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Arianna Caruso al Real Madrid: da Ostia al Bernabeu, l’azzurra da record che riscrive la storia

La centrocampista classe 1999 firma fino al 2030 con il Real Madrid in un trasferimento da oltre 600mila euro: è la prima italiana di sempre in maglia merengue e la calciatrice azzurra più costosa di sempre sul mercato

Arianna Caruso ha preso un treno. Lo ha detto lei stessa, in un’intervista al Corriere dello Sport, pubblicata in marzo: “Passava un treno e mi sono chiesta: salgo o no? Sono salita”. Allora stava parlando del Bayern Monaco. Ma quella metafora vale per tutta la sua carriera: una sequenza di scelte coraggiose, di salti nel vuoto trasformati in approdi vincenti. L’ultimo, e il più grande, porta la firma del Real Madrid. Il 24 agosto 2026, a 26 anni, Arianna Caruso è diventata la prima calciatrice italiana di sempre a vestire la maglia delle Blancas, con un contratto quadriennale fino al 30 giugno 2030. Il Real Madrid ha investito oltre 600mila euro più bonus per strappare la centrocampista al Bayern Monaco: la cifra più alta mai registrata per una calciatrice azzurra, che supera il precedente primato stabilito poche settimane prima dal Chelsea con l’acquisto di Giulia Dragoni dal Barcellona. Un’operazione che è già storia.

 

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Da Ostia all’Olimpico: origini e prime passioni

Arianna Caruso nasce a Roma il 6 novembre 1999, ma è Ostia la sua vera casa: il litorale romano, il mare, la famiglia. Cresciuta in un quartiere di periferia, inizia a muovere i primi passi con l’Ostiamare, in squadra con i maschi, fino ai quattordici anni. Un’infanzia in campo aperto, libera e competitiva. “A quell’età non pensi se sei maschio o femmina– ha spiegato -,pensi solo a divertirti, a giocare”. Non tutto era facile, come confessa con ironia: una volta, giocando contro la Roma, uno staff avversario la scambiò per un ragazzo per via dei capelli corti. Quando scoprirono la verità, la stupefazione fu totale. “Me la ricordo ancora la loro faccia”, dice divertita. Il calcio è arrivato per caso – o quasi. La sua famiglia accompagnava la sorella agli allenamenti di nuoto; nell’attesa, Arianna giocava a pallone fuori. La vide un allenatore, il padre di una compagna della sorella, e convinse i genitori a portarla a una seduta di prova. La passione c’era già, bisognava solo darle una forma. Il contesto familiare ha pesato anche sentimentalmente: suo padre era – ed è – un tifoso sfegatato della Roma. All’Olimpico ci andavano insieme, mano nella mano. Un ricordo nitidissimo è quello del giorno in cui entrò in campo, bambina, mano nella mano con Amantino Mancini, durante un Roma-Milan. “Papà voleva sapere com’era l’erba dell’Olimpico”, racconta. E il mito di Totti l’ha accompagnata per tutta l’infanzia: “Sono cresciuta nel suo mito. Quando ha smesso di giocare è stato un giorno di lutto”.

Arianna-Caruso-Ostiamare

Gli esordi alla Res Roma: il primo scudetto a quindici anni

Il salto di qualità arriva con il passaggio alla Res Roma, dove finisce nelle mani del tecnico Fabio Melillo, figura fondamentale nel calcio femminile capitolino, scomparso negli anni successivi. “Ci ha insegnato che c’è sempre da imparare, soprattutto nelle difficoltà– ha detto Caruso -.Gli devo molto, e non solo io ma tutto il calcio femminile”. Con la formazione Primavera della Res Roma, Arianna vince lo scudetto di categoria nella stagione 2014/15, a soli 15 anni. È Melillo a farla debuttare in Serie A. Le presenze maturate con la Res nel massimo campionato femminile italiano sono 34, per un totale di 8 gol: numeri discreti per una ragazza ancora adolescente che già dimostra di avere qualità fuori dalla norma.

