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Agata Campana, chi è la campionessa del mondo juniores su pista

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Agata Campana, classe 2008, è la nuova stella del ciclismo su pista italiano. Tre ori mondiali, tre titoli europei, una carriera già straordinaria. La storia completa della giovane pistard di Castelfranco Veneto

Ci sono domeniche in cui la pista risuona di qualcosa che va oltre la corsa. Il 24 agosto 2026, nel velodromo belga di Heusden-Zolder, il velodromo tace un istante dopo la volata finale della Madison femminile juniores, poi esplode. Agata Campana e Matilde Rossignoli attraversano il traguardo con 30 punti, sei in più della Danimarca. Per Campana è la terza medaglia nel giro di cinque giorni – dopo l’oro nell’eliminazione e l’argento nello scratch. Ha diciotto anni, corre per la Bft Burzoni VO2 Team Pink, studia al corso serale del Liceo Rosmini di Trento. E fino a quel momento era rimasta in piedi nonostante tre cadute durante la gara. Questa è Agata Campana: testa dura, gambe veloci, e un’estate 2026 che il ciclismo italiano non dimenticherà.

Le radici: Treville e la bici davanti all’asilo

Agata Campana nasce il 29 maggio 2008 a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, nella frazione di Treville. Una bambina che, a suo dire, preferiva arrampicarsi sugli alberi e giocare a calcio piuttosto che con le bambole. “Non sono mai stata una bambina tranquilla”, ha raccontato nei mesi scorsi ai giornalisti veneti che l’hanno omaggiata dopo i successi mondiali. La svolta arriva all’asilo: davanti all’edificio c’è la sede di una società ciclistica, e Agata vede le altre bambine pedalare. I genitori, presenti in ogni sua tappa, le comprano la prima bici e l’iscrivono alla società.“Il resto è arrivato tutto di conseguenza”, ha detto lei stessa in un’intervista. Nel tempo, la famiglia si trasferisce a Trento, e Agata porta con sé la bici. È una scelta che segnerà il suo percorso: il Trentino, terra di ciclismo e strutture giovanili di qualità, sarà il laboratorio dove la ciclista prenderà forma.

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La Trentino Cycling Academy: le fondamenta di una campionessa

Agata si forma nella Trentino Cycling Academy, la società giovanile trentina guidata dal presidente Dario Broccardo, con Antonio Moser nel ruolo di team manager e Paolo Dalla Costa come direttore sportivo. È qui, sotto la guida di una struttura tecnica che ha saputo coltivare talenti per anni, che Campana costruisce le sue fondamenta sportive. Sceglie subito la bici da strada, senza cedere alle sirene della mountain bike come invece capita a molti coetanei trentini. La pista arriva dopo, come complemento – un abbinamento che si rivelerà vincente. Gli allenamenti su pista si tengono principalmente al velodromo di Montichiari, punto di riferimento per molti pistard italiani. Nella stagione 2022-2023, già da allieva, inizia a lasciare tracce: conquista la maglia di campionessa provinciale trentina nell’omnium Donne Allieve e porta a casa l’argento ai Campionati italiani giovanili su pista nella velocità a squadre. La Trentino Cycling Academy vince anche la classifica a squadre Allieve nel 2024, anno in cui Campana è prima nella classifica individuale di categoria.

2024: il tricolore sull’omnium e la Coppa Rosa che sa di leggenda

La stagione 2024 è quella della consacrazione allieva. A settembre, ai Campionati italiani giovanili su pista di Noto, Agata sale due volte sul podio: oro nell’omnium Allieve e argento nella velocità a squadre (in compagnia di Silvia Ciaghi e Maya Ferrante). È il biglietto da visita per una carriera che sta per cambiare passo. Ma è su strada che arriva il risultato più significativo dell’anno. Il 7 settembre 2024, nella Coppa Rosa di Borgo Valsugana – la corsa di riferimento assoluta per la categoria allieva -, Campana lancia uno sprint dei suoi: raggiunge Matilde Rossignoli che aveva allungato nella parte finale, tiene duro negli ultimi 200 metri e taglia il traguardo a braccia alzate. “Negli ultimi metri sentivo le gambe che non ce la facevano più, ma ho tenuto duro”, racconta subito dopo, dedicando la vittoria alla squadra. Per la Trentino Cycling Academy è il primo successo alla Coppa Rosa in diciassette anni. Il ds Antonio Moser festeggia con tutta la società.

