Dal debutto a 16 anni al record di 23 Slam, fino al rientro a sorpresa nel 2026: la storia di una delle più grandi tenniste di tutti i tempi
Quattro anni di silenzio, interrotti da una racchetta che torna a vibrare sull’erba di Londra. Serena Williams, 44 anni, ex numero 1 del mondo e proprietaria di un palmarès che ha ridisegnato i confini del tennis femminile, è tornata in campo. Lo ha fatto in doppio, al Queen’s Club, in coppia con la giovane canadese Victoria Mboko, vincendo all’esordio e regalando al circuito un’immagine che sembrava ormai archiviata nei libri di storia. Da lì, il count-down è iniziato: prima Berlino, poi l’attesissimo approdo a Wimbledon, dove il 29 giugno Serena ritroverà sua sorella Venus per una wild card di doppio che profuma di altri tempi. Un rientro che non è un singolo episodio, ma la riapertura di un capitolo che tutti credevano chiuso nel settembre 2022.
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Le origini e la famiglia
Serena Jameka Williams nasce a Saginaw, in Michigan, il 26 settembre 1981, ultima di cinque sorelle. È figlia di Richard Williams, di origini afroamericane e gestore di un’agenzia di sicurezza, e di Oracene Price, infermiera. Sua sorella maggiore Venus, nata poco più di un anno prima, sarà per tutta la vita la sua compagna di viaggio e la sua più grande rivale sul campo. Le due crescono a Compton, in California, dove il padre le inizia al tennis fin da bambine sui campi pubblici del quartiere, costruendo un metodo di allenamento fatto di disciplina e protezione che diventerà leggendario, raccontato anche nel filmIl metodo Williamsdel 2021. Tra le sorellastre maggiori da parte di madre, Yetunde Price viene assassinata a Compton nel 2003, una tragedia che segna profondamente la famiglia. Sul fronte personale, Serena sposa il cofondatore di Reddit Alexis Ohanian il 16 novembre 2017, dopo essere diventata madre, due mesi prima, della prima figlia Alexis Olympia. Nel 2023 la coppia accoglie la seconda figlia, Adira River. Proprio le due bambine, insieme al marito, hanno seguito dagli spalti il rientro della madre al Queen’s Club, in un equilibrio tra vita familiare e ritorno agonistico che Serena ha sempre rivendicato come scelta di priorità.
Gli esordi e l’ascesa
Williams debutta nel circuito professionistico nel 1997, a soli 16 anni, chiudendo la stagione già nella top 100. Il primo titolo del Grande Slam arriva nel 1999, agli US Open, quando una diciassettenne Serena sorprende la numero 1 del mondo Martina Hingis in finale. È l’inizio di una scalata che, nel 2002, la porta a completare il cosiddetto “Serena Slam”: tre Major consecutivi – Roland Garros, Wimbledon e US Open – tutti conquistati in finale contro la sorella Venus, che le permettono di salire per la prima volta al numero 1 del ranking mondiale. L’anno successivo arriva anche l’Australian Open, completando il Career Grand Slam e il possesso simultaneo dei quattro titoli major, impresa che da allora porta il suo nome.
Dopo una fase complicata tra il 2004 e il 2006, segnata da infortuni e da una parentesi anche extra-tennistica come modella e attrice, Serena torna a dominare dal 2007, in particolare nel triennio 2008-2010, e vive una delle stagioni più complete nel 2009, chiudendo l’anno da numero 1 sia in singolare che in doppio. Il sodalizio con il coach Patrick Mouratoglou, iniziato nel 2012, coincide con una nuova fase di maturità tecnica e mentale che la porta a vincere ulteriori Slam anche dopo i 30 anni, età in cui la maggior parte delle tenniste inizia il proprio declino. Il suo ultimo titolo del Grande Slam arriva agli Australian Open 2017, conquistato mentre era già incinta della prima figlia.
Caratteristiche tecniche e superficie preferita
Il marchio di fabbrica di Serena Williams è il servizio, considerato da più parti il migliore nella storia del tennis femminile per potenza, precisione e somiglianza, nella meccanica esecutiva, a quello del circuito maschile. Su questa base costruisce un gioco di pura aggressività da fondo campo: dritto potente e diretto, rovescio bimane preparato con tempi più lenti ma altrettanto efficace, risposta al servizio anticipata e piatta per togliere tempo all’avversaria. Il suo è lo stile della “attacking player”: pochi scambi, massima pressione nei primi colpi dopo il servizio, gioco a rete non un punto di forza in singolare ma valorizzato nelle prove di doppio, dove la lettura delle geometrie di campo è stata spesso decisiva. Quanto alle superfici, Serena ha dimostrato versatilità su tutte e tre quelle del circuito maggiore, ma è sull’erba e sul cemento che ha trovato il rendimento più continuo: Wimbledon (7 titoli) e gli Australian Open (7 titoli, record assoluto a pari merito) restano i suoi terreni di maggior dominio, complici un servizio che sull’erba trova rimbalzi favorevoli e un gioco diretto che sul cemento esprime il massimo della sua potenza.