Arianna-Caruso-Res-Roma

La Juventus: otto anni, 237 presenze e una generazione da costruire

Nell’estate del 2017, la neonata Juventus Women bussa alla porta. Arianna ha 17 anni, non ha ancora finito la scuola, e la Juve sa tutto: mette a disposizione alloggio, scuola, pulmino, pasti. “A 17 anni, se ti dicono una cosa del genere, non puoi rifiutare”, ricorda. È un salto nel vuoto, ma ragionato. Il 27 agosto 2017, Arianna Caruso debutta in bianconero nella prima partita della storia della Juventus Women: 13-0 al Torino in Coppa Italia. Segna anche una doppietta. Quella stessa stagione chiude con 25 presenze e 9 gol, contribuendo in modo determinante alla conquista del primo Scudetto della storia del club. Quello che segue è un percorso di crescita costante, stagione dopo stagione, all’ombra della Mole. Nella sua prima annata è già titolare, imposta da Rita Guarino in un ruolo centrale del centrocampo che Arianna stessa fatica inizialmente ad accettare: “Non ero molto convinta, però alla fine è il ruolo che mi si addice di più”. Con il passare degli anni diventa la colonna portante del centrocampo bianconero, poi una delle leader dello spogliatoio, infine capitana – soprattutto in assenza di Sara Gama. Il 17 gennaio 2024, durante la vittoria per 4-0 sulla Sampdoria, raggiunge le 200 presenze in maglia bianconera: prima giocatrice della Juventus Women nella storia a centrare questo traguardo. Alla Juventus, Arianna Caruso resta otto stagioni, fino al gennaio 2025: 237 presenze totali (record assoluto del club), 60 gol (terza miglior marcatrice della storia dopo Cristiana Girelli con 126 e Barbara Bonansea con 90). Sul piano delle partecipazioni offensive dalla stagione 2020/21, ha totalizzato 32 gol e 25 assist in Serie A, risultando la centrocampista più influente della competizione nel periodo. Il palmares in bianconero è imponente: sei Scudetti – cinque consecutivi dalla prima stagione del club (2017/18) fino al 2021/22, più uno ulteriore – tre Coppe Italia e quattro Supercoppe italiane, per un totale di tredici trofei nazionali. “Alla Juve sono cresciuta tanto a livello tecnico e tattico, ma anche fuori dal campo”, aveva detto. Una frase che dice tutto.

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L’azzurro in nazionale: dalle giovanili all’Europeo storico del 2025

Il percorso in nazionale segue la traiettoria del club: tappe graduali, crescita continua. Caruso passa per l’Under 17 nel 2015, l’Under 19 nel biennio 2016-17, prima di approdare stabilmente in prima squadra nel 2019. Con la nazionale maggiore, ad oggi conta 72 presenze e 19 gol: numeri da leader assoluta di un reparto di centrocampo che nelle ultime stagioni è diventato tra i più solidi d’Europa. Il momento più alto arriva nell’estate del 2025, con gli Europei disputati in Svizzera. L’Italia di Andrea Soncin costruisce un percorso inatteso e appassionante: vince il girone B grazie a una vittoria fondamentale contro il Belgio – gol di Arianna Caruso al 44′, assist di Di Guglielmo, tiro secco sul primo palo -, poi elimina la Norvegia ai quarti di finale grazie a una doppietta di Cristiana Girelli, e si arrende soltanto in semifinale all’Inghilterra di Wiegman, campione in carica, dopo i tempi supplementari. È la prima semifinale europea dell’Italia dal 1997, con il format a 16 squadre addirittura la prima assoluta. Contro il Belgio, Caruso viene eletta Player of the Match dai tecnici UEFA: “Tra le prime due nella classifica dei recuperi palla e tackle, ha dominato il centrocampo sia in fase di possesso che non possesso, segnando anche il gol della vittoria”. Pochi mesi dopo sarà già a Madrid, ma la Nazionale la aspetta: dall’ottobre 2026 partono i playoff che mettono in palio la qualificazione al Mondiale 2027 in Brasile, e Arianna è tra le certezze di Soncin.