 

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2025: il debutto juniores e le prime maglie iridate

Dal 2025 Agata Campana veste i colori della Bft Burzoni VO2 Team Pink, la storica società piacentina guidata dal presidente Gian Luca Andrina, con i DS Vittorio Affaticati e Krizia Corradetti. Nasce qui la storia delle “panterine”, un collettivo di giovani talenti che in poco tempo diventa una delle formazioni juniores più competitive d’Europa. Il debutto è folgorante: dopo un secondo posto a Vignola alla prima uscita stagionale, ad aprile vince il Trofeo Cassa di Risparmio di Fossano – una gara Open, con anche le Elite in gara – chiudendo in 2h07’50” a una media di 40,365 km/h. Una vittoria in volata che mette in mostra subito la dote principale di Campana: uno sprint potente, gestito con intelligenza tattica. Nel corso della stagione raccoglierà tre vittorie su strada. Su pista, però, arriva la consacrazione vera. A luglio, agli Europei juniores di Anadia (Portogallo), è subito medaglia al primo campionato continentale della carriera: argento nello scratch femminile, alle spalle della danese Dam Ida Fialla; poi oro nella team sprint, insieme a Matilde Cenci, Siria Trevisan e Rebecca Fiscarelli, che battono la Germania in finale fermando il cronometro a 49″590. Ad agosto, ai Mondiali juniores di Apeldoorn (Olanda), la squadra della team sprint fa ancora meglio: miglior tempo in qualifica (49″994), percorso netto fino alla finale, Germania sconfitta. Campana partecipa alle qualifiche, contribuendo al tempo che vale il podio, poi lascia il posto a Fiscarelli per le ultime due manche mentre lei si concentra sullo scratch – che chiuderà all’ottavo posto, restando un po’ ingabbiata nelle fasi finali. La maglia iridata, però, è sul petto dell’Italia: e su quel petto c’è anche il suo nome.

 

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2026: l’estate che ha cambiato tutto

La stagione 2026 inizia in salita. A gennaio Agata contrae un’infezione virale che la tiene lontana dai livelli migliori per quasi due mesi. “Temevo di non ritornare più me stessa”, confessa a maggio. Ma la resilienza è una delle sue qualità principali. A marzo un terzo posto in Olanda le ridà fiducia; poi, ad aprile, la scintilla torna ad accendersi. Il 6 aprile vince per il secondo anno consecutivo la gara Donne Open di Fossano, questa volta in 2h21’15” a 39,929 km/h; il 26 aprile, all’EPZ Omloop van Borsele in Olanda – tappa di Nations Cup ad altissimo livello internazionale -, piazza una volata dominante a Heerenveen e porta a casa una vittoria “che sognavo da quando sono passata di categoria”, come dice lei stessa. Due giorni prima ha già ottenuto un secondo posto in un’altra tappa della stessa corsa. A inizio maggio vince anche a Bovolone (VR). Il motore è tornato a girare ai suoi giri.Poi arriva luglio. Cottbus, Germania, Campionati Europei juniores e Under 23 su pista. Primo giorno: scratch femminile. Campana gestisce la gara con lucidità, aspetta l’ultima curva, parte allo sprint e supera la britannica Phoebe Taylor. “Sono veramente contenta di questa vittoria, che dedico ai miei genitori”, dice dal podio. Migliorata la medaglia d’argento conquistata nello stesso evento l’anno precedente ad Anadia. Due giorni dopo: eliminazione femminile. Terreno nuovo per Campana a livello internazionale – l’aveva affrontata soltanto da allieva nell’omnium tricolore. Nessun problema: gestisce i momenti caldi con freddo chirurgico, elimina una a una le avversarie, batte in finale la russa Olga Kostina. Due gare endurance, due maglie europee. Più l’argento nella Madison insieme a Matilde Rossignoli.

 

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Agosto, Belgio, Heusden-Zolder. Mondiali juniores su pista. L’Italia arriverà in cima al medagliere con 8 ori e 16 medaglie complessive: record storico. E Campana è protagonista assoluta. Mercoledì 19 agosto, scratch femminile: argento, alle spalle della statunitense Emma Louise Jimenez Palos, campionessa in carica. Giovedì 20 agosto, eliminazione: oro. Campana precede Kostina e la spagnola Adriana Vargas Suñer in una prova che dichiara di non aver mai disputato su una pista al chiuso. “Quando siamo rimaste in poche, sapevo di essere la più veloce del gruppetto e sentivo bene le gambe”, racconta a caldo. “Dopo l’argento di ieri volevo rifarmi”. Venerdì 21 agosto, omnium: quarta, sfiorando il podio per soli due punti. Domenica 24 agosto, Madison con Rossignoli: oro, con 30 punti davanti alla Danimarca, nonostante tre cadute nel corso della prova. “Questo oro è tutto loro, l’hanno voluto fortemente”, dirà il team manager Stefano Solari. Bilancio personale ai Mondiali: 2 ori (eliminazione, madison) e 1 argento (scratch). Totale nella carriera: 3 titoli mondiali (team sprint 2025, eliminazione 2026, madison 2026) e 3 titoli europei (team sprint 2025, scratch 2026, eliminazione 2026). A soli diciotto anni.

