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Campionati Italiani di Società 2026: quinto titolo per Bolzano, ottavo di fila per Brescia

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Da Andy Diaz a Leonardo Fabbri, passando per il duello Stano-Fortunato nella marcia e la doppietta di Gloria Hooper: tutti i risultati, i tempi e le misure della Finale Oro dei Campionati Italiani di Società 2026

Rieti chiude la stagione dei Campionati Italiani di Società come sa fare meglio: con il caldo, con i grandi nomi e con due verdetti che, alla fine, raccontano più continuità che sorprese. Allo stadio Raul Guidobaldi, teatro tra meno di un mese degli Europei Under 18, l’Athletic Club 96 Alperia Bolzano e l’Atletica Brescia 1950 si sono issate sul tetto d’Italia al termine di un weekend, sabato 20 e domenica 21 giugno, che ha messo in fila ventiquattro società – dodici al maschile e dodici al femminile – e qualche prestazione di assoluto rilievo internazionale. Per gli altoatesini è il quinto scudetto della storia, dopo quelli del 2019, 2020, 2022 e 2024; per le lombarde è l’ottavo successo consecutivo, un dominio che dura ininterrotto dal 2019. Tra una pedana e l’altra, il Guidobaldi ha ospitato anche la presentazione delle medaglie degli Europei Under 18 e gli applausi per Andy Diaz, Leonardo Fabbri e Fausto Desalu, con Marcell Jacobs tra il pubblico a seguire il connazionale del salto triplo.

Bolzano interrompe l’attesa, Brescia allunga la striscia

Gli uomini dell’Athletic Club 96 Alperia hanno chiuso con 179 punti, davanti all’Atletica Firenze Marathon (171) e alla Studentesca Milardi Rieti (161,5), al termine di un duello punto a punto che si è deciso solo nelle ultime gare di domenica. Decisive le vittorie di Lorenzo Ianes nei 100 metri, Oliver Mulas nei 110 ostacoli, Mohamed Jhinaoui nei 5000 e Leonardo Pini nel salto in lungo, oltre agli undici podi complessivi della società presieduta da Bruno Telchini. Sul fronte femminile, l’Atletica Brescia 1950 ha dominato con 185 punti, lasciando a 157,5 la Studentesca Milardi e a 155 la Bracco Atletica: dodici podi per le “leonesse”, trascinate dalla tripletta di Gloria Hooper tra 100, 200 metri e 4×100.

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La velocità: Ianes beffa Ceccarelli, Desalu fa il vuoto nei 200

Nei 100 metri maschili Lorenzo Ianes ha sorpreso il favorito Samuele Ceccarelli, fermando il cronometro sul personale stagionale di 10.24 contro il 10.26 dell’atleta della Firenze Marathon; completa il podio Oskars Grava in 10.29, con un lotto compatto che ha visto altri quattro atleti scendere sotto i 10.40. Nei 200 il copione è cambiato: Fausto Desalu, in prestito giornaliero alla Libertas Unicusano Livorno, ha controllato la gara in 20.48 davanti a Damiano Dentato (20.76) e al junior Leo Domenis, già sotto i 21 secondi con 20.97. Al femminile, doppietta totale per Gloria Hooper: 11.31 nei 100 e 23.52 nei 200, in entrambi i casi davanti alla sedicenne Kelly Doualla, autrice di due personali di rilievo (11.37 e 23.60, quest’ultimo crono che la proietta al quarto posto delle liste allieve italiane di ogni epoca). Nei 400 metri, gara di spessore assoluto al femminile con Alice Mangione che ha piegato Alessandra Bonora 51.77 a 51.79, primato personale e nona prestazione italiana di sempre per la portacolori della Bracco Atletica; al maschile, successo di Mohamed Soudassi in 46.26 su Giacomo Hashim Nassor.

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Ostacoli e mezzofondo: Polzonetti show, Bussotti e Lazzaro al comando

Tra gli uomini, Oliver Mulas si è imposto nei 110 ostacoli in 13.79, mentre nei 400 ostacoli Michele Bertoldo ha vinto in 50.30 e, al femminile, Rebecca Sartori ha completato la sua gara in 58.31. Sugli 800 metri, Giovanni Lazzaro ha resistito al rush finale di Joao Bussotti, 1:46.96 contro 1:47.58, mentre tra le donne Alexandra Almici ha firmato il successo in 2:05.17. Nei 100 ostacoli, il rientro dagli Stati Uniti di Celeste Polzonetti si è materializzato in un netto 12.94, davanti a Elena Carraro (13.02) e alla giovane Alessia Succo, già a quota 13.23. 