Bayern Monaco: il coraggio del cambiamento e sei trofei in una stagione e mezza

A gennaio 2025, dopo otto anni alla Juventus, Caruso rompe gli indugi e firma per il Bayern Monaco. Inizialmente in prestito, poi a titolo definitivo dal 30 giugno 2025. “Non potevo rimandare– ha detto -,sei mesi dopo non è detto che un altro treno sarebbe passato”. L’impatto non è immediato: arrivare a stagione in corso in un club straniero, con una lingua da imparare e schemi da assimilare, comporta un periodo di adattamento. Ma Arianna si rimbocca le maniche. “Ho pagato qualche insicurezza in campo. Avevo l’ansia di non essere all’altezza. Poi ho capito che faceva parte del percorso. Mi sono rimboccata le maniche”. Il Bayern è un ambiente di livello europeo assoluto: le compagne di reparto si chiamano Georgia Stanway e Lena Oberdorf. In una stagione e mezza, Caruso accumula 46 presenze e tre reti, contribuendo alla vittoria di sei trofei: due Frauen-Bundesliga (2024/25 e 2025/26), due DFB-Pokal (le due Coppe di Germania), due Supercoppe tedesche. Con i bavaresi raggiunge anche la semifinale della Women’s Champions League 2025/26, conclusasi con l’eliminazione ai supplementari per mano del Barcellona. Così hanno scritto di lei in aprile, in piena Champions League:“Caruso ha un’eccezionale visione di gioco. Sa passare la palla con precisione anche da distanze notevoli e riesce in questo modo a innescare tante azioni d’attacco”. Una valutazione che spiega molto sull’interesse del Real Madrid.

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Il trasferimento record e la nuova avventura a Madrid

Il 24 agosto 2026 è una data che resterà nella storia del calcio femminile italiano. Il Real Madrid e il Bayern Monaco annunciano l’accordo per il trasferimento definitivo di Arianna Caruso: contratto di quattro anni fino al 30 giugno 2030, cifra complessiva stimata attorno ai 600-650mila euro tra parte fissa e bonus. Caruso supera così il primato appena stabilito da Giulia Dragoni (il Chelsea aveva versato circa 500mila euro al Barcellona), diventando la calciatrice italiana più costosa di sempre sul mercato internazionale e, secondo quanto riferito, anche la più pagata in assoluto tra le azzurre con il contratto firmato. La cifra esatta del suo stipendio non è stata divulgata dai club. Sulla pagina social del Real Madrid, nelle ore successive all’ufficializzazione, Caruso scrive: “Ho imparato, ho vinto e sono diventata una calciatrice ancora più consapevole. Oggi guardo indietro con gratitudine, ogni passo, ogni persona, ogni momento che mi ha portata fin qui, perché adesso quel viaggio mi porta in Spagna a scrivere una pagina nuova: la prima di una calciatrice italiana con il Real Madrid. Sono orgogliosa della strada fatta ma ancora di più affamata per quella che ho davanti”. E ai tifosi delle Blancas, in un video sui canali del club, saluta in spagnolo: “Hola madridistas, estoy muy orgullosa de vestir esta camiseta y no puedo esperar a darlo todo por vosotros, nos vemos pronto”.

 

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Il profilo tecnico: regista, mezzala e gol

Alta 165 centimetri, piede preferito il destro, Arianna Caruso è un centrocampista di rara polivalenza. Si disimpegna sia come regista di centrocampo, dove dimostra molta concretezza, sia come mezzala, esibendo in questo caso un notevole dinamismo. Annovera un’ottima tecnica di base, in particolare nella coordinazione nell’andare al tiro, che le permette di trovare con una discreta frequenza il gol. Sua la soddisfazione di non aver ancora capito dove preferisce stare in campo: “Non ho ancora capito se sono più offensiva o difensiva. Mi piace fare gol, ma di più fare l’ultimo passaggio, inserirmi, lavorare duro, correre tanto”. La visione di gioco è la sua caratteristica più apprezzata dagli analisti: sa servire i compagni in spazi stretti ma anche lanciare in profondità con traiettorie precise, innescando le azioni offensive. In fase difensiva, recupero palla e contrasto la mettono tra le migliori nella propria categoria a livello europeo, come attestato dai dati UEFA a EURO 2025.