I numeri e il palmarès
La carriera di Serena Williams, lunga venticinque anni da professionista, racconta cifre che restano un punto di riferimento nel tennis femminile. Sono 23 i titoli del Grande Slam in singolare – record dell’Era Open – distribuiti in 7 Australian Open, 7 Wimbledon, 6 US Open e 3 Roland Garros, secondo soltanto al record assoluto di Margaret Court (24 titoli, ma ottenuti anche nell’era amatoriale). A questi si aggiungono 73 titoli WTA in singolare e altri 23 in doppio, di cui 14 conquistati in coppia con Venus nei quattro Slam, più 2 titoli di doppio misto con Max Mirnyi. Il bottino complessivo nei Major sale così a 39 titoli. Sul fronte olimpico, quattro medaglie d’oro: una in singolare a Londra 2012 e tre in doppio insieme alla sorella, a Sydney 2000, Pechino 2008 e Londra 2012. Serena è inoltre rimasta al numero 1 del ranking WTA per 319 settimane complessive, di cui 186 consecutive, terza di sempre dietro a Steffi Graf e Martina Navrátilová.
Il ritiro
L’addio al tennis agonistico, mai dichiarato formalmente come ritiro, arriva agli US Open 2022. In un’intervista aVoguepubblicata poco prima del torneo, Williams scrive di stare “evolvendo lontano dal tennis verso altre cose” importanti per lei. A Flushing Meadows regala ancora spettacolo, eliminando l’allora numero 2 del mondo Anett Kontaveit, prima di arrendersi al terzo turno, dopo tre ore di battaglia, all’australiana Ajla Tomljanović. È l’ultima partita della sua carriera professionistica, almeno fino a questa primavera.
Il ritorno a 44 anni
Le voci di un possibile rientro circolavano da mesi, alimentate da indiscrezioni di stampa britannica e da un’attività fisica mai del tutto interrotta. La conferma arriva a inizio giugno 2026: Serena ottiene una wild card per il doppio femminile dell’HSBC Championships, il WTA 500 sull’erba del Queen’s Club di Londra, storico antipasto di Wimbledon. In coppia con la diciannovenne canadese Victoria Mboko, numero 9 del mondo in singolare, Williams torna in campo il 9 giugno, quasi quattro anni dopo l’ultimo incontro ufficiale. Il debutto è vincente: 7-6, 6-2 contro la coppia numero 3 del seeding, formata da Nicole Melichar-Martinez ed Erin Routliffe, con tanto di standing ovation all’ingresso in campo e ace fino a 120 miglia all’ora che testimoniano un servizio ancora di ottimo livello. “Non avevo niente di meglio da fare a casa, mi stavo annoiando”, ha scherzato Serena dopo il match, raccontando con la consueta leggerezza un rientro seguito dagli spalti anche dal marito Alexis e dalle figlie Olympia e Adira.
Il percorso londinese si interrompe quando Mboko è costretta al ritiro per un infortunio, ma il rientro prosegue immediatamente: a Berlino, al WTA 500 tedesco, Serena scende in campo in doppio insieme alla ceca Karolína Muchová. E proprio a margine di quell’evento, interrogata sulla possibilità di tornare anche in singolare a Wimbledon – dove non gioca dal 2022, anno dell’eliminazione al primo turno contro Harmony Tan – Williams ha risposto con la consueta ironia, senza sciogliere la riserva: “Oh mio Dio, ci sono ancora wild card a disposizione? Sono così tante, mi conviene andare ad allenarmi”. Il 16 giugno gli organizzatori dei Championships hanno reso nota la lista delle wild card per il singolare femminile, senza il nome di nessuna delle due sorelle Williams. È invece arrivata, lo stesso giorno, la conferma più attesa dai tifosi di tutto il mondo: Serena e Venus giocheranno insieme nel doppio femminile di Wimbledon, ottenendo una wild card che le riporta sull’erba di Church Road per la prima volta da coppia dal 2016, anno del loro ultimo titolo nei Championships. Le due sorelle vantano insieme sei trofei di doppio a Wimbledon e non hanno mai perso una finale Slam giocata in coppia.
Quali prospettive per il futuro
Resta da capire quanto questo rientro sia un episodio isolato, legato al fascino di tornare sui campi che hanno fatto la sua storia, o l’inizio di una nuova fase, seppur limitata, di attività agonistica. Lo stesso entourage di Serena, attraverso le dichiarazioni della USTA raccolte nei mesi scorsi, ha sempre lasciato la porta aperta a un possibile ritorno, accolto “con entusiasmo” qualora si concretizzasse. A 44 anni, e dopo quattro anni di inattività competitiva, un rientro stabile in singolare nel circuito WTA appare però uno scenario poco realistico: il livello attuale del tennis femminile, con interpreti come Aryna Sabalenka, Iga Swiatek e Coco Gauff a dettare ritmi fisici elevatissimi, richiede una continuità di gioco e di preparazione difficilmente compatibile con un’attività sporadica. Più plausibile, stando a quanto filtra dalle ultime uscite pubbliche della stessa Williams, è che il doppio resti la dimensione naturale di questo nuovo capitolo: un terreno in cui esperienza, lettura tattica e fiuto del punto contano più della tenuta atletica sui lunghi scambi, e dove il fascino della maglia a stelle e strisce al fianco della sorella Venus – o di giovani interpreti come Mboko – può ancora regalare spettacolo senza la pressione di un calendario stagionale completo. Quel che è certo è che Wimbledon 2026 si presenta con un richiamo aggiuntivo, quello della Regina che torna sul prato che più di ogni altro ha amato. Che sia un saluto prolungato o l’inizio di qualcosa di più strutturato, il tennis femminile ha ritrovato, almeno per qualche settimana, una delle sue voci più importanti.
* In copertina Serena Williams