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Nei 1500, Bussotti si è rifatto piegando proprio Jhinaoui (3:47.75 contro 3:48.28), mentre al femminile la burundese Francine Niyomukunzi, in forza al Cus Pro Patria Milano, ha vinto in 4:18.52. Nei 3000 siepi, Carmelo Cannizzaro (8:50.37) ha avuto la meglio su Berihun Kebede, e Gaia Colli ha dominato la prova femminile in 10:12.06. Chiusura di programma con i 5000 metri, capitolo internazionale: Jhinaoui ha vinto in 14:01.18 davanti a Emile Hafashimana e Andiema Solomon, mentre ancora Niyomukunzi, stavolta in doppia fatica, ha completato l’accoppiata vincendo anche sulla distanza più lunga in 15:57.29, davanti all’etiope Senayet Chekol e a Giulia Zanne, terza e migliore delle azzurre.

Marcia: il duello Stano-Fortunato accende il sabato

La gara più attesa del primo giorno ha rispettato le attese: nei 10.000 metri di marcia, Francesco Fortunato ha staccato Massimo Stano negli ultimi 600 metri, chiudendo in 38:48.31 contro il 38:53.75 del campione olimpico di Tokyo, con la Trieste Atletica terza forza grazie a Emiliano Brigante (40:34.76). Al femminile, sui 5000 di marcia, Sofia Fiorini ha staccato Alexandrina Mihai a un paio di giri dal traguardo, vincendo in 21:30.45 contro 21:37.56.

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Salti e lanci: Diaz vola, Fabbri non si ferma, Bruni vicina al record

Il salto più atteso del weekend ha avuto la firma di Andy Diaz: il campione del mondo indoor del triplo, con rincorsa ridotta a tredici passi, ha steso il campo già al primo tentativo con 17,24 (+0,5), bastevole per chiudere la gara dopo due soli salti. Podio completato da Simone Biasutti (16,61) e da un Federico Bruno in personale a 16,37. Nel triplo femminile, Ottavia Cestonaro ha confermato la propria solidità con 13,89, davanti a una sorprendente Greta Brugnolo, capace di firmare il proprio record personale a 13,72 dopo un weekend da incorniciare (lo avrebbe poi ripetuto anche nel lungo). Proprio nel salto in lungo, Leonardo Pini ha siglato il personale a 7,86 (+1,5), mentre al femminile Brugnolo e Arianna Battistella hanno chiuso entrambe a 6,44, con la prima premiata dalla migliore seconda misura. Nel salto in alto maschile, Manuel Lando ha vinto con 2,24, sfiorando il possibile primato personale di 2,27. Nell’asta, prova di carattere per Roberta Bruni: 4,60 alla seconda prova, poi un attacco senza fortuna al record italiano di 4,74.

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Tra gli uomini, Matteo Oliveri si è fermato a 5,60, dopo tre tentativi sfumati a 5,82. Al femminile, nel disco, Daisy Osakue ha risposto con un solido 61,99, a una settimana dal record italiano di 64,68 siglato in Francia. Da segnalare anche il personale di Carmelo Musci nel disco maschile (60,80) e le vittorie di Giorgio Olivieri nel martello (69,49), di Simone Comini nel giavellotto (74,49), di Sara Verteramo nel peso femminile (16,30), di Keren Mbongo nel martello donne (64,53) e di Pascaline Adanhoegbe nel giavellotto femminile (52,86). Nei lanci, il nome del weekend resta quello di Leonardo Fabbri: il peso a 21,66 vale per il fiorentino la quinta vittoria consecutiva della stagione, dopo Roma, Lucca, Pergine Valsugana e Ostrava, con Nick Ponzio (20,59) e Zane Weir (20,04) a completare un podio tutto azzurro. 

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Le staffette chiudono i conti

A consegnare matematicamente l’ottavo scudetto all’Atletica Brescia 1950 è stata la 4×400 femminile, vinta in 3:36.72 da Silvia Meletto, Alexandra Almici, Alessia Seramondi e Alice Mangione. Nella 4×100 maschile si è imposta la Studentesca Milardi in 40.01, davanti a Bolzano (40.38) e Firenze Marathon (40.66), mentre nella 4×400 uomini il sigillo è andato ancora alla Studentesca Milardi in 3:11.13, davanti proprio all’Athletic Club 96 Alperia (3:11.27).

Verso i prossimi appuntamenti

Archiviata la Finale Oro, l’atletica italiana guarda già avanti: il Guidobaldi, che ha già ospitato la presentazione delle medaglie continentali giovanili, si prepara a vivere dal 16 al 19 luglio gli Europei Under 18, e diversi protagonisti del weekend reatino – da Diaz a Fabbri, da Bruni a Osakue – porteranno i crono e le misure di Rieti nelle valigie verso gli appuntamenti internazionali d’agosto. Per Bolzano e Brescia, intanto, resta la soddisfazione di due scudetti che certificano la salute di due movimenti solidi: uno che torna a vincere dopo due anni, l’altro che semplicemente non si ferma più.

* In copertina e nell’articolo Campionati italiani di Società 2026 atletica (Foto di Grana/FIDAL)