Fuori dal campo: il pianoforte, Totti e la sorella

Chi è Arianna Caruso quando non indossa i tacchetti? Una ragazza riservata, poco incline ai social se non per aggiornamenti calcistici, con un profilo Instagram seguito da alcune centinaia di migliaia di follower. Vive da sola da anni, ha imparato a riempire e svuotare valigie – da Torino a Monaco, ora Madrid – ma il filo con Roma non si è mai spezzato. Ciò che le manca di più? “La famiglia, mia sorella particolarmente e il mare, io sono di Ostia”. Della vita in Germania ha apprezzato la qualità dei servizi e l’accoglienza dello spogliatoio del Bayern, meno il freddo. Il calcio, dice, è la sua dimensione più vera: “Quando entro in campo è come se tutti i problemi svanissero. Torno sempre bambina in quell’ora e mezza della partita”. Ha un sogno stravagante, per una sportiva: comprare un pianoforte e imparare a suonarlo. Sogno rimandato per ora, tra gli impegni sportivi e lo studio del tedesco. Sul fronte accademico, sta per completare la laurea in Scienze Motorie, con una tesi già in stesura. Pensa di allenare, un giorno – “ma si cambia idea, ho tempo per pensarci”. La famiglia la segue ovunque possa; i genitori vivono il calcio di Arianna con la stessa intensità con cui lo vive lei. E poi c’è Roma, il pallino giallorosso ereditato dal padre. “Per mio papà sarebbe il coronamento di un sogno”, ha detto ridendo. Mai dire mai.

Il Real Madrid e le prospettive future

Il Real Madrid Femenino, fondato nella sua forma attuale nel 2020, è un progetto giovane ma ambizioso. Nella stagione 2025/26, sotto la guida dell’allenatore Pau Quesada, le Blancas hanno chiuso al secondo posto in Liga F alle spalle del dominator Barcellona, raggiungendo i quarti di finale di Women’s Champions League – dove si sono arrese proprio alle catalane con un pesante 12-2 complessivo. Per la stagione 2026/27, il club si è presentato ai nastri di partenza con diversi innesti di qualità, Caruso in testa, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il gap con il Barça e superare per la prima volta nella propria storia il tetto dei quarti in Champions. Al Real Madrid Arianna porta qualcosa di raro: esperienza accumulata nei contesti più competitivi d’Europa, leadership da capitana e la mentalità vincente di chi ha sollevato diciotto trofei in carriera. Il progetto è ambizioso, la Liga F è ancora una competizione equilibrata, e i playoff per il Mondiale 2027 in Brasile – in programma da ottobre – garantiranno ad Arianna un calendario fitto di impegni. I suoi 26 anni la collocano nel pieno della maturità agonistica. I quattro anni di contratto dicono che le Blancas ci credono davvero.

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Un capitolo inedito

Arianna Caruso è partita da Ostia e oggi porta la maglia del Real Madrid. In mezzo, una storia di sacrifici, record e coerenza – quella di una ragazza che ha lasciato casa a 17 anni, ha imparato a vincere, ha avuto il coraggio di lasciare quando sembrava impossibile farlo, e ora affronta la sfida più grande della sua vita. Un trasferimento da record, un contratto da primatista, una maglia che nessuna italiana aveva mai indossato prima. Sullo sfondo, una nazionale che la aspetta per conquistare un Mondiale. Il treno è ancora in corsa.

* In copertina Arianna Caruso (Foto fatta con AI)