Dalle piste della Brianza all’Hayward Field di Eugene: la storia di Celeste Polzonetti, seconda italiana di tutti i tempi sui 100 ostacoli a soli vent’anni
Ci sono momenti in cui il cronometro smette di essere un semplice strumento e diventa la misura di qualcosa di più grande. Uno di questi è andato in scena il 12 giugno scorso sul rettilineo dell’Hayward Field di Eugene, in Oregon, la pista più famosa d’America, teatro di mille imprese atletiche. Quando Celeste Polzonetti ha tagliato il traguardo della semifinale dei 100 ostacoli alle NCAA Outdoor Championships in 12″74, con vento regolare di +1.5 m/s, stava diventando la seconda italiana di tutti i tempi nella specialità. Aveva vent’anni e sei mesi. Dietro di lei nella classifica italiana di ogni epoca restava soltanto il record di Giada Carmassi, fissato a 12″69 lo scorso anno a Stoccolma, con Luminosa Bogliolo e Veronica Borsi – rispettivamente a 12″75 e 12″76 – ormai superate. Cinque centesimi. Il margine che separa Celeste Polzonetti dalla storia assoluta dell’atletica femminile italiana. Un margine che, alla luce della stagione che l’ostacolista di Desio sta disputando, sembra destinato a restringersi ancora.
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Da Desio a Los Angeles: le radici di una campionessa
Celeste Polzonetti è nata a Desio il 26 dicembre 2005, in provincia di Monza e Brianza. Brianzola di origine, ha iniziato a praticare l’atletica leggera all’età di dieci anni presso l’Atletica Desio, per poi passare nel 2021 alla Bracco Atletica di Milano. Un percorso lineare, costruito sulla fatica quotidiana e su una progressione tecnica che non ha mai subito strappi improvvisi. Polzonetti studia psicologia all’Università della California, Los Angeles (UCLA), dove concilia gli impegni accademici con l’attività sportiva di alto livello nel circuito NCAA. Un doppio binario esigente, su cui l’atleta lombarda si muove con sicurezza: il suo nome è stato inserito nell’elenco d’onore del direttore atletico di UCLA per i risultati accademici. Negli Stati Uniti è allenata dall’ex ostacolista Joanna Hayes, già campionessa olimpica ad Atene 2004, mentre in Italia è seguita da Aldo Maggi. Due figure complementari, che ne hanno plasmato la tecnica e la mentalità agonistica in direzioni diverse ma coerenti.
Gli esordi: sette titoli italiani e la scuola europea
È sulle piste della Brianza che Celeste Polzonetti scopre la sua naturale predisposizione per le corse a ostacoli, affrontando le prime barriere con una progressione tecnica costante. Nel 2020 conquista il titolo italiano Under 16 all’aperto sugli 80 ostacoli a Forlì. L’anno successivo arriva la svolta: il passaggio alla Bracco Atletica e, con esso, i primi titoli nazionali Allieve nei 100 ostacoli, conquistati consecutivamente nel 2021 a Rieti e nel 2022 a Milano. Il 2022 segna anche il debutto continentale: agli Europei Under 18 di Gerusalemme, Celeste è arrivata quarta con il tempo di 13″37 sulle barriere da 76 centimetri. Un’affermazione significativa per una ragazza di sedici anni al primo grande appuntamento internazionale. Nel 2023 conquista con autorità il titolo italiano Juniores sui 100 ostacoli a Grosseto con un eccellente 13″59 e partecipa ai Campionati Europei Under 20 ancora a Gerusalemme, chiudendo al quarto posto in finale. Il 2024 porta due ori nazionali – il titolo Juniores nei 60 ostacoli indoor ad Ancona e quello outdoor a Rieti – e la prima partecipazione iridata: veste la maglia azzurra ai Mondiali Under 20 di Lima, in Perù, raggiungendo le semifinali. In totale, Celeste Polzonetti conta sette titoli italiani di categoria conquistati tra il 2020 e il 2025, a cui si aggiunge il bronzo agli Assoluti di Caorle nel 2025 e l’oro italiano Under 23 dello stesso anno a Grosseto.
Il salto oltreoceano: UCLA e la rivoluzione cronometrica
Nel 2024 ottiene una borsa di studio per la prestigiosa Università della California (UCLA), trasferendosi in California per studiare e allenarsi con i massimi esperti mondiali delle discipline veloci, gareggiando nel competitivo circuito NCAA. Nel 2025 conquista il riconoscimento Second Team All-America nei 100 ostacoli agli NCAA Outdoor Championships, confermandosi tra le migliori ostacoliste universitarie degli Stati Uniti. Ma è la stagione 2026 a cambiare definitivamente la prospettiva. Il 3 maggio Polzonetti scende per la prima volta sotto i 13 secondi sui 100 metri ostacoli, facendo registrare a Los Angeles il tempo di 12″98, miglior crono di sempre per un’italiana non ancora ventenne. La barriera psicologica dei tredici secondi, abbattuta. Da quel momento in poi, è un’escalation continua.
Il mese di maggio: tre record in pochi giorni
La sequenza è da annotare con cura, perché raramente si assiste a una progressione così rapida. A Fayetteville firma prima il 12″80 e poi, il 31 maggio, il 12″79 che abbassa ulteriormente il record italiano Under 23. Il 12″79 viene ottenuto con vento favorevole regolare di +1.8, ritoccando di un centesimo il personale siglato un paio di giorni prima. Con quel tempo Polzonetti scala un’ulteriore posizione nelle liste nazionali all-time, issandosi al quarto posto, a un decimo esatto dal record italiano detenuto da Giada Carmassi. Contestualmente, stacca il pass per le Finals NCAA di Eugene. Grazie alla vittoria nella propria batteria e al terzo miglior tempo complessivo della competizione, Polzonetti conquista la qualificazione alle Finals del campionato universitario americano.
