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Lilli Tagger, chi è la tigre delle Alpi che ha già conquistato il tennis che conta

Lilli-Tagger

A 18 anni, la tennista di Lienz ha vinto il Roland Garros Junior, scalato la top 50 WTA e si è costruita una scuola tutta italiana: dalla palestra di Schiavone a Varese alle montagne di Flushing Meadows

Era sotto 2-5 nel primo set della finale di Praga. Daria Snigur sembrava lanciata verso il titolo, la pressione del primo set di un finale WTA iniziava a farsi sentire. E invece Lilli Tagger ha fatto quello che fanno solo i campioni: ha respirato, si è abbassata sulle gambe, ha aspettato la palla giusta. Tre giochi di fila per riprendere il set, il tie-break dominato 7-3, il secondo set chiuso con il piglio di chi è nata su quei palcoscenici. A 18 anni, il 26 luglio scorso, l’austriaca di Lienz ha alzato il suo primo trofeo WTA nella capitale ceca, diventando la prima tennista nata nel 2008 a vincere un titolo nel circuito maggiore. Un’istantanea che racconta bene chi è: una ragazza che non si ferma mai.

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Una famiglia con la racchetta nel sangue

Lienz è una cittadina del Tirolo orientale, a pochi chilometri dal confine italiano, incastonata tra le montagne della Carinzia. Non è il luogo che si immagina come culla di una futura stella del tennis mondiale. Eppure, è lì, il 17 febbraio 2008, che nasce Lilli Tagger. Sua madre Sabine e suo padre Stephan non sono semplici appassionati: entrambi hanno giocato a buoni livelli nella massima lega austriaca, hanno condiviso il campo con atleti di spicco della zona e hanno trasmesso la passione per la racchetta ai loro figli, tra cui Ben ed Emma, tutti cresciuti con il tennis come linguaggio comune di casa. Lilli è la più piccola, ed è quella che quel linguaggio lo ha saputo trasformare in qualcosa di più. A sette anni già palleggiava con continuità. A undici iniziava a vincere i tornei regionali. La famiglia ha seguito ogni tappa con dedizione. Ma ad un certo punto seguire una figlia con quel talento da Lienz è diventato impossibile: le trasferte erano troppe, le opportunità lontane.

Dal Tirolo all’Italia: la rete di Sinner e Vittur

La svolta arriva quando la famiglia Tagger guarda al percorso che ha portato Jannik Sinner ai vertici del mondo. Il punto di contatto è geografico prima ancora che sportivo: Lienz e la Val Pusteria sono vicine, e quella valle ha costruito negli anni una rete di tecnici e dirigenti che ruota intorno al tennis di alto livello. I primi allenamenti seri Lilli li fa a Brunico, con Heribert Mayr, che figura tra i primissimi maestri dello stesso Sinner. Attraverso Mayr nasce il contatto con Alex Vittur, manager pusterese che per anni ha gestito la carriera del campione altoatesino e che diventa il riferimento della famiglia Tagger. A 13 anni, Lilli si trasferisce a Vicenza, ospitata direttamente dalla famiglia di Massimo Sartori, storico preparatore di Andreas Seppi e collaboratore di Sinner. L’adattamento è facilitato dalla madre di Sartori, originaria dell’Alto Adige e di madrelingua tedesca. I due anni e mezzo vissuti nella città veneta sono decisivi: Lilli impara l’italiano, affina la tattica, sviluppa la disciplina. “Nei suoi occhi c’era già una determinazione feroce, una maturità non comune”, ha ricordato Sartori, “L’abbiamo accolta nella nostra famiglia, trattandola come una figlia”.

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Il rovescio a una mano: una scommessa vinta con il coach

