Tre partite, tre successi: il bilancio dell’Italia all’AIA AeQuilibrium Cup Women Elite di Genova è netto. Velasco sperimenta, le giovani rispondono, Antropova si trasforma. Ora la Nations League
Tre partite, tre vittorie, un trofeo e una risposta tattica attesa da mesi. L’AIA Aequilibrium Cup Women Elite si chiude con il successo dell’Italia al Palasport di Genova, dove le campionesse olimpiche e del mondo hanno dominato un quadrangolare di grande livello europeo con Serbia, Turchia e Polonia, presentandosi all’avvio della Volleyball Nations League con il vento in poppa. Ma il vero titolo di questa tre giorni ligure non è scritto nel tabellino finale: si chiama Ekaterina Antropova, e porta il numero quattro sulla maglia.
Genova ritrova il grande volley
La Nazionale femminile, dopo le prime due uscite stagionali di Biella e Novara contro la Francia, è arrivata a Genova per questo prestigioso quadrangolare che ha visto la partecipazione, insieme all’Italia, delle Nazionali di Serbia, Turchia e Polonia. Un appuntamento di altissimo livello che ha anticipato la Volleyball Nations League e ha permesso a Julio Velasco di lavorare su automatismi, rotazioni e nuove soluzioni in un contesto agonistico comunque significativo. Il Palasport, rinnovato, si è dimostrato una cornice degna dell’evento.
22 maggio, Italia-Serbia 3-2: esordio sofferto ma convincente
All’esordio nell’AIA Aequilibrium Cup Women Elite la nazionale italiana femminile ha battuto 3-2 (25-23, 22-25, 22-25, 25-20, 15-12) la Serbia, al termine di un match molto combattuto, per la gioia dei 2500 tifosi presenti sugli spalti. Come formazione iniziale il ct azzurro ha schierato Cambi in palleggio, Adigwe opposto, schiacciatrici Nervini e Omoruyi, centrali Marchesini e Manfredini, libero Fersino. Una nota di rilievo riguarda il roster: Antropova non è stata inserita in questa prima uscita, con Velasco che ha preferito tenerla in ghiaccio in attesa di schierarla nel nuovo ruolo. Per Josephine Obossa si è trattato invece dell’esordio assoluto in maglia azzurra, uno dei debiti inaugurali di un gruppo che il commissario tecnico sta costruendo con la consueta pazienza tattica. Il match è stato tutt’altro che lineare. L’Italia ha perso il filo nel secondo e nel terzo set, prima di recuperare nel quarto e poi chiudere al tie-break grazie all’ultimo punto siglato da Diop. Nervini si è distinta per continuità offensiva, Obossa ha dato segnali concreti entrando dalla panchina con 7 punti.
23 maggio, Italia-Turchia 3-1: Antropova si presenta, Genova applaude
La serata più attesa del torneo. Il tabellino recita Italia-Turchia 3-1 (25-23, 20-25, 25-13, 25-17) davanti a 3.600 spettatori. Ma il dato più rilevante è nella formazione: Velasco schiera Antropova schiacciatrice ricevitrice per la prima volta con la maglia azzurra da titolare. Una delle novità più attese riguardava proprio Ekaterina Antropova, schierata nel ruolo di schiacciatrice. L’azzurra ha risposto presente, mettendosi in evidenza non solo in attacco ma anche in fase difensiva. Antropova non si è distinta solo in attacco, ma è stata molto attiva anche in difesa, chiudendo il match con 22 punti. Il terzo set è stato il più eloquente: la Turchia ha accusato il colpo ed è scivolata pesantemente indietro sin dall’1-8, con l’Italia che ha continuato a dominare il gioco senza concedere spazi alle avversarie, volando sul 10-2 e poi sul 13-6, per un perentorio 25-13 finale. Il ct, a fine partita, non ha nascosto la soddisfazione: “Antropova ha fatto molto bene, considerando che era la prima volta che giocava in questo ruolo. All’inizio ha avuto qualche difficoltà in ricezione, ma poi è cresciuta tanto durante la partita”. Ha sottolineato anche la crescita di Merit Adigwe: “Oggi ha giocato molto bene. Deve ancora prendere continuità, ma ha qualità importanti”. Le parole di Antropova stessa hanno completato il quadro: “Sono felicissima di aver iniziato questo percorso. All’inizio ero un po’ tesa, poi mi sono sciolta con il passare del gioco”.