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Eugene, Hayward Field: la semifinale del 12″74
Quando il 12 giugno Celeste Polzonetti si dirige verso i blocchi dell’Hayward Field per la semifinale NCAA, porta il terzo tempo d’ingresso complessivo. A Eugene la ventenne brianzola chiude la semifinale in 12″74 con vento regolare di +1.5 m/s, conquistando il secondo posto nella propria prova e il pass per la finale del campionato universitario americano. Davanti a lei nella classifica generale soltanto Aaliyah McCormick (12″58) ed Emmi Scales (12″72). Il 12″74 è il terzo personale consecutivo, la terza volta in pochi giorni che Celeste Polzonetti aggiorna la propria migliore prestazione. È un nuovo progresso che vale il secondo crono italiano di ogni epoca, sorpassando Luminosa Bogliolo e Veronica Borsi, dietro soltanto al record di Giada Carmassi stabilito con 12″69 l’anno scorso a Stoccolma.
La finale: argento tra l’imprevisto e la grinta
La notte della finale – il 13 giugno, sul palcoscenico di Hayward Field – racconta una storia degna di un copione sportivo. La favorita Emmi Scales, mentre lottava per la vittoria e già autrice di 12″72 in semifinale, cade sull’ultimo ostacolo ed è successivamente squalificata. Polzonetti, che si trovava immediatamente alle sue spalle nella corsia accanto, è costretta a rallentare negli ultimi metri per evitare l’atleta a terra, riuscendo comunque a mantenere la posizione sul traguardo. L’azzurra della UCLA conquista il secondo posto correndo in 12″79 (+1.2) sul palcoscenico di Hayward Field, chiudendo alle spalle della sola Aaliyah McCormick dell’Oregon, vincitrice in 12″47. Il crono vale appena quattro millesimi di vantaggio sulla terza classificata Janela Spencer di Ohio State, anch’essa accreditata di 12″79 ma battuta al fotofinish. Nonostante l’imprevisto, Polzonetti infila il quarto risultato consecutivo entro i 12″80, il terzo sotto quel tempo nell’arco di un paio di settimane. Per la ventenne azzurra si chiude così una stagione universitaria da protagonista, con un’altra prova di alto livello.
I numeri di una stagione straordinaria
Tirando le somme della stagione americana 2026, i dati parlano da soli. Celeste Polzonetti ha abbassato il proprio personale sui 100 ostacoli da 13″08 a 12″74 nel giro di pochi mesi, scalando le classifiche italiane di tutti i tempi da una posizione marginale fino al secondo posto assoluto. Il 12″79 del 29 maggio a Fayetteville, stabilito durante i Regional NCAA East con vento +1.2 m/s, le vale la quarta prestazione italiana assoluta di sempre. Poi, undici giorni dopo, il 12″74 in semifinale a Eugene la porta direttamente seconda nella storia azzurra. Agli interni, il 2026 l’ha vista fermare il cronometro a 8″14 nei 60 ostacoli indoor ad Albuquerque, al termine di una stagione invernale di assoluto rilievo europeo.
Prospettive: il record e la stagione europea
Conclusa l’esperienza universitaria americana, Polzonetti è attesa nei prossimi giorni dal rientro in Italia. L’obiettivo sarà ora trasferire l’ottimo rendimento mostrato negli Stati Uniti anche nella stagione estiva europea, dopo una serie di prestazioni che l’hanno definitivamente consacrata tra le migliori ostacoliste azzurre. La domanda che si pone l’ambiente atletico italiano è una sola: quando arriverà il record? Il 12″69 di Giada Carmassi, fissato a Stoccolma nel 2025, dista cinque centesimi. Cinque centesimi che, sulla distanza dei 100 ostacoli, possono essere il risultato di un singolo vento favorevole in più, di una gara perfetta, di un avversario che non cada nella corsia accanto. Il calendario estivo offre opportunità: gli Europei a squadre, le gare del circuito nazionale, eventuali convocazioni in azzurro. Polzonetti ha l’età, la condizione e la struttura tecnica per puntarci. Ma c’è anche una dimensione più ampia da considerare. A vent’anni, gareggiare ai vertici del circuito universitario americano – dove il livello competitivo è tra i più alti del mondo – e tornare in Italia come seconda azzurra di sempre è una premessa eccezionale. I prossimi due anni, quelli che la condurranno ai Mondiali e alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, si prospettano come la finestra temporale in cui Celeste Polzonetti potrebbe completare la transizione da grande promessa a protagonista assoluta dell’ostacolismo continentale.
Il tempo dell’attesa è finito
Dall’Atletica Desio alla pista più celebre del mondo, passando per la Brianza, Milano, Gerusalemme, Lima, Los Angeles ed Eugene. Celeste Polzonetti ha percorso molta strada in pochi anni, senza fare troppo rumore, consegnando ai cronometri la misura del suo talento. Quella misura oggi si chiama 12″74 e vale la seconda posizione nella storia dell’atletica femminile italiana. Il record è a cinque centesimi. L’estate è appena cominciata.
* In copertina e nell’articolo Celeste Polzonetti (Foto di Grana/FIDAL e UCLA)