C’è un dettaglio tecnico che rende Lilli Tagger unica nel panorama del tennis femminile mondiale: il rovescio a una mano. Un colpo in via d’estinzione – raro tra gli uomini, quasi inesistente tra le donne – che lei ha scelto da bambina, anzi quasi per scommessa. “Ero a un torneo Under 12 vicino a Vienna”, ha raccontato, “e dissi a mio padre che, se avessi vinto, avrei voluto provarlo”. Il torneo lo vinse. La scommessa divenne realtà grazie a Mark Carruthers, coach neozelandese incontrato a Kirchberg (nei pressi di Kitzbühel), anch’egli estimatore del colpo a una mano. Il messaggio che Lilli gli mandò, mentre rientrava a casa dopo un torneo, era lapidario: “Mark, per favore, puoi insegnarmi il rovescio a una mano?”. Non è stato un percorso privo di ostacoli. “Quando ho iniziato non sapevo quanto sarebbe stato difficile”, ha detto lei stessa alla stampa parigina dopo il Roland Garros Junior 2025. “Ma mi divertiva troppo giocarlo. Direi che è stata la scelta giusta”. Per costruirlo nel modo giusto ha guardato in alto: “Mi sono sempre ispirata a Dominic Thiem e Roger Federer”. Due maestri del colpo, uno per la potenza e l’altro per l’eleganza. Il suo, oggi, è già una firma.

La Leonessa e la sua allieva: il sodalizio con Schiavone

Nell’ottobre del 2023, attraverso la regia di Vittur, Lilli Tagger entra in prova per qualche giorno nell’accademia di Francesca Schiavone a Varese. Quei giorni diventano settimane, le settimane diventano anni. “Ho iniziato ad allenarmi con lei nell’ottobre del 2023, anche se la conoscevo già”, ha spiegato Tagger. “Lei ha già vissuto tutto durante la sua carriera e può aiutarmi tantissimo”. Il legame è tecnico e umano insieme. Schiavone, vincitrice del Roland Garros 2010 con lo stesso colpo – l’ultima a riuscirci con il rovescio a una mano nel circuito femminile – ha riconosciuto in Lilli una continuità naturale della propria filosofia di gioco. “Ha tante qualità”, ha detto la “Leonessa” della sua allieva. “È molto giovane, è educata, ama questo sport: caratteristiche fondamentali per progredire”. Sotto la sua guida Tagger ha lavorato soprattutto sull’aspetto mentale, che lei stessa cita come la sua più grande area di crescita nel passaggio dal circuito junior a quello professionistico. L’accademia varesina è oggi il centro di gravità della sua vita sportiva, e Varese la città in cui vive i lunghi periodi di preparazione.

La carriera: dall’esordio ai grandi palcoscenici

Tagger comincia a gareggiare sul circuito ITF nel 2022, a 14 anni. Nel novembre 2023 raggiunge la sua prima finale ITF a Sharm El Sheikh. Nel luglio 2024 conquista il primo titolo ITF in doppio a Viserba (in coppia con l’italiana Anastasia Bertacchi) e si qualifica per il tabellone junior di Wimbledon, dove batte Ksenia Efremova con un match tiebreak 10-6. All’Australian Open Junior 2025 arriva ai quarti di finale, dove cede all’australiana Emerson Jones. Il culmine del percorso junior arriva al Roland Garros 2025: Tagger supera il tabellone senza cedere un set, batte Jones in semifinale e demolisce la britannica Hannah Klugman in finale per 6-2, 6-0. Diventa la prima austriaca a vincere un titolo junior al Roland Garros femminile e la prima junior con il rovescio a una mano a imporsi a Parigi dal 1999. In marzo 2025 aveva già conquistato il suo primo titolo ITF in singolare a Terrassa (Spagna), poi a febbraio 2026 arriva il successo al W100 di Fujairah (su Harriet Dart, 6-4, 6-2).

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I numeri della svolta

Il debutto nel circuito maggiore avviene nell’ottobre 2025 al Jiujiang Open, con una wild card. Tagger batte nell’ordine Zhu Chenting, Elisabetta Cocciaretto e Tamara Korpatsch, poi salva tre match point consecutivi in rimonta sulla campionessa uscente Viktorija Golubic in semifinale (9-7 al terzo). In finale cede ad Anna Blinkova (6-3, 6-3), ma entra nella storia come prima tennista nata nel 2008 a raggiungere una finale WTA. Il ranking schizza a #156. Da quel momento, la scalata è continua. Finale WTA 125 a Mumbai in febbraio 2026 (sconfitta da Sawangkaew). Debutto al WTA 1000 di Indian Wells in marzo 2026, con vittoria al primo turno su Varvara Gracheva. A Miami batte Ella Seidel. A Linz, in aprile, davanti al pubblico di casa, elimina Paula Badosa e la terza testa di serie Liudmila Samsonova prima di fermarsi ai quarti contro Potapova: è la prima tennista nata nel 2008 a entrare nella top 100, al numero 97. Il momento più alto arriva il 26 luglio 2026 a Praga: battendo tre teste di serie (Bejlek, Krejčíková e infine Snigur in finale per 7-6(3), 6-2), conquista il primo titolo WTA della carriera. Diventa la prima austriaca a imporsi nel torneo praghese, seconda teenager dopo Mirra Andreeva a vincere un trofeo WTA nella stagione 2026. Il career-high sale a numero 45 del mondo. Agli US Open 2026 in corso a Flushing Meadows, Tagger ha superato il primo turno il 31 agosto con un netto 6-0, 7-6(4) su Tamara Korpatsch, avversaria già battuta a Jiujiang. Al secondo turno attende Amanda Anisimova.