 

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Le specialità, la tecnica, il carattere

Campana è nata per la velocità. Sul rettilineo finale nessuna coetanea la spaventa: ha un’accelerazione bruciante e la capacità di gestire lo sprint anche in situazioni caotiche. Ma ridurla a pura velocista sarebbe un errore. La pista le ha insegnato la lettura della gara, il posizionamento, la gestione dell’intensità nei momenti chiave dell’eliminazione e dell’omnium – specialità che richiedono intelligenza tattica oltre alla potenza. Su strada, la vittoria alla Coppa Rosa 2024 su percorso mosso e la capacità di tenere in gare con salite brevi la collocano in una categoria superiore alla semplice velocista pura. Il modello dichiarato è Lorena Wiebes, la campionessa olandese: “Fortissima in volata ma capace anche di tenere sulle salite, difficile da staccare. Sogno di diventare come lei”, ha detto. La corsa che sogna di vincere un giorno è la Milano-Sanremo femminile. Per ora ci sono due mondi da governare: la pista e la strada. Li tiene insieme con una maturità rara per la sua età.

La scuola e la vita fuori dalla pista

Agata Campana frequenta il corso serale del Liceo Economico-Sociale (LES) al Liceo Rosmini di Trento. Il 26 aprile 2026, il giorno dopo la vittoria all’Omloop van Borsele in Olanda, la scuola pubblica sul proprio sito una nota di congratulazioni: “Il LES corso serale è anche questo, un’opportunità diversa che permette di gestire con successo percorsi altrimenti difficili da conciliare con il tempo scuola”. Studia di notte, corre di giorno. La doppia vita non è semplice, ma è quella che ha scelto. Fuori dalla bici, rimane la ragazza che preferiva arrampicarsi sugli alberi. I social la mostrano sorridente, in squadra, con le compagne, senza la posa costruita di chi si sente già una star. Le vittorie le dedica ai genitori e alla squadra, sistematicamente. È il segno di chi non ha mai perso il filo con le origini.

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Prospettive: all’orizzonte le Olimpiadi e il professionismo

Terminato il biennio juniores (il 2026 è il suo secondo e ultimo anno di categoria), Agata Campana si prepara al salto tra le Under 23 e, in prospettiva, tra le Elite. Il percorso naturale porta verso una squadra professionistica internazionale: già a maggio 2026 in un’intervista segnalava “contatti con grandi squadre” dopo le vittorie in Olanda. Lei stessa ha dichiarato di ambire a un’esperienza all’estero, “per uscire dalla culla che è l’Italia” e misurarsi con un modo di lavorare diverso. L’obiettivo dichiarato per il futuro prossimo è la conferma tra le grandi del ciclismo internazionale. “So di avere ancora molto da imparare ma voglio confermarmi tra le grandi”, ha detto dopo i Mondiali, raccogliendo l’applauso del Comitato FCI di Trento che le ha organizzato una serata di celebrazione. All’orizzonte, le Olimpiadi: Los Angeles 2028 potrebbe essere il palcoscenico giusto per una pistard che in categoria juniores ha già esaurito praticamente tutti i titoli disponibili. Rimangono ancora aperti i capitoli della competizione tra le Elite su pista – Campionati del Mondo e Europei assoluti – e le grandi classiche su strada. La Milano-Sanremo, la sua corsa dei sogni, aspetta. Ma nessuna delle atlete della sua generazione sembra avere più frecce nell’arco.

Verso il futuro

C’è un’immagine che resta impressa: Agata Campana che rientra sul circuito di Heusden-Zolder dopo la terza caduta nella Madison, cerca Rossignoli con lo sguardo, riprende la scia giusta e alla fine tiene saldi i nervi. Ha diciotto anni e tre maglie iridate. Viene da Treville, una frazione di Castelfranco Veneto che fino a poco tempo fa non aveva molto da raccontare al mondo del ciclismo internazionale. Adesso ce l’ha. Il tridente iridato non è il punto d’arrivo di una storia, ma il prologo di qualcosa che sta per cominciare. E l’Italia del ciclismo, che in questi anni ha imparato a scommettere sui propri giovani, sa già dove guardare.

* In copertina Agata Campana (Foto fatta con AI)