Nata ad Assisi nel 2008, già nelle Fiamme Oro e in finale mondiale a 17 anni: il ritratto completo della sprinter umbra che ha sfondato il muro dei 23 secondi e che sta ridisegnando i confini della velocità italiana
Una curva lunga come un sogno, un rettilineo percorso a una velocità che l’Italia non aveva mai visto a quell’età. Quando il cronometro dell’Hayward Field di Eugene si è fermato sul 22″99, il 7 agosto 2026, Margherita Castellani è diventata la prima italiana Under 20 di sempre a scendere sotto i 23 secondi nei 200 metri. Ha 17 anni, 18 li compirà a novembre. È perugina, studia al liceo classico, nel tempo libero ama disegnare. E nel frattempo ha già polverizzato un record nazionale, raggiunto una finale mondiale e indossato la maglia azzurra assoluta. Questa è la sua storia.
Le radici: Assisi, Perugia e una famiglia di sportivi
Margherita Castellani nasce il 10 novembre 2008 ad Assisi, in provincia di Perugia, terra d’arte e spiritualità a cui lei aggiunge un capitolo decisamente più veloce. Cresce a Perugia, si allena allo Stadio Santa Giuliana, nel cuore verde dell’Umbria. La fisicità è da velocista: 1,68 metri per 55 chilogrammi, un’elasticità naturale che i tecnici notano subito. In famiglia lo sport scorre nelle vene. La sorella maggiore Francesca è atleta specialista delle prove multiple. La madre Ivana è podista e appassionata di fitness. È lei, racconta Margherita, il primo modello di riferimento, la prima a scarrozzarla agli allenamenti. In una regione dove l’atletica vive di tradizione e dedizione più che di riflettori mediatici, i Castellani formano un piccolo nucleo sportivo. E Margherita, la più giovane, finirà per sorpassarli tutti.
I primi passi: Csain e Cdp Atletica Perugia
Le prime tessere agonistiche di Margherita portano i colori del Csain Perugia, poi quelli del Cdp Atletica Perugia. Anni di formazione, gare regionali, numeri ancora acerbi ma un talento grezzo che inizia a intravedere chi ha occhio. Troppo a lungo, però, quella velocità naturale resta nascosta tra i risultati ordinari del circuito locale. Serve qualcuno che sappia scavare per trovarla.
2023: arriva Rudy Gandola e cambia tutto
La svolta arriva nel 2023, quando Margherita passa all’Atletica Arcs Cus Perugia e inizia a lavorare con Christopher “Rudy” Gandola. Il cambio di allenatore è la chiave di una storia che stava aspettando di essere scritta. Gandola, tecnico esperto e attento, vede subito qualcosa di speciale. “Le potenzialità le ho viste subito, già dai primi test, e non capivo perché fino ad allora avesse gareggiato così poco”, dichiarerà di lì a poco. Il primo anno insieme produce risultati immediati: Margherita vince il titolo italiano cadette (Under 16) sui 300 metri. È il primo tricolore di una lunga serie. La traiettoria è tracciata.
2024: il debutto tra le allieve e il balzo internazionale
Il 2024 è l’anno del grande salto. Margherita debutta nella categoria allievi (Under 18) e non perde un colpo. Ai campionati italiani indoor porta a casa l’oro sui 60 metri. Poi, agli assoluti allievi di Molfetta, vince i 100 metri con 11″66 in finale – in batteria aveva già corso 11″63 – lasciando al secondo posto Viola Canovi, la favorita della vigilia. È in estate, però, che tutto si amplifica. A luglio, ai Campionati Europei Under 18 di Banska Bystrica (Slovacchia), Margherita si presenta sul palcoscenico continentale. Nei 200 metri individuali firma un clamoroso 23″35 – nuovo personale, secondo tempo di sempre nella storia italiana per la categoria – che vale la medaglia d’argento, alle spalle della connazionale Elisa Valensin (23″09, record italiano U20). Italia prima e seconda davanti all’Europa. Non finisce qui. Insieme a Viola Canovi, Laura Frattaroli ed Elisa Valensin, Castellani conquista la medaglia d’oro nella staffetta mista 100-200-300-400 metri, con record europeo. L’Italia domina il medagliere della manifestazione con sette titoli, record assoluto di ori italiani in una competizione giovanile. A fine agosto, convocazione a sorpresa ai Campionati del Mondo Under 20 di Lima (Perù): corre nella staffetta 4×400, contribuendo alla migliore prestazione nazionale allieve di sempre nella disciplina con il tempo di 3’34″14. La stagione si chiude con un 11″50 sui 100 metri a Camerino: il sesto tempo di sempre in Italia per la categoria allievi.
2025: il record indoor, l’oro EYOF e il titolo europeo in staffetta
L’inverno del 2025 regala subito un colpo da maestro. A febbraio, ai Campionati Italiani Indoor di Ancona, Margherita Castellani abbatte il record italiano Under 18 nei 200 metri indoor: 23″63, battendo il precedente primato di Elisa Valensin (23″72). In batteria aveva già corso 23″89, secondo tempo di sempre in Italia per la categoria. Le cronache perugine esultano, ma lei appare ancora incredula. “Contentissima di questa finale”, dirà semplicemente. D’estate, il Festival Olimpico della Gioventù Europea (EYOF) di Skopje (Macedonia del Nord) è il palcoscenico dell’impresa più bella fino a quel momento. Nella finale dei 200 metri, Margherita si impone con il tempo di 23″23 (+0.2 m/s), staccando nettamente la francese Beatrice Tassin (23″51) e la svedese Jamilia Magaji Bernhardsson (23″56). Il crono la porta al secondo posto di sempre tra le italiane Under 20, al pari di Dalia Kaddari e a soli 14 centesimi dal record di Valensin. Poco dopo vince l’oro anche nella staffetta mista EYOF. Ad agosto, agli Europei Under 20 di Tampere (Finlandia), Margherita raggiunge le semifinali nella gara individuale dei 200 metri. Nella staffetta 4×100, insieme ad Alice Pagliarini, Elisa Valensin e Kelly Doualla, firma il record italiano juniores con il tempo di 43″72: l’Italia vince l’oro continentale di categoria e il medagliere complessivo con sei titoli. Il commento di Castellani ai microfoni è sintetico e rivelatore: “Questo gruppo dà una carica in più, sempre, a prescindere”.
2026: Fiamme Oro, azzurra assoluta e la notte di Eugene
Il 2026 si apre con un doppio annuncio che segna una svolta profonda nella carriera di Margherita Castellani. In aprile, con decreto del primo del mese, è ufficiale il suo ingresso nel Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro di Padova, la blasonata squadra sportiva della Polizia di Stato. È la conferma che il sistema dell’atletica italiana crede in lei. “Sono molto felice, perché aspiravo da tempo ad entrare in Polizia. Quando è arrivata l’occasione non ho esitato”, dichiarerà Castellani. Continua ad allenarsi con Gandola e a gareggiare sotto la sigla dell’Arcs Cus Perugia fino al completamento delle pratiche di trasferimento. Poche settimane dopo arriva la prima convocazione in Nazionale assoluta: le World Relays di Gaborone (Botswana), il 2-3 maggio 2026. Margherita scende in pista nella terza frazione della staffetta 4×100 femminile, proprio quella di Zaynab Dosso. L’Italia qualifica la staffetta per i Mondiali di Pechino 2027. “Quando me lo hanno comunicato sono rimasta senza parole. Stranamente mi sono emozionata di più quando hanno annunciato la formazione, il resto è venuto da sé”, ha raccontato Margherita.
Poi arriva la complicazione. La stagione estiva è segnata da problemi fisici che rallentano il suo progresso. Prima di partire per Eugene, il suo miglior tempo all’aperto è 23″81. Numeri che non la farebbero nemmeno avvicinare alle semifinali mondiali. Nonostante tutto, l’Hayward Field di Eugene, Oregon, è tra gli impianti di atletica più iconici al mondo. L’8 agosto 2026, nella prima semifinale dei 200 metri ai Campionati del Mondo Under 20, Margherita Castellani scatta dalla corsia 9. Dietro di lei la campionessa mondiale dei 100 Mia Maxwell e la giamaicana Sashana Johnson. Il rettilineo è una progressione da brivido: 22″99 con vento +1.2, terzo posto in semifinale, qualificazione in finale. E soprattutto: primo 22″ di sempre per un’italiana Under 20, nono crono assoluto di sempre nella storia dell’atletica femminile italiana. Il vecchio record juniores di Valensin (23″09) è limato di un decimo. “Per me è stata una stagione molto difficile, tutto questo era l’ultima cosa che mi aspettavo da quest’anno. Questa volta c’è stata davvero tanta fatica, però è vero che la fatica ripaga tutto”, dirà subito dopo la semifinale. In finale, il giorno seguente, Castellani parte dalla corsia 4. Davanti a lei, nelle corsie esterne, si schierano le statunitensi Mia e Mariah Maxwell e la giamaicana Shanoya Mikalia Douglas: le favorite assolute. La partenza è leggermente macchinosa (tempo di reazione: 0.165), ma il rettilineo finale è di qualità, con una progressione che le consente di chiudere sesta in 23″28 (-0.2), a soli 11 centesimi dal quarto posto. Prima europea al traguardo. Terzo crono della sua carriera. Mia Maxwell si aggiudica l’oro in 22″37.
