Classe 2006, campionessa del mondo Under 21, 185 cm di talento puro: uno dei prospetti più interessanti della pallavolo italiana
Non è ancora maggiorenne da un anno, ma il suo curriculum inizia già a fare rumore. Erika Esposito vestirà la maglia del Volley Bergamo 1991 nella prossima stagione: l’annuncio è arrivato ieri, 29 maggio, con un reel sui canali social del club orobico girato a bordo di un autobus dell’ATB, partner societario della società bergamasca, simbolo di un viaggio che inizia davvero. È il suo primo contratto in Serie A1. È anche la conferma di una traiettoria che pochi talenti della sua età hanno già tracciato con tanta nitidezza.
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Gli esordi e la scuola romana
Nata a Magenta, in provincia di Milano, nel 2006, Esposito conosce la pallavolo a sette anni, inizialmente solo per divertimento. Nell’estate del 2020 le cose si fanno serie: viene reclutata nel vivaio del Volleyrò Casal de’ Pazzi di Roma, una delle realtà più prolifiche del settore giovanile italiano. Trasferirsi nella capitale da adolescente, condividere la quotidianità fuori dal campo con altre ragazze, affrontare la pressione di un club abituato a sfornare talenti: tutto questo fa parte della sua formazione, tanto atletica quanto umana. Nel corso delle stagioni giovanili partecipa più volte al torneo WEVZA, che vince con l’Under 18, venendo spesso eletta miglior schiacciatrice della competizione oltre che capitana della nazionale di categoria.
Le caratteristiche tecniche
Schiacciatrice di 185 centimetri, abbina elevazione e potenza in attacco a discreta solidità in seconda linea, distinguendosi anche per personalità e capacità di reggere i ritmi della categoria. Lei stessa, in un’intervista rilasciata a febbraio 2025, aveva inquadrato il proprio profilo con onestà: il punto di forza è la fase offensiva, mentre i fondamentali difensivi sono ancora in evoluzione. Una consapevolezza rara a vent’anni. Come modello di riferimento indica Gabi, la schiacciatrice brasiliana del Conegliano, campionessa del mondo con il Brasile: un’asticella alta, ma coerente con le sue ambizioni.
Due stagioni a Padova, l’infortunio e il rilancio
Dall’estate 2024 diventa una delle schiacciatrici della Nuvolì AltaFratte Padova, dove indossa la maglia numero 15 e debutta in Serie A2. La prima stagione è convincente: 277 punti con il 39,6% di efficacia in attacco, 29 ace e 19 muri vincenti in 18 partite. Numeri che la collocano tra le bande più produttive del campionato cadetto. La seconda stagione, quella 2025-2026, inizia sulla stessa scia, salvo un episodio che ne condiziona il finale: nel corso di una sfida casalinga contro la Valsabbina Millenium Brescia, al quarto set, Esposito resta a terra dopo un’azione d’attacco e viene portata fuori dal campo a braccia, ammutolendo il pubblico. Il suo allenatore Marco Sinibaldi definirà lo stop come un’ombra su una stagione che aveva tutte le premesse per essere più che positiva, sottolineando però come l’infortunio avesse offerto spazio e crescita ad altre giocatrici della rosa. Il recupero arriva, e Bergamo ne raccoglie i frutti.
Il palmarès con le nazionali giovanili
Con la maglia azzurra, Esposito accumula medaglie a un ritmo che non si vede spesso. Può vantare quattro medaglie con le nazionali giovanili: un oro al Campionato Europeo U17 nel 2022, due argenti al Campionato Europeo U16 nel 2021 e al Campionato Europeo U20 nel 2024, e un bronzo ai Mondiali U19 nel 2023. L’apice arriva nell’estate 2025: a Surabaya, in Indonesia, l’Italia Under 21 conquista il titolo mondiale battendo in finale il Giappone per 3-2, in una competizione in cui le azzurrine perdono una sola partita sull’intera distanza. Esposito figura tra le protagoniste di quel trionfo, confermando quanto già mostrato sul parquet dei club. L’azzurro non è un sogno lontano: a inizio 2025 il CT della nazionale maggiore Julio Velasco la convoca per uno stage di allenamento, primo segnale concreto dell’interesse del vertice federale nei suoi confronti.
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L’approdo in rossoblù
Nell’annuncio del club bergamasco, Esposito spiega la propria scelta con parole chiare: “Ho scelto Bergamo perché è una società storica, ambiziosa e con una grande cultura del lavoro. Per una giovane atleta come me rappresenta l’ambiente ideale per crescere, migliorarmi e confrontarmi con un campionato di altissimo livello”. Il Volley Bergamo 1991, realtà consolidata della Serie A1 femminile, rappresenta il contesto giusto per il suo salto di categoria: struttura, continuità di progetto e storia sportiva alle spalle.
Quale futuro
A soli vent’anni, Esposito si affaccia alla massima serie italiana con un bagaglio già consistente: due stagioni di A2 alle spalle, un titolo mondiale giovanile in bacheca, uno stage con il CT della nazionale maggiore e la chiamata di un club di A1. Le variabili sono quelle tipiche di chi è ancora in fase di sviluppo: continuità fisica dopo l’infortunio, consolidamento dei fondamentali difensivi, adattamento al salto di qualità del livello competitivo. Ma i presupposti per fare bene a Bergamo ci sono tutti. Chi ha seguito la sua curva di crescita negli ultimi tre anni fatica a trovare motivi per non aspettarsi altro ancora.
* In copertina e nell’articolo Erika Esposito (Foto di Lega Volley Femminile)

