Dalla sfida nel femminile al triplete europeo: perché l’addio tra Bernardi e Novara racconta più di quanto dica il comunicato ufficiale
Bastano tre righe per chiudere un capitolo. «La Società Agil Volley comunica che dalla stagione 2026-2027 il signor Lorenzo Bernardi non sarà l’allenatore della Igor Gorgonzola Novara Volley. Ringraziamo Lorenzo per i tre anni trascorsi insieme e gli auguriamo un futuro ricco di successi professionali.» Con questo comunicato stringato, apparso sul sito ufficiale del club il 26 marzo 2026, si chiude l’avventura di Lorenzo Bernardi sulla panchina biancazzurra. Nessun accenno ai trofei conquistati, nessuna conferenza stampa, nessuna cerimonia. Solo quella nota asciutta, quasi fredda, che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione lo stato dei rapporti tra il tecnico trentino e la società negli ultimi mesi.
Bernardi era arrivato a Novara nel maggio 2023, raccogliendo l’eredità di Stefano Lavarini sulla panchina della Igor, per la prima volta alla guida di una squadra di pallavolo femminile. Un salto nel vuoto, per molti versi. “Mister Secolo” — il soprannome che accompagna il più grande pallavolista italiano di tutti i tempi, campione del mondo nel 1990 e nel 1994, campione olimpico nel 1996 — non aveva mai allenato tra le donne. Quella scelta coraggiosa avrebbe però prodotto risultati immediati e significativi.
La prima stagione (2023-2024) disegna subito una traiettoria positiva. Bernardi e le sue azzurre conquistano la Challenge Cup 2024 con un percorso netto: quindici vittorie in altrettante partite, a partire dalla WEVZA Cup di settembre. Un filotto impressionante, coronato dalla vittoria in finale contro le francesi del Neptunes Nantes. A fine stagione, il coach raccoglie il suo primo trofeo europeo da allenatore con una soddisfazione visibilmente autentica: «Non pensavo ci sarei riuscito così rapidamente» commenta, ringraziando il gruppo per la capacità di compattarsi nei momenti decisivi.
La stagione seguente (2024-2025) è ancora più esaltante sul piano europeo. La Igor conquista la CEV Cup 2025, diventando la prima squadra femminile dalla riforma delle competizioni nel 2007 a completare il tris di trofei continentali, dopo la Champions League del 2019 e la Challenge Cup del 2024. La finale contro le romene dell’Alba Blaj, vinta con un netto 0-3 in trasferta, porta la firma di Tatiana Tolok, 22 punti, MVP della manifestazione. Novara aveva un chiaro obiettivo in testa fin dall’inizio di quell’annata: vincere la CEV Cup, l’unico trofeo europeo che mancava in bacheca. Detto, fatto. Le due stagioni consecutive di vittorie europee fanno della Igor l’unica società del continente a vantare un “triplete” nella sua bacheca. Più dei trofei, però, l’eredità tecnica di Bernardi a Novara è stata culturale: un’identità di gioco fondata sull’aggressività al servizio, sulla responsabilizzazione diffusa del gruppo e su una mentalità dichiaratamente europea, capace di trasformare ogni competizione internazionale nell’obiettivo prioritario della stagione.
Eppure, nonostante i successi internazionali, qualcosa sul fronte domestico non torna. Le difficoltà in campionato, gli infortuni che si moltiplicano e — soprattutto — l’incapacità di contendere lo scudetto alla corazzata Imoco Conegliano creano un accumulo di tensioni. Il punto di rottura con la dirigenza sembrerebbe individuabile nella sconfitta nelle final four di Coppa Italia contro Conegliano, il 24 gennaio scorso: un 3-0 senza appello davanti al pubblico dell’Inalpi Arena di Torino. Da quel momento, si susseguono voci e rumors sui rapporti incrinati tra la dirigenza e l’allenatore trentino.
La stagione 2025-2026, il terzo anno di Bernardi, si è chiusa con l’eliminazione in semifinale playoff. La notizia dell’addio – nonostante un contratto fino al giugno 2027 – era nell’aria ben prima dell’eliminazione in gara 3 per mano delle campionesse in carica del Conegliano. Quando arriva il comunicato ufficiale, nessuno è sorpreso. Vale la pena ricordare, per ironia della storia, che l’ultima partita condotta da Bernardi alla guida di Novara si è svolta al Palaverde di Treviso — il palazzetto in cui, in alto sulle tribune, campeggiano le sue vittorie da giocatore e la maglia ritirata. Un congedo involontariamente simbolico.
Come successore, la dirigenza biancazzurra avrebbe individuato Massimo Barbolini, che a Novara ha già vinto diversi trofei tra il 2017 e il 2020, tra cui una Champions League.
Dove possa accasarsi ora “Mister Secolo” è presto per dirlo. In Italia non ci sono top team femminili in cerca di un nuovo allenatore, per cui è più plausibile una pista estera, considerando quanto siano apprezzati e ricercati gli allenatori italiani nel panorama internazionale. Non è da escludere nemmeno un ritorno alla pallavolo maschile, quella in cui Bernardi ha scritto la storia da giocatore.
Tre anni, due coppe europee, un triplete storico completato. E tre righe per salutarsi. Forse il comunicato più freddo della storia della Igor racconta, involontariamente, anche la grandezza di ciò che Lorenzo Bernardi aveva costruito: così importante da non poter essere liquidato in modo diverso, così ingombrante da rendere impossibile un addio caldo. Il futuro di “Mister Secolo” in panchina rimane tutto da scrivere. Ma la sua firma sul palmares europeo della Igor Volley è indelebile.
* In copertina Lorenzo Bernardi (Foto di IGOR Volley Novara)
