Vai al contenuto

Strade Bianche 2026. Quarta vittoria per Pogacar

Assolo del fuoriclasse sloveno che fa il vuoto ai -80 km. Tra le donne vince a sorpresa Elise Chabbey

Va tutto secondo i piani. Al suo debutto stagionale, Tadej Pogacar vince per la quarta volta in carriera la Strade Bianche (la terza consecutiva). Nella ventesima edizione della corsa in territorio senese, il fuoriclasse sloveno parte da lontanissimo e, dopo una fuga solitaria durata quasi 80 chilometri, trionfa in Piazza del Campo. Subito dopo aver tagliato il traguardo, Pogacar si è fermato, è sceso dalla sella, ha alzato le braccia al cielo e ha salutato la folla con un inchino sotto la Torre del Mangia.

Embed from Getty Images

Ma riavvolgiamo il nastro. Nelle prime fasi di gara sono nove gli uomini all’attacco: Adrien Boichis (Red Bull – BORA – hansgroe), Anders Foldager (Team Jayco AlUla), Tibor del Grosso (Alpecin Premier-Tech), Patrick Konrad (Lidl – Trek), Samuele Zoccarato (MBH Bank CSB Telecom Fort), Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Sauber), Jack Haig (INEOS Grenadiers), Tim Rex (Team Visma | Lease a bike) e Davide Toneatti (XDS Astana Team). Ma il gruppo, con in testa la UAE Team Emirates – XRG, lascia poco spazio ai fuggitivi e, nel tratto del Monte Sante Marie, intitolato al mitico Fabian Cancellara, dopo averli ripresi, così come accaduto nel 2022 e nel 2024, Pogacar scatta facendo il vuoto. L’unico che prova a restare a ruota, senza successo, è la giovane promessa francese Paul Seixas, 19 anni. A questo punto alle spalle dello sloveno si forma un drappello composto da Christen (UAE Team Emirates – XRG), del Toro (UAE Team Emirates – XRG), Bilbao (Bahrain – Victorious), Seixas (Decathlon CMA CGM Team),  Labrosse (Decathlon CMA CGM Team), Lapeira (Decathlon CMA CGM), Healy (EF Education – EasyPost), Valgren (EF Education – EasyPost), Braz Afonso (Groupama – FDJ United), Grégoire (Groupama – FDJ United), Simmons (Lidl – Trek), Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Vermeersch (Red Bull – BORA – hansgrohe), Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike) e van Aert (Team Visma | Lease a Bike). A 16 chilometri dalla fine, dopo diversi scatti a vuoto da parte di Pidcock e Lapeira, Paul Seixas forza la mano spezzando il gruppo. L’unico a raggiungerlo Isaac Del Toro, che in questo modo riesce a coprire la fuga del suo capitano Tadej. Sulla rampa finale il giovane transalpino accelera nuovamente chiudendo secondo a 1 minuto esatto dal vincitore. Terza posizione per Del Toro a 1’10. La Top-5 è completata da Romain Gregoire e Gianni Vermeersch. Delude Van Aert, solo decimo. Primo degli italiani, Andrea Vendrame, giunto sedicesimo.

Embed from Getty Images

Dopo le premiazioni, Pogacar ha dichiarato: “È doveroso ribadire i ringraziamenti alla squadra. I miei compagni hanno svolto un lavoro incredibile fin dall’inizio, controllando la fuga e imponendo un gran ritmo. Sono felice di aver vinto, soprattutto per loro. Paul Seixas ha cercato di seguirmi sul Monte Sante Marie, non è stato facile distanziarlo. Mi sono detto che sarei dovuto andare a tutta fino in cima e così è stato. È il modo migliore di iniziare la stagione”.Ora per il campione, giunto alla 109esima vittoria in carriera, prossimo obiettivo la Milano-Sanremo, che si svolgerà tra due settimane, sabato 21 marzo.

STRADE BIANCHE WOMEN

Qualche ora prima dei colleghi maschi, si è svolta anche la dodicesima edizione della Strade Bianche Women. Vittoria a sorpresa per la 32enne svizzera Elise Chabbey del team Fdj United Suez che, dopo aver lavorato tutto il giorno per Demi Vollering, campionessa uscente e già due volte vincitrice qui, “approfitta” dell’uscita di scena della sua capitana, si fa trovare pronta e riesce a battere allo sprint atlete molto più quotate di lei.

Embed from Getty Images

Una corsa breve, 133 chilometri e 11 settori di sterrato, ma in cui è successo veramente di tutto. Dopo una serie di cadute e problemi meccanici, tra cui quello in cui è incappata Anna Van Der Breggen, la corsa si infiamma nel settore di San Martino di Grania. Qui, dopo un’accelerata sontuosa del team Fdj Suez, si forma un drappello composto da una ventina di atlete (tra cui tutte le maggiori favorite): Demi Vollering, Elisa Chabbey, Léa Curinier e Franziska Koch (FDJ United-SUEZ), Letizia Borghesi (AG Insurance – Soudal Team), Kasia Niewiadoma (CANYON//SRAM zondacrypto), Magdeleine Vallieres e Noemi Rüegg (EF Education-Oatly), Puck Pieterse e Millie Couzens (Fenix-Premier Tech), Shirin Van Anrooij, Lucinda Brand e Niamh Fisher-Black (Lidl-Trek), Monica Trinca Colonel (Liv AlUla Jayco), Liane Lippert (Movistar Team), Josie Nelson (Team Picnic PostNL), Lotte Kopecky (Team SD Worx – Protime), Pauline Ferrand-Prevot, Femke De Vries e Marianne Vos (Team Visma | Lease a Bike), Elisa Longo Borghini, Paula Blasi e Dominika Włodarczyk (UAE Team ADQ).

Ma proprio nel primo passaggio sulla salita delle Tolfe, la campionessa europea Vollering perde le ruote del gruppo a causa di un problema meccanico. Sorte peggiore per Pauline Ferrand Prevot che ha dovuto attendere diversi minuti prima dell’arrivo della sua ammiraglia. Coadiuvata dalla Sd Worx Pro Time e da Van Der Breggen, che nel frattempo aveva recuperato terreno, Vollering si rilancia all’inseguimento riuscendo ad arrivare fino a circa 40 secondi dalle tredici atlete in testa ma ai -32 dal traguardo tutte loro compiono un errore fatale: seguono una moto dell’assistenza neutra che per diversi chilometri sbaglia strada e li conduce nelle campagne di Siena fin davanti ad una casa rurale. Addio sogni di gloria. Nel frattempo, davanti diverse atlete provano ad andarsene. Nel settore di Colle Pinzuto Elisa Longo Borghini e Elise Chabbey guadagnano insieme una ventina di secondi ma, per assenza di accordi, vengono poco dopo riassorbite. La campionessa italiana ci riprova sulla salita delle Tolfe, ma anche qui le sue compagne di fuga si dimostrano poco collaborative. Giungiamo all’ultimo chilometro: nemmeno lo strappo di Santa Caterina riesce a fare selezione. Allo sprint è Elise Chabbey ad avere qualcosa di più delle altre, riuscendo ad anticipare la polacca Kasia Niewiadoma, seconda per la quarta volta in carriera, e la tedesca Franziska Kock terza. Senza recriminazioni la gara di Elisa Longo Borghini, che giunge quarta, mentre per Monica Trinca Colonel ottima ottava posizione. Ad oltre sei minuti dalla vincitrice lo sfortunato gruppo Vollering – Van Der Breggen.

* In copertina Tadej Pogacar