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Le caratteristiche tecniche: alta, aggressiva, completa

Lilli Tagger è alta 185 centimetri, un dato che al tennis femminile conta eccome. Si muove sul campo con una leggerezza insolita per la sua statura, gestisce bene le transizioni tra la linea di fondo e la rete, e costruisce il punto con una progressione che non lascia respiro all’avversaria. Il servizio è un’arma: nella finale di Praga ha chiuso con nove ace e l’81% dei punti vinti sulla prima. Il rovescio a una mano, variabile e carico di topspin o tagliente come uno slice, è il colpo che le apre il campo. Ma anche il dritto, potente e diretto, contribuisce a un gioco d’attacco che ricorda quello delle giocatrici di una generazione più esperta. Coach Sartori l’ha sintetizzato così: “È molto alta e per la sua statura si muove davvero bene. Fortissima da fondo campo”.

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I modelli: da Thiem e Federer a Sinner

Chi guarda Lilli Tagger come punto di riferimento sportivo? Oltre a Thiem e Federer per il rovescio, il nome che torna più spesso nelle sue interviste è quello di Jannik Sinner. “Lo adoro, soprattutto il suo approccio mentale in campo”, ha dichiarato. Non è solo ammirazione: i due condividono il manager Alex Vittur e la passione per lo sci. “Ci siamo conosciuti sulle piste da sci, dove lui era più forte di me”, ha scherzato. La frequentazione è reale e formativa: “Ho la fortuna di condividere alcuni momenti con lui tramite il nostro manager e di fargli alcune domande. Ho anche avuto modo di stare con i suoi coach durante il Roland Garros Junior 2024, capendo come funziona la vita a quei livelli”.

Prospettive future: tutto è possibile

Diciotto anni compiuti a febbraio, top 50 mondiale, un titolo WTA già in bacheca. La parabola di Lilli Tagger è quella di una giocatrice costruita con metodo, non bruciata dalla fretta. Il percorso tecnico – dall’Alto Adige a Vicenza, da Vicenza a Varese, con coach di alto profilo a ogni tappa – ha evitato i rischi tipici dei talenti precoci. La sua maturità mentale, sottolineata da tutti coloro che l’hanno allenata, è forse la qualità più importante in un circuito che non fa sconti. Il tennis femminile che conta la guarda già con rispetto: a Indian Wells ha fatto a pezzi Gracheva, a Linz ha regolato Samsonova, a Praga si è sbarazzata di Krejčíková. Il rovescio a una mano – la sua firma, il suo marchio di fabbrica – è un’arma che sul cemento e sulla terra rossa funziona, ma dovrà essere adattato sempre meglio all’erba e alle superfici veloci man mano che il livello degli avversari salirà. La strada verso la top 20, e forse oltre, è aperta. Farlo alla sua età, con questa lucidità e questa scuola alle spalle, non è una promessa vuota.

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Una ragazza e un rovescio fuori dal tempo

C’è qualcosa di anacronistico, nel senso più bello del termine, nell’immagine di Lilli Tagger che impugna la racchetta con una sola mano e sfoggia un colpo che il circuito femminile aveva quasi dimenticato. Eppure, è proprio quella particolarità – costruita, come lei stessa racconta, quasi per gioco, quasi per scommessa – a renderla riconoscibile tra mille. Francesca Schiavone l’ha vista giocare e ha scelto di seguirla. Sinner la conosce e la stima. Il ranking WTA ne parla un numero alla volta. Il resto, a 18 anni, è ancora tutto da scrivere.

* In copertina Lilli Tagger