Dalla Lombardia all’Abruzzo, passando per la nazionale azzurra: il percorso di una giocatrice che ha fatto innamorare Roseto con la sua energia fuori dal comune
Beatrice Caloro non è il tipo di atleta che passa inosservata. In campo la si riconosce subito: è quella che corre di più, che si batte per ogni palla vagante, che non molla un possesso anche quando il risultato sembra già scritto. Fuori dal campo, è il collante di uno spogliatoio, il carattere che tiene alta l’atmosfera anche nelle serate storte. A soli ventidue anni – è nata a Roma il 28 marzo 2004 – questa cestista ha già scritto pagine importanti nel basket femminile italiano. E il meglio, stando agli indizi, deve ancora venire.
Le radici
Caloro è una play-guardia di 175 cm che ha cominciato a giocare a basket tra Follonica (Grosseto) e Malta. Dopo la parentesi maltese, Beatrice ha giocato fino all’U13 con il Follonica Basket (maschile). Una stagione a Lucca in U14 e poi, nel 2018,si è trasferita tra le fila di Costa Masnaga, la società brianzola che nel corso degli anni ha costruito un vivaio d’eccellenza, capace di sfornare con regolarità atlete di livello nazionale. È qui che Beatrice impara il mestiere, sviluppa la lettura del gioco, affina la tecnica. I palcoscenici importanti arrivano presto: con la divisa di Costa Masnaga fa il suo giovanissimo esordio in Serie A1 all’età di 16 anni, dimostrando fin da subito di poter reggere i ritmi dell’élite. Non si tratta di un ingresso timido. Anno dopo anno, Caloro migliora le sue qualità, soprattutto nella lettura e nel gioco senza palla, grazie a una forte propensione al lavoro. I numeri seguono la curva di crescita: nella sua ultima stagione con Costa Masnaga, tra Serie A2 e playoff, registra 6.6 punti, 3.8 rimbalzi e 2.5 assist in 30 partite. Dati che, per una giocatrice ancora giovanissima, parlano già chiaro sulla direzione di marcia.
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La nazionale azzurra: prima i Mondiali, poi il bronzo europeo
Il talento non sfugge agli occhi degli osservatori federali. Nel 2023 viene convocata nella Nazionale under 19, con la quale disputa i Mondiali in Spagna chiudendo la competizione con 9 punti, 6 rimbalzi e 4.3 assist di media. Medie significative per un torneo iridato, dove la pressione è massima e le avversarie di livello superiore non perdonano gli errori. L’estate del 2024 porta ulteriori soddisfazioni in maglia azzurra. Beatrice porta in alto i colori della nazionale italiana Under 20, contribuendo alla conquista della medaglia di bronzo agli europei disputati in Lituania. Come confermano i tabellini ufficiali FIP del torneo di Vilnius, la guardia lombarda trova minuti e responsabilità in un gruppo allenato dal commissario tecnico Giuseppe Piazza. Le azzurre si arrendono in semifinale alla Spagna, poi conquistano il bronzo battendo nettamente la Svezia per 84-51. Una stagione estiva che sigilla una maturazione accelerata.
La svolta rosetana: una promozione che vale la storia
Nell’estate 2024 Caloro lascia la Lombardia e accetta la sfida delle Panthers Roseto, club abruzzese in Serie A2 con grandi ambizioni. Beatrice è stata una delle protagoniste assolute della stagione 2024-2025, culminata con la storica promozione in Serie A1: migliore realizzatrice, migliore nei recuperi e – a dispetto del suo ruolo – migliore rimbalzista di squadra. Il club stesso non risparmia le parole: se si inventasse una voce nelle statistiche – “la contesa di ogni possesso o palla vagante” – Caloro sarebbe in assoluto la prima dell’intera Serie A2, grazie a una grinta e un’energia veramente fuori dal comune. La fotografia più nitida arriva nella finalissima playoff contro la sua ex squadra, Costa Masnaga: in gara 2 è protagonista con 17 punti e 9 rimbalzi, determinante nella rimonta del quarto periodo che vale la promozione davanti a 1800 persone al PalaMaggetti.
La stagione 2025-2026: da neopromosse alla semifinale scudetto
Il salto nella massima serie, per una neopromossa, è sempre un salto nel buio. Roseto affronta il campionato di A1 senza complessi di inferiorità, e Caloro ne diventa l’anima pulsante. Durante la stagione regolare le Panthers costruiscono la loro credibilità partita dopo partita, con la guardia milanese che si conferma tra le protagoniste del gruppo: nei momenti chiave è lei a prendere in mano la squadra, come accade ad esempio nella vittoria esterna sul campo di Sassari, decisiva per la qualificazione ai playoff scudetto, quando i suoi canestri sigillano la vittoria e garantiscono alle Panthers l’accesso alla post-season. Nei quarti di finale, Roseto affronta la Magnolia Campobasso e si guadagna la semifinale in modo convincente. In gara 2 dei quarti, quando sale in cattedra Caloro con 7 punti consecutivi, le Panthers scappano sul +10 già nel primo quarto e controllano il match, chiudendo 59-54 con 15 punti di Caloro e 11 di Ustby. La semifinale scudetto contro l’Umana Reyer Venezia – una delle formazioni più attrezzate d’Europa – è il vero banco di prova. Dopo il 78-75 di gara 1 al Taliercio, Roseto torna al PalaMaggetti per gara 2 con la testa alta e il match point contro. Quello che va in scena il 6 aprile davanti a 3.000 spettatori – record per il PalaMaggetti in una partita femminile – è una delle serate più belle nella storia del basket abruzzese. La partita resta in bilico fino all’ultimo secondo, con Venezia che la spunta sul filo di lana per 64-63. A fare notizia, però, è la prestazione di Caloro: sfiora una clamorosa tripla doppia con 12 punti, 14 rimbalzi e 9 assist e una valutazione di 30 in 37 minuti. Una prova da leggenda, che la colloca nell’empireo del basket rosetano e abruzzese.
Il profilo tecnico: guardia tuttofare con personalità
Dal punto di vista tecnico, il suo ruolo naturale è quello della play-guardia, figura ibrida che le consente di gestire la regia ma anche di attaccare il canestro con continuità. Il tiro dalla distanza è un’arma concreta – come dimostrano le triple decisive nelle partite più importanti – ma la cifra identitaria di Caloro è altrove: sta nell’intensità difensiva, nella capacità di leggere le traiettorie delle palle vaganti, nell’agonismo contagioso. Sul piano umano ha un carattere coinvolgente ed esuberante, qualità che si sono riversate sul gruppo e sull’identità dei Panthers Roseto, divenendo un simbolo del progetto sportivo.
Il futuro: il mercato bussa, il talento risponde
Una stagione così non passa inosservata agli occhi dei direttori sportivi. Caloro si ritrova al termine di un campionato di A1 che l’ha consacrata definitivamente, con numeri e prestazioni che parlano da soli. Quattro punti di differenza in due partite playoff, affrontando una delle squadre più forti del continente: così si chiude una stagione che sarà ricordata per sempre a Roseto degli Abruzzi, con le Panthers che hanno fatto sognare i propri tifosi e stupito tutta l’Italia cestistica. A ventidue anni, con già diverse convocazioni nelle nazionali giovanili, una promozione dalla A2 e una semifinale scudetto all’attivo in massima serie, il margine di crescita è ancora ampio. Le avversarie che dovrà affrontare in futuro, in Italia o altrove, farebbero bene a prendere nota.
* In copertina e nell’articolo Beatrice Caloro (Foto di Lega Basket Femminile, FIP, Panthers Roseto, Di Giovannantonio)