24 maggio, Italia-Polonia 3-2: il trofeo e la conferma
La finale di fatto contro la Polonia, la nazionale allenata dall’italiano Stefano Lavarini, arrivata a Genova con una formazione vicina a quella tipo. L’Italia ha chiuso nel migliore dei modi la tre giorni dell’AIA Aequilibrium Cup Women Elite, superando la Polonia per 3-2 al termine di una battaglia durata oltre due ore. Davanti a circa duemila spettatori, le campionesse del mondo hanno confermato solidità, carattere e profondità del gruppo. Velasco ha optato per Carlotta Cambi in cabina di regia, Merit Adigwe nel ruolo opposto, Ekaterina Antropova e Stella Nervini le schiacciatrici, Linda Manfredini e Dalila Marchesini al centro, Eleonora Fersino il libero. Il punteggio per set (26-24, 18-25, 25-22, 22-25, 15-11) racconta di un match equilibrato, dove l’Italia ha mostrato la maturità delle grandi squadre nel tie-break: parte forte (5-3), resiste al ritorno polacco e poi prende in mano il gioco con ordine e lucidità. Il 15-11 finale consegna alle azzurre la vittoria del match e del torneo. Il match ha messo ancora una volta in evidenza tante nuove giocatrici, oltre a permettere ad Antropova di prendere sempre maggiore confidenza con il suo nuovo ruolo da schiacciatrice, chiudendo con altri 20 punti. MVP della manifestazione è Linda Manfredini, premiata per continuità, presenza a muro e leadership tecnica.
Il senso dell’esperimento Antropova
La vera novità tattica di questo torneo porta un nome solo. Velasco le ha proposto la soluzione di schiacciatrice da un lato per completarne il bagaglio tecnico, lavorando anche sui meccanismi di difesa e ricezione, e dall’altro per permetterne la convivenza con Paola Egonu, che dell’Italia resta l’opposto titolare e il punto di riferimento assoluto. Egonu non era convocata per questo stage, ma il disegno è chiaro: quando la capitana tornerà, l’Italia potrà disporre contemporaneamente delle due migliori attaccanti del mondo su posizioni diverse. In questo quadro, Ilaria Spirito, da libero, è stata riconvertita a banda da ricezione per poter sostituire Antropova in seconda linea nelle rotazioni.
La classifica finale e il bilancio
La classifica finale recita: Italia 3 vittorie e 7 punti, Polonia 1 vittoria e 5 punti, Serbia 1 vittoria e 4 punti, Turchia 1 vittoria e 2 punti. Un risultato netto per le azzurre, ottenuto però in condizione di rodaggio, con un gruppo che includeva molte giovani alla prima esperienza e con le big più attese – Egonu in testa – ancora in vacanza. Tra le note positive: la conferma di Nervini come schiacciatrice affidabile, la crescita di Adigwe in posto due, le prove convincenti di Marchesini e Manfredini al centro, e l’adattabilità di tutto il gruppo. Genova consegna a Velasco una fotografia utile: giovani responsabilizzate, soluzioni di posto quattro da testare e un assetto che può cambiare senza perdere la capacità di chiudere i set.
Verso la VNL: Brasilia aspetta
Il conto alla rovescia è già iniziato. La partenza per Brasilia è fissata al 31 maggio, dove l’Italia sarà impegnata nella prima week di VNL dal 3 al 7 giugno. La prima avversaria sarà la Bulgaria. Il gruppo è quello di una squadra campione del mondo e olimpica, abituata a gestire le pressioni, ma questa AIA AeQuilibrium Cup ha restituito anche qualcos’altro: la sensazione che l’Italia, nel passaggio da un ciclo già glorioso al prossimo, abbia ancora molto da dire. E che la trasformazione di Antropova non sia un esperimento, ma un progetto.
* In copertina e nell’articolo Nazionale Italiana Volley femminile (Foto di Federvolley)