Il motore invisibile: Christopher «Rudy» Gandola
Difficile separare la storia di Margherita Castellani da quella del suo allenatore. Christopher «Rudy» Gandola è arrivato nella sua vita sportiva nel 2023, quando la velocista era ancora una promessa non del tutto espressa. La sua intuizione tecnica è stata fulminante: ha riconosciuto un talento che altri avevano sottovalutato e lo ha strutturato, distanza dopo distanza, gara dopo gara. “Non capivo perché fino ad allora avesse gareggiato così poco. Ciò che fa la differenza è la sua mentalità”, ha spiegato Gandola alla vigilia degli Europei Under 18 del 2024. “Nelle gare è molto partecipata con le compagne, è fonte di grande motivazione ed ha una grande capacità di coinvolgere le altre”. Un ritratto che restituisce non solo la qualità della velocista, ma anche la dimensione umana di un’atleta che cresce in modo coerente, dentro e fuori dalla pista.
La vita fuori dalla pista
Margherita Castellani studia al liceo classico Mariotti di Perugia – una scelta di rigore intellettuale che dice molto di lei. Greco e latino tra un allenamento e l’altro, versioni di Tacito nel backpack insieme ai chiodi da gara. Nel tempo libero, il contrappeso alla velocità è il disegno: un’attività che richiede pazienza, precisione, capacità di osservazione. Qualità che, a guardare bene, ritrovi anche nella sua corsa.
Prospettive: i traguardi ancora da scrivere
A 17 anni, con un 22″99 in tasca e le Fiamme Oro sul petto, il futuro di Margherita Castellani si apre su scenari che fino a pochi mesi fa sarebbero sembrati prematuri. I prossimi appuntamenti si profilano con chiarezza. Nel breve periodo, la priorità è confermare il livello di Eugene nella stagione 2027 e consolidare il posto nella 4×100 azzurra che punta ai Mondiali di Pechino 2027 – competizione per cui l’Italia si è già qualificata a Gaborone. Il lavoro di Gandola, in questa fase, sarà cruciale: proteggere un fisico giovane, gestire i carichi, costruire la base per il salto assoluto senza bruciar tappe. Sul piano individuale, i 200 metri restano la disciplina di riferimento, ma il buon 11″50 sui 100 lascia intuire margini di crescita anche sulla distanza breve. Il record italiano assoluto sui 200 metri, ancora lontano, è comunque un riferimento che comincia ad affacciarsi nell’orizzonte. Sui 100 come sui 200, i piazzamenti nelle classifiche italiane assolute iniziano a dire qualcosa.
In prospettiva olimpica, le Olimpiadi di Los Angeles 2028 rappresentano il grande orizzonte. Avrà 19 anni, sarà alla sua prima stagione da senior a pieno regime. Una finestra piccola, ma non impossibile, specie se la progressione degli ultimi due anni dovesse proseguire con la stessa costanza. Quello che manca ancora? Un titolo europeo o mondiale individuale – nella staffetta ha già assaggiato l’oro continentale – e il salto definitivo nel circuito assoluto. Passi che, se dipendesse dalla traiettoria percorsa finora, potrebbero arrivare prima del previsto.
Verso il futuro
Eugene 2026 è già un capitolo a sé nella storia dell’atletica italiana. Per Margherita Castellani, però, è soprattutto un punto di partenza. Nata ad Assisi, cresciuta a Perugia, allenata da un tecnico che ne ha liberato il potenziale, ora atleta delle Fiamme Oro: la sua parabola racchiude qualcosa di tipicamente italiano – il talento scoperto tardi, la crescita silenziosa, l’esplosione improvvisa. I 22″99 di Eugene non sono solo un numero: sono il codice di accesso a un futuro che l’atletica azzurra aspetta con interesse e fiducia.
* In copertina e nell’articolo Margherita Castellani (Foto di Grana/FIDAL)








