiarato a gara conclusa. Fabbri è uno dei migliori al mondo nella specialità e Roma lo conferma. La gara più sorprendente è però quella del salto in alto. Matteo Sioli, campione europeo under 23, firma il primo successo italiano maschile nella storia del Golden Gala nella specialità, con 2,28 – seconda misura europea stagionale outdoor. Prima di lui, nell’alto femminile, erano riuscite nell’impresa Sara Simeoni nella prima edizione del 1980 e Antonietta Di Martino nel 2009. Una vittoria non scontata: Sioli supera 2,23 e 2,26 alla seconda prova, poi vola a 2,28 lasciando a cinque centimetri di distanza il messicano Erick Portillo e il giamaicano Romaine Beckford.
Jacobs: sotto i 10 secondi, dopo 22 mesi
La gara più attesa della serata, quella dei 100 metri, non delude. Noah Lyles vince in 9.88, davanti al camerunense Emmanuel Eseme – record nazionale per lui con 9.94 – e al botswano Letsile Tebogo, terzo in 9.95. Marcell Jacobs chiude quinto, ma il dato che conta è il 9.99. Era il 25 agosto 2024 l’ultima volta che l’azzurro era sceso sotto i dieci secondi, con 9.93 in Diamond League in Polonia. Ventidue mesi dopo, lo ritrova davanti al pubblico di casa. Non è la gara della consacrazione – la partenza non è perfetta, il ritmo arriva tardi – ma è un segnale concreto di un percorso di crescita. “Il 9.99 alla seconda gara mi dà tanta fiducia. Sono davvero contento, e farlo qui in casa lo rende ancora più speciale”, ha detto Jacobs nel post-gara.
Alessia Succo, la più giovane di sempre
Nel programma del Golden Gala 2026 c’è anche un esordio da annotare. Nei 100 metri ostacoli femminili, Alessia Succo – classe 2009 – diventa la più giovane italiana di sempre a partecipare a una gara valida per la Diamond League. La giamaicana Megan Simmonds vince al fotofinish in 12.50, mentre Giada Carmassi chiude ottava in 12.30 migliorando il personale. Succo è nona in 13.19: un risultato di crescita per una ragazza che ha appena diciassette anni e che ha già conquistato medaglie agli Europei Under 20. Il fatto che Atletica Italiana abbia scelto di portarla a Roma non è casuale.
La delusione Battocletti
C’è però anche il momento più difficile della serata. Nadia Battocletti, attesa come protagonista nei 5000 metri, affronta la gara condizionata da un’influenza che non l’ha lasciata nelle settimane precedenti. L’azzurra chiude tredicesima in 14:40.05, mentre l’etiope Likina Amebaw vince con la miglior prestazione mondiale stagionale in 14:18.41. Battocletti non ha nascosto la delusione: “Fin dal primo metro ho faticato. Ho voluto comunque portare a termine la gara, nonostante stessi male, perché ero a Roma davanti a tantissimo pubblico italiano. Ho provato anche a fare il mio solito finale. Mi ha riportato con i piedi per terra dopo due anni di grandi successi, e penso che sia anche giusto così”. La speranza è che il malanno sia già alle spalle e che la Battocletti dei grandi palcoscenici – oro europeo, vicecampionessa del mondo – sia disponibile quando conterà davvero.
Il resto della serata
Il meeting offre molto altro. Il cingalese Rumesh Tharanga Pathirage apre le danze nel giavellotto con un lancio di 92,62: record del meeting migliorato di oltre due metri dopo vent’anni, seconda miglior misura di sempre in Diamond League e ottava prestazione all-time al mondo. Nei 110 ostacoli, lo statunitense Trey Cunningham abbatte il muro dei tredici secondi correndo in 12.98, nuovo record del meeting che resisteva dal 1999. Nel salto in lungo, il bulgaro Bozhidar Saraboyukov strappa la vittoria all’ultimo salto con 8,26, beffando di due centimetri il campione olimpico greco Miltiadis Tentoglou. Nell’asta femminile, Molly Caudery si impone in 4,80 in una gara di altissimo livello che vede tre atlete superare quella misura, comprese l’olimpionica australiana Nina Kennedy e la svizzera Angelica Moser. Nei 200 femminili l’olimpionica dei 100 Julien Alfred si impone in 21.93, mentre nei 400 ostacoli la slovacca Emma Zapletalová firma 52.58, terzo crono europeo di sempre. Bene Francesco Pernici negli 800 metri, terzo in 1:43.97 con il personale.
Verso Birmingham: cosa ci dice Roma
Gli Europei di atletica si terranno a Birmingham dal 10 al 16 agosto. Il Golden Gala, in questo senso, è un primo esame di stagione che fotografa lo stato dell’arte. Fabbri e Diaz arrivano all’appuntamento continentale in forma e con la testa giusta: il primo è stabilmente tra i migliori al mondo nel peso, il secondo ha già dimostrato di saper gestire la pressione dei palcoscenici internazionali. Sioli è la grande rivelazione: a vent’anni, con questo oro nel più importante meeting italiano, si candida a essere uno dei protagonisti nell’alto continentale. Jacobs deve lavorare sulla fase lanciata, ma il 9.99 all’Olimpico – seconda gara stagionale, davanti a una platea di altissimo livello – è un indizio positivo per chi vuole crederci. Lui stesso, del resto, ha già dichiarato apertamente di volersi giocare il terzo oro europeo consecutivo. Battocletti, invece, va monitorata con attenzione. Le settimane che precedono Birmingham saranno decisive per capire se l’influenza lascia strascichi o se la campionessa torna quella di sempre. La strada per l’Inghilterra è ancora lunga, ma Roma ha detto qualcosa di preciso: l’atletica italiana ha numeri e talento per recitare un ruolo da protagonista anche in estate. Dipenderà, come sempre, da quanto saprà presentarsi al momento giusto.
* In copertina Golden Gala 2026 (Foto di FIDAL